Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 18 agosto 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

Il mare italiano è malato. 169 punti critici, in media uno ogni 44 Km. 132 foci di fiumi inquinate. 18 milioni gli italiani che scaricano i propri reflui direttamente in mare, fiumi e laghi. E' questo il triste riassunto stilato dalla lunga indagine 2010 durata 2.000 Km della Goletta Verde di Legambiente, che ha monitorato e indagato sullo stato di salute delle nostre coste e acque italiane.

Nella sua XXV edizione 2010, Goletta Verde ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento causati dalla mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali. E il bilancio di questo viaggio è tutt’altro che positivo: è emerso un punto critico ogni 44 km di costa ed è risultato gravemente inquinato l’87% dei campioni contaminati, rilevati dai biologi del Cigno Verde con valori di batteri di origine fecale superiori al doppio dei limiti di legge. Numeri che evidenziano un netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando era risultato fortemente contaminato l’81% dei campioni analizzati.

Mare italiano Goletta Verde

In vetta alla classifica del mare inquinato si piazzano Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa), Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa) e Sicilia (20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa).

Si distinguono in positivo, invece, la Sardegna e la Puglia. Non solo la Sardegna fa registrare un punto critico ogni 247 km di costa, ma vanta anche 3 località premiate con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e altre 11 segnalate con quattro vele.
La Puglia, invece, fa registrare un punto critico ogni 79 km di costa e vanta 3 comuni insigniti del massimo riconoscimento della Guida Blu e altri 10 premiati con le quattro vele. Vanta 3 località a Cinque Vele anche la Toscana, che conta anche 5 comuni a quattro vele.


>>Continua a leggere "Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde Technorati Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde Google Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde Bookmark Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde  at del.icio.us Digg Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde Bookmark Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde  at YahooMyWeb Bookmark Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde  at reddit.com Bookmark Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde  at NewsVine Bookmark Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde  with wists Bookmark using any bookmark manager!

1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Referendum firme acquaLa Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto “Codice per l'ambiente” in seguito ad un preciso reclamo del WWF Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte. 

Un vero successo quello del Comitato Promotore refendario che ha proprio ieri consegnato in Cassazione un risultato che segna un passo importante nella partecipazione democratica in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana aveva mai raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile, almeno nel desiderio degli attivisti.

100ambiente non può essere concorde a questa così attiva partecipazione democratica, che dovrebbe essere già interpretata come un forte e chiaro segnale ai piani alti della politica.
Ma come dicevamo all'inizio dell'articolo, l'altro segnale forte, anzi, fortissimo viene dalla Comunità Europea, a dimostrazione come la Res Pubblica che dovrebbe aver a cuore anche il patrimonio idrico italiano non sia all'altezza della situazione.


>>Continua a leggere "1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica Technorati 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica Google 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica Bookmark 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica  at del.icio.us Digg 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica Bookmark 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica  at YahooMyWeb Bookmark 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica  at reddit.com Bookmark 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica  at NewsVine Bookmark 1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica  with wists Bookmark using any bookmark manager!

In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 15 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Acqua alla spinaSi chiama Casa dell'Acqua ed è l'ultima iniziativa nata a Paderno Dugnano (a nord di Milano) dove gli abitanti - e paesi limitrofi - possono andare a prendersi l'acqua alla spina ... liscia, gassata, fredda o calda. L'obiettivo è quello di convincere i concittadini che l'acqua dell'acquedotto è di ottima qualità (sono fornite anche le ultimissime analisi chimico organolettiche) oltre ad invitarli a non comprare più acqua in bottiglia soprattutto per una questione ambientale.

I risultati sono decisamente interessanti. Non è così raro vedere lunghe file di cittadini di Paderno Dugnano fare la coda per prelevare l'acqua offerta, soprattutto perché la versione gassata pare essere molto piacevole (oltre ad essere disponibile la versione refrigerata). L'acquedotto di Paderno Dugnano è riconosciuto nel territorio limitrofo per offrire acqua dal gusto anche particolarmente gradevole (a confronto per esempio di altri comuni vicini il cui sapore è decisamente sgradevole, come quello di Cusano Milanino).

Scriviamo tutto questo con cognizione di causa, in quanto sia abitativamente che lavorativamente, frequentiamo i comuni citati.

