Prima giornata mondiale senza i sacchetti di plastica
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 12 settembre 2009 • Categoria: MaterialiSe dobbiamo essere sinceri, non era necessaria una giornata mondiale senza sacchetti di plastica per ricordare a tutti l'uso consapevole e responsabile di questa borsa usa e getta. Anche perché l'uso smodato delle "giornate mondiali" ne sta facendo perdere l'efficacia e il livello d'attenzione nei loro confronti sta via via scemando .... ma ....
se questo è ormai l'unico modo per comunicare con la gente, vada per la Giornata mondiale senza i sacchetti di plastica.
Su iniziativa della Marine Conservation Society (MCS), la campagna “Porta la Sporta” lancia un invito a tutti i consumatori: munirsi di borse riutilizzabili e non usare sacchetti di plastica per tutta la giornata di oggi, ma anche nei giorni a venire.

Una tartaruga con una parte di sacchetto di plastica in bocca
E’ un modo facile e assolutamente efficace per fermare l’abitudine insensata delle shopper monouso e ridurre le loro gravissime ripercussioni sull’ambiente, in attesa che anche in Italia ne venga vietato l’utilizzo, una decisione prevista dall’Unione Europea entro il gennaio 2010 ma che l’Italia ha già rimandato al 2011.
Ogni anno vengono consumati nel mondo centinaia di miliardi di sacchetti di plastica (100 miliardi solo in Europa), utilizzati per una media di 10-20 minuti.

Solo in Italia si consumano oltre 20 miliardi di shopper l’anno, una media di circa 400 per ogni cittadino italiano, ponendoci tra i primi consumatori al mondo. E tutto questo è associato a ingenti consumi di petrolio ed emissioni di gas serra, oltre che di altre sostanze inquinanti.
Ma non è solo questione di energia e di consumi.
Finito il loro breve utilizzo, i sacchetti finiscono nelle discariche, ma anche dispersi nell’ambiente, nei boschi, nei mari, dove rimangono per centinaia di anni.

I tempi di degrado variano infatti, a seconda dello spessore della plastica e delle condizioni ambientali, da decenni a centinaia di anni.
Quando poi finiscono nelle acque diventano veri e propri killer, in particolare per quelle specie marine che si nutrono di meduse e che spesso li confondono.
Ogni anno migliaia di delfini, foche, tartarughe marine, balene, ma anche uccelli marini muoiono soffocati, strozzati o per irreparabili danni all’apparato digerente causati dall’ingestione di sacchetti.

Invertire questo trend e ridurre la “follia plastica” è possibile, basta un piccolo cambiamento nel proprio stile di vita: fare sempre a meno del sacchetto di plastica e degli imballaggi inutili (come quelli usati per frutta e verdura), usare sempre borse della spesa riutilizzabili in tela o altri materiali, inventando soluzioni creative per il trasporto dei propri acquisti.
E’ l’invito della campagna “Porta la Sporta”, promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi e patrocinata tra gli altri anche dal WWF Italia, che ha già coinvolto decine di Comuni, Province, Enti e Associazioni in tutta Italia, con adesioni in costante crescita.
Un obiettivo accessibile a tutti i cittadini e un punto d’arrivo anche per la grande distribuzione, che ha l’opportunità di promuovere stili di vita e abitudini di consumo sostenibili presso milioni di clienti.

Tra le iniziative virtuose che stanno promuovendo l’abbandono del sacchetto di plastica, il WWF ha sostenuto il percorso di Auchan, che dal 1 luglio ha bandito il sacchetto in polietilene dai 51 ipermercati dislocati in 11 regioni italiane, con un risparmio complessivo di 180 milioni di sacchetti in polietilene e 30 milioni di sacchetti in plastica riciclata al 40% ogni anno.




1 Commenti
sono l'ideatrice e la referente della campagna "Porta la Sporta" e prendo spunto dal tuo incipit per raccontarti come è andata. Questa campagna è partita lo scorso aprile con un programma mirato di coinvolgimento dei comuni, delle provincie, della grande distribuzione organizzata, delle organizzazioni ambientaliste, delle associazioni dei consumatori, allo scopo di fare sistema in un paese dove tutti vogliono distinguersi e brillare di luce propria anche a costo di mancare il bersaglio.
Abbiamo proposto a tutti GDO inclusa adesione gratuita alla campagna come media partners o partners operativi. Abbiamo trovato l'adesione di Italia Nostra che sta promuovendo la nostra campagna all'interno della loro edizione di Paesaggi sensibili , del FAI e di Adiconsum. La grande distribuzione non ci ha ancora degnati di una risposta, un gruppo leader ci ha detto no perchè fanno già da soli, la Coop ha fatto un comunicato stampa in cui cita la giornata solamente per ribadire che loro sono i primi ad essere passati ad una graduale eliminazione delle buste in plastica. Questo nonostante cominciamo ad essere invitati a dei tavoli di concertazione provinciali con i rappresentanti della GDO. Le associazioni dei consumatori a parte Adiconsum non ci hanno dato una risposta il CAI e Terranostra di Coldiretti ci hanno negato una qualsiasi formula di adesione. Questa è la realtà italiana, a prescindere dal lavoro serio e concreto che si porta avanti se non vai sui giornali NON SEI NESSUNO. E noi abbiamo trovato il modo abbiamo creato un evento da un semplice e unico comunicato stampa dell'associazione MCS che non ha neanche peraltro reagito alla nostra comunicazione di offerta per creare un evento in Italia. Nessun altro paese ha ripreso l'evento
come l'Italia, tranne il movimento delle Plastic bag free cities (movimento a cui ci siamo ispirati) a
livello locale e gruppi di attivisti e volontari sparsi per il mondo. La stampa che nonostante nostre diverse sollecitazioni ci aveva sin qui ignorati ha iniziato a parlare di noi ( articoli tra gli altri su Manifesto, Unità, Repubblica.it, Die Welt) solamente dopo che i numerosi blogger che frequentano il nostro sito e vari siti di settore hanno cominciato a citarci. Questa è la realtà di questo paese Luca e per poter avere voce e proporre un progetto A LUNGO TERMINE come l'ambiente richiede si è costretti a "stare al gioco" e lo scopo in questo caso penso possa giustificare il mezzo...
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