Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Expedito Parente, lìinventore del biodiesel, è morto

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 14 settembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione
Presidente Rousseff: Orgoglio di tutti i brasiliani

L'ingegnere chimico brasiliano Expedito Jose de Sa Parente, al quale è attribuita l'invenzione del biodiesel, è morto all'età di 70 anni, a causa di una malattia intestinale; i suoi funerali sono previsti oggi.

Parente "ha creato il biodiesel, fonte di orgoglio per tutti i brasiliani" ha dichiarato ieri, attraverso un comunicato, la presidente brasiliana, Dilma Rousseff, aggiungendo che la produzione di questo carburante elaborato a partire dagli oli vegetali ha contribuito a ridurre la povertà nelle campagne.


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Il motore elettrico più piccolo almondo? Una molecola

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 6 settembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione
Il più piccolo motore elettrico al mondo ha un diametro di un solo nanometro

E' il motore elettrico più piccolo del mondo, costituito da una singola molecola e dal diametro di un solo nanometro. Un motore sviluppato dai ricercatori dell'università americana di Tufts - riporta la Bbc - di cui parla la rivista 'Nature Nanotechnology'. Il minuscolo motore potrebbe avere numerose applicazioni in medicina e nella nanotecnologia.

"Prima d'ora, era stato trovato il modo di fare motori alimentati da luce o reazioni chimiche, ma per la prima volta è stata dimostrata la possibilità della trazione elettrica in motori molecolari: siamo stati in grado di dimostrare che è possibile fornire energia elettrica a una singola molecola e farle fare qualcosa che non è solo casuale" ha dichiarato Charles Sykes, professore associato di Chimica presso la Tufts e autore principale della ricerca.


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Si chiama liquefazione ed è l'alternativa "verde" alla cremazione

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 30 agosto 2011 • Commenti 3 • Categoria: Innovazione
La nuova tecnica messa a punto impiega meno energia e inquina molto meno

Né la nuda terra né la cenere alla cenere: la nuova tecnica "verde" brevettata da un'azienda scozzese e pronta all'uso in Florida promette un ultimo viaggio più economico e meno inquinante rispetto alla cremazione.

Come riporta il sito della Bbc, la macchina della Resomation funziona a base di acqua alcalinizzata ad alta pressione ad alta temperatura, ed è in grado di liquefare i tessuti del corpo umano in circa tre ore.

Uno dei vantaggi è quello di poter recuperare il mercurio contenuto nelle amalgama dentali, considerato responsabile del 16% delle emissioni di tale metallo e che ha costretto i crematori a installare costosi filtri per evitarne la diffusione nell'atmosfera.


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Immagazzinare calore del Sole

Scritto da scienzainrete • Venerdì, 22 luglio 2011 • Commenti 1 • Categoria: Innovazione

Ricercatori del MIT hanno sviluppato un materiale basato su nanotubi di carbonio in grado di raccogliere e immagazzinare calore solare per renderlo disponibile quando necessario.
L'idea, da qualche anno nel mirino dei ricercatori del MIT, è quella di conservare l'energia termica in forma chimica e poterla così recuperare al momento del bisogno.

Già lo scorso anno Jeffrey Grossman e altri quattro ricercatori del MIT avevano scoperto un materiale a base di rutenio in grado di garantire il processo, ma i costi erano proibitivi e il materiale non riusciva a sopportare se non qualche ciclo di ricarica. Ostacoli che ora sembra siano stati superati.


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Turismo spaziale? No grazie. Sarà un'enorme fonte di inquinamento

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 3 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione
Geophysical Research Letters: il futuro turismo spaziale aggraverà il riscaldamento del pianeta. A rischio per ghiacci polari da progetto del magnate Branson

Un capriccio per "paperoni" che potrebbe danneggiare tutti i comuni mortali.
Secondo uno studio della rivista Geophysical Research Letters, un decennio di voli spaziali avrebbe un impatto devastante sul pianeta:

ogni 1.000 lanci la temperatura ai poli aumenterebbe di un grado e ben il 15% dei ghiacci potrebbe liquefarsi.

Una brutta notizia per Richard Branson, il magnate britannico che punta, con la sua Virgin Galactic, a far diventare il turismo spaziale un affare alla portata, si fa per dire, di tutti.


