Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il G8 in Italia: la prova della sfida al clima

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 8 luglio 2009 • Categoria: Cambiamenti climatici



I leader dei Paesi industrializzati più ricchi del mondo che si riuniscono oggi a L’Aquila devono impegnarsi a mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C (rispetto all’epoca pre-industriale) per evitare che il cambiamento climatico minacci il futuro del nostro pianeta.
Questa la posizione del WWF che invita, sollecita, solletica, ammonisce i grandi della terra.

Il summit di oggi è un’importante prova di leadership e di impegno: vedremo se il mondo benestante intende davvero assumersi la responsabilità di una lotta comune contro l’aumento delle temperature globali e contro un cambiamento climatico devastante, in vista dello storico appuntamento per un accordo globale equo, efficace e in linea con le indicazioni della Comunità Scientifica a Copenaghen.
“Un impegno chiaro che definisca nero su bianco la soglia del pericolo a 2°C è un dovere assoluto per i Paesi del G8”
ha dichiarato Kim Carstensen, leader della Global Climate Initiative del WWF.
“I Paesi che si riuniranno a L’Aquila hanno la più grande responsabilità di mostrare una leadership sul clima. Senza la loro azione non possiamo aspettarci che il resto del mondo faccia qualcosa.”
I leader del G8 devono trovare un accordo per stabilire ambiziosi obiettivi a medio-termine per la riduzione delle emissioni entro il 2020, e devono mostrare al mondo che vogliono davvero andare fino in fondo.
Stanno discutendo un obiettivo a lungo termine per la riduzione delle proprie emissioni dell’80% entro il 2050.
Ma secondo il WWF, l’80% è solo il minimo indispensabile.
Il WWF chiede che i Paesi industrializzati riducano le proprie emissioni del 95% entro il 2050, e di almeno il 40% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.
Gli USA devono assumere un obiettivo (sempre a medio termine) paragonabile per tipologia, forma legale e impegno.


“Dai leader del G8 ci aspettiamo una dichiarazione chiara per la riduzione delle proprie emissioni di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. E’ il minimo indispensabile e qualunque obiettivo più debole sarà un completo fallimento. Una dichiarazione ferma da parte del G8 invierà un forte segnale al mondo in via di sviluppo e renderà più facile la riduzione delle emissioni anche per le economie in via di rapido sviluppo”
ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.
E’ fondamentale che gli obiettivi a lungo termine abbiano sempre come anno di riferimento il 1990, per assicurare la possibilità di comparare gli sforzi dei diversi Paesi e attuare le riduzioni davvero necessarie per rimanere ben al di sotto dei 2°C.

A margine del G8 avrà luogo anche il Major Economies Forum (MEF), l’incontro delle 17 più importanti economie del mondo, responsabili di circa l’80% delle emissioni globali.

Il MEF deve condurre il dibattito sul fronte delle tecnologie, mobilizzando risorse per definire Programmi di Azione Tecnologica focalizzati su tecnologie utili per i Paesi emergenti, come l’energia solare a concentrazione, le “smart grid” ovvero le reti elettriche intelligenti, efficienza energetica negli edifici, sistemi per monitorare la deforestazione, stazioni meteo con sistemi d’allerta.
 
Il MEF deve mostrare una chiara leadership sul trasferimento di tecnologie e deve garantire lo stanziamento di maggiori risorse per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. I fondi pubblici per la ricerca devono essere raddoppiati entro il 2012.
“Per vincere la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato ci vuole coraggio e solidarietà.
Il G8 e il MEF in Italia saranno la migliore opportunità per dimostrare che nel mondo ci sono veri leader, e non solo politici”.
ha concluso Midulla.
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