Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Premio Ambientalista dell’anno 2010. Votazioni fino al 13 novembre

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 18 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Yassouf Amini, un giovane rifugiato politico dell’Afghanistan che fa volontariato; Giorgio Crepaldi, il portavoce di un comitato cittadino contro la costruzione di una centrale a carbone; Antonio Diana, imprenditore lungimirante che ha saputo investire, con dieci anni di anticipo, nella green economy; Donne contro l’Ilva, le sei donne combattive che hanno deciso di ribellarsi al potere devastante dell’acciaieria più inquinante d’Europa.
E ancora: Carla Girasole, il sindaco crotonese che ha fatto della lotta all’abusivismo e la valorizzazione dei terreni confiscati alla ‘ndrangheta una ragione di vita; Deborah Lucchetti, un’ex operaia impegnata nella promozione e costruzione di un mercato etico; Carlo Ratti, un giovane designer torinese che tra le sue ultime creazioni può vantare la “bicicletta intelligente” e Mario Spagnuolo, il procuratore di Vibo Valentia in trincea contro l’ndrangheta.

Sono questi gli otto candidati del Premio Ambientalista 2010, il riconoscimento organizzato da Legambiente e La Nuova Ecologia, che anche quest’anno si rivolge ai cittadini per designare il vincitore di un premio dal valore esclusivamente simbolico - in palio c’è una targa e un abbonamento a Nuova Ecologia - ma che ha come obiettivo quello di far conoscere le storie, i sogni e la tenacia di questi “ambientalisti come noi” che si battono per un’Italia migliore di quella che abbiamo sotto gli occhi.

Gli otto candidati



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Costituente Ecologista. Primo meeting del nuovo movimento verde

Scritto da pachi • Domenica, 17 ottobre 2010 • Commenti 2 • Categoria: Città e uomo

Si è concluso ieri a Bologna il primo meeting del nuovo Movimento Costituente Ecologista

100ambiente movimento costituente ecologista

Un movimento che intende superare i confini ideologici e gli schieramenti attuali e aggregare intorno ad un obiettivo comune: l'ecologia, coniugato in tutte gli aspetti del vivere sociale.

100ambiente costituente ecologista gli obiettivi

Un movimento dal basso, che intende raccogliere intorno a sè tutti coloro che si riconoscono nell'idea ecologista del mondo, a prescindere dalla professione che svolgono, il ruolo che hanno, la città in cui vivono. Come recita il manifesto che invitano a sottoscrivere,

"noi crediamo necessario impegnarci per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo."
Un impegno che punti a
"una ricostruzione politica, ideale e morale del nostro paese, per cui l’interesse generale prevalga sulla proliferazione degli interessi individuali, di clan e corporazione, gli stessi che favoriscono la ripresa della corruzione. Il patto civile, per noi, si fonda sul rispetto degli altri e della legge, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità, sulla partecipazione e sull’ecologia della politica. Provvedimenti che legalizzano le immoralità e le illegalità sono inaccettabili in un paese civile e democratico."



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Aziende, sostenibilità ambientale e i progetti di forestazione urbana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Le aziende che intendono avvicinarsi ad un percorso di sostenibilità ambientale e contribuire alla riduzione della CO2 con interventi gestionali ad hoc, dalla dematerializzazione alla compensazione delle emissioni residue con progetti di forestazione urbana, hanno da oggi a disposizione un nuovo strumento per la gestione sia amministrativa che ambientale dell'intero processo, in modo da riuscire a quantificare oggettivamente i risultati di queste azioni e, di conseguenza, l'efficacia finale.

Quello della piantumazione anche se molto in voga,  è un processo difficile da valutare perché ogni albero ha diverse capacità di assorbimento e in relazione all’età e alla area geografica possono essere anche difficili le condizioni di piantumazione e manutenzione.

Piantumazione co2 città

A mettere a punto quello che, di fatto, può considerarsi il primo sistema sperimentale per la gestione completa dei progetti di piantumazione promossi direttamente dalle imprese, è Indica srl, una società di Ferrara che si occupa da anni di consulenza strategica nel campo della sostenibilità ambientale e specializzata in contabilità ambientale e sistemi di green management.

Certificato da Bureau Veritas Italia e testato per un grande gruppo assicurativo e bancario che ha sottoscritto oltre 20 protocolli di intesa con enti locali per piantare nuovi alberi per i loro assicurati, questo nuovo sistema è stato applicato ad una polizza completamente “de-materializzata”, in quanto tutta la documentazione viene scambiata via mail e non più inviata in forma cartacea.


