Sotto analisi i laghi italiani. Disastro Lombardia
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 3 settembre 2009 • Categoria: Territorio
Acque inquinate in 14 punti sul lago di Garda, dove le analisi hanno rilevato una concentrazione di batteri fecali al di sopra dei limiti di legge.Sei sono sulla sponda lombarda, due su quella trentina e infine gli altri sei sulla costa veneta.
Sui quattordici laghi otaliani monitorati da Legambiente, in 6 regioni, alla fine sono stati 65 i campioni risultati inquinati.
Tra i bacini più grandi la maglia nera nazionale va al lago di Como - con 15 punti critici, in media uno ogni 11 km di costa - e all’Iseo - con 9 campioni fuori dai limiti, mediamente uno ogni 7 km.
Questo il bilancio complessivo al termine della sesta e ultima tappa della Goletta dei Laghi, la campagna per il monitoraggio e l’informazione dei bacini lacustri conclusasi a fine luglio, quest’anno alla ricerca dei punti critici sulla qualità delle acque, realizzata in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati).
Riflettori accesi dunque sul più grande bacino italiano che si estende in tre differenti regioni: Lombardia, Veneto e Trentino.
Tre i punti risultati fortemente inquinati sulla sponda lombarda. Di questi, due sono “vecchie conoscenze” della Goletta dei Laghi, Desenzano e Limone del Garda, a cui quest’anno si aggiunge la new entry di Tignale, frutto delle segnalazioni al servizio “SOS Goletta” di Legambiente.
Inquinati invece i punti a Moniga, Salò e Toscolano Maderno.
dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente LombardiaIl Garda ha bisogno di urgenti interventi infrastrutturali, a partire dal basso lago
Occorre adeguare il sistema di depurazione, anche alla luce dei nuovi sciagurati piani di sviluppo urbanistico, basati molto spesso sulla costruzione di seconde case.Il Pirellone ha infatti cambiato le regole del gioco anticipando l’entrata in vigore della nuova normativa sulla balneazione, il d.lgs. 116/2008, nonostante il decreto mille proroghe e una successiva circolare del ministero della Salute prevedessero anche per l’estate 2009 il monitoraggio delle acque secondo la vecchia legge del 1982, utilizzata da tutte le altre regioni italiane e dai tecnici della Goletta dei Laghi.
Bisogna risolvere il problema dei 130 sfioratori che scaricano a lago reflui non depurati durante le piogge, separando laddove possibile la rete delle acque bianche da quelle nere. E’ solo con questi interventi che si migliora la salute dei laghi e non cambiando ‘frettolosamente’ la normativa, così come ha fatto la Regione Lombardia.
Nel fare questo la Regione Lombardia non ha aspettato il completamento dell’iter del Ministero della Salute con l’approvazione del decreto attuativo senza il quale la nuova normativa non è pienamente applicabile, oltre a risultare più permissiva.Con il cambio della normativa lombarda sulla balneazione, che Legambiente ha definito una “magia alla Houdini”, a diventare puliti “per decreto” sul lago di Garda sono ben 4 punti sui 6 riscontrati inquinati dall’associazione: Moniga, Salò, Toscolano Maderno e Limone del Garda.
Ma la Goletta ha analizzato tutto il lago di Garda. Sulla sponda veneta sono risultati fuori dai limiti 6 campioni. In particolare fortemente inquinati sono i 4 punti di Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise e Bardolino.
Inquinati invece i due campioni prelevati a Garda e a Torri del Benaco.
In Trentino off limits invece i punti campionati a Torbole del Garda, risultato fortemente inquinato, e a Riva del Garda, dove ad essere inquinata è la foce dei fiumi Albore e Varone.
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Il Garda ha bisogno di urgenti interventi infrastrutturali, a partire dal basso lago






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