Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Lo spirito verde di Electrolux. La riduzione dei consumi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 30 settembre 2009 • Categoria: Elettrodomestici verdi



Continua la nostra passeggiata tra le aziende che dichiarano una nuova strada verso l'ecosostenibilità.
Il nostro intento non è tanto quello di pubblicizzare industrie o valorizzare brand indirizzati al mercato di massa. Ci pensano loro a fare questo lavoro e non hanno certo bisogno di noi.

Il nostro scopo è quello di capire cosa sta succedendo attorno a noi.

Non solo quindi buoni intenti e macropolitiche econonomiche pro ambiente delle singole nazioni, ma anche scoprire quali direzioni sono state intraprese da quelle aziende dalle quali acquistiamo prodotti e servizi e che usiamo nel corso della nostra vita e nelle nostre case.

Dopo Metro Cash&Carry, oggi vi vogliamo parlare di Electrolux e delle proprie iniziative pro-ambiente che vanno sotto il cappello GreenSpirit.

Il primo impegno di Electrolux è quello della riduzione dei consumi, processo avviato già nel 2005 e conclusosi nel 2008.
Ora un nuovo obiettivo vede entro il 2012 un ulteriore riduzione dei consumi di energia elettrica sia nella fase produttiva, sia in quella distributiva.

Ecco cosa ha già raggiunto come risultati e quali sono i suoi prossimi passi.


Per il 2012 Electrolux ha annunciato la riduzione del 15% del consumo di energia elettrica entro la fine del 2012 (rispetto al 2008), richiesto alle fabbriche, agli uffici e ai magazzini.
Un risparmio importante che è previsto essere di 100 milioni di corone svedesi (riferimento prezzi 2008) e di 70.000 tonnellate di anidride carbonica, pari alla quantità emessa da 30.000 automobili in un anno. Un vantaggio quindi sia per l’ambiente che per il Gruppo.


Già i risultati del precedente piano triennale hanno visto alla fine del 2008 una riduzione del consumo di energia del 14,5% rispetto al 2005 con un risparmio economico di circa 100 milioni di corone svedesi e una riduzione dell’impatto ambientale di 90.000 tonnellate di anidride carbonica pari alla quantità emessa in un anno da 40.000 automobili.

La multinazionale svedese, infatti, ha assunto già da molti anni un impegno ecologico che coinvolge tutta la filiera produttiva e si è impegnata in un processo di miglioramento continuo per ridurre l’impatto ambientale non solo dei prodotti ma anche, complessivamente, di tutte le sue attività.

Non solo.
Electrolux sta cercando di spingere i governi ad attuare politiche di incentivazione per sostituire i vecchi elettrodomestici con nuovi e più efficienti modelli, al fine di ottenere reali e concreti risultati verso una eco-sostenibilità del mercato.
I suoi nuovi frigoriferi, come tanti altri della concorrenza, hanno raggiunto risultati significativi, come ad esempio un risparmio nei consumi pari al 70% rispetto ai frigoriferi di soli 15 anni fa.
Uno sforzo in ricerca e tecnologia che rischia di essere vano se i vecchi frigoriferi rimangono funzionanti nelle case di tutto il mondo.

Qualche critica arriva dalla stessa Electrolux nei confronti dell'etichetta energia sugli elettrodomestici, che sembra aver perso la sua importanza e spessore.
“L’ecologia rappresenta una grande opportunità, un motore di ricerca per quanto riguarda i mercati maturi – dichiara Gianfranco Schiava, amministratore Delegato di Electrolux Zanussi Italia – ma a condizione che la sfida ambientale venga affrontata con un approccio integrato che consideri tutti i processi e gli attori coinvolti in una filiera senza cercare semplificazioni di comodo come ad esempio, nel nostro settore, l’etichetta energetica”.
L’etichetta energetica, alla sua entrata in vigore, ha rappresentato uno strumento importante per il consumatore, divenuto consapevole dell’importanza di scegliere prodotti ad alta efficienza, e per le aziende, in quanto stimolo ad un investimento in innovazione che in pochi anni ha rivoluzionato l’offerta di prodotto.


Ma oggi ha esaurito il suo compito in quanto rimane una valutazione di efficienza energetica senza garanzia di veridicità perché non viene assegnata da un istituto di certificazione indipendente ma è il risultato di un’autocertificazione.
“Serve una certificazione reale e obiettiva – continua Schiava – e un regime sanzionatorio. Perché è giusto premiare le aziende che dimostrano comportamenti virtuosi e che credono nell’innovazione e nella ricerca che rappresentano in un periodo di crisi l’unico strumento vincente. In un momento di difficoltà la soluzione più semplice è tagliare i costi ma questo, alla lunga, non porta conseguenze positive perché in fabbrica si può migliorare l’efficienza ma non costruire il successo nel mercato del futuro”.
Link: Electrolux

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