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L'Organic Rankine Cycle verrà applicato anche nel settore dei motori marini

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 16 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Sembra una notizia non fondamentale per il nostro quotidiano vivere, ma l'innovazione che vede l'utilizzo della tecnologia Organic Rankine Cycle nel settore dei motori marini è un importante passo avanti verso il risparmio energetico e verso la sostenibilità nel settore dei trasporti marini, ambito in cui lo spreco e l'inquinamento è purtroppo un realtà. Ma facciamo un passo indietro.

Attori di questa novità sono la già citata Turboden - azienda bresciana specializzata nella produzione di turbogeneratori ORC (Organic Rankine Cycle), per la generazione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili (biomassa, geotermia, solare termodinamico) e dal recupero di calore e la finlandese Wärtsilä, leader globale in soluzioni complete “power lifecycle” per i mercati marino e dell’energia.

Entrambe hanno siglato il primo accordo tecnologico-commerciale per portare la tecnologia ORC di cogenerazione sulle navi di tutto il mondo.
Se non vi è chiara l'importanza di questo evento, sappiate che i motori delle navi sono enormi divoratrici di combustibile fossile (olio combustibile) che nella classe dei carburanti è quello di più bassa leva ed è il più inquinante. Inoltre i motori delle navi, proprio per le loro caratteristiche, producono enormi quantità di calore che vengono riversate nel mare, disperdendo nell'ambiente quantità inimmaginabile di energia potenzialmente da sfruttare.

Se ora uniamo le forze di Turboden e Wärtsilä, si capisce che qualcosa di buono sta per succedere. Vediamo nel dettaglio.


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Solare termodinamico: la tecnologia italiana esportata all'estero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 16 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Solare termodinamicoL’ENEA coordinerà in Egitto lo sviluppo di un impianto pilota dimostrativo Solare Termodinamico, nell’ambito del progetto MATS (Multipurpose Applications by Thermodynamic Solar), finanziato dalla Commissione Europea con circa 12,5 milioni di euro. La realizzazione dell’impianto prevede la partecipazione delle industrie nazionali: Tecnimont KT, Ronda HT,  Archimede Solar Energy; e di industrie egiziane: Orascom, Delft Environment;  oltre a partner internazionali di ricerca.

Una volta in funzione, la centrale è in grado di generare 1 MW di potenza elettrica e 4 MW di potenza termica e di produrre circa 250 metri cubi al giorno di acqua dissalata. Il  progetto sarà avviato nel 2011 e avrà una durata di quattro anni.

La realizzazione dell’impianto rappresenta il risultato più significativo della collaborazione tra Italia ed Egitto, a seguito degli eventi dell’Anno Italo-Egiziano della Scienza e della Tecnologia.


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La luce a tempo e l'interruttore a forma di clessidra

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 13 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Nello spasmodico tentativo di individuare modalità e stili di vita atti al risparmio energetico e quindi partecipando ad una evoluzione verso una maggiore sostenibilità ambientale, ecco arrivare dalla mente di Jia Wen Chen e Wei-Ting Chen un innovativo interruttore a tempo, del genere di quelli usati nelle scale condominiali, che spengono la luce dopo un determinato tempo.

Risparmio energetico interruttore

Ma se da una parte è vero che questo generi di interruttori sono intelligenti e utili, dall'altra creano un dilemma a livello di interfaccia nell'utilizzatore finale: "Quanto tempo è rimasto prima che la luce vada via? Nel dubbio schiaccio di nuovo".

E' proprio questa l'idea di Jia e Wei-ting. Creare un interruttore che abbia una interfaccia intuitiva e indichi alle persone il reale tempo restante di illuminazione. E quale elemento iconografico è meglio di una clessidra?


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Il MotoGP ecosostenibile. Arriva la certificazione ambientale per Yamaha Motor Racing

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 10 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Verrebbe naturale pensare che il mondo delle corse ed in particolare quello del MotoGP sia l'ambito in cui l'ecosostenibilità abbia difficoltà a trovare spazio. Ed invece è proprio il contrario. E' recentissima la notizia che il Yamaha Motor Racing Team - per intenderci, quello del pluricampione Valentino Rossi - ha ottenuto un'importantissima certificazione ambientale, altrimenti conosciuta come ISO 14001.

Il 3 Settembre 2010 la società che gestisce il team Campione del Mondo MotoGP in carica, ha ricevuto l'attestato di certificazione del Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001 presso i box del Misano World Circuit. E' la prima scuderia nella storia del Motomondiale ad averla ottenuta.
L'importante riconoscimento, che conferma il grande impegno di Yamaha Motor Racing nei confronti del rispetto per l'Ambiente, è stato ottenuto grazie alla consulenza e ai prodotti di Airbank, azienda leader in Italia nel settore ambientale.

