Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Enel Green Power e Simest avviano un impianto idroelettrico in Guatemala.

Scritto da Paolo Fraelli • Lunedì, 31 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Idroelettrica

Energia idroelettricaPur salutando con estremo piacere questo ennesimo investimento italiano nel campo delle fonti rinnovabili, rimaniamo sempre perplessi domandandoci come mai molti capitali italiani (pur in una logica di diversificazione geografica e di puro investimento finanziario) espatrino, anziché essere investiti in fonti rinnovabili sul territorio italiano. In realtà una certa risposta già crediamo di conoscerla, ma per evitare il solito disfattismo italico, tralasciamo quest'aspetto e cerchiamo di dedicare la nostra attenzione su questo nuovo importante impianto idroelettrico.

E' stato dato il via al nuovo progetto in Guatemala di Enel Green Power – la società di Enel per lo sviluppo e gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo - con l’affiancamento di SIMEST, la finanziaria pubblico-privata che promuove lo sviluppo delle imprese italiane all’estero.
Il progetto prevede la realizzazione e la gestione di un nuovo impianto idroelettrico “ad acqua fluente” nel Dipartimento di Quiche, che avrà una capacità complessiva di 84 MW e sfrutterà il flusso d’acqua del fiume Cotzal e dei suoi 3 affluenti. L’investimento complessivo è di 185 milioni di euro.


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Disastro ambientale alla centrale idroelettrica di Sayano–Shushenskaya

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 19 agosto 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia Idroelettrica
Centrale idroelettrica Sayano Shushenskaya
Drammatico l'incidente avvenuto nella Siberia orientale alla centrale idroelettrica Sayano–Shushenskaya, l'altro ieri, il 17 agosto.

Oltre ai 64 dispersi dell'incidente per i quali si nutrono poche speranzea ora c'e' anche da preoccuparsi e cercare di arginare e limitare i danni ambientali.

Al momento, si sa solo che l’esplosione si è verificata durante alcuni lavori di riparazione nell'impianto macchinari.
Un trasformatore a olio è esploso distruggendo i muri e il soffitto del reparto che ospitava una turbina. E' seguita l'inondazione dei locali e delle gallerie sotto la gigantesca diga, costruita nel 1978 e bisognosa di manutenzione lungo tutta la lunghezza di cresta di 1066 metri che contiene una riserva d'acqua di 31 km quadrati.

L'olio fuoriuscito ha formato una macchia che si è estesa già per 80 km nell'area intorno alla centrale, prevalentemente nell'attiguo bacino Mainski, ma anche nel fiume siberiano Ienisiei.

Lo riferisce il ministero dell'ambiente russo, esprimendo preoccupazione per il possibile inquinamento del grande corso d'acqua.

Secondo la protezione civile locale, dopo una ricognizione aerea, macchie d'olio sono state individuate su un tratto di 50-60 km del fiume.

Qui di seguito la drammatica fotogallery del luogo colpito dall'esposione.


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