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Le scimmie Cebi dai Cornetti non finiscono di stupire.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 gennaio 2009 • Categoria: Fauna


Cebi dai Cornetti
Le piccole scimmie del Sud America conosciute come Cebi dai Cornetti (Cebus apella) separatesi dall’uomo circa 35 milioni di anni fa, non hanno ancora finito di stupire.
Dopo che è stato scoperto che sanno stimare il concetto di quantità, dargli il giusto valore e combinarle per effettuare scelte vantaggiose e aver dimostrato scientificamente che hanno un'elevata dote materna affine all'uomo, ora è emersa un'altra dote: quella di saper selezionare lo strumento adatto a risolvere un certo compito.
Questa capacità è considerata una fondamentale acquisizione nel corso dell’evoluzione umana. Uno studio condotto in Brasile, nella regione del Piauí, dai ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, ha dimostrato che i cebi sono in grado di scegliere il ‘martello’ più appropriato per rompere una noce.
Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca dell’Istc-Cnr, ha spiegato che in questo nuovo studio ogni scimmia doveva scegliere, tra due o tre sassi diversi, quale prendere e trasportare alla più vicina incudine, per rompere una noce troppo dura da aprire altrimenti.

Inizialmente, i sassi proposti ai cebi erano loro familiari, simili a quelli già incontrati e usati molte volte nella loro vita. E difatti i cebi non sembravano aver dubbi: trasportavano i sassi resistenti e non quelli fragili, quelli grandi e pesanti e non quelli più piccoli e leggeri che certamente si sarebbero frantumati in mille pezzi nell’urto con la noce.

Che in quelle situazioni i cebi fossero in grado di cavarsela era chiaro, ma ciò che è stato fantastico è che le scimmie sono state capaci di scegliere il sasso ‘giusto’ anche quando sono state cambiato le carte in tavola e reso il problema ambiguo o addirittura contro-intuitivo.

Per complicare il problema i ricercatori hanno costruito in laboratorio sassi in resina che hanno poi riempito con materiale più o meno pesante. I cebi, così, si sono trovati di fronte due sassi identici ma di peso differente e solo quello pesante avrebbe potuto rompere la noce.
I cebi, già nelle primissime prove, hanno scelto il sasso giusto in base alla caratteristica funzionale critica (il peso) anche quando i due sassi erano identici per dimensione.
I cebi talvolta toccavano per primo il sasso pesante (che prendevano e trasportavano subito all’incudine) ed altre volte quello leggero. La cosa interessante è che quando toccavano per primo il sasso leggero lo scartavano immediatamente e subito andavano ad esplorare l’altro sasso, che poi sceglievano per rompere la noce.
In un’ulteriore condizione il sasso piccolo era pesante e quello grande leggero, una situazione contro-intuitiva, dato che in generale le dimensioni degli oggetti sono predittive del peso. Ma i cebi, superata la sorpresa iniziale, hanno capito immediatamente quale era il sasso giusto per l’uso che dovevano farne.
Ciò significa che queste scimmie hanno intuito che un sasso per funzionare deve essere pesante e che la dimensione di per sé non è una caratteristica che ne garantisce la funzionalità. E capire che tra dimensione e peso è quest’ultimo la caratteristica rilevante per un ‘martello’, non può essere frutto dell’esperienza fatta, visto che in natura peso e dimensioni tendono ad essere correlati.
I ricercatori hanno potuto inoltre osservare un’innovazione comportamentale dei cebi, sviluppata nel corso dell’esperimento.
“Di fronte ai nostri sassi artificiali",
spiega Elsa Addessi, ricercatrice dell’Istc-Cnr che ha collaborato alla ricerca,
"i cebi hanno co-optato – diciamo riciclato – un comportamento che tipicamente usano per capire se una noce contiene il frutto e che consiste nel colpire delicatamente con la punta delle dita la superficie e ascoltare se ‘suona’ piena o vuota. Anche un sasso produce suoni diversi a seconda della densità e quindi del peso. Così facendo, i cebi capivano se il sasso era ‘pesante’ senza neanche doverlo sollevare”.
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1 Commenti

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  1. Mi piacerebbe leggere la relazione che hanno scritto i cebi dai cornetti dopo gli esperimenti con gli scienziati del CNR. Suppongo che abbiano scritto che gli scienziati sembrano privi dell'intuito elementare che gli consente di capire se un sasso è idoneo per rompere una noce e sono costretti a dei ragionamenti incredibilmente complessi ed inutili classificando le proprietà dei sasso in termini di peso, volume, consistenza, durezza e fragilità. Non si capisce su quale base questi esseri asseriscono di assomigliare a noi.

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