Ma torniamo alla Casa dell'Acqua di Paderno Dugnano.
Come dicevamo le analisi chimiche effettuata sull'acqua alla spina offerta dal comune milanese posizionano questa ad un livello medio-alto, spesso superiore a quella che si beve dopo averla acquistata nei supermercati. Per non parlare del prezzo. Da due - fino a 3 volte - più basso di quello acquistato nei negozi.

Ma non basta.


>>Continua a leggere "In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica Technorati In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica Google In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica Bookmark In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica  at del.icio.us Digg In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica Bookmark In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica  at YahooMyWeb Bookmark In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica  at reddit.com Bookmark In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica  at NewsVine Bookmark In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

Un segnale forte e positivo quello che è arrivato dal Tribunale di Padova che condanna pesantemente i responsabili delle escavazioni abusive portate avanti per anni sui fiumi Po, Brenta e Adige.

Il risarcimento è stato riconosciuto anche al WWF, costituitosi parte civile nel processo, confermando la gravità dei danni ambientali inflitti ai fiumi dalle escavazioni selvagge per procurarsi profitto illecitamente.
I giudici hanno accolto le motivazioni del PM e del WWF e riconosciuto la gravità dell'attività illecita degli imputati, (alcuni dei quali funzionari pubblici preposti in realtà alla tutela dell'ambiente) ai quali veniva contestato per associazione a delinquere, concorso in furto di sabbia, falsificazione dei verbali di escavazione, truffa e violazione del segreto di ufficio (la ditta veniva avvisata prima dell'arrivo dei controlli). 

La condanna conferma la veridicità delle denunce che da oltre un decennio sono state fatte circa il grave danno a discapito dei fiumi, la criticità delle loro condizioni e la necessità di un’azione per la loro riqualificazione e rivitalizzazione.
La campagna ‘Liberafiumi’  portata avanti in questi mesi dal WWF ha proprio lo scopo di censire e poi recuperare gli ecosistemi fluviali, perché si possa garantire una gestione sostenibile dell’acqua e il raggiungimento del buono stato ecologico come previsto dalla Direttiva europea sulla tutela delle acque.


>>Continua a leggere "Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige."

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige. Technorati Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige. Google Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige. Bookmark Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.  at del.icio.us Digg Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige. Bookmark Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.  at YahooMyWeb Bookmark Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.  at reddit.com Bookmark Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.  at NewsVine Bookmark Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Spreco  acqua lavaggio dentiL'Eurisko, su commissione di GlaxoSmithKline (GSK), proprietaria del marchio Aquafresh e all'interno della campagna di sensibilizzazione sul risparmio dell'acqua "Chiudi il Rubinetto", ha indagato sul consumo (forse dovremmo dire spreco) che gli italiani fanno dell'acqua quando si lavano semplicemente i denti. I dati emersi sono quasi eclatanti sebbene il buon senso ci porterebbe a dire che sono quasi ovvi e scontati. Tuttavia, una volta aggregati, diventano importanti e visti nell'insieme cubano "un peso" sull'ambiente e sulla disponibilità di questo bene prezioso.

La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 1000 famiglie italiane, per un totale di circa 2600 individui di età compresa fra i 13 e i 65 anni, alle quali è stata posta una batteria di domande per analizzarne i comportamenti nel lavarsi i denti e nell’attenzione che hanno nel consumo dell’acqua.

La ricerca rivela, innanzitutto, che gli abitanti dello stivale sembrano avere buone abitudini relativamente alla propria igiene orale: il 44% degli intervistati afferma infatti di lavare i denti 2 volte al giorno, quasi il 40% tre o più volte, e solo un 15% una sola volta al giorno.


>>Continua a leggere "Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti? Technorati Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti? Google Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti? Bookmark Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?  at del.icio.us Digg Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti? Bookmark Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?  at YahooMyWeb Bookmark Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?  at reddit.com Bookmark Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?  at NewsVine Bookmark Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Tempo reale: Continuiamo a seguire l'interessantissima Conferenza stampa dell'intelligente progetto Chiudi il rubinetto voluto da Aquafresh e patrocinato dall'Assesorato all'Ambiente del Comune di Milano. Ricordiamo che questa campagna di sensibilizzazione volge ad educare e diffondere una cultura nel risparmio dell'acqua. Tuttavia - e sempre più spesso - la prima obiezione mossa nei confronti di queste campagne di sensibilizzazione è il rischio di spostare il problema solo ed esclusivamente sul mercato finale, assegnando la colpa dello spreco alle persone comuni (nonché consumatori) di questo o quel prodotto aggravando loro dell'onere dell'impronta che viene lasciato in natura.

