Nucleare Italia? Si, forse, ... ma le regioni dicono NO!
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 30 settembre 2009 • Categoria: TerritorioIl nucleare trova un muro quando passa dai proclami al territorio.
A seguito dell’appello rivolto l’11 settembre da Greenpeace, Legambiente e WWF, che invocava il ricorso alla Corte Costituzionale per fermare il provvedimento sul nucleare di sostanziale centralizzazione delle procedure e militarizzazione del territorio, si è scatenato in questi giorni un vero e proprio ‘effetto domino’.Dopo i primi no di alcune regioni, a oggi hanno impugnato la legge dimostrando la propria opposizione alla scelta nucleare ben 11 regioni, che rappresentano circa il 56% del territorio italiano, ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria.
Oltre a queste, Sardegna e Veneto hanno detto no al nucleare sul proprio territorio con ordini del giorno o dichiarazioni del presidente.
Tra le regioni che non hanno aderito all’invito delle associazioni a impugnare la legge, la Sicilia aveva manifestato l’intenzione di impugnare comunque la legge, ma non si ha notizia di una delibera in tal senso.
Insomma, le Regioni difendono le proprie competenze e devono fare i conti con il proprio elettorato.L'esplicito OK ad una centrale nucleare sul proprio territorio, potrebbe creare non poche fratture nei confronti di diversi strati della popolazione.
Le tre associazioni chiederanno ancora una volta una dichiarazione, esplicita, attraverso la quale le Regioni ancora in forse si pronuncino chiaramente, possibilmente prima delle prossime elezioni.
Ora il Governo dovrà tener conto di quanto sta succedendo sul territorio italiano e se preferirà fare marcia indietro rispetto a una prospettiva come quella del nucleare dovrà immediatamente liberare risorse e alternative nel più breve tempo possibile.




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