Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Raccolta dedicata al cartone: 2.000t differenziate grazie ai negozianti di Napoli

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 2 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Raccolta differenziata cartoneIl potenziamento del servizio di raccolta dei cartoni a Napoli durante il periodo natalizio ha fatto registrare anche quest’anno ottimi risultati. A Dicembre i commercianti napoletani hanno differenziato quasi 2.000 tonnellate di cartone, mettendo a segno la raccolta mensile più alta dell’anno.

L’iniziativa, che proseguirà anche con la normalizzazione degli orari di apertura, è stata promossa dal Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti nella regione Campania, Comieco, Comune di Napoli e Asia Napoli Spa, in collaborazione con Ascom e Confesercenti e con la partecipazione delle piattaforme Anca Plastica, Di Gennaro, Eco Cart e Te.Co., e ha comportato l’aumento del numero dei servizi complessivi dedicati al cartone (2.345 a dicembre, rispetto ai 1.914 erogati a novembre) con l’incremento giornaliero degli automezzi dedicati alla raccolta (+13).


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Quanto inquinano le cicche di sigaretta? L'impatto ambientale delle sigarette

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4.000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

Di questo argomento si è discusso giovedi scorso presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato”.

Sulla base della normativa inerente la classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose le cicche di sigarette dovrebbero essere classificate come un rifiuto pericoloso per l’ambiente e come tale trattate. Contrariamente a questo principio, invece, le cicche vengono immesse in ambiente senza nessun criterio e nessuna precauzione.

A conferma di tale comportamento una recente ricerca delle Nazioni Unite ha messo in evidenza che le cicche sono nettamente al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo. Inoltre le cicche di sigaretta non spente, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare incendi in casa o di boschi.


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Arriva SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Rifiuti pericolosi e tossiciSperando non si tratti dell'ennesimo progetto dalle buone intenzioni e dagli scarsi risultati ma viceversa, porti alla soluzione del controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali in Italia, è stato presentato nei giorni scorsi SISTRI, il nuovo registro per riportare legalità, trasparenza, risparmio, semplificazione, informatizzazione nel campo dei rifiuti.

Una massa di rifiuti, oltre 147 milioni di tonnellate all’anno, il 10% dei quali pericolosi, che richiedono precisi adempimenti per lo smaltimento. Sono gli stessi rifiuti su cui hanno costruito una parte del loro business le ecomafie, affari criminali per il territorio e per la salute pubblica.

D’ora in poi ogni rifiuto speciale potrà essere seguito in qualsiasi fase della filiera produttiva, dalla produzione allo smaltimento. Grazie al SISTRI, infatti, la cui gestione è affidata al Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, finalmente potremo contare su un apparato di controllo adeguato e su un sistema in grado di sostituire procedure obsolete, inefficienti e onerose.

Con il SISTRI viene posta particolare attenzione al trasporto e alla fase finale di smaltimento, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata e in uscita degli autoveicoli nelle discariche. E va in pensione il sistema di rilevazione cartaceo che finora, purtroppo, ha consentito di conoscere i dati relativi alla gestione dei rifiuti speciali con un ritardo di due, tre anni, creando difficoltà nell’impostazione di politiche ambientali mirate e con scarsa utilità ai fini dei controlli di legalità volti a specifici interventi repressivi.


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Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Raccolta triplicata nel 2009

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 24 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Buone notizie dal consuntivo non ancora definitivo per il 2009. La RAEE - la Raccolta dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - per intenderci, quella che il consumatore paga in anticipo quando acquista un nuovo apparecchio elettronico - sembra abbia raggiunti livelli record per l'anno 2009, ad evidenziare come il sistema, dopo un anno di rodaggio, si stia avviando versoi una fase di maturità e soprattutto di crescita impetuosa, testimoniata dal fatto che negli ultimi mesi il numero dei RAEE raccolti è addirittura triplicato.

Secondo le ultime stime la previsione per l’anno 2009 si aggira intorno a 182.000 tonnellate di RAEE ritirati presso i Centri di Raccolta distribuiti su tutto il territorio italiano.

Raccolta rifiuti apparecchi elettronici

I dati disponibili per ora si fermano a settembre 2009, ma da qui già si evidenziano alcuni elementi importanti, come una certa disomogeneità territoriale nel nostro Paese nella raccolta e nei meccanismi funzionanti.

Il primato della raccolta spetta al Nord Ovest con 45.331 tonnellate raccolte, a seguire il Nord Est con 41.298 tonnellate, terzo il Centro Italia con 25.552 tonnellate di, fanalino di coda invece sono il Sud Italia e le Isole, rispettivamente con 15.286 tonnellate di RAEE raccolte e 8.902 tonnellate.

Le richieste di ritiro arrivate al Contact Center del Centro di Coordinamento sono passate dalle circa 4.000 di fine settembre 2008 alle 8.000 a fine settembre di quest’anno.


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Design del riuso - il libro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Design del riuso - libro di Pulvirenti“Questo lo conserviamo... potrebbe servire!”.