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David Owen in Green Metropolis, illustra un'ardita tesi: Manhattan è migliore di tanti altri tipi di insediamenti urbani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 10 maggio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Una bella villetta nel verde, il giardino curato e ampi viali puliti e poco trafficati. Un modello ecologico spesso contrapposto al traffico, al caos e allo smog delle grandi metropoli, dove milioni di persone vivono freneticamente le une accanto alle altre, accusate di dissipare le risorse del pianeta. Eppure… non è così.
Perlomeno secondo quanto sostiene David Owen, giornalista di The New Yorker, che in Green Metropolis il nuovo libro edito dall'Università Bocconi Editore, (250 pagine, 24 euro) propone Manhattan, una delle città più densamente popolate del mondo con i suoi 26.000 abitanti per km quadrato, come modello di città sostenibile, tesi sostenuta da molti studiosi delle scienze sociali ma avversata dagli ambientalisti.

“L’82% degli abitanti di Manhattan”,

scrive Owen,

“che hanno un lavoro dipendente va in ufficio con i mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi”,

aggiungendo anche che tale percentuale corrisponde a dieci volte la percentuale media degli americani in generale e che Manhattan, nonostante il traffico intenso, ha il rapporto auto/residenti più basso degli Stati Uniti. Ma non solo.

New York è infatti accusata di generare quasi l’1% dei gas serra prodotti negli Stati Uniti, ma chi fornisce questo dato si dimentica di aggiungere che la città ospita il 2,7% della popolazione del paese, e quindi le emissioni risultano straordinariamente basse. Se poi si prendono altri parametri, si può vedere come nel bucolico Vermont, gli abitanti consumano più acqua dei newyorkesi… più del triplo della benzina… più del quadruplo dell’elettricità.

Quindi il segreto di tale risparmiosità dei newyorkesi sta nella densità abitativa e nella prossimità delle abitazioni tra loro e con i luoghi di lavoro e di svago, perché lo spazio ristretto e congestionato in cui vivono crea efficienze e riduce le possibilità di consumi insensati, come l’utilizzo indiscriminato dell’auto.


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L'Uovo di Struzzo, l'edificio biocompatibile che concilia uomo e ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 2 marzo 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Nato da un'idea che risale al 2006, l'Uovo di Struzzo è un edificio biocompatibile, realizzato con materiali naturali che, grazie ad un impianto fotovoltaico, uno geotermico, a una pala eolica e a vetrate basso emissive, è quasi totalmente autonomo dal punto di vista energetico.
Avvicina, per la prima volta in Italia, l'uomo con l'ambiente che lo circonda.

Giuseppe Magistretti - Uovo di Struzzo con Occhi di Mosca

Con questo pensiero fisso il team dello Studio Archingegno e il suo titolare, l'architetto Giuseppe Magistretti, hanno progettato un palazzo che non ha eguali in Italia: un edificio che trae ispirazione dal ciclo naturale delle cose per risparmiare energia, abbattere la produzione di CO2 nell'atmosfera e conciliare l'uomo con l'ambiente che lo circonda.

Proprio attorno all'idea di Ambiente come spazio di vita e non più come spazio vitale, lo Studio Archingegno vuole costruire un nuovo modo di concepire l'architettura.
Il primo e concreto passo in questo senso è la presentazione del progetto dell'Uovo di Struzzo con gli Occhi di Mosca, un edificio bioclimatico che, per la prima volta in Italia, osserva la Natura e la sua armonia per rispettarla senza deturparla, sfruttando al meglio le risorse che offre.


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Gli Italiani sognano una “Casa Verde”

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 28 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Qual è il grado di eco-compatibilità degli edificieco-compatibilità degli edifici del Bel Paese e come dovrebbe esser la casa ideale degli Italiani? Lo svela una survey di Casa.it, il portale immobiliare italiano che ha analizzato atteggiamenti e tendenze in fatto di ecosostenibilità e risparmio energetico mettendo in luce l’anima verde dei cittadini italiani.

Che si parli di abbigliamento, cosmetici, accessori tecnologici o abitazioni, la dimensione ecologica dei prodotti risulta essere sempre più importante ai fini delle scelte di acquisto: il 43,6% del campione considera infatti fondamentale la caratteristica dell’ecosostenibilità, che rappresenta un fattore determinante insieme al prezzo/risparmio, decisivo per il 53% degli intervistati.

Quanto è verde il panorama immobiliare del nostro Paese e com’è la casa ideale degli Italiani?
Nonostante l’affermarsi di questa spiccata sensibilità ecologica, in Italia la bioedilizia deve ancora decollare. La maggioranza degli intervistati (58,4%) non vive al momento in edifici ecocompatibili, solo il 32,8% abita in case parzialmente o integralmente costruite secondo principi di eco sostenibilità.

