I cambiamenti climatici mandano gli uccelli "fuori tempo"
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 14 ottobre 2009 • Categoria: Cambiamenti climatici
Balia Nera in estinzione - Foto di Emanuele Stival
Non solo, ma un aumento della temperatura globale di più di 2°C, la soglia limite indicata dagli scienziati per evitare effetti devastanti anche sulla biodiversità, potrebbe aumentare le estinzioni fino al 38% entro il 2050 nella sola Europa.
E’ uno dei principali temi che saranno discussi al XV Convegno Italiano di Ornitologia “Cambiamenti climatici e disturbi di origine umana”, che inizia oggi per concludersi il 18 ottobre prossimo resso il Parco Nazionale del Circeo dalla Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli (associazione ornitologica fondata nel 1965 da Fulco Pratesi) e patrocinato da WWF Italia, LIPU-BirdLife, ISPRA, Agenzia Regionale Parchi della Regione Lazio e Parco Nazionale del Circeo.
Ma come i cambiamenti climatici possono influire sugli uccelli?

Gallo Cedrone - Foto di Alessio Di Leo
Le Balie nere olandesi per esempio, un piccolo uccellino che si trova anche in Italia, sono diminuite del 90% dal 1987 al 2003 perché arrivano troppo tardi rispetto alla disponibilità di larve di cui si nutrono.
Cambiando zone e aree, gli uccelli trovano nuove condizioni ecologiche, nuovi predatori e a volte, come le Aquile imperiali spagnole, escono dai confini delle aree protette diventando facile preda dei bracconieri.
Il cambiamento climatico favorisce il diffondersi di malattie letali come la malaria, riduce la disponibilità di cibo, mentre eventi climatici estremi come alluvioni e siccità possono causare un’irrimediabile perdita di habitat e decimare intere popolazioni di volatili.
Per le specie per cui migrare è difficile se non addirittura impossibile non ci sono alternative: i galli cedroni inglesi potrebbero estinguersi nel 2050 per la scomparsa di habitat dovuta al cambiamento climatico.




0 Commenti
Aggiungi Commento