Ma guardando oltre al mero aspetto formale della certificazioni, cosa è stato fatto per ridurre l'impatto ambientale durante le prove e le corse così come nel quotidiano nelle officine del Yamaha Motori racing Team?


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Flexible Data Center HP. Il nuovo Datacenter pro ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 5 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Abbiamo più volte affrontato l'argomento della voracità di energia che la tecnologia d'oggi e soprattutto l'era di Internet consuma nel quotidiano. Ricordiamo i Data Center dentro i quali vengono stipati centinaia se non migliaia di computer che lavorano su e per la rete e la stessa alta velocità delle connessioni (broadband).
Per cercare di capire quanto queste infrastrutture consumano, citiamo il PUE (Power Usage Effectiveness). Si tratta di un numero che certifica quanto è risparmioso di energia un grosso data center.

Tra le più recenti novità nel campo del risparmio energetico in questo campo, è arrivata Hewlett-Packard che ha presentato una novità che ci pare interessante.
Si chiama Flexible Data Center e ha a che fare con i PUE perché il costruttore americano dichiara di aver toccato la ragguardevole cifra di 1,2 PUE.

Il significato dei numeri è presto detto:

ogni watt che viene speso per far funzionare i computer ce ne vogliono 0,2 per tutto il resto, dal raffreddamento alle lampade degli uffici.

La modularità dei data center viene richiesta dal mercato perché sempre più si sta andando verso l'utilizzo di software fornito via rete a richiesta. E per far questo serve grande capacità di calcolo e memorizzazione.
Google, Amazon, Microsoft hanno necessità di fornire servizi man mano che aumentano le richieste. Una struttura modulare che può crescere man mano che serve risponde a questo bisogno. Anche molte grandi imprese hanno bisogni simili nel fornire dati e capacità di calcolo agli utenti interni man mano che implementa, per esempio, applicazioni web: ripetitivi dal punto di vista dell'infrastruttura e sempre più voraci di computing.


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Hysteel: energia e minore impatto dagli scarti siderurgici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 3 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Produzione di idrogeno e sequestro di anidride carbonica (CO2) dalle scorie di siderurgia e di termodistruzione, questo l’obiettivo di un processo denominato ‘Hysteel’, di cui i ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Igag-Cnr) avvieranno la sperimentazione entro l’anno, insieme con la Asiu SpA di Piombino.

Studiato e testato a livello di laboratorio, l’innovativo sistema, di cui è stato depositato il brevetto industriale, ambisce a ridurre i rifiuti prodotti dalle acciaierie ottenendone nel contempo una maggiore quantità di energia e materie prime.
Con Hysteel è possibile produrre circa 44 kWh di energia elettrica e assorbire 2.7 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di scoria siderurgica trattata.
L’idrogeno prodotto può essere immediatamente utilizzato come combustibile per fornire energia all’impianto stesso.
La produzione di acciaio è un’attività a elevato impatto ambientale poiché, oltre a generare inquinamento acustico, elettromagnetico e un ingente volume di rifiuti industriali solidi, liquidi o gassosi, il cui recupero è prioritario per evitarne il conferimento in discarica, richiede un elevato consumo di energia elettrica. 


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La nuova frontiera della Vibration-powered Generating Battery

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 1 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Continua la ricerca e l'inventiva nel settore delle batterie ad accumulo. Un'industria americana, la Brother Industries Ltd, ha cercato di porsi il problema analizzando la questione da un punto di vista diverso, rivolgendosi la seguente domanda.

Tutti i dispositivi elettronici che necessitano di batterie per alimentare i circuiti elettrici, hanno bisogno della medesima carica elettrica e - soprattutto - consumano la medesima quantità d'energia?

Ovviamente la risposta è no e dunque la Brother Industries Ltd ha pensato che utilizzare una batteria tradizionale per alimentare - ad esempio - un telecomando per la televisione o un impianto HiFi è assolutamente sprecato.
Ecco dunque la proposta delle Vibration-powered Generating Battery, un'idea già vista e intuita da moltissimi eco-designer con la conseguente presentazione di diversi concept sul mercato.

Vibration-powered Generators Batteries

Il concetto di autogenerazione dell'energia per alimentare un dispositivo elettrico è ampiamente noto (ricordate la radio a manovella?) ma la Brother Industries ha voluto concentrare il concetto di Shaking generation power all'interno di batterie nel formato AAA e AA.


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