Tuttavia il 56,8% del campione prevede operazioni di ristrutturazione energetica, di cui il 17,5% già portati a termine. Le case dotate di una certificazione che attesti un buon livello di efficienza energetica valgono infatti di più ed esiste la possibilità di detrarre parte dei costi, oltre che di risparmiare nel lungo periodo.

È probabilmente per questi motivi che gli italiani sognano una ‘casa verde’: il 62,9% del campione dichiara che la propria casa ideale dovrebbe essere costruita secondo principi di bioedilizia e sembra quindi esserci terreno fertile per l’affermarsi di questo trend nel nostro Paese.


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25 anni fa il disastro di Bhopal - India. Cosa rimane?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Venticinque anni fa, alle prime ore del giorno 3 dicembre 1984, grandi quantità di acqua entrarono per errore in una cisterna nello stabilimento della Union Carbide a Bhopal, India.

L'acqua reagì con 42 tonnellate di isocianato di metile, innescando una reazione chimica senza precedenti. La temperatura si alzò vertiginosamente e la pressione fu cosi' alta da liberare nell'aria enormi quantità di gas composto di isocianato di metile, fosgene, acido cianidrico e altro ancora.

1984 - Il disastro di Bhopal - India

La nube tossica si diffuse nei quartieri vicino al muro di cinta dell'industria chimica, svegliando nel sonno migliaia di persone che accusarono subito malessere diffuso oltre a forti bruciori alla gola e agli occhi.

Quel disastro causò la strage di circa 4.000 persone fin dalle prime ore dall'incidente.
Nel corso degli anni successivi, gli effetti indiretti causarono un pedaggio in vite umane pari a circa 15.000 morti, secondo le stime del governo.

Un quarto di secolo dopo, migliaia di persone sono ancora alle prese con gli effetti di uno dei peggiori disastri industriali del mondo, obbligando migliaia di persone a convivere ancora con un'elevata contaminazione del territorio.

La Union Carbide è stata acquistata dalla Dow Chemical nel 2001, e il nuovo acquirente ha di recente affermato che il caso giuridico è risolto fin dal 1989, con l'obbligo da parte della Union Carbide a bonificare l'ambiente.
Salvo scoprire che poco è stato fatto e parte della responsabilità ora sta ricadendo sul governo locale dello stato.

In mezzo al rimbalzo delle responsabilità ci sono le persone.
Ecco cosa rimane di quel terribile disastro ambientale.




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Progetto L.E.D. Light Exhibition Design a Milano

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 9 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Le opere di luce vincitrici del progetto L.E.D. Light Exhibition Design illuminano la città di Milano nel periodo natalizio.
Dal centro alla periferia, il paesaggio urbano si trasforma in una festa di luce, utilizzando tecnologie a basso consumo e quindi ambientalmente sostenibili.


Milano, già capitale del design, diventa luogo di innovazione capace di offrire una ‘esperienza culturale’ stimolante per lo scambio e il confronto di conoscenze.
L.E.D. promuove l’immagine di Milano nel mondo.
“Troviamo una corrispondenza d’intenti e di obiettivi nel progetto L.E.D. del Comune di Milano
ha commentato Andrea Castronovo Presidente e AD BMW Group Italia
ispirato all’ottenimento della massima efficienza energetica derivante dall’impiego di LED che consentono una resa luminosa incomparabile rispetto ai tradizionali impianti, con un considerevole risparmio in termini di energia impiegata. Tutto questo è stato realizzato grazie all’ingegno artistico di maestri del design hanno saputo coniugare efficienza energetica e aspetti stilistici e di design”.


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Le piante che depurano l'aria da tenere in casa e ufficio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 14 novembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Benessere, salute, depurazione d'aria, componenti tossiche ....

Sono tutte parole che entrano sempre più in casa e in ufficio.
Con l'idea che è necessario attivare comportamenti e azioni utilizzando tecnologia sempre più sofisticata e costosa, affinché il nostro corpo sia difeso dagli agenti esterni tossici.

Ma la tecnologia consuma, sia energia e materie prime per produrre le soluzioni, sia energia per farli funzionare.
Un delirante meccanismo entropico senza sosta.
Ma anziché pensare a sistemi di depurazione sofisticati, con carboni attivi, con ioni negativi, ioni all'argento, con filtri speciali ... e chissà quale altra diavoleria, perché non cominciare con quanto la natura ci offre?

