Piccioni in città - il costo sociale
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 27 novembre 2008 • Categoria: Città e uomo, Fauna
Tralasciando l'eterna polemica legata alla presenza di questi volatili - se hanno diritto di soggiorno o meno - nelle città italiane, è ormai certo che ospitarli genera un costo alle comunità cittadine.E' indiscutibile che la loro permanenza trasformi i monumenti in depositi di escrementi e aumenta la presenza di parassiti quali zecche e pidocchi.
Ma quest'aspetto sarebbe solo quello più diretto ed evidente.
Pare prò ci siano altre tipologie di inconvenienti - indiretti - che riguardano il costo economico.
Secondo i dati forniti da Assoedilizia, solo nella città di Milano, si spenderebbero 5 milioni di euro l'anno per la manutenzione dei monumenti (eseguiti dall'Amsa, azienda milanese per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade) e del patrimonio immobiliare privato.
Negli anni si è discusso ampiamente sulle modalità per ridurre gli effetti generati dalla convivenza dei pennuti con l'essere umano.
Ultimo nel tempo è la proposta dell'Assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi, che con l'obiettivo di ridurne la metà, ha annunciato di volere installare 10 torri piccionaie in periferia, nella speranza e augurio che i piccioni "traslochino" fuori Milano.
Come molti hanno già fatto notare, il trasloco è facoltativo e si solleva il dubbio che la semplice differenza di solo uno o due gradi di temperatura tra il centro della città e la periferia potrebbe far desistere la naturale migrazione, rendendo inutile il progetto e - anzi - di essere motivo di "attrazione" per altri volatili dalla campagna alle città.
Ben più modesto, ma concreto, il suggerimento dato dal garante degli animali del Comune che sottolinea l'importanza del ruolo che devono svolgere i vigili urbani. Basterebbe infatti un'incisiva azione dissuasiva (multe) verso coloro che continuano a dar da mangiare ai piccioni.




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