Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Categoria: Territorio
Un piano regolatore che prevede la quasi totale cementificazione del territorio mette sotto grave pericolo il territorio di Siracusa e in particolare l'Area Marina Protetta del Plemmirio. E' quanto denuncia Enzo Maiorca e altre 42 Associazioni ambientaliste.
Con il nuovo piano regolatore entrato in vigore da 3 anni si corre dunque il rischio di vedere realizzati almeno 8 villaggi turistici. La maggior parte di essi verrebbero costruiti sulla costa mettendo in atto uno sviluppo turistico non rispondente alle reali necessità della città siracusana e in totale controtendenza con gli elementari principi della sostenibilità.
Uno di questi metterebbe in serio pericolo una delle zone più pregiate, poco antropizzate e ricca di biodiversità, la penisola della Maddalena, tutelata dall’Area Marina Protetta del Plemmirio.
Si muove anche il WWF che rilancia uno studio effettuato nel 2003 sulla possibilità di realizzare una Riserva Terrestre complementare con la già istituita Area Marina Protetta al fine di incrementare il grado di tutela di un ecosistema ambientale unico al mondo.
Il problema è sempre medesimo. La dualità torna a scontrarsi, ovvero la necessità di uno sviluppo economico da una parte e le necessità di equilibrio per il territorio e l'ambiente. Cosa non impossibile, ma l'accusa che le Associazioni rivolgono al mondo politico è quella di non rendersi conto che la strada intrapresa è assolutamente sbagliata.
Ricordiamo che il territorio di Siracusa - se non bastasse il pericolo di mettere a repentaglio l'Area Marina Protetta del Plemmirio - è inserito nel patrimonio dell’Unesco.
L'Area Marina Protetta del Plemmirio tutela un patrimonio di biodiversità importante e riconosciuto a livello europeo ed è un esempio di buona gestione. Infatti ha ricevuto, insieme a Cinque Terre, Torre Guaceto, Miramare e Tavolara e naturalmente al Santuario Pelagos, e a cui si sono aggiunte nel 2010 le aree di Punta Campanella e Capo Caccia, il riconoscimento di area che protegge specie tutelate dalla Convenzione di Barcellona e partecipa a un progetto gestito dal WWF per la buona gestione delle aree marine protette finanziato dal Ministero dell'Ambiente (ISEA Interventi Standardizzati Gestione Efficace Aree marine protette).
La prateria di poseidonia, i coralli, le grotte, la popolazione di tursiopi, la macchia mediterranea con la palma nana sono tra le caratteristiche principali della riserva.
La gestione dell’Area Marina Protetta deve fronteggiare le minacce che gravano già sulla zona: la pesca illegale, le immersioni non controllare e non regolamentate, la nautica da diporto, l’erosione delle coste, il rischio do inquinamento fisico-chimico-organico, la distruzione dell’habitat, gli incendi e la alterazione causate da specie aliene e invasive. A tutto questo rischiano di aggiungersi le nuove costruzioni abitative, i villaggi turistici e il porto turistico e sarebbe un grave danno per questo territorio così prezioso.
Link: Plemmirio (area Marina Protetta)




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