Micropropagazione? Ricerca e salvaguardia delle specie
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 2 dicembre 2008 • Categoria: Flora
In Italia sono circa 25 milioni le piante riprodotte con la tecnica della 'micropropagazione', la maggior parte delle quali alberi da frutto e piante ornamentali da fiore e da giardino.

Per ‘micropropagazione’ si intende la coltura in vitro di specie vegetali in una forma miniaturizzata, in condizioni di illuminazione e temperatura controllate.
Le micropiante sono mantenute così in condizioni di sterilità e trovano nel substrato gelificato, in cui sono inserite, tutte le sostanze nutritive di cui necessitano, sali minerali, vitamine, saccarosio, sostanze ormonali.
Con la micropropagazione, le piante possono essere riprodotte molto velocemente, svincolando i laboratori commerciali dalla stagionalità tradizionale della propagazione per talea o per innesto. Con questa tecnica si possono ottenere quantità molto elevate di piante ogni 3-4 settimane e in tutto l'arco dell’anno.
Ma la coltura in vitro rappresenta anche un importante strumento per la conservazione della biodiversità, la valorizzazione delle produzioni e la protezione del territorio.
Tra le più importanti applicazioni della micropropagazione si segnala l’uso delle micro-gemme che si formano in vitro per produrre ‘semi sintetici’ e per crioconservazione, tecnica innovativa per contenere la perdita di risorse genetiche.
Lo stoccaggio di gemme, meristemi, semi interi o embrioni, alla temperatura dell’azoto liquido (-196°C), permette il mantenimento del materiale vegetale in assoluta sicurezza genetico-sanitaria e per tempi praticamente illimitati.
In quest0ttica l’Ivalsa-Cnr e Veneto Agricoltura si propongono la costituzione della ‘Criobanca del germoplasma veneto’, il primo esempio in Italia di conservazione della biodiversità vegetale con questo tipo di tecnica.
Se il progetto sarà finanziato, la criobanca ospiterà inizialmente varietà di melo, pero e di carciofo (‘Violetto di Sant’Erasmo’ e ‘Violetto di Chioggia’), linee selezionate di radicchio (Chioggia, Treviso precoce e tardivo, Castelfranco) e aglio bianco polesano.
Tutto germoplasma, questo, di grande valore e già riprodotto per micropropagazione presso il centro “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura a Rosolina (Ro).
Ma la micropropagazione può anche essere usata anche per altre finalità come la riproduzione di piante medicinali, per la produzione di biomasse o di piante micorizzate, da impiegare in programmi di rimboschimento, con il duplice obiettivo di protezione del territorio e di integrazione del reddito.

Per ‘micropropagazione’ si intende la coltura in vitro di specie vegetali in una forma miniaturizzata, in condizioni di illuminazione e temperatura controllate.
Le micropiante sono mantenute così in condizioni di sterilità e trovano nel substrato gelificato, in cui sono inserite, tutte le sostanze nutritive di cui necessitano, sali minerali, vitamine, saccarosio, sostanze ormonali.
Con la micropropagazione, le piante possono essere riprodotte molto velocemente, svincolando i laboratori commerciali dalla stagionalità tradizionale della propagazione per talea o per innesto. Con questa tecnica si possono ottenere quantità molto elevate di piante ogni 3-4 settimane e in tutto l'arco dell’anno.
Ma la coltura in vitro rappresenta anche un importante strumento per la conservazione della biodiversità, la valorizzazione delle produzioni e la protezione del territorio.
Tra le più importanti applicazioni della micropropagazione si segnala l’uso delle micro-gemme che si formano in vitro per produrre ‘semi sintetici’ e per crioconservazione, tecnica innovativa per contenere la perdita di risorse genetiche.Lo stoccaggio di gemme, meristemi, semi interi o embrioni, alla temperatura dell’azoto liquido (-196°C), permette il mantenimento del materiale vegetale in assoluta sicurezza genetico-sanitaria e per tempi praticamente illimitati.
In quest0ttica l’Ivalsa-Cnr e Veneto Agricoltura si propongono la costituzione della ‘Criobanca del germoplasma veneto’, il primo esempio in Italia di conservazione della biodiversità vegetale con questo tipo di tecnica.
Se il progetto sarà finanziato, la criobanca ospiterà inizialmente varietà di melo, pero e di carciofo (‘Violetto di Sant’Erasmo’ e ‘Violetto di Chioggia’), linee selezionate di radicchio (Chioggia, Treviso precoce e tardivo, Castelfranco) e aglio bianco polesano.
Tutto germoplasma, questo, di grande valore e già riprodotto per micropropagazione presso il centro “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura a Rosolina (Ro).
Ma la micropropagazione può anche essere usata anche per altre finalità come la riproduzione di piante medicinali, per la produzione di biomasse o di piante micorizzate, da impiegare in programmi di rimboschimento, con il duplice obiettivo di protezione del territorio e di integrazione del reddito.








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