Hi-tech? E' il re degli imballaggi inutili
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 14 gennaio 2009 • Categoria: Materiali
Esperienza sul campo. Ulisse Perusin descrive la propria "Odissea"
E’ questo il risultato emerso da “No Pack”, il concorso fotografico di Legambiente e Dnews che dal 12 novembre al 15 dicembre ha raccolto gli scatti di denuncia dei partecipanti sui prodotti commerciali dal packaging eccessivo.
Ad aggiudicarsi il primo premio è stata una lettrice che ha inviato la foto della Christmas Box di Sky, la tessera di richiesta attivazione per l’abbonamento di 3 mesi, composta da ben 2 scatole in cartone inserite una dentro l’altra, della grandezza di cm 24 x 11 x 28,5 , nelle quali è contenuto un ulteriore supporto in cartone.
A realizzare lo scatto vincitore è stata Mary Monzani di Filago (Bg) che si è aggiudicata la Ricicletta, bici in alluminio riciclato messa in palio dalla CiAl.
Dalle immagini ricevute risulta evidente che sono proprio i prodotti Hi-Tech i veri vincitori in negativo di “No Pack” con tesserine, chip, schede di attivazione o espansioni di memoria - tutti strumenti piccolissimi - avvolti da imballaggi enormi ed assolutamente inutili.
A colpire l’attenzione di molti partecipanti al concorso sono state infatti le chiavette Usb o le schede di memoria contenute in confezioni diaboliche, tra le quali spicca il modello della Kentron che ha ottenuto moltissime segnalazioni.

Foto vincitrice del concorso No Pack 2008
A confermare l’aumento dei rifiuti “da pacco” anche gli ultimi dati Ispra (ex Apat) secondo cui dal 2000 al 2006 si è registrato un aumento del 9% degli imballaggi immessi al consumo, che sono passati da 11,2 milioni di tonnellate a 12,2.
Solo nel Italia nel 2006 la quantità di imballaggi immessi al consumo è stata di 12,2 milioni di tonnellate, il 3% in più rispetto all’anno precedente. Grazie all’operato del Conai e dei Consorzi di filiera, il 66% di questi è stato avviato a recupero e il 55,5% a riciclo, ma è evidente che è necessario fare uno sforzo per contenere la loro produzione partendo dagli imballaggi inutili.
Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente striglia e frusta l'industria del packaging:
Per imboccare la strada della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario, infatti, diminuirne innanzitutto la produzione, secondo il principio della prima delle 4 R indicate dalla Comunità Europea; Riduzione innanzitutto quindi, e poi Riutilizzo, Riciclo, Recupero.
Ecco perché Legambiente continuerà la sua attività di sensibilizzazione in questo senso, rilanciando anche in futuro il concorso “No Pack” e promuovendo anche tavoli istituzionali di confronto con gli operatori della distribuzione.




3 Commenti
È da notarsi invece la spiccata tendenza del mercato a spingere verso l'utilizzo di capsule plastiche usa e getta per la preparazione del caffè al posto delle tradizionali cialde di carta: un prodotto palesemete low-tech e di enorme impatto ambientale.
[OT]: gradirei che togliete la virgolettatura dal mio nome nella didascalia, non è un nick-name, è il mio vero nome ;)
E' stato volutamente un nostro gioco di virgolette per citare Ulisse e l'Odissea.
Sappiamo benissimo che non è un nick.
Come sappiamo anche molto bene come Nokia sia molto attenta agli imballaggi (http://www.100ambiente.it/index.php?/archives/21-Aziende-e-ambiente.-LEco-Guida-di-GreenPeace..html)
Virgolette tolte. :)
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