Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 10 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Gli incendi che in questi giorni stanno devastando la Russia portano con sé incalcolabili danni ambientali che ricadranno sugli equilibri naturali, climatici ed economici, non solo in Russia ma anche a livello globale. Sulla base di alcune stime riportate nel TEEB (il più autorevole studio che si sta occupando dell’Economia degli Ecosistemi e della Biodiversità” il cui rapporto definitivo verrà reso noto nell’ottobre 2010) il WWF calcola che siamo già vicini alla soglia dei 200 milioni di dollari solo sul fronte dello stoccaggio del carbonio, ovvero la capacità delle foreste di trattenere CO2, un contributo “naturale” insostituibile nella lotta globale ai cambiamenti climatici.

Incendi in Russia

Nell’area tra San Pietroburgo e Mosca, compresa tra i 40 e i 55 gradi di latitudine, si trovano infatti le aree forestali che nel continente europeo sono in grado di trattenere la maggiore quantità di carbonio.
Il valore che le foreste hanno nello stoccare il carbonio, e quindi nel mitigare l’incremento dell’effetto serra naturale è immenso e difficilmente quantificabile a livello economico, ma secondo i dati riportati dal TEEB, per ogni ettaro di foresta questa capacità ha un valore di 728,56 dollari a latitudini di 35-45° fino a 1.272,85 dollari per ettaro alle latitudini da 45 a 55°.
Considerando quindi una media di 1.000 dollari per circa 190.000 ettari di boschi colpiti dalle fiamme, che quindi non potranno più trattenere CO2 e anzi la stanno liberando, il conto è presto fatto.


A questo dato vanno poi aggiunti altri parametri difficilmente quantificabili, come la perdita di biodiversità – che in questi boschi è ricca di lupi, orsi, martore, linci, cervi caprioli e di un gran numero di rapaci - e dei servizi naturali che le foreste sono in grado di fornire, come il cibo e le risorse forestali, la regolazione del clima e del ciclo dell’acqua, la protezione da eventi catastrofici e dissesti idrogeologici per fare solo alcuni esempi. Senza contare le ricadute sulla salute umana e i danni economici legati al valore commerciale dei terreni e del legname andati in fumo e alla diminuzione della produttività agricola già oggi definita senza precedenti per la Russia. 


>>Continua a leggere "Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage) Technorati Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage) Google Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage) Bookmark Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)  at del.icio.us Digg Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage) Bookmark Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)  at YahooMyWeb Bookmark Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)  at reddit.com Bookmark Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)  at NewsVine Bookmark Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 7 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Per il WWF i Governi che hanno partecipato ai negoziati sul clima, che si sono chiusi ieri a Bonn, devono dare una svolta ai negoziati, altrimenti sprecheranno l’importante opportunità di fare progressi alla 16° Conferenza delle Parti di Cancun (Messico) che avrà luogo a novembre.

Cambiamenti Climatici Bonn

“A Cancun i governi possono e devono fare passi avanti in ambiti come l’adattamento, la finanza per il clima e la lotta alla deforestazione

ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia

Ma devono aumentare i propri sforzi e iniziare a cercare punti di convergenza in maniera molto più seria.”

Per fare un esempio, l’ambito degli accordi già raggiunti a Copenaghen sulla riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione e al degrado delle foreste (REDD) è stato messo di nuovo in discussione.


>>Continua a leggere "Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF Technorati Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF Google Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF Bookmark Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF  at del.icio.us Digg Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF Bookmark Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF  at YahooMyWeb Bookmark Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF  at reddit.com Bookmark Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF  at NewsVine Bookmark Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF  with wists Bookmark using any bookmark manager!

44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 19 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Flora

Tenere in ordine la montagna e i suoi boschi per ridurre il rischio di frane ed alluvioni in pianura, ma anche per sviluppare una vera economia verde e creare, stabili nel tempo, seicento posti di lavoro. E' su questo che la Regione Toscana punta, stanziando a bilancio 44 milioni di euro, dopo che la giunta ha deciso di investire sul proprio patrimonio forestale: 1,2 milioni di ettari, più della metà del territorio, che fanno della Toscana la regione con più foreste d'Italia.

