Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Impianti fotovoltaici al posto dei pericolosi tetti in eternit

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica, Materiali

Si chiama “Eternit free” ed è la la campagna di Legambiente e AzzeroCO2 per eliminare l’amianto ancora presente nel territorio, beneficiando degli incentivi speciali introdotti dallo Stato (Dm del 19 febbraio 2007) in scadenza il prossimo dicembre 2010. Sostituendo il tutto con gli impianti fotovolatici.
Ad iniziare l’opera di bonifica sarà la provincia di Lecce che per prima ha aderito al progetto, scegliendo così di promuovere la sostituzione delle coperture in eternit delle aziende con impianti fotovoltaici.

Fotovoltaico al posto dell'eternit

Con Eternit free tutte le aziende della Provincia di Lecce saranno informate, quindi, sulla possibilità di utilizzare gli incentivi nazionali e locali per interventi di sostituzione dell’eternit presente sulle coperture dei capannoni destinati ad attività agricole e industriali con impianti fotovoltaici.

Legambiente e AzzeroCO2 con l’aiuto di della Provincia, di Confindustria Lecce e Confartigianato Lecce individueranno le aziende da coinvolgere nel progetto che potranno scegliere di finanziarsi da sole o di essere supportate dal credito bancario.
Le aziende del territorio della Provincia, infatti, potranno alternativamente ricevere un supporto qualificato per investire risorse proprie nella realizzazione di un impianto fotovoltaico oppure beneficiare gratuitamente della bonifica del proprio capannone, cedendo il diritto di superficie della copertura ad AzzeroCO2.


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Questa estate in 9 centri commerciali, l'altra faccia del macero.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Che fine fanno gli imballaggi cellulosici che contengono i prodotti di uso più comune, quelli che si trovano sugli scaffali della GDO (supermercati, ipermercati, liberi servizi, discount e grandi magazzini veicolano mediamente il 90% dell’offerta al mercato finale)?
Grazie alla raccolta differenziata, 4 imballaggi su 5 vengono riciclati e rinascono sottoforma di nuovi imballaggi ma anche sottoforma di oggetti artistici, utili ed espressione di una creatività tutta italiana che, anche in questo campo, si dimostra all'altezza dei migliori standard internazionali.

Sono proprio questi prodotti i protagonisti della rassegna "L'altra faccia del macero", organizzata da Comieco in collaborazione con TetraPak, che, da luglio a settembre, toccherà 9 importanti centri commerciali in altrettante città italiane.

Chi utilizza realmente le confezioni dei prodotti nella vita di tutti i giorni è il consumatore, che si trova quindi al centro del ciclo di vita del packaging ed è soprattutto in grado di deciderne il destino finale: discarica o riciclo.


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Il Green Pallet. Sostenibile e a chilometro zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oggi si svolge la prima edizione della "Giornata Nazionale Anticontraffazione", per sensibilizzare le imprese e i cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione. Da sempre il prodotto di qualità in genere è oggetto della pratica della contraffazione, che crea ingenti danni all’economia, in pressoché tutti i settori. Ma non solo. Pratiche scorrette di produzione senza alcun controllo, creano ripercussioni anche sull'ambiente.

Senza entrare nel dettaglio della contraffazione dei marchi più noti (è qui che la contraffazione appare più evidente e plateale) esiste il settore dei pallet (le pedane in legno utilizzate per il trasporto delle merci) che è pesantemente coinvolto e danneggiato dalla contraffazione selvaggia: sono frequenti i casi di riproduzione non autorizzata del marchio EUR-EPAL (un marchio che garantisce tra l’altro la qualità, sicurezza e la provenienza dei materiali utilizzati).

Green Pallet

Questo fenomeno causa pesanti conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed ambientale; conseguenze che ricadono sull’intera società, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini.
Il pallet è quasi invisibile al consumatore, eppure è parte integrante del processo produttivo e distributivo dei prodotti che compriamo nei negozi e nei supermercati. La sua contraffazione pesa molto sulla comunità. Pensiamo all'uso di legnami la cui origine non è controllata.

Perché dunque non pensare al Green Pallet?


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A Milano, i rifiuti elettrici e elettronici, dove vanno a finire?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 6 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

rifiuti elettrici e elettroniciPochi giorni fa sono stati pubblicati alcuni dati che raccontando come a Milano e provincia vengono trattati i rifiuti elettrici ed elettronici. Nel 2008 sono state oltre 116 mila le tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici ricevute dagli impianti, più di 6 mila nel territorio comunale, dove i rifiuti ricevuti sono soprattutto apparecchi fuori uso non pericolosi (42,5%) seguiti dalle batterie al piombo (28,5%).

