Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

La tua ricerca di corallo ha fornito 6 risultati:

Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 15 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

I Governi hanno cominciato a riunirsi da sabato 13 marzo fino al 25 marzo nella più importante conferenza internazionale che coniuga e regola il commercio internazionale di specie; un'opportunità irripetibile per salvare gli oceani e le ultime foreste del pianeta, e porre un serio argine al bracconaggio a specie particolarmente protette e rare di cui si registra una preoccupante recrudescenza in tutto il mondo.

La 15° Conferenza delle Parti della Convenzione internazionale sul Commercio internazionale di specie a rischio (CITES COP 15) dovrà decidere tra l’altro su 6 proposte finalizzate ad una migliore tutela delle specie marine, incluso il cruciale divieto di commercio internazionale del tonno rosso. Una delegazione del WWF internazionale e dei suoi uffici Traffic seguirà i lavori della Conferenza.

Il tonno rosso è attualmente ridotto all’orlo dell’estinzione a causa di un eccessivo sfruttamento e della pesca illegale, dovuti essenzialmente a un mercato in rapida espansione di sushi e sashimi in Giappone, ma anche negli Stati Uniti e in Europa.

Gli stock di tonno rosso si sono ridotti di oltre l’85% in tutto il mondo rispetto ai livelli in cui si è registrato il massimo storico della specie.

I governi dovranno decidere se inserire il tonno rosso in Appendice I, offrire cioè il massimo grado di tutela previsto dalla convenzione, che ne vieterebbe qualunque forma di commercio internazionale.


>>Continua a leggere "Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione Technorati Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione Google Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione Bookmark Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione  at del.icio.us Digg Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione Bookmark Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione  at YahooMyWeb Bookmark Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione  at reddit.com Bookmark Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione  at NewsVine Bookmark Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione  with wists Bookmark using any bookmark manager!

UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Fauna

Il tempo stringe. Secondo le stime dell'ONU il tasso di perdita della biodiversità registra ormai un'accelerazione vertiginosa e un terzo dei circa 1,75 milioni di specie animali e vegetali note all'uomo è minacciato. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ritiene che nel 2008 siano scomparse ben 717 specie animali. Anche la balena beluga, il koala e il corallo a corna di cervo (acropora formosa) rischiano l'estinzione.

Per difendere animali come la lince iberica, di cui sopravvivono ancora solo circa 100 esemplari, l'UE ha elaborato un nuovo piano da qui al 2050.
Qual è l'obiettivo?

Ridurre il tasso di estinzione? Fermarlo del tutto? Riportare in vita gli ecosistemi morti? Promuovere la conservazione della biodiversità a livello mondiale?
Gli obiettivi del nuovo programma saranno decisi la prossima settimana. Ma una cosa è certa: dovrà essere realistico.

Per questo la decisione dell'UE di presentare, prima della fine di quest'anno, una strategia chiara per la tutela della biodiversità da qui al 2020.
Ed è in buona compagnia, perché anche le Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 anno internazionale della biodiversità.


>>Continua a leggere "UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Technorati UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Google UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at del.icio.us Digg UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at YahooMyWeb Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at reddit.com Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at NewsVine Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Quando il bracconaggio finanzia la guerra

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 8 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Mercati e Tendenze

Il traffico internazionale di specie protette è ormai controllato dalle multinazionali del crimine e in Africa i “signori della guerra” lo impiegano per finanziare i propri eserciti personali.
Un’escalation di bracconaggio e contrabbando per affrontare la quale occorre evolvere gli strumenti contrasto.

I bracconieri sono arrivati al galoppo all’interno del parco nazionale Zakouma, in Ciad, ultimo rifugio di una popolazione di elefanti che una volta era prospera.
Ma il loro bersaglio questa volta non erano i pochi elefanti rimasti, ma la tonnellata e mezza di avorio – del valore di circa 1,3 milioni di dollari – custodita in una camera blindata nel quartier generale del Parco e frutto dei sequestrate degli ultimi anni e veniva.