Era la filosofia delle nostre nonne, quelle che non buttavano mai via niente perché magari, un giorno, quella cosa sarebbe potuta tornare utile. Così vecchi lenzuoli troppo lisi diventavano strofinacci, il maglione logoro si scuciva e con la lana si faceva una sciarpa, anche il nastro dei regali si recuperava per cucire all’uncinetto un resistente sottopentola.

Ogni cassetto era una miniera di ciarpame, ma al momento giusto c’era sempre l’oggetto adatto da riutilizzare. Le nostre nonne lo facevano perché erano cresciute in tempi difficili, quando non era semplice avere cose nuove e ogni oggetto andava trattato con cura e parsimonia perché durasse più possibile e, anche quando fosse cessato il suo primo uso, potesse essere sempre usato per farne qualcos’altro.

Oggi ci ritroviamo a rivalutare questa filosofia per motivi esattamente opposti: abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che non riutilizziamo più nulla, trovandoci giorno dopo giorno sommersi da montagne di rifiuti!

L’emergenza legata al loro smaltimento ci mette davanti ad una questione vitale: occorre un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a progettare secondo i criteri dell’eco-design.

Secondo i principi della progettazione sostenibile bisogna minimizzare la presenza di sostanze tossiche nei prodotti, incorporare materiali riciclabili/riciclati, ridurre la quantità e le tipologie di materiali utilizzati, impiegare materiali compatibili tra loro in fase di riciclo, ridurre la quantità di scarti di lavorazione, minimizzare il packaging, usare un sistema di imballo riutilizzabile, aumentare l’efficienza energetica dei prodotti a funzionamento elettrico, facilitare l’accesso alle parti per la loro sostituzione o manutenzione, consentire il recupero dei componenti per il riciclo.


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HangerPak. Il packaging ecologico diventa appendiabito

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 11 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Materiali

Curiosa idea scaturita dalla mente del designer inglese Steve Haslip. Da una confezione di packaging dal profumo ecologico (ossia realizzato interamente in cartone) si può ottenere una gruccia che consente di riutilizzare il materiale usato invece di procedere alla sua eliminazione attraverso la raccolta differenziata.

Progettare un imballaggio con questo compito non è stato sicuramente facile, ma Steve Haslip è riuscito nel suo intento.

Ovviamente non siamo di fronte ad un appendiabito che può durare nel tempo e non da usare per indumenti particolarmente pesanti, ma senza dubbio può svolgere il suo compito per il giusto tempo richiesto.


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Da ieri i pneumatici fuori uso sono formalmente materia prima

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Sembrerà incredibile, ma sebbene i pneumatici dismessi o esauriti (per intenderci le ruote delle auto) siano da tempo oggetto di trattamento, riciclo e trasformazione in altri prodotti, fino ad oggi non erano formalmente considerati materiale da reimpiego.

La prassi ha per fortuna superato la forma, ma solo da ieri i materiali ottenuti dal recupero dei pneumatici fuori uso hanno pieno diritto di cittadinanza tra le materie prime, grazie all'introduzione una norma tecnica che ne fissasse in modo univoco le caratteristiche tecniche e i parametri qualitativi in quanto materia prima da riciclo.

Il risultato raggiunto è il frutto di un lavoro complesso ed impegnativo, iniziato in una prima fase a livello europeo dall’associazione ETRA - European Tyre Recycling Association e successivamente anche dall’associazione italiana del comparto, il Consorzio ARGO (Consorzio Italiano del Settore aderente a FISE Unire) in ambito UNI (l’Ente di Normazione Italiano) che ha operato come segreteria tecnica del CEN.

Se questa notizia sembra avere poca importanza per il consumatore finale, di fatto il risultato raggiunto ieri ha invece un'enorme valenza soprattutto nel mondo produttivo, avendo chiare ricadute positive sul mercato finale e - soprattutto - sull'ambiente.


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Il ritorno al "Vuoto a rendere" diventa proposta di legge

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 9 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Dalla crisi si esce anche parlando la lingua dell’ambiente, del riutilizzo, del risparmio energetico e del recupero di antichi e virtuosi sistemi che la cultura del consumismo aveva fatto decadere.

Ne è convinta ItalgrobFederazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande – che, con il progetto Vetro Indietro, si è fatta promotrice di una proposta di rilancio del vuoto a rendere in Italia destinata a favorire la ripresa dell’intera filiera produttiva (produttore – distributore – esercente) del comparto Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café/Catering) SuperHoreca, e contribuire nel contempo sensibilmente alla risoluzione di problematiche socio-ambientali come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e l’impatto ambientale delle materie plastiche.

Un progetto strategico che oggi, dopo un triennio di trattative e analisi che ha visto la stretta collaborazione di realtà come Fipe-Confcommercio, Legambiente, aziende leader nel settore della produzione di bevande, alcoliche e non e Savno, gestore dei servizi di igiene ambientale nel trevigiano, riuniti nel Comitato Vetro Indietro e coadiuvati dal supporto scientifico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è giunto finalmente alla Camera dei Deputati sotto forma di proposta di legge.


