Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Emissioni gas effetto serra a livelli record nel 2009

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 8 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Secondo i dati dell'Organizzazione meteorologica mondiale, i gas effetto serra sono ai massimi livelli

Il 2009 è stato un anno di crisi, ma non per l'inquinamento: le emissioni di gas effetto serra hanno raggiunto infatti livelli record, in particolare per quanto riguarda anidride carbonica e metano. Lo rivelano i dati dell'Organizzazione meteorologica mondiale.

"L'ultimo bollettino mostra molto chiaramente che i principali gas a effetto serra hanno raggiunto i livelli massimi osservati dall'epoca preindustriale"

ha detto il segretario generale aggiunto dell'Omm Jeremiah Lengoasa in una conferenza stampa.


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La qualità dell'aria si legge su iPod e iPhone

Scritto da Paolo Fraelli • Martedì, 29 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Un approccio intelligente, una collaborazione tra tecnologia e ambiente. E' quanto succede quando la tecnologia per tutti (o quasi, non tutti hanno un iPhone) è al servizio della salute.
Sviluppata da 3Wlab per iPod e iPhone 3G e 3Gs, l'applicazione “Aria Lazio” permette di conoscere, con aggiornamento quotidiano, i dati relativi alla qualità dell'aria nella regione Lazio prodotti ed elaborati da Arpa Lazio, l'ente pubblico che svolge attività tecnico-scientifica e di monitoraggio.
Attualmente è in distribuzione gratuita su Apple Store.

Aria Lazio - download iphone Dwonload iPhone qualità aria lazio

La posizione dell'utente è individuata tramite geolocalizzazione satellitare, dopodichè vengono inviate su iPod o iPhone tutte le informazioni relative alla qualità dell'aria rilevate dalla stazione di monitoraggio più vicina.
Per tutti gli elementi inquinanti tenuti sotto controllo in base alla normativa - ozono, benzene, ossidi di carbonio, ossidi di azoto, polveri sottili – viene indicata la quantità rilevata e nel caso questa superi la soglia consentita, scatta un alert per l'utente.
Qualora questo numero superi le soglie consentite, viene mostrata all'utente una situazione di criticità.


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Italia multata per aver superato i valori limite del PM10

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 11 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE sulla qualità dell’aria. Si tratta del secondo e ultimo avvertimento scritto, inviato all’Italia per aver superato i valori limite del PM10 in numerose zone o agglomerati del paese. Il triste primato di morti per inquinamento va alla Lombardia.

Previsioni PM10

Secondo il Commissario UE per l’ambiente, Janez Potocnik,

“... l’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni”.

La Commissione Europea aveva già bocciato quasi tutti i Piani Regionali e Comunali di risanamento dell'aria, constatato l'inesistenza di un Piano Nazionale e avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano.
Si rischia così di condannare l’Italia a pagare una salatissima multa per inquinamento. Nel documento finale della Commissione, oltre alla Lombardia, che fa da capofila dei bocciati, troviamo anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e la Sicilia.


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Himalaya. Ghiacciai inquinati come le città e fusione accelerata fino al 24%

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Concentrazioni di inquinanti pari alle aree urbane e PM10 oltre i limiti europei sui ghiacciai himalayani ad oltre 5000 metri di quota.

Sono a dir poco allarmanti i quattro anni di dati rilevati dal progetto Share promosso dal Comitato Evk2Cnr e analizzati nell’ambito di una collaborazione con il Nasa Goddard Space Flight Center.

Per effetto dell’Asian Brow Clowd, si è stimato che i ghiacciai Himalayani possono subire un’accellerazione dello scioglimento fino al 24 per cento rispetto alla fusione “normale” che subiscono nel corso della loro vita.

Asian Brown Cloud

Una minaccia che grava direttamente su un miliardo e mezzo di persone e a Copenhagen, nessun atto dedicato ai ghiacciai himalayani pare sia stato inserito nell’agenda ufficiale del Cop 15.

Questo è quanto emerge sulla base dei dati rilevati all’osservatorio NCO-P sull’Everest, in uno studio recentemente presentato durante l’AGU Fall meeting 2009 in corso a San Francisco da ricercatori della NASA in collaborazione con ricercatori CNR, CNRS ed EvK2CNR.

I primi 4 anni di osservazioni, dal 2006 al 2009, eseguite presso il Nepal Climate Observatory - Pyramid (NCO-P), hanno permesso di ottenere importanti informazioni su black carbon, ozono, radiazione solare e altri parametri atmosferici a 5079 metri di quota sulle pendici dell’Everest ove è posta la stazione di misura più elevata del network dedicato all’Atmospheric Brown Cloud di Unep.


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Mix di caldo e inquinamento in Pianura Padana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 17 luglio 2009 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

L’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr) ha organizzato presso la propria Base Sperimentale di S. Pietro Capofiume (Bologna) una campagna internazionale per individuare i meccanismi responsabili delle polveri sottili.
La Pianura Padana, come è noto, è uno dei ‘punti caldi’ in Europa anche per i livelli di inquinamento, dovuti alla concentrazione di attività industriali, agricole e di allevamento, alla rete viaria e al fatto che la pianura è circondata su tre lati da alte catene montuose.

