Eolico. Vergognosa campagna di disinformazione
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 23 novembre 2009 • Categoria: Energia Eolica
Pur facendo i dovuti distinguo e prendendo distanza da qualsiasi truffa allo Stato e al cittadino italiano in quanto contribuente, anche noi di 100ambiente ci sentiamo di schierarci contro quel sistema informativo che - di volta in volta - prende di mira una o l'altro obiettivo, con lo scopo di demolirlo di fronte all'opinione pubblica.Questa è la volta dell'Eolico e le Associazioni di Categoria non ci stanno.
Tralasciando i casi personali della parte dirigente nel comparto eolico - che non ci interessa tantomeno vogliamo entrare nel merito - non riusciamo a capire perché si abbia un tale rifiuto nei confronti delle Fonti Rinnovabili Energetiche di tipo Eolico.
Pur rispettando le posizioni di ambientalisti, di protettori della fauna, dei fautori del bello e dell'estetico, ci chiediamo se non siano prese di posizione talvolta stolte o cieche di fronte ad una realtà ambientale ed energetico-produttiva che sta scappando di mano all'intero mondo ed nasconde problematiche ben più importanti e difficili da risolvere.Ci sono vere alternative serie rispetto all'energia da fonti fossili?
Che forse un autostrada sia più bella o una centrale a carbone è più congrua all'estetismo architettonico del paesaggio italiano?
Forse che non esistono scandali e opere incompiute che fanno indignare l'opinione pubbliche?
Eppure l'utilità in termine assoluto non viene messa in discussione.
Gli aereoporti completati ma mai messi a regime, le carceri realizzate ma mai attivate, le scuole costruite ma vuote di bambini, forse negano la loro utilità?
Certo che no, se costruite con intelligenza e in un'ottica di sostenibilità ambientale e sociale.
Se servono, si devono costruire.
Questo è a nostro avviso fare ambientalismo intelligente. Se questo non è accettabile, facciamola finita e torniamo all'età della pietra.

Wind Farm in Arizona - USA
La campagna di disinformazione che si sta facendo contro l'eolico è addirittura scandaloso e realizzato, purtroppo, con grande malafede.
La critica - purché costruttiva - deve esserci. Ma non quella urlata o sparata nei videoschermi di 10 milioni di italiani, quanti sono quelli di Striscia la Notizia, dove si denunciano fatti neanche verificati o controllati.
Diverso è poi la questione se l'eolico piaccia o meno da un punto di vista puramente visivo.
Qui allora entriamo in una questione di gusti, di cultura, di approccio al problema.
Ma una domanda sorge spontanea.
Forse che in Arizona negli USA, i parchi eolici sterminati che si vedono correre lungo infinite autostrade non lasciano a bocca aperta, estasiando gli spettatori alla visione di quelle realizzazioni che nulla hanno di naturale ma che affascinano anche solo per lo scopo per le quali sono state realizzate?
Forse che si rimane scandalizzati se alcune di quelle pale sono ferme?
Qualche motivo ci sarà pure e qualce domanda verrà posta dalla gente comune. Ma ci si chiedera anche:
Forse in manutenzione? Forse in attesa di attivazione? Forse calo momentaneo di vento?Cosi' anche il "giornalittismo" deve farsi queste domande, prima di "spararci sopra"; verificare e documentare e non mettersi in mano alle dichiarazioni di urlatori professionisti.
E' per questo che ci associamo alla denuncia che le stesse Associazioni di Categoria stanno cercando di promuovere per riportare pace e serenità nel campo dell'informazione sulle FER.Il settore delle Fonti Rinnovabili e in particolare quello dell’eolico, sta subendo da mesi una campagna di controinformazione e di disinformazione veramente deprecabile.
Già da tempo infatti e in un momento tanto critico per il futuro delle rinnovabili, sembra di notare un'azione di delegittimazione che l’ANEV ha denunciato chiedendo pubblicamente alle competenti Autorità di attivare quella Campagna di corretta comunicazione che seppur prevista dal 2003 mai è stata fatta.
Inoltre anche recentemente l’ANEV ha invitato gli organi di informazione a non dare spazio a tesi urlate di opposizione cieca alla produzione pulita di energia elettrica, ma di affrontare il dibattito in maniera trasparente, verificata e garantendo il contraddittorio con i soggetti Istituzionali che possono garantire la correttezza e la scientificità delle informazioni fornite.
Purtroppo questo continua a non avvenire e, nonostante le ripetute e continue richieste di contraddittorio da parte dell’Associazione Nazionale Energia del Vento, sempre più spesso si segue la strada di lasciare urlare tesi non verificate senza ritenere di dare spazio alla verità e alla corretta informazione.
Possiamo mettere un punto alla vicenda e - ancora una volta - ricominciare da capo?








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