Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

La gestione sostenibile delle foreste e le grandi scimmie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 11 settembre 2009 • Categoria: Fauna



La gestione sostenibile delle foreste – quali quelle certificate secondo gli standard FSC (Consiglio per la Gestione Forestale Sostenibile) – ha un ruolo vitale nella conservazione delle ultime grandi scimmie rimaste al mondo, ovvero bonobo, scimpanzé, gorilla e orango.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto promosso dal WWF “Great Apes and Logging” reso noto oggi a livello internazionale che contiene un Decalogo di raccomandazioni per i Governi dei paesi importatori ed esportatori di legname, le imprese e i consumatori.

Il rapporto WWF evidenzia infatti che le foreste certificate e gestite secondo gli standard FSC – il marchio di qualità per la gestione responsabile delle foreste – ospitano e garantiscono la vitalità delle popolazioni di queste grandi scimmie allo stesso livello di parchi e riserve nazionali.

E conferma che una gestione forestale in linea con gli standard FSC è oggi lo strumento più importante per coniugare conservazione e utilizzo sostenibile di un patrimonio forestale mondiale depredato a ritmi allarmanti, con processi di deforestazione che negli ultimi 10 anni hanno distrutto milioni di ettari di foreste che ospitano ancora le grandi scimmie in paesi come l’Indonesia, Malesia, la Repubblica Democratica del Congo, il Gabon, il Camerun e la Nigeria (senza contare le altre aree forestali colpite dal taglio illegale come l’Amazzonia (da non perdere la recente inchiesta di Greenpeace) e i paesi attraversati dal Mekong dove le grandi scimmie non sono presenti.



Negli ultimi 50 anni, il numero di grandi scimmie esistenti al mondo si è dimezzato, tanto che tutte e quattro le specie di grandi scimmie – bonobo, scimpanzé, gorilla e orango  -  sono considerate ‘in pericolo’ o ‘ in grave pericolo’ di estinzione.

Per alcune di esse parliamo ormai di poche centinaia di esemplari rimasti, a volte isolati tra loro, minacciati soprattutto dalla caccia, dalle malattie e proprio dalla distruzione degli habitat.

Proprio per questo, secondo il WWF, la rete di aree protette e sistemi naturali in questi paesi deve essere strettamente correlata alla gestione di foreste certificate, che possono rappresentare un’estensione degli habitat esistenti oltre che ‘corridoi ecologici’ di connessione tra habitat isolati, creando una rete adeguata di ambienti in cui le grandi scimmie possano vivere e riprodursi.

Le analisi scientifiche effettuate hanno confermato che se le foreste vengono correttamente gestite è possibile coniugare le esigenze della conservazione con il mantenimento del loro valore anche economico per le generazioni future.

Rispetto agli altri tipi di gestione forestale, il taglio responsabile nel rispetto dei principi FSC offre una maggiore garanzia che siano mantenute condizioni adeguate di vita per le grandi scimmie.
Nelle foreste tropicali, infatti, i principi FSC consentono di rimuovere solo alcuni alberi selezionati, lasciando intatte le altre parti di foresta, e prescrivono che le condizioni di habitat per specie rare e minacciate siano preservate. Questo significa per esempio che alcuni alberi da frutto, importante fonte di cibo per le scimmie, vengono mantenuti intatti.

Con gli standard FSC si possono risolvere anche la principale minaccia per le grandi scimmie, soprattutto in Africa, ovvero la caccia illegale: essi prescrivono, infatti, che bracconaggio e taglio illegale del legname siano sottoposti a controllo e invitano i Governi ad assicurare che chiunque sia trovato a cacciare illegalmente venga perseguito.
“Oggi più che mai serve una seria presa di responsabilità da parte delle nostre industrie del settore
ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabile Specie, TRAFFIC e Timber trade del WWF Italia
L’Italia è uno dei più significativi importatori di legname da Indonesia, Malesia e dai Paesi del Bacino del Congo e molte nostre aziende sono direttamente impegnate nella gestione forestale nelle stesse aree, con concessioni forestali per milioni di ettari. Tutto questo si deve tradurre in un impegno verde delle nostre aziende, che manifesti il nostro reale interesse a tutelare il pianeta e le sue risorse per le generazioni future. Ancora oggi sono poche le aziende di settore certificate che garantiscono ai consumatori che il loro approvvigionamento non comporta taglio illegale, né la distruzione dell’ambiente o delle sue specie, nel rispetto dei diritti delle comunità locali.”
Link: Salviamo il Gorilla - Campagna WWF

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