Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Dalla Sicilia, nanotecnologie per il fotovoltaico di ultima generazione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 ottobre 2009 • Categoria: Innovazione



Si chiama PPD (Pulsed Plasma Deposition) ed è la nuova frontiera resa possibile grazie ad una tecnica innovativa di produzione progettata nel cuore del distretto Etna Valley che permetterà di produrre semiconduttori a film sottile per uso fotovoltaico.
Una enorme potenzialità ed enormi vantaggi economici e applicativi.
Questi nuovi semiconduttori a film sottile potranno sostiture i tradizionali wafer di silicio più costosi e pesanti, che trovano applicazione nel settore fotovoltaico e dei dispositivi microelettronici.

L'origine di tutto è il Progetto Plasia (Progettazione e realizzazione di un sistema di deposizione al plasma di silicio amorfo su substrati plastici), nato dalla collaborazione scientifica tra Università di Catania e partner privati (Advanced Technology Solutions e Meridionale Impianti di Catania).
Plasia ha avuto possibilità di nascere ed evolvere grazie un investimento complessivo di appena 1,9 milioni di euro, di cui 610 mila provenenti dalla misura 3.14 del Programma operativo regionale Sicilia 2000/2006.

In termini assoluti, una vera inezia se confrontati dai risultati ottenuti.


Il funzionamento del sistema è semplice.
Un piccolo reattore, nel quale si inserisce una pasticca del materiale scelto (ad esempio, silicio), ricopre la superificie collocata, il cosiddetto "target", di quella sostanza.
Rilevante è la novità della tecnologia sperimentata nell'Etna Valley: la macchina lavora a temperature "basse", circa 80 gradi, mentre le altre oggi sul mercato si basano sul laser e funzionano a temperature di 400 gradi.
La macchina che abbiamo sviluppato
spiega Ada Di Stefano, ad di Advanced Technology Solutions
consente di depositare anche a livello nanometrico, cioè in spessori invisibili all'occhio umano, e a freddo, ovvero a temperature basse. Per questo è possibile utilizzare superfici che con il trattamento tradizionale si scioglierebbero, in primo luogo la plastica.
Le prime applicazioni del progetto riguardano soprattutto l'ambito del fotovoltaico.
Dimentichiamo i pesanti e alti pannelli fotovoltaici sui tetti delle case: il thin film permetterà di generare energia dalle pareti, dalla vela di una barca o dalla custodia del notebook.
E potremo comprarne pellicole al supermercato.
Ovviamente, per ora si tratta di un'applicazione da laboratorio, per quanto collaudata e verificata, che richiede tra uno e due anni di lavoro per arrivare alla produzione industriale.

Link: AT Solutions
Via | Confindustria Enna
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1 Trackbacks

  1. Ad Agrigento a gennaio partirà la più grande fabbrica italiana di produzione fotovoltaico di tipo Thin Film a base di Gas silano.E se a questo primato vogliamo aggiungere che è stata realizzata senza finanziamenti pubblici ma grazie a capitali privati p

1 Commenti

Mostra commenti (Cronologicamente | Per argomento)
  1. KE IL FATO VI SIA ,BENIGNO.
    Sono 1 81n che spera ancora che GEA si salvi: pensare a tutti i meccanismi che, in afflato di azioni, ci hanno portati ad avere ad ENNA come in altre eccellenze dei \"RICERCATORI\" come VOI, mi fa felice e ... triste allo stesso momento.
    Spiegazione: Poteri forti legati al petrolio o, peggio ancora, all\'atomico, si frapporranno alla realizzazione il reale abbraccio fra noi e il sole, piccola navicella che speriamo fertilizzi l\'universo tramite questa skeggetta di GEA.
    Ma io vi ho dato il mio saluto e quell\'aug vi sia benigno

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