Le campagne mangiate negli ultimi 40 anni dalle città e dal progresso
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 6 novembre 2009 • Categoria: Territorio
Un territorio grande quasi come due volte la regione Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari.Questo è quanto è stato sottratto all'agricoltura negli ultimi 40 anni.
I dati sono emersi dallo studio realizzato per la Coldiretti dal prof. Angelo Frascarelli dell'Università di Perugia, dal quale si evidenzia che l'erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all'abbandono delle zone marginali.
Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove ci sono 5.581 comuni, il 70% del totale, a rischio idrogeologico. Di questi 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità.
Ma non basta.
E' utile sapere che il 42 % di chi acquista terra non è un imprenditore agricolo, con tutto quello che implica.
L'uso plurimo della terra (agricolo, residenziale, ricreativo, paesaggistico, ambientale) che sarebbe meglio definire conflittuale soprattutto in quei contesti tipici delle aree di pianura, l'alta densità demografica, i forti vincoli ambientali, paesaggistici ed idrogeologici, generano una forte pressione che tiene particolarmente alto il valore della terra in Italia.
Tra i nuovi fenomeni va segnalata la domanda di terreni da destinare a pannelli fotovoltaici che si è aggiunta alla diffusione nelle aree fertili di impianti agroenergetici con la richiesta di terra da destinare alla produzione di biomassa.

La crisi finanziaria, con la ricerca di beni rifugio alternativi agli investimenti piu' tradizionali come la borsa, rischia di favorire le speculazioni sui terreni agricoli facendone schizzare le quotazioni verso l'alto e ostacolandone ulteriormente l'acquisto da parte dei giovani imprenditori agricoli.
Il terreno è un costo per le imprese agricole che devono crescere e svilupparsi e l'aumento delle quotazioni rischia di trasformarsi in un ulteriore onere che si somma a quello della stretta creditizia.
Ecco dunque spiegato, soprattutto recentemente, il fenomeno dei fagocitamento dei terreni destinati all'agricoltura o all'ambiente dallo sviluppo urbanistico.
Quello che rimane è la formula dell'affitto che rappresenta una valida alternativa per avviare l'attività agricola.
Infatti la terra in affitto in Italia è in crescita e i giovani (con età inferiore ai 40 anni) detengono mediamente il 26 per cento della terra in affitto mentre per gli agricoltori più anziani (con età superiore ai 40 anni) tale percentuale scende mediamente al 13% della terra in affitto.
La terra di proprietà degli Enti pubblici è un fenomeno molto rilevante in Italia che detengono oltre il 7% della superficie agricola utizzabile per un totale di quasi un milione di ettari ( 934.000 ettari ) destinati per la quasi totalità ai pascoli (887.000 ettari) ma anche seminativi (32.000 ettari) e colture legnose (15000 ettari).
via | Coldiretti




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