Consumo acqua - Chiudi il rubinetto

Ed è qui che Aquafresh - nella figura della Glaxo Smith Kline Consumer Healthcare S.p.A - si è posta dunque una domanda.

E' vero che lo spreco sia esclusivamente colpa del consumatore finale?

La risposta è ovviamente negativa ed è testimoniato dal concetto di Water Footprint introdotto nel post precedente.
La Glaxo ha dunque commissionato una ricerca per capire quanta acqua realmente consumasse per produrre uno dei suoi prodotti di punta, ossia il dentifricio Aquafresh Tripla Protezione da 75ml. L'analisi è stata condotta dalla WSP Group plc, agenzia di consulenza specializzata in conservazione e miglioramento ambientale.

Tali ricerche hanno preso in considerazione l'acqua insita nelle seguenti fasi del ciclo di vita del prodotto presso l’impianto di produzione di Maidenhead, in Inghilterra:

1. materie prime;
2. packaging;
3. acqua necessaria al funzionamento degli impianti;
4. fase di utilizzo del prodotto da parte del consumatore (partendo dall’ipotesi che il 50% dei consumatori inglesi lasci il rubinetto aperto mentre si lava i denti).

Il dato vi sorprenderà. Proseguite la lettura.


>>Continua a leggere "Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II Technorati Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II Google Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II Bookmark Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II  at del.icio.us Digg Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II Bookmark Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II  at YahooMyWeb Bookmark Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II  at reddit.com Bookmark Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II  at NewsVine Bookmark Chiudi il rubinetto e Aquafresh - parte II  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Chiudi il rubinettoTempo reale: la redazione di 100ambiente sta seguendo in tempo reale la conferenza stampa dell'ambizioso progetto Chudi il rubinetto atto a sensibilizzare il risparmio idrico anche tra i consumatori finali (le persone comuni) con l’obbiettivo di informarli sullo spreco di acqua nella vita di tutti i giorni, a partire da quella che viene utilizzata quando ci si lava i denti.
A supporto dell'iniziativa, oltre ad un sito internet pieno di notizie, c'è anche una pagina Facebook.

Il progetto è promosso da Aquafresh, marchio GlaxoSmithKline Consumer Healthcare S.p.A. e patrocinato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Milano, nasce dalla consapevolezza che ogni attività umana, ogni prodotto che viene commercializzato, lascia delle impronte sul suo cammino che hanno un impatto importante sul mondo in cui viviamo.

Giusto per dare un'idea dello spreco causato dal semplice gesto del lavarsi i denti si sappia che in media si "sprecano" 10 litri d'acqua e solo l'1% di questi vengono realmente utilizzati mentre il resto finisce, inutilizzato, nelle tubature.

Introduciamo quindi il concetto di “water footprint” o “impronta idrica” - cioè il costo idrico, la quantità d’acqua dolce necessaria per il ciclo di vita del prodotto (per la sua realizzazione e consumo).


>>Continua a leggere "Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I Technorati Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I Google Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I Bookmark Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I  at del.icio.us Digg Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I Bookmark Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I  at YahooMyWeb Bookmark Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I  at reddit.com Bookmark Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I  at NewsVine Bookmark Chiudi il rubinetto e la riduzione del Water FootPrint - parte I  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 9 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica, Innovazione

Quanta acqua è necessaria per produrre ...IBM e King Abdulaziz City for Science and Technology (KACST), l’organizzazione nazionale di ricerca e sviluppo dell’Arabia Saudita, hanno annunciato oggi una collaborazione di ricerca finalizzata a creare un impianto di dissalazione dell’acqua alimentato a energia solare, che potrebbe ridurre significativamente i costi idrici ed energetici.

Un nuovo impianto di dissalazione ad alta efficienza energetica, con una capacità di produzione prevista di 30.000 metri cubi al giorno, sarà costruito nella città di Al Khafji e servirà 100.000 persone.
Il KACST prevede di alimentare l’impianto con la tecnologia UHCPV (Ultra-High Concentrator Photovoltaic), sviluppata insieme ad IBM; questa tecnologia è in grado di far funzionare un sistema fotovoltaico (CPV) ad una concentrazione superiore a 1.500 soli. All’interno dell’impianto, il processo di dissalazione sarà basato su un’altra tecnologia sviluppata congiuntamente da IBM e KACST: una nanomembrana in grado di filtrare i sali e le tossine potenzialmente nocive presenti nell’acqua, utilizzando minore energia rispetto ad altre forme di depurazione.

