Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

COP15 - Copenaghen si è chiuso sull’orlo del fallimento

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 20 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

I negoziati sul clima di Copenaghen sono stati a un passo dal fallimento totale e comunque hanno rappresentato una notevole delusione rispetto alle aspettative.

Dopo aver seguito i lavori ininterrottamente per tutta la notte e per gran parte della giornata conclusiva, il WWF osserva che la capacità dei Paesi di abbandonare gli egoismi e agire insieme è stata insufficiente per affrontare i pericoli del cambiamento climatico e questo espone il Pianeta a rischi immensi: bisogna reagire.

“Copenaghen è stato sull’orlo del fallimento a causa di una sfavorevole combinazione tra scarsa leadership, interessi nazionali e di potentissime lobby e basso livello di ambizione

ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che ha seguito i negoziati a Copenaghen

Impegni a parole, ma solo parzialmente sentiti, per proteggere il nostro Pianeta da un pericolosissimo cambiamento climatico, non sono sufficienti per affrontare una crisi che richiede modi completamente nuovi di collaborazione tra Paesi ricchi e Paesi poveri.”.

I politici in tutto il mondo – in teoria –  sembrano essere d’accordo che il riscaldamento globale deve rimanere al di sotto dei 2°C, limite cruciale per evitare gli impatti più disastrosi del cambiamento climatico.
Ma in pratica gli impegni che i politici assunti portano a un aumento delle temperature di 3° C se non di più, secondo le stime del WWF.


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Sarkozy lapidario: rischio catastrofe Copenaghen

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Mentre i negoziati sul clima continuano a pieno ritmo nel Centro Bella di Copenhagen su come condividere l'onere dei tagli di emissioni di carbonio e il costo del riscaldamento globale, i leader europei si sono alternati negli appelli verso la sala plenaria.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha avvertito dal podio conferenza ha ammonito tutti i delegati.

"Ci sono meno di 24 ore. Se continuiamo su questa strada, sarà un fallimento.
Il tempo è contro di noi, smettiamo con questi atteggiamenti ostili ....
In caso di un insuccesso di Copenaghen sarebbe una vera catastrofe per ciascuno di noi".

Ma Sarkozy non è stato l'unico a tentare di sferzare la platea. Pur se con tonalità e sfumature diverse, sono molti che vogliono portare a casa dei risultati.


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China willing to detail emission effort

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Da Associate Press

According to Vice Foreign Minister He Yafei China is ready for "dialogue and cooperation that is not intrusive, that does not infringe on China's sovereignty".

Vice Primo Ministro Cinese - He-Yafei - Foto APCOM

China says it is willing to provide details about its actions to control carbon emissions, moving to meet a key US demand for verification of China's promises to fight global warming.

Vice Foreign Minister He Yafei said China is ready for "dialogue and cooperation that is not intrusive, that does not infringe on China's sovereignty."


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COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

L’annuncio del Segretario di Stato Hillary Clinton, dato oggi in occasione della COP15, per il WWF è nuova linfa vitale per i negoziati.
Il supporto di 10 miliardi di dollari è in grado di creare un ponte tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, e quindi cambiare lo scenario in questi giorni di negoziati globali.

Ora è auspicabile un accordo tra Stati Uniti e Cina su come definiranno il tema della trasparenza e si deve attendere  l’impegno del Presidente Obama affinché la legislazione sul clima sia la sua principale priorità nel prossimo anno.
Dall'Unione Europea e dagli altri Paesi industrializzati si attende un segnale positivo sul fronte delle riduzioni delle emissioni al 2020.

Sul fronte dei finanziamenti, si deve segnalare come fino ad oggi molti Paesi abbiano avanzato nuove proposte finanziarie cosiddette “fast start”, ovvero immediate, per aiutare a concludere l’accordo, mentre il pezzo mancante fondamentale restava proprio la finanza a lungo termine.


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La maledizione di Copenhagen e la cura ancora possibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Sono rimaste molte parentesi e poca sostanza nei testi negoziali di Copenhagen passati ora ai Ministri, su cui hanno iniziato a discutere i capi di Stato. Il WWF lancia l’allarme.

“Le ultime sessioni hanno prodotto disaccordo mentre i negoziatori avrebbero dovuto andare più a fondo dei vari temi chiave

ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, presente al Summit

Quando le decisioni più difficili approderanno ai livelli più alti, c’è il pericolo che la questione si concluderà con grandi proclami piuttosto che inserire termini stringenti per affrontare i cambiamenti climatici. La difesa degli interessi delle lobby economiche e l’intransigenza delle grandi potenze sono le principali responsabili della confusione che si è creata in queste ultime fasi di negoziato.”

Mentre appaiono vere e proprie scappatoie ‘legislative’ sulla contabilizzazione della CO2, non si vede una negoziazione tra paesi sulla maniera più etica ed efficace per mettere in atto le misure che la scienza indica come necessarie.

Per il WWF il mondo è in questo momento sulla strada di cambiamenti climatici fuori controllo: con gli impegni assunti a oggi dai Paesi industrializzati, il Pianeta rischia un aumento della temperatura fino a 4 gradi al di sopra dei livelli pre-industriali...

una ricetta perfetta per il disastro!!!