Situazione invertita in provincia con le batterie in testa (54,1%), seguite dalle apparecchiature fuori uso (15,4%).
Il 95% dei rifiuti che sono trattati negli impianti della provincia vengono recuperati (87 mila tonnellate), il 2,62%  è sottoposto a trattamento misto e solo il 2,35% viene smaltito.
Nel comune di Milano il 77,6% dei RAEE (rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici) viene sottoposto a trattamento di recupero e il 22,4% viene smaltito.

Ma cosa si recupera?

Negli impianti provinciali soprattutto le batterie al piombo (62,16%) e in quelli comunali apparecchiature fuori uso non pericolose (86,8%). Emerge da una elaborazione della Camera di Commercio su dati dalle dichiarazioni delle imprese (riferiti al 2008) per provincia e comune di Milano.


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L'Oscar dell'imballaggio 2010 ecologico è stato assegnato a ...

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 1 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oscar Imballaggio 2010Nove premi, con un ex-aequo, per nove progetti di packaging innovativo ed eco-friendly: continua il percorso virtuoso verso l’ottimizzazione dell’impatto ambientale dell’intero ciclo produttivo e di recupero degli imballaggi intrapreso dall’industria e sostenuto da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, e dall’Istituto Italiano Imballaggio, anche attraverso la promozione dell’ormai storico Oscar dell’Imballaggio.

Proprio grazie a questo impegno, in 10 anni il peso e lo spessore degli imballaggi si è ridotto in misura consistente, ad esempio di oltre il 9% per le lattine d’alluminio e del 30% per le scatolette d’acciaio, e l’uso di materiali da riciclo ha raggiunto livelli estremamente elevati contribuendo a diminuire in modo consistente l’impatto delle produzioni sull’ambiente: nel settore cartario, per esempio, la fibra di riciclo rappresenta il 90% della materia prima di fabbricazione degli imballaggi in cartone ondulato.

Anche nel settore del vetro, nel caso specifico delle bottiglie di birra da 330 ml, dagli anni Ottanta a oggi si è registrato un alleggerimento del 18%. Per la filiera della plastica è stato registrato un calo del 28% medio del peso dei singoli imballaggi in plastica. Nel caso degli imballaggi in legno, ogni anno vengono riparati 12.000.000 di pallet in modo da poterli riutilizzare, evitando così l’utilizzo di imballaggi nuovi.


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Rifiuti e overpacking. La petizione contro gli sprechi degli imballaggi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 20 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

E' una richiesta che viene dal basso quella promossa dal francese Frederic Crepin, 33enne, militare francese, che riferendosi al Trattato di Lisbona, punta a raccogliere un milione di firme europee per dire basta all'overpacking, ovvero per chiedere al Parlamento europeo che venga legiferato affinché l'imballaggio dei prodotti destinati ai consumatori finali sia ridotto e sia discreto.
Questo per dire basta alla spreco, ai rifiuti che ogni singolo cittadino produce automaticamente quando torna torna a casa dopo aver fatto la spesa, nell'atto in cui il cibo e i prodotti acquistati passano dal sacchetto del supermercato al frigorifero. Ed è sotto gli occhi di tutti. Il ricco packaging, involucro del super marketing che seduce il consumatore finale, è una triste realtà; se ci si ferma ad osservare con attenzione i prodotti acquistati, talvolta si è di fronte a prodotti in cui il contenitore e l'involucro esterno rischia di avere un valore pari se non superiore al prodotto medesimo.

L'eccesso e lo spreco degli imballaggi
Un esempio di quanti rifiuti produciamo in una normale spesa al supermercato. Quasi un Kg di rifiuti (fonte Mail online)

E come Frederic Crepin sono in tanti a chiederselo.

Perché? E' davvero necessario? Non è possibile prevedere che il consumatore possa scegliere se acquistare il prodotto riccamente pacchettizzato o prevedere una versione sobria, con un lauto risparmio economico?

E visto che non esiste alcuna legislazione di nessun paese europeo che limiti questo spreco, il militare francese vuole tentare l'impossibile. Il Trattato di Lisbona prevede che i cittadini europei (nella quota minima di un milione in almeno un terzo dei paesi della Ue) possano presentare una petizione e richiedere un intervento a favore di una o l'altra causa. E il movimento dell'Overpacking è chiaro.

Ridurre il volume, il peso e il costo del packaging dei prodotti,
affinché non si trasformi il tutto in spreco, rifiuti e inutili costi.

