La crisi del Tonno Rosso
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 19 novembre 2008 • Categoria: Ittica
E’ l’ultima occasione per salvare questa specie dal collasso commerciale ed evitare che la risorsa e tutta l’economia che vi ruota attorno abbiano un futuro segnato. Il WWF ricorda che un simile ‘tracollo’ economico e di specie è già avvenuto negli anni ‘90 al merluzzo nelle acque dell’Atlantico settentrionale: nel 1992-1993, il governo canadese fu obbligato a chiudere la pesca del merluzzo (senza specificarne la riapertura) a collasso ormai avvenuto.
Oltre 40.000 persone persero il lavoro.Sia la comunità di pescatori, sia lo stock di merluzzo a tutt’oggi non hanno ancora raggiunto i livelli precedenti al collasso. In quell’occasione il governo canadese era stato più e più volte avvertito da ambientalisti e comunità scientifica che lo stock era sovrasfruttato.
Allora la mancata azione di riduzione delle quote, l’iniqua limitazione dello sforzo di pesca, il tutto sorretto da una visione politica a breve termine, crearono un danno economico ed ecologico, i cui effetti oggi - dopo più di 15 anni - sono ancora tangibili.
A rafforzare questa dichiarazione e le preoccupazioni del mondo scientifico è stata la stessa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) che nell’ultimo Congresso Mondiale sulla Conservazione della Natura, che si è svolto a Barcellona lo scorso ottobre, ha espresso enorme preoccupazione chiedendo che venissero adottate misure drastiche, come la chiusura della pesca e la creazione di santuari per la protezione delle delicate fasi riproduttive della specie.Per il WWF la gestione della pesca del tonno rosso è stata un fallimento in Mediterraneo e in Italia e l’illegalità generalizzata legata allo sforamento delle quote previste annualmente ha messo in ginocchio il tonno rosso, una delle specie più tipiche del nostro Mare.
Il Report lanciato al livello mondiale “Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia - Ecco le prove” è scaricabile da qui.








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