Secondo gli scienziati del KACST, i due metodi più comunemente impiegati per la dissalazione dell’acqua marina sono la tecnologia termica e l'osmosi inversa, entrambi a un costo che varia tra i 2,5 e i 5,5 Riyal Sauditi per metro cubo. Grazie alla combinazione offerta dall’energia solare e dalla nuova nanomembrana, questo progetto punta a ridurre significativamente il costo della dissalazione dell'acqua marina in questi impianti.


>>Continua a leggere "Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare Technorati Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare Google Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare Bookmark Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare  at del.icio.us Digg Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare Bookmark Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare  at YahooMyWeb Bookmark Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare  at reddit.com Bookmark Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare  at NewsVine Bookmark Dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Delta del Po: strage di ricci e vongole

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 30 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica, Territorio

Il WWF lancia un allarme per la moria di vongole segnalata recentemente dai pescatori del Delta del Po. In questi giorni si stanno osservando anche insoliti contingenti di ricci e stelle marine spiaggiati in diversi litorali.
Le cause sono ancora ignote ma, ancora una volta e a distanza di un mese dall’inquinamento da idrocarburi, il Delta del Po, uno degli ambienti più ricchi di biodiversità d’Italia per le sue estensioni di zone umide e lagune, è al centro delle cronache ambientali e, ancora una volta, emerge prepotentemente la sua estrema vulnerabilità.

Il WWF sottolinea come a un mese di distanza dall’emergenza Lambro – Po, caratterizzata dallo sversamento di circa 2800 tonnellate tra gasolio e oli combustibili, si sia ancora in attesa dell’ordinanza che avrebbe dovuto sbloccare e avviare un piano di monitoraggio per valutare le conseguenze sull’intero ecosistema dell’inquinamento di idrocarburi di marzo.

Come  era prevedibile ai proclami, peraltro esageratamente rassicuranti, della Protezione civile e del Ministero dell’Ambiente, non sono seguite le urgenti azioni necessarie e, ad oggi  non è dato sapere se siano disponibili o meno i, “forse”, 12 milioni di euro, che avrebbero costituito una prima tranche di contributi per coprire le spese delle prime azioni di bonifica, le indagini supplementari, l’avvio di un piano di monitoraggio integrato e la redazione di piano di bonifica.


>>Continua a leggere "Delta del Po: strage di ricci e vongole"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Delta del Po: strage di ricci e vongole Technorati Delta del Po: strage di ricci e vongole Google Delta del Po: strage di ricci e vongole Bookmark Delta del Po: strage di ricci e vongole  at del.icio.us Digg Delta del Po: strage di ricci e vongole Bookmark Delta del Po: strage di ricci e vongole  at YahooMyWeb Bookmark Delta del Po: strage di ricci e vongole  at reddit.com Bookmark Delta del Po: strage di ricci e vongole  at NewsVine Bookmark Delta del Po: strage di ricci e vongole  with wists Bookmark using any bookmark manager!

World Water Day 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 19 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Appuntamenti

Il 22 Marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua a Nairobi, in Kenya, per ricordare l’importanza di un elemento naturale di primaria necessità che, nelle stime degli scienziati, andrà nel futuro sempre più scarseggiando.
Nel 1993 l’assemblea generale delle Nazioni Unite indicò il 22 marzo come la prima giornata Mondiale dell’Acqua, da allora ogni anno invitano le nazioni membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l'Assemblea Generale e alla promozione di attività concrete all'interno dei loro Paesi.

Un’occasione per affrontare l’importanza di un elemento che è necessario garantire a tutti gli abitanti del mondo, e che va rispettato anche attraverso un uso sostenibile dell’ambiente.

L’evento vuole promuovere la necessità delle acque dolci e favorire la sostenibilità nella gestione delle risorse idriche, ed è in questo contesto che si inserisce il tema del World Water Day 2010, che sarà “Clean Water for Healthy World” (acqua pulita per un mondo sano).  Il messaggio che vuole lanciare l’edizione di quest’anno è che l’acqua pulita rappresenta la vita e che la nostra esistenza dipende anche da come proteggiamo la qualità dell'acqua.