Le grandi nazioni possono anche snobbare le misure per un’azione efficace per il clima, ma non potranno ignorare i cambiamenti climatici.
Quando il mondo si volterà a guardare questa conferenza, potrà trovarsi in una situazione di caos climatico o di una crisi appena avvertita. Allora potremo parlare della ‘cura’ di Copenaghen o della ‘maledizione’ di Copenaghen.


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La Peugeot, la mobilità sostenibile e l’impatto ambientale dell’automobile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen, Trasporti e mobilità

Si moltiplicano gli impegni da parte del settore automobilistico verso un impatto più morbido nei confronti dell'ambiente.

Gli interessi verso fascie di mercato e utenti sempre più attenti alle questioni ambientali ha portate a modificare molte politiche industriali.
Tra le varie case del settore automotive, c'è Peugeot, che ha colto l'occasione del COP15 a Copenhagen per indire una conferenza stampa nell’ambito del Bright Green Event, al COP 15 di Copenaghen, per fare il punto sui propri impegni in materia di mobilità sostenibile e di riduzione dell’impatto ambientale dell’automobile.

Parlano i fatti, meno le parole.
E questo viene confermato dai numeri, che se visti da uno stretto punto di vista ambientalista, non sono ancora soddisfacenti, ma la strada è quella è bisogna darne atto. Come la futura Peugeot i0n.


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Ban Ki-moon, il messaggio di speranza e L’Ora della Terra - Hopenhagen

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 14 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Hopenhagen
Mercoledì 16 dicembre alle 19:00 (CET), un milione di cittadini di Copenaghen in rappresentanza dei 6,8 miliardi di abitanti del mondo spegneranno le luci per L’Ora della Terra - Hopenhagen.

Nella fase cruciale dei negoziati sul Trattato globale sul clima, Earth Hour – l’Ora della Terra e la campagna Hopenhagen uniscono le forze per far risuonare un messaggio forte in tutto il mondo: è giunta l’ora di agire nella lotta contro il riscaldamento dell’atmosfera terrestre.

Ospite d’onore dell’evento, il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon che prenderà simbolicamente in consegna le centinaia di migliaia di messaggi provenienti da ogni angolo del pianeta, contenuti in una sfera–hard disk di 350 gigabyte, per consegnarli ai leader del mondo, impegnati a trovare un nuovo accordo sul clima.

L’appuntamento, lanciato anche in Italia dalla Campagna del WWF “Un Voto per la Terra”, continua sulla scia dell’Ora della Terra 2009 (il 28 marzo), quando milioni di persone in oltre 4.000 città e 88 paesi del mondo hanno scelto la Terra e non il Riscaldamento Globale, spegnendo la luce per un’ora.

La novità annunciata oggi è l’alleanza con la campagna Hopenhagen, movimento globale di oltre 1,7 milioni di cittadini, indicativo di una solidarietà capace di creare un impulso senza precedenti in questo momento storico nella città che ospita il Vertice delle Nazioni Unite.


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Il Consiglio Europeo ha perso una grande opportunità sull'ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 13 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Il Consiglio Europeo ha perso una grande opportunità per fare passi in avanti sulla riduzione dei target di emissione e per essere di ispirazione ad un reale progresso nelle fasi finali cruciali delle trattative nel Summit di Copenaghen.

Questo è estremamente deludente. La UE ha sempre detto di voler assumere un ruolo di leader nel dibattito sui cambiamenti globali ma l’annuncio dato nell’ultima sessione di Consiglio sembra dimostrare che è un ruolo che si sta sempre più ridimensionando, con conseguenze negative anche dal punto di vista politico.

Ancora una volta il WWF bastona i nostri rappresentanti politici in ambito europeo.

La scienza indica abbastanza chiaramente che i paesi sviluppati devono tagliare le emissioni di gas serra del 40% entro il 2020 al fine di contenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2 gradi di aumento medio della temperatura globale.

La UE non ha innalzato il suo impegno nemmeno al 30%, sebbene questo obiettivo si possa raggiungere senza alcuno sforzo all’interno del proprio paese domestico.


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Copenhagen COP15: 3 grosse scappatoie nell’obiettivo europeo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

Alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo, domani a Bruxelles, il WWF chiede ai Capi di Stato di cogliere quella che sarà la loro ultima opportunità di portare gli obiettivi di riduzione dell’Europa ai livelli necessari per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C, prima che prendano avvio al Vertice sul Clima i negoziati ad alto livello della settimana prossima.
“L’Europa sta utilizzando come una moneta di scambio la possibilità di arrivare a un obiettivo del 30% di riduzione delle emissioni entro il 2020, ma in realtà sta usando mille scappatoie per tagliare molto meno le emissioni domestiche
ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia
L’attuale offerta di riduzione del 20%, vorrebbe dire addirittura rallentare l’attuale ritmo di riduzione delle emissioni in Europa. In questo modo non solo l’Europa perderebbe i benefici economici che, come dimostrato da diversi studi indipendenti, potrebbe ottenere grazie a obiettivi più significativi, ma vorrebbe anche dire che l’Europa sta impegnandosi meno degli Stati Uniti.”
Se l’Europa vuole conservare la propria leadership e mantenere l’impegno di rimanere al di sotto di 2°C di riscaldamento globale, il Consiglio Europeo deve cambiare il proprio obiettivo: almeno il 30% di riduzione rispetto ai livelli del 1990, con l’offerta di arrivare al 40% se gli altri Paesi aumenteranno il proprio impegno.

Ci sono 3 grosse scappatoie nell’obiettivo europeo.

Eccole:


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