Né l'audacia dell'attacco né la sua brutalità – gli attaccanti hanno ucciso tre ranger – hanno impressionato i funzionari.
Sono circa 100 i ranger che in Africa vengono uccisi ogni anno da bracconieri ben più numerosi e meglio armati di loro.
Il vero shock è stato scoprire la provenienza degli attaccanti.


Questi erano infatti Janjaweed, appartenenti alla milizia responsabile dei genocidi in Darfur.
Un segnale minaccioso di come un certo bracconaggio si stia evolvendo da crimine commesso da piccole bande di operatori disorganizzati e poveri ad attività in grande stile che coinvolge organizzazioni criminali ed eserciti privati.

Attirati dal denaro facile, i Janjaweed hanno ampliato la propria attività di macellai senza scrupoli alle specie in via di estinzione.
Durante gli ultimi due anni hanno massacrato centinaia di elefanti intorno a Zakouma, affermano le autorità del Ciad, portando le zanne in Sudan, da dove vengono esportate illegalmente verso l’Asia per reinvestire i profitti nell’acquisto di armi.


>>Continua a leggere "Quando il bracconaggio finanzia la guerra"

2924 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Quando il bracconaggio finanzia la guerra Technorati Quando il bracconaggio finanzia la guerra Google Quando il bracconaggio finanzia la guerra Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at del.icio.us Digg Quando il bracconaggio finanzia la guerra Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at YahooMyWeb Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at reddit.com Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at NewsVine Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 23 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Il 6 aprile scorso la prestigiosa rivista scientifica “NATURE” ha pubblicato l’articolo a firma di Fabrizio Antonioli dell’ENEA sulla variazione del livello dei mari in correlazione con i cambiamenti climatici, basati sullo studio delle stalagmiti ritrovate nella grotta dell’Argentarola, un miglio a nord dal promontorio dell’Argentario, in Toscana.

Un pool di ricercatori italo-francese-australiano è riuscito ad aumentare notevolmente le conoscenze sul clima e il livello del mare durante i 3 picchi caldi dello stadio 7, penultimo periodo interglaciale occorso sulla Terra tra 190.000 e 245.000 anni fa. Un periodo quindi sul quale le uniche conoscenze sul livello del mare erano quelle ottenute dall’analisi delle carote glaciali o dei fanghi batiali negli oceani. La conoscenza della durata e della posizione del livello del mare dei periodi interglaciali è cruciale per i modelli che ipotizzano le variazioni del clima futuro.

Le stalagmiti concrezionate nella grotta sono state scoperte e campionate da Fabrizio Antonioli del Dipartimento Ambiente dell’ENEA.
Esse possiedono una caratteristica unica al mondo: conservano traccia dei livelli marini (concrezioni di vermi marini, Serpulidi) di diversi periodi interglaciali precedenti all’attuale, fino al penultimo periodo interglaciale (249 mila anni fa). Tali livelli sono inframmezzati e sigillati dalle concrezioni continentali prodotte all’interno della piccola grotta ogni volta che il mare scendeva rispetto all’attuale livello. Le 36 datazioni effettuate con il metodo dell’Uranio/Torio sono state condotte sul carbonato di calcio di origine continentale che ha consentito una precisione superiore a quella ottenuta sulle barriere di corallo fossile.


>>Continua a leggere "Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare Technorati Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare Google Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare Bookmark Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare  at del.icio.us Digg Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare Bookmark Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare  at YahooMyWeb Bookmark Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare  at reddit.com Bookmark Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare  at NewsVine Bookmark Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 13 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Foto del Corallo Bianco Lophelia da Center for Coastal and Watershed Studies
La campagna oceanografica ARCO (AdRiatic COrals), condotta dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna a bordo della nave oceanografica Urania, ha scoperto nell’Adriatico importanti vestigia dell’ultima età glaciale: si presentano dunque nuovi scenari sulla ricostruzione della storia naturale di questo mare, delle sue risorse e delle conseguenze delle variazioni climatiche sugli ambienti marini.