Ovviamente non stiamo dicendo che possano depurare quanto un sistema di depurazione d'aria che consuma magari 500 Watt/h, i cui filtri devono essere almeno cambiati una volta al mese e la manutenzione deve essere svolta da personale specializzato almeno una volta l'anno, però ....

L'Università della Georgia ha pubblicato sul numero di ottobre 2009 “HortScience” una lista di specie vegetali che si possono rivelare delle valide alleate per ripulire l'aria da composti organici volatili nocivi, come il benzene o altri idrocarburi tossici che provengono da adesivi, vestiti, solventi, materiali edili, vernici e persino dall'acqua del rubinetto.


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La stazione di Torino Porta Susa si illumina di LED

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 11 novembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Città e uomo

Cree Inc. azienda nel settore della tecnologia e dei sistemi di illuminazione a LED, ha annunciato che la stazione di Torino Porta Susa, è stata completamente equipaggiata con la tecnologia ad alta efficienza energetica dei Led (light-emitting diode).

La progettazione dell’illuminazione della stazione di Porta Susa è stata affidata a Schréder, società internazionale leader nell’illuminazione outdoor e nella produzione di proiettori per illuminazione pubblica, urbana, architetturale e industriale, illuminazione di gallerie e segnaletica.
Apparecchi LED adesso illuminano sia l’interno che l’esterno della stazione: sono stati infatti utilizzati 60.000 LED Cree XLamp ad elevata efficienza energetica integrati in proiettori Neos 1 e 2 di Schréder. 

Ricordiamo che l’illuminazione gioca un ruolo chiave in spazi pubblici come stazioni ferroviarie o aeroporti, luoghi attraversati da flussi costanti di persone che ogni giorno li affollano.


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Total Italia realizza la prima stazione di servizio ecoattiva

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Grazie alla partnership con Global Engineering e Università di Perugia, Total Italia ha creato per la prima volta sul territorio nazionale un’area a Impatto Zero destinata a ridurre di ben 100 tonnellate di CO2 l’anno, l’equivalente delle emissioni prodotte da un milione di autoveicoli.
La stazione di servizio Total Arda Ovest di Fiorenzuola, sull'autostrada A1, è la prima area di servizio “Ecoattiva” in Italia: grazie all’applicazione di circa 1.200 metri quadri di pittura fotocatalitica bianca prodotta da Global Engineering sulla pensilina e di pannelli fotovoltaici sulla struttura, permetterà la riduzione di circa 100 tonnellate di CO2, corrispondenti alle emissioni annue di 1.000.000 di autoveicoli, secondo i valori stimati da UNIPG (Università di Perugia).


In questo modo, la superficie così trattata compensa totalmente la CO2 prodotta dal traffico in transito, rendendo l’area a Impatto Zero.

La stazione di servizio è stata trattata con prodotti fotocatalizzatori dotati della tecnologia PPS (Proactive Photocatalytic System) che abbattono gli inquinanti dell’aria (monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo, benzene, particolato fine, voc ed altri) attraverso il processo della fotocatalisi, che si attiva grazie all'azione combinata della luce (solare o artificiale) e dell’aria.


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L’abitazione ecosostenibile va in scena con Casa 21

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Ediltek 2009, la decima edizione della Fiera dell’edilizia, che si terrà a Malpensafiere dal 13 al 15 novembre, mette in mostra l’abitazione ecosostenibile con Casa 21, un progetto nato dalla creatività dello Studio di Architettura PIGRECO>PROGETTI che riunisce le nuove proposte dell’architettura sostenibile, delle energie rinnovabili, della domotica, dell’interior design e dell’arte del feng shui.

Casa 21, che trae idealmente ispirazione da Agenda 21, il trattato internazionale stilato dalle Nazioni Unite (integrativo del Protocollo di Kyoto) per la salvaguardia dell’ambiente, riprendendone i valori fondanti, propone un nuovo concetto di abitazione, un ambiente sano, intelligente, bello e funzionale che garantisce un’alta qualità della vita.

Per l’edizione 2009 di Ediltek, Casa 21 si ripropone con uno spazio ancora più ampio dove ogni soluzione è stata pensata per coniugare alta qualità della vita e rispetto per l’ambiente.
Si parte dall’acqua, fonte della vita, che a Casa 21 viene naturalizzata con tecnologie di ultima generazione.

Una proposta che mira ad incentivare l’utilizzo dell’acqua potabile fornita dai nostri acquedotti, risolvendo ed eliminando i problemi connessi al trasporto, allo stoccaggio e allo smaltimento delle  bottiglie di vetro e di plastica.
Per arrivare alla scelta dei materiali, come la pietra, che utilizzata come rivestimento o pavimentazione ricostruisce il nostro ancestrale legame con la natura.


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