L'utilizzo degli erbicidi. La differenza tra Italia (consentito) e la Svizzera (vietato)
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Flora
Dal lontano 2001 la confinante Svizzera ha adottato con una propria ordinanza il divieto dell’utilizzo di erbicidi sia in campo privato che pubblico ed in particolare sulle strade, i sentieri e gli spiazzi come pure sui tetti, le terrazze e i depositi con delle deroghe che riguardano solo le strade cantonali e nazionali.
Il divieto assoluto di utilizzo dei prodotti fitosanitari (in cui rientrano gli erbicidi, i fungicidi, gli insetticidi ecc.) riguarda in particolare le riserve naturali, i cariceti e le paludi; le siepi ed i boschetti campestri e in una striscia di tre metri di larghezza lungo gli stessi, i boschi e in una striscia di tre metri di larghezza lungo i loro margini; le acque superficiali e in una striscia di tre metri di larghezza lungo le rive delle stesse.

E’ evidente che la normativa svizzera sia stata improntata ad evidenti esigenze di salute pubblica ed in particolare alla salvaguardia delle falde e quindi dell’approviggionamento idrico da ogni possibile contaminazione.
Tanto è ritenuta basilare la protezione delle riserve di acqua potabile e dei corsi d’acqua che, contestualmente al divieto, sono stati organizzati dei corsi di manutenzione del verde senza l’utilizzo di erbicidi in centinaia di comuni.
In Italia, invece, tale esigenza pare non si sia ancora manifestata, nonostante la riduzione progressiva delle fonti di approvviggionamento idrico e del rischio di desertificazione - di alcune aree del Paese in cui l’acqua potabile in alcuni periodi dell’anno sgorga a singhiozzo dai rubinetti.






Tenere in ordine la montagna e i suoi boschi per ridurre il rischio di frane ed alluvioni in pianura, ma anche per sviluppare una vera economia verde e creare, stabili nel tempo, seicento posti di lavoro. E' su questo che la Regione Toscana punta, stanziando a bilancio 44 milioni di euro, dopo che la giunta ha deciso di investire sul proprio patrimonio forestale: 1,2 milioni di ettari, più della metà del territorio, che fanno della Toscana la regione con più foreste d'Italia.
Siamo ben lontani dal conoscere tutte le piante, gli animali e i microrganismi che popolano la Terra. Esse sono sicuramente più di quelle attualmente note alla scienza. Occorre quindi occuparsi urgentemente e fattivamente della conservazione di specie che rischiano di scomparire per sempre a causa dell'uomo, ancor prima di essere scoperti dalla scienza.

Sembra proprio che le foreste russe siano entrate negli obiettivi delle imprese forestali finlandesi attraverso il progetto di investimenti importanti nell'industria cartaria russa.
Oltre mille nuove specie sono state scoperte nell’ultimo decennio nella regione del Mekong Superiore, in Asia Sud orientale. E’ la straordinaria rivelazione dell’ultimo report lanciato dal WWF “First Contact in Greater Mekong”.
Nato nei laboratori del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche Italiano, in molti lo hanno già rinominato il Super Pomodoro.