Poiché l’imballaggio può rappresentare l’80% del peso totale di un prodotto finito e incidere sino al 65 % del suo costo, la riduzione degli imballaggi deve permettere ad ogni consumatore di ridurre in modo equivalente il volume globale della sua produzione di rifiuti e allo stesso tempo di realizzare delle economie di pari valore.

è questo uno stralcio della petizione rivolta nelle sedi politiche europee e per la quale si sta facendo una massiccia raccolta di firme.


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Il disastro della Deepwater Horizon in Louisiana. Le immagini e il video tenuti nascosti dalla BP

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 13 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

La ABC, network televisivo americano, ha reso pubbliche alcune immagini e alcuni video fatti nelle profondità dell'oceano da robot teleguidati della BP e che mostrano le falle da cui sta fuoriuscendo la marea nera di petrolio che sta distruggendo un intero ecosistema. Queste immagini e questi video sono stati tenuti segreti e non mostrati al pubblico - sembrerebbe - per tutelare l'immagine della stessa BP, tal che non diventassero immagini iconografiche della tragedia ambientale in corso.
La marea nera di petrolio che sta fuoriscendo ancora dalle profondità del mare, proprio sotto alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, è probabilmente (anzi sicuramente) il più grave disastro ecologico ad opera umana.

Petrolio Louisiana disastro ecologico petrolio

Il fatto che la compagnia petrolifera BP abbia tenuto nascosto sia i video che le immagini rendono ancor più grave la sua posizione, alla luce anche delle richieste di aiuto che sono rivolte al mondo intero. Esiste infatti anche un sito dove si invita, chiunque, a fornire suggerimenti e idee, in un puro stile social-cooperativo. Se queste immagini e questi video fossero stati resi pubblici prima, probabilmente tecnici, scienziati, ingegneri di tutto il mondo avrebbero potuto capire meglio quale fosse la reale situazione e la dinamica della rottura.

bp oil leak underwater

Di seguito trovate il video (fin quando resterà disponibile su Youtube) carpito e diffuso dall'ABC.

Aggiornamento: è di soli pochi minuti fa la pubblicazione ufficiale del video sul sito deepwaterhorizonresponse.com. Ormai i buoi sono scappati e la BP non ha potuto negare l'evidenza.


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Carta e Cartone. Due cose diverse. Inizia la sperimentazione a Milano

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 11 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Un passo avanti nella raccolta differenziata. Perché carta e cartone, apparentemente fratelli, sono due cose ben diverse. Ne è la prova l'esperimento iniziato ieri a Milano, con il coinvolgimento di oltre 70.000 famiglia (circa 4.600 stabili) nella zona sudovest della Città. Amsa, Comune di Milano e Comieco hanno rinnovato il loro impegno per sviluppare la raccolta differenziata non solo quantitativamente ma anche qualitativamente, avviando la prima sperimentazione di raccolta differenziata del cartone presso le utenze domestiche.

raccolta differenziata carta cartone a Milano

La cittadinanza coinvolta è chiamata a conferire il cartone separatamente dalla carta e non più spezzettato nei bidoni bianchi. La sperimentazione durerà quattro mesi, nei quali Amsa chiede la collaborazione dei cittadini coinvolti, invitandoli a depositare il cartone accanto al sacco nero e ad esporlo due volte a settimana, secondo gli orari e i giorni stabiliti da calendario nella propria zona.
Per questo nuovo servizio è stato previsto il passaggio di una squadra dedicata, che passerà a ritirare il cartone dopo la raccolta dei sacchi neri.

In questi giorni le famiglie coinvolte stanno ricevendo a casa loro una comunicazione mirata ad informarli dei cambiamenti che da lunedì prossimo riguarderanno la loro zona e chidendo loro di modificare le abitudini quotidiane.


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Il successo del riciclo italiano dell'alluminio. I dati 2009

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 8 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Recupero e riciclo alluminioL'alluminio - estratto dalla Bauxite - è un metallo ampiamente utilizzato in vari settori industriali. Scoperto alla fine dell'800, le sue caratteristiche e le sue doti fisiche ne consentono il riciclo e un riuso alevatissimo. E' per questo che il suo recupero dai rifiuti ha un enorme valore economico e commerciale. Rircordiamo che riciclare e differenziare in casa l'alluminio è relativamente facile e questo gesto risulta essere particolarmente nobile in virtù anche del fatto - qualche dato per quantificarne il valore - che con 37 lattine di alluminio si può produrre una nuova caffettiera, con 800 lattine si produce una nuova bicicletta, con 70 lattine di alluminio di produce una nuova padella.

Dunque perché buttare nella spazzatura indifferenziata (perdendone il valore) qualsiasi oggetto in alluminio?