La scoperta più importante riguarda estese scogliere coralline a coralli bianchi (Lophelia e Madrepora) situate a meno di 200 metri di profondità al largo di Pescara, nella zona della depressione medio-adriatica, scomparsi probabilmente a seguito dell’innalzamento della temperatura in epoca post-glaciale.

I coralli bianchi rappresentano uno dei più importanti ecosistemi batiali, cioè delle profondità marine, e generalmente vivono, nell’Atlantico e nel Mediterraneo, a profondità superiori ai 350-400 metri.
La comunità scientifica internazionale rivolge grande attenzione a questi ecosistemi così peculiari, punti focali di biodiversità negli abissi e che, secondo alcuni, potrebbero essere minacciati dalla progressiva acidificazione degli oceani.
Grazie a programmi di ricerca nazionali ed europei, tra i quali Hermes (e a partire da quest’anno anche il nuovo progetto Hermione dell’UE), importanti scogliere a corallo bianco sono state rintracciate anche in acque italiane, nello Ionio, nel Canale di Sicilia e nell’Adriatico meridionale, ma sempre a profondità ragguardevoli.

La campagna ARCO era mirata a rintracciare, mediante un Rov (Remote operating vehicle), possibili scogliere coralline di Dendrophyllia cornigera (corallo giallo) che erano state segnalate dai pescatori e tipiche di profondità fra gli 80 e i 200 metri, dunque compatibili con la batimetria dell’area medio-adriatica.


>>Continua a leggere "Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico"

1247 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico Technorati Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico Google Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico Bookmark Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico  at del.icio.us Digg Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico Bookmark Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico  at YahooMyWeb Bookmark Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico  at reddit.com Bookmark Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico  at NewsVine Bookmark Scoperti coralli bianchi nell’Adriatico  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 12 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Ittica

Un giro d’affari stimato dalla LAV in circa 3 miliardi di euro: questa la cifra che emerge dal “Rapporto Zoomafia 2008” realizzato da Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, che analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità organizzata nel 2007.


Anche per il 2007 le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell’ippica si confermano i campi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più il suo interesse: un “settore”, quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro.
Nel 2007 sono state bloccate dalle forze di polizia 8 corse illegali, sequestrati 114 cavalli, denunciate 231 persone e 30 arrestate. Inchieste che hanno portato anche al sequestro di un ippodromo, 1 maneggio, 2 stalle e oltre mille confezioni di farmaci e sostanze vietate usate per dopare gli animali coinvolti, drogati e costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani.

Come dimostrato da recenti inchieste, nelle corse clandestine e nelle illegalità legate al mondo dell’ippica in genere, sono coinvolti clan di spessore criminale di primo livello, come i Casalesi, i Labate, i Santapaolo, il clan mafioso del rione Giostra di Messina, i Nuvoletta, il clan Spartà della provincia di Messina, i Parisi, i Capriati e gli Strisciuglio di Bari, i Ferrera di Catania.

Grande preoccupazione desta il fenomeno della cosiddetta “Cupola del bestiame” e dei reati ad essa connessi, che vanno dalle truffe ai danni dell’Erario, dell’UE e dello Stato, al traffico illegale di medicinali, dal furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari, fino ali gravissimo reato di diffusione di malattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni e derivati, provenienti da animali malati.
Un business con un fatturato annuo di almeno 400 milioni di euro, che in alcune regioni gestisce un vero e proprio mercato parallelo di carni e prodotti derivati da animali con la complicità di venditori disonesti e veterinari collusi. Solo nel 2007 sono stati circa 20 i veterinari denunciati e 11 quelli arrestati nel corso di varie inchieste.


>>Continua a leggere "Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008"

1514 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008 Technorati Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008 Google Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008 Bookmark Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008  at del.icio.us Digg Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008 Bookmark Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008  at YahooMyWeb Bookmark Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008  at reddit.com Bookmark Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008  at NewsVine Bookmark Il nuovo Rapporto Zoomafia 2008  with wists Bookmark using any bookmark manager!