Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Bioluminescenza: l'importanza dell’energia in natura

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 20 luglio 2009 • Categoria: Ittica



Bioluminescenza della medusa Aequorea victoria scoperta nel 1962
Per molti, l’energia è quella “cosa” che fa accendere una lampadina, fa sì che si possa vedere la televisione o mettere in moto la lavatrice.
In realtà l’energia, sotto varie forme, è presente in ogni aspetto della vita che ci circonda.

Enel e Marevivo hanno trovato un punto di incontro sul tema dell’energia nell’ambiente marino con l’iniziativa “20.000 volt sotto i mari”, che è stata presentata alla stampa mercoledì scorso presso la sede nazionale dell’associazione ambientalista.
Insieme, Enel e Marevivo intendono diffondere il significato dell’energia nell’ambiente marino, approfondendo il tema della ricchezza di biodiversità che il mare racchiude e l’importanza della sua conservazione.

Lo spunto è stato offerto dai numerosi organismi marini che emanano energia, da quelli luminosi a quelli che rilasciano scariche elettriche.
Milioni di anni prima del’invenzione della lampadina, infatti, la natura ha fornito a molte creature punti luce e batterie “incorporate”.

La bioluminescenza, la produzione di luce in maniera organica, permette a una miriade di organismi marini di generare luce per adescare o abbagliare, nascondersi o farsi notare, mangiare o evitare di essere mangiati, muoversi nel buio degli abissi e perfino comunicare.



Questi organismi, spesso di piccole dimensioni, sono sempre più minacciati dal degrado del loro habitat; la conoscenza di queste “lampadine viventi” e del loro ruolo fondamentale nell’ecosistema marino, può attivare una maggiore consapevolezza della necessità di tutelare il mare e le sue risorse.

Nel 1962 fu osservata la bioluminescenza nella medusa cristallo, l’Aequorea victoria.
Inizialmente fu studiata per il puro piacere della scoperta.
Poi si scoprì che la Proteina Verde Fluorescente alla base del fenomeno poteva essere impiegata per la diagnostica anche in campo medico.
Nel 2008 il premio Nobel per la Chimica è stato attribuito ai tre ricercatori che, spinti dalla curiosità, hanno rivelato i misteri della bioluminescenza di Aequorea e ne hanno poi trovato importanti applicazioni.

E ancora.
Ricercatori italiani hanno mostrato come la medusa Turritopsis sia in grado di invertire il suo ciclo biologico, riorganizzando le sue cellule ed evitando, almeno temporaneamente, la morte.
In futuro, forse, anche questa scoperta ci potrebbe portare applicazioni inaspettate.

La biodiversità marina è in gran parte sconosciuta.
Anche le specie conosciute, come Aequorea e Turritopsis, ci riservano sorprese inaspettate. Animali percepiti di solito negativamente, come le meduse, possono diventare nostri grandi alleati.

La ricerca di base è il presupposto imprescindibile per l’innovazione tecnologica in tutti i campi, incluso quello energetico. Ed è il mare a riservarci le sorprese più rilevanti.

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