Dati Italia riciclo alluminioMa veniamo ora ai numeri appena diffusi dal CiAl - Consorzio Imballaggi Alluminio - sul recupero dell'alluminio in Italia nel 2009. Numeri assolutamente positivi che collocano il nostro paese sul podio mondiale dei paesi più riciloni dell'alluminio.

Il CiAl è il Consorzio che promuove, supporta e garantisce lo sviluppo tecnico e culturale delle raccolte differenziate e del riciclo dell’alluminio sia tra la Pubblica Amministrazione sia tra i cittadini. Ad oggi il CIAL ha favorito l’attivazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in oltre 5.500 Comuni italiani (il 70% dei Comuni italiani) e la partecipazione di 44 milioni di cittadini (il 75% della
popolazione).
Risultati più che positivi, ottenuti grazie alla stretta e quotidiana collaborazione con una rete di 328 operatori convenzionati, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Ma veniamo ora ai dati che riguardano l'Italia sul recupero, riciclo e riuso dell'alluminio.


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La tragedia del Golfo del Messico. La triste fotogallery dal cielo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 5 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

5.000 barili al giorno. Questa è la stima della fuoriuscita di petrolio che ogni giorno sta inondando le acque del Golfo del Messico, proprio di fronte a New Orleans. Una tragedia ecologica, uno stravolgimento ambientale. Giorni e giorni in cui specialisti di tutto il mondo stanno cercando inutilmente di arginare la marea nera.

Ricordiamo che un barile corrisponde a 163 litri di petrolio. Ogni giorno quindi vengono dispersi 815.000 litri di marea nera.
Anche la NASA è stata chiamata per monitorare l'andamento del fenomeno. L'unica notizia veramente positiva ma non risolutiva giunta qualche minuto fa è che i tecnici della BP sono riusciti a chiudere uno dei tre pozzi di trivellazione dal quale sta uscendo il petrolio. Ma tutto il resto?

Tragedia ecologica Golfo Messico Marea Petrolio

Uno scempio, un'abominevole risultato dell'azione dell'uomo.

Quello che vi proponiamo è la triste gallery di immagini dallo spazio, scattate dai satelliti civili e militari. In alcune di esse troverete i rapporti in chilometri della marea inquinante. Dimensioni spaventose, impossibile da fermare.



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Lief Tie. Le fascette stringifili dal gusto ambientale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 5 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

fascette stringifiliOrmai il concetto di ambiente lo troviamo ovunque: e purtroppo vien usato fin a sproposito. Aziende, politica, filosofie di vita, prodotti, servizi ... tutti che cavalcano la moda e si vestono (travestono) con indumenti di carta velina pur di sfruttare il sentiment dell'ecosostenibilità. Tra le ultime novità segnalate (ringraziamo i ragazzi di 100design) troviamo le fascette stringifili (utilizzate anche in giardinaggio) che tutto sono meno che ecosostenibili (nel senso che sono di plastica praticamente indistruttibile visto lo scopo per cui sono prodotte).

Ebbene, se volete da ora in poi le poterte trovare deliziosamente adornate con due fogliette verdi.

Sebbene non sia chiaro se la plastica utilizzata sia del genere biodegradabile o provenga dal riciclo, sappiate che parte dei proventi dalla vendita andranno a favore di iniziative pro ambiente.

L'uso che ne potete fare?
Pratico o puramente estetico. Come viene dimostrato dalla fotogallery che segue.



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Il gres porcellanato A.I.R. che recupera il 20% di materie prime dai tubi catodici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

gras porcellanato AIRL'azienda italiana Ceramiche Supergres ha ottenuto un importante riconoscimento grazie all’innovativo progetto in gres porcellanato A.I.R., già vincitore del’Award Ecohitech 2009. La peculiarità interessantissima è che la nuova collezione A.I.R. è prodotta con un’elevata percentuale di materiale riciclato post-consumer (vetri CRT) derivanti dal riciclo del tubo catodico dei vecchi televisori e dei monitor dei computer.

Il Premio assegnatole è il GPP “Progetti sostenibili e green public procurement 2010”, indetto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e da Consip Spa. Il concorso, promosso in partnership con il ministero dell’Ambiente e delle Attività Produttive, di Confindustria e di Enea, premia le amministrazioni pubbliche e le imprese che hanno raggiunto successi significativi nell’ambito della sostenibilità ambientale, privilegiando l’offerta e l’acquisto di prodotti e servizi “verdi”.

Un ottimo esempio di come si possa produrre nuovi prodotti riducendo di molto l'impatto ambientale (recupero dei rifiuti) e di come si possa trovare nel riciclo fonti alternative di materie prime.

La motivazione del premio riconosicuto alla Ceramiche Supergres è la seguente.


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