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PisaUnicaTerraDiVino 2009. Gli allestimenti si fanno ecocompatibili

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 1 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Le fiere cominciano ad affacciarsi verso l'ecocompatibilità e la sostenibilità ambientale.


Su questa strada sembra aver preso una marcia sostenuta la 13a edizione di PisaUnicaTerraDiVino 2009, dal 12 al 13 Dicembre a Pisa, un evento/fiera dedicato al mondo del vino e dell'enogastronomia.

Tutto è nel segno del rispetto per l'ambiente: per la prima volta, infatti, parte degli allestimenti del Salone mostra/degustazione saranno interamente ecocompatibili.

Realizzati in sughero dalla cooperativa Artimestieri di Boves (Cn), al termine della rassegna saranno riciclati al 100% e utilizzati come isolante termico.

Ciò garantirà risparmio energetico e una riduzione di emissioni di CO2 nell'atmosfera.


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I Netbook Dell Inspiron Mini 10 e Mini 10v impacchettati nel bambù e la strategia delle 3 C

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 19 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Dell annuncia che i propri modelli di netbook Dell Inspiron Mini 10 e Mini 10v verranno impacchettati nel bambù, materiale altamente rinnovabile e biodegradabile che rappresenta l’alternativa ideale alla carta pressata, alla schiuma e al cartone ondulato.
Dell utilizza il bambù per creare l’involucro del packaging interno dei netbook mentre esternamente la scatola viene realizzata con materiale di recupero al 25%. Il progetto prevede di estendere l’uso del bambù a un maggior numero di prodotti entro il 2010.

Questo è solo la più recente delle iniziative scelte da Dell per continuare nel cammino intrapreso a sostegno del pianeta.
Perché il bambù?
  • Cresce velocemente. Il bambù è una pianta erbacea che si rigenera rapidamente. Cresce di 24 pollici al giorno e raggiunge il pieno rigoglio in un periodo che varia dai tre a sette anni, molto più velocemente della quercia.
  • E’ un materiale robusto. Più robusto dell’acciaio, perfetto per proteggere materiale tecnologico.
  • E’ altamente ecologico. Il bambù aiuta a preservare il suolo. Le robuste radici proteggono dall’erosione e – se tagliate correttamente - non necessitano di essere ripiantate.


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Collection Point per le sorgenti luminose esauste sotto i 100 Kg

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 19 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Il Consorzio Ecolamp ha scelto di offrire un’opportunità di raccolta anche ai piccoli installatori illuminotecnici, attivando un nuovo canale destinato proprio a coloro che non riescono a raggiungere i 100 chilogrammi di sorgenti luminose esauste.

A partire dallo scorso ottobre è possibile, infatti, conferire gratuitamente qualsiasi quantitativo di lampadine esauste presso i centri di raccolta di Bologna, Roma, Genova, Settimo Milanese (MI) e Senago (MI).
Le regioni coperte dal nuovo servizio Collection Point saranno dunque il Lazio, l’Emilia Romagna, la Lombardia e la Liguria.


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Legambiente presenta il rapporto sullo stato del risanamento dei siti inquinati da amianto in Italia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 17 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

L'Italia e l'amianto
75mila ettari di territorio contaminato da fibre di amianto
che, in attesa della bonifica dei siti, continuano a mettere a rischio la salute dei cittadini.
Anni e anni di battaglie sostenute da associazioni, comitati, sindacati per mettere in sicurezza il territorio e riconoscere i diritti delle famiglie dei lavoratori danneggiati - e in molti casi, purtroppo, uccisi – dalla sostanza estratta, lavorata, smaltita, abbandonata.

Oltre 9mila casi di mesotelioma pleurico, il tumore dell’apparato respiratorio strettamente connesso all’inalazione della fibra di amianto riscontrati in Italia dal 1993 al 2004, con una esposizione che nel 70% dei casi è stata di tipo professionale.

Questi, in estrema sintesi, i temi di Liberi dall’amianto, il dossier di Legambiente presentato a Torino, nel corso della seconda conferenza nazionale non governativa “Amianto e giustizia”, promossa da un vasto cartello di associazioni.

L’amianto in Italia è presente in molte zone e in varie forme: da quello naturale che emerge in superficie e giace all’aria aperta nelle miniere abbandonate da almeno vent’anni, a quello grezzo contenuto in sacchi malamente stoccati nei magazzini o nei piazzali degli stabilimenti produttivi, fino a quello miscelato con il cemento nella classica ondulina dei tetti e nelle tamponature degli edifici industriali o domestici degli anni ’70 e ’80 presente diffusamente in tutta Italia.

Ma i numeri eccezionali dei casi di mesotelioma alla pleura si spiegano anche con il record non invidiabile della produzione di amianto che deteneva l’Italia fino al 1992, di secondo produttore europeo con oltre 3,7milioni di tonnellate di amianto grezzo estratto, prodotto e commercializzato in tutto il Paese, con alcune situazioni eccezionali.


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