>>Continua a leggere "World Water Day 2010"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon World Water Day 2010 Technorati World Water Day 2010 Google World Water Day 2010 Bookmark World Water Day 2010  at del.icio.us Digg World Water Day 2010 Bookmark World Water Day 2010  at YahooMyWeb Bookmark World Water Day 2010  at reddit.com Bookmark World Water Day 2010  at NewsVine Bookmark World Water Day 2010  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 28 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Fiume LambroIl Fiume Lambro rappresenta da decenni una delle principali sorgenti di inquinamento antropico lungo il corso del Fiume Po. Gli studi condotti dall’Istituto di Ricerca Sulle Acque (IRSA)-CNR fin dalla metà degli anni settanta hanno contribuito prima ad identificare e poi a quantificare il fenomeno, fissando per il Lambro in circa il 30% il contributo al carico totale di inquinanti che viene veicolato dal grande fiume padano nel Mare Adriatico.

La pressione urbana, industriale ed agricola di uno dei territori più sviluppati dell’Europa sono la causa dello stato di degrado elevato delle acque, che nei recenti due decenni ha visto crescere l’attenzione degli Enti gestori anche a seguito dell’adeguamento normativo alla Direttiva Quadro sulle Acque, adeguamento a cui l’IRSA ha fornito un contribuito rilevante per lo sviluppo delle metodologie per la classificazione della qualità ecologica.

Nel tratto a monte della città di Milano a partire dalla metà degli anni ottanta prima il depuratore di San Rocco, della attuale ALSI (Alto Lambro Servizi Idrici), poi il depuratore di Merone, dell’ASIL (Azienda Servizi Integrati Lambro), hanno contribuito a determinare un recupero significativo delle acque del Fiume Lambro, con presenza di fauna ittica, miglioramento della biodiversità della fauna bentonica e ad un aspetto visivo più accettabile delle acque.

Un analogo sforzo gestionale è stato realizzato in quest’ultimo decennio anche a valle di Milano, con la costruzione/ampliamento degli impianti di depurazione di Nosedo, Milano San Rocco e di Peschiera Borromeo, raggiungendo nel 2005 l’obiettivo di trattare la totalità delle acque reflue della metropoli lombarda.



>>Continua a leggere "Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR "

1591 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR  Technorati Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR  Google Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR  Bookmark Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR   at del.icio.us Digg Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR  Bookmark Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR   at YahooMyWeb Bookmark Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR   at reddit.com Bookmark Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR   at NewsVine Bookmark Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR   with wists Bookmark using any bookmark manager!

Il disastro ecologico del fiume Lambro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 25 febbraio 2010 • Commenti 3 • Categoria: Territorio

Lo sversamento nel Lambro di di enormi quantità di gasolio dalle cisterne dell’ex raffineria di Villasanta può essere il colpo di grazia per un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado. Ma l’onda nera, che intanto prosegue il suo viaggio, rappresenta una gravissima minaccia non solo per gli abitanti dei comuni rivieraschi, ma per tutto l’ecosistema del Parco regionale della Valle del Lambro, del Parco di Monza (il più grande Parco urbano d’Europa e una delle aree naturalistiche-paesaggistiche più belle della Lombardia) e soprattutto del più ampio ecosistema del Po, con danni ambientali a catena per centinaia di chilometri a valle che non risparmieranno nemmeno alcuni siti di interesse comunitario (SIC) presenti lungo il Po. 


foto di Andrea Longo

Le prime a essere direttamente colpite sono le specie acquatiche, pesci, anatre selvatiche, le colonie di aironi che proprio in questi giorni hanno iniziato a nidificare sulle sponde del Po. Sono decine gli animali ripescati senza vita.

In allerta il Centro di Recupero Animali Selvatici WWF di Vanzago, dove già ieri sono stati portati i primi germani reali interamente coperti di gasolio che verranno curati dai veterinari del centro.  Purtroppo i danni di questo sversamento si ripercuoteranno su tutta la catena alimentare, con conseguenze che dureranno nel tempo, e si registrano già gravissime conseguenze sul settore agricolo che gravita intorno al sistema fluviale.


>>Continua a leggere "Il disastro ecologico del fiume Lambro"

4561 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Il disastro ecologico del fiume Lambro Technorati Il disastro ecologico del fiume Lambro Google Il disastro ecologico del fiume Lambro Bookmark Il disastro ecologico del fiume Lambro  at del.icio.us Digg Il disastro ecologico del fiume Lambro Bookmark Il disastro ecologico del fiume Lambro  at YahooMyWeb Bookmark Il disastro ecologico del fiume Lambro  at reddit.com Bookmark Il disastro ecologico del fiume Lambro  at NewsVine Bookmark Il disastro ecologico del fiume Lambro  with wists Bookmark using any bookmark manager!