Per i responsabili dell'IT il tema "green" è importante, ma solo a parole
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 2 ottobre 2009 • Categoria: Produzione & ConsumiRecentemente Gartner Group ha realizzato una ricerca intervistando 130 responsabili aziendali nelle infrastrutture IT e nel campo della gestione dei datacenter.
Cosa è emerso?
Gli intervistati avrebbero un'anima "verde", indicando che il risparmio energetico è una priorità ma gli stessi sono convinti che l'offerta "verde" dei costruttori di apparecchiature elettroniche e tecnologiche abbia una bassa priorità per i prossimi 18 mesi. Pertanto ci si troverebbe ad un percorso ad ostacoli.

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Il 68% degli intervisttati ritiene che il risparmio energetico è sicuramente la priorità del proprio datacenter nei prossimi 18 mesi, ma solo per il 7% - vista la scarsa offerta - prevede acquisti di soluzioni "green".
Insomma, un cane che si morde la coda.
Se l'anima è verde, il mercato si inceppa. I costruttori non prevedono grossi investimenti in apparecchiature informatiche a basso o bassissimo consumo, gli acquirenti, vista la scarsa offerta, non chiedono e non stimolano l'offerta a cambiare direzione o anticipare i tempi verso il risparmi energetico.
Gartner Group però segnala un problema emerso dall'indagine.
I responsabili dei datacenter non pongono una reale attenzione al processo di misurazione, monitoraggio e modellizzazione dell'uso dell'energia nel datacenter.
Mancherebbe, infatti nella maggior parte dei casi un accurato dashboard che consente loro di controllare la reale riduzione dei costi energetici e quindi il raggiungimento degli obiettivi richiesti da leggi o pianificazioni "green".
In definitiva si assisterebbe ad una dichiarazione - quella della volonta di ridurre i consumi energetici - ma solo a parole.
Entriamo nel merito della ricerca.
Dal confronto che Gartner Group ha avuto con i 130 responsabili IT è emersa la spiegazione di questo atteggiamento: anche se sono interessati e hanno disponibili gli strumenti per ridurre i costi energetici, le priorità effettive sono il consolidamento, la razionalizzazione e virtualizzazione nel campo dell'informatica.

Consumi energetici nei DataCenter
Del resto il 15% degli intervistati hanno ammesso che le strutture tecnlogiche al quale sono a capo entro 12 mesi saranno produttivamente insufficienti e quindi saranno costretti a costruire nuovi siti o ristrutturare quelli esistenti.
Questa potrebbe essere un'occasione d'oro per pensare all'aspetto "green".
Peccato che solo il 48% abbia preso in considerazione metriche per valutare gli aspetti energetici ed eco-sostenibili delle nuove strutture informatiche e dei nuovi DataCenter.
Il che porta i ricercatori di Gartner Group ad affermare che senza sistemi di misurazione che rendano più accurato il confronto dei costi di base e il raffronto tra differenti soluzioni possibili diventa impossibile poter parlare di un reale risparmio energetico.
Un'ottima occasione persa soprattutto se vista sotto l'aspetto marketing e comunicazione indirizzata verso il mercato.
Se le aziende volessero poter pubblicizzare la riduzione di ossido di carbonio e quindi poter dichiarare una riduzione del proprio carbon footprint.
E tali misurazioni, dicono a Gartner, devono seguire criteri standard trasparenti e pubblicizzabili e non misure fatte a uso interno.
I consulenti Gartner Group hanno alla fine redatto alcuni suggerimenti specifici e tecnici, che riguarda proprio le infrastrutture informatiche e i DataCenter.
- Alzare la temperatura della sala server a 24 gradi e, utilizzando sensori, identificare eventuali punti bollenti.
- Sviluppare metriche di efficienza energetica del datacenter che forniscano i dati appropriati a differenti livelli di gestore IT e finanziario
- Utilizzare benchmark di SPECpower per valutare le relative efficienze energetiche dei server
- Migliorare l'utilizzo dell'attuale infrastruttura col consolidamento e la virtualizzazione prima di costruire o acquistare nuovi spazi aggiuntivi per il datacenter.




1 Commenti
I produttori non propongono (o propongono poco), i responsabili cercano poco. Il mercato non è stimolato.
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