Uno dei risultati più immediati di questa campagna di misura, è che il particolato di fondo nella Pianura Padana durante la stagione estiva risulta essere di natura prevalentemente secondaria.
Circa il 75% delle polveri sottili non è emesso direttamente in atmosfera come tale, ma si forma per reazioni chimiche in aria, catalizzate dalla elevata radiazione solare.

La produzione di aerosol secondari ha due picchi di inquinamento, uno tra le 4 e le 8 del mattino - dovuto alla formazione di nitrati originati dall’ossidazione degli ossidi di azoto - e l'altro nelle ore centrali della giornata, tra mezzogiorno e il primo pomeriggio.
“Si tratta di due tipi diversi e riconoscibili chimicamente di aerosol secondari”,
spiega il responsabile Sandro Fuzzi, ricercatore Isac-Cnr.
“Il primo picco è dovuto alla formazione di nitrati originati dall’ossidazione di ossidi di azoto, il secondo alla conversione di composti organici volatili a particelle fini in condizione di intensa radiazione solare ed elevati livelli di ozono”.


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I principali produttori di CO2. La lista dei cattivi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 12 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

G8 e ambiente. Tante promesse e buoni propositi.
Ma ascoltando servizi in televisione e leggendo gli articoli di approfondimento sui giornali spesso non è chiaro quale nazione sia la maggiore responsabile nella produzione di Co2 nell'atmosfera.

Ecco allora la classifica che il Corriere della Sera, nell'edizione di oggi, ha sintetizzato e graficamente pubblicato sulle sue pagine, partendo dai dati forniti dal Carbon Dioxide Information Analysis Center (dati preliminari).
100ambiente ha completato i dati confrontandoli con quelli del 2006, aggiungendo i valori pro-capita.

Leggendo i dati emerge una sconcertante verità.

Due colossi mondiali da soli producono 3 milioni e 388 mila tonnellate di Co2 ogni anno: Cina e USA.
La somma dei due è di poco superiore alla produzione di anidride carbonica proveniente dalle 18 maggiori nazioni inquinanti (3 milioni e 28 mila tonnellate).


Qui di seguito la tabella riassuntiva 2006 con il totale e i valori procapita 2006 confrontati con quelli preliminari del 2008.

Per i dati ufficiali 2008, vi diamo appuntamento ad agosto.


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Il particolato. Piove o non piove dipende anche da questo.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 26 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Le attività dell'uomo incidono sul clima: e questo è noto.
L'antropizzazione (ovvero il processo mediante il quale l'uomo modifica l'ambiente naturale) incide anche sul cambiamento delle caratteristiche delle nubi e sulla loro capacità di dare luogo a precipitazioni nelle aree continentali maggiormente industrializzate.

E anche questo era noto.

Ma la relazione precisa non era finora chiara: in alcuni casi l’inquinamento sembra determinare una diminuzione delle precipitazioni, in altri un aumento.
Una risposta a quest’apparente incongruenza l’hanno data un gruppo di ricercatori, fra i quali Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), con un articolo pubblicato sulla rivista Science.

La scoperta è di grande importanza, poiché le nubi e le precipitazioni sono una fondamentale componente del clima della Terra, anche se la loro conoscenza tuttora costituisce una delle principali incertezze nella formulazione dei modelli climatici.


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il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive in Italia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 19 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi
Polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo, benzene, ozono ma non solo. Agli inquinanti “classici” che il traffico riversa nelle nostre città, nell’aria che molti respirano in alcune zone d’Italia vanno aggiunti diossine e furani, policlorobifenili, mercurio, piombo o cadmio: composti chimici, tossici e in alcuni casi cancerogeni emessi da fonti industriali.

A Taranto, città simbolo di questa edizione, lo stabilimento siderurgico dell’Ilva ha prodotto in un anno il 92% delle emissioni di diossina e il 95% degli Ipa da fonti industriali.

Proprio a Taranto, che ospita il più grande polo siderurgico del nostro Paese e detiene il triste primato della città industriale italiana con l’aria più inquinata, questa mattina Legambiente ha presentato Mal’Aria industriale, il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive e dato il via alla sua storica iniziativa.

I dati raccolti nel rapporto di Legambiente dimostrano l’urgenza di interventi migliorativi negli impianti industriali italiani per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono nei pressi dei siti produttivi.

Secondo l’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera di Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2006 in Italia l’industria ha emesso il 95% del totale dell’arsenico scaricato in atmosfera da tutte le fonti, il 90% del cromo, l’87% dei Pcb, l’83% del piombo, il 75% del mercurio, il 72% di diossine e furani, il 61% di cadmio.


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Le nubi marroni - Brown Clouds

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 18 novembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Cambiamenti climatici, inquinamento e popolazioni a rischio.

Ancora una volta l’attenzione del mondo scientifico internazionale è puntata sul fenomeno dell’Atmospheric Brown Cloud, le nubi marroni composte da aerosol e particelle inquinanti che stanno mettendo in pericolo la sicurezza idrica e alimentare di tutto il pianeta.

Il problema delle Abc è tornato alla ribalta grazie al nuovo report di Unep, presentato a Pechino settimana scorsa, dove sono illustrati effetti e nuovi dati sulle nubi marroni, studiate in modo più approfondito grazie ai dati rilevati dalle stazioni in alta quota installate e gestite dal Comitato EvK2Cnr, che con il progetto Share sta attivando un prezioso network mondiale di monitoraggio climatico.


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