I boschi della Toscana sono ben tenuti malgrado la spesa pubblica della Regione nei loro confronti sia contenuta, o comunque meno di altre Regioni, pur ottenendo ottimi risultati.
Storicamente la Toscana vanta una lunga tradizione di politica di mantenimento ed attenzione: dai granduchi dei Medici al presidente Bartolini, a cui va il merito di aver creato una rete di associazioni di volontari per la difesa dei boschi.

Resta il fatto che la montagna è coltivata meno di un tempo. Molti l'abbandonano. E questo produce ripercussioni negative a valle.
Il piano straordinario messo in campo in Toscana è un provvedimento di green economy a tutto tondo ed aiuterà anche a rallentare questa fuga: sviluppando la produzione di energia con le biomasse, promuovendo la selvicoltura ma anche l'attività zootecnica, intervenendo per prevenire futuri dissesti, sviluppando filiere locali del legno e creando in questo modo seicento posti di lavoro, di cui almeno duecento dovrebbero essere nuovi.


>>Continua a leggere "44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani Technorati 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani Google 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani Bookmark 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani  at del.icio.us Digg 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani Bookmark 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani  at YahooMyWeb Bookmark 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani  at reddit.com Bookmark 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani  at NewsVine Bookmark 44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani  with wists Bookmark using any bookmark manager!

La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

In Indonesia, le foreste si sviluppano per 463.000 miglia quadrate, posizionando il paese dietro solo al Brasile e la Repubblica Democratica del Congo. Ma il dilagante disboscamento illegale ha trasformato le foreste del Borneo tra le più minacciate del pianeta causando anche reazioni sui mercati del legname in tutto il mondo.

Deforestazione borneo indonesia


>>Continua a leggere "La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole! Technorati La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole! Google La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole! Bookmark La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!  at del.icio.us Digg La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole! Bookmark La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!  at YahooMyWeb Bookmark La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!  at reddit.com Bookmark La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!  at NewsVine Bookmark La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 3 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Nuovi passi avanti e nuove tecniche e innovative procedure per l'imboschimento e il rimoschimento dei terreni agricoli basandosi sul rapporto tra il suolo e le piante, al fine di migliorare la sopravvivenza e lo sviluppo delle piante in ambiente mediterraneo. Sono questi i risultati ottenuti dai recenti studi pubblicati dalla rivista Annals of Forest Science e realizzati da un pool di scienziati dell'Università di Granada in Spagna.

Maria Noelia Jiménez Morales del Dipartimento di edafologia e chimica agraria dell'università, autrice dello studio, ha detto che la ricerca

"fornisce nuovi dati scientifici sulle migliori tecniche di imboschimento dei terreni agricoli nelle regioni del Mediterraneo, offrendo nuovi parametri per la pianificazione degli imboschimenti a livello regionale".

La tecnica del team di ricerca è volta a sostenere l'attuazione favorevole dei programmi di forestazione dei terreni agricoli dell'UE, che fanno parte della Politica agricola comune (PAC). Nell'UE sono in atto intensi programmi di imboschimento e rimboschimento, che sono essenziali per ridurre le emissioni di gas serra, contribuendo a rallentare i cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità.

L'imboschimento è il processo di piantare o seminare alberi su terreni mai boscati in precedenza. Negli ultimi decenni in tutta l'UE lo spopolamento delle campagne - con centinaia di migliaia di persone che si sono spostate verso le città - ha portato all'abbandono di molto terreni agricoli, fornendo l'occasione perfetta per creare nuove foreste.


>>Continua a leggere "Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo Technorati Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo Google Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo Bookmark Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo  at del.icio.us Digg Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo Bookmark Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo  at YahooMyWeb Bookmark Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo  at reddit.com Bookmark Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo  at NewsVine Bookmark Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 17 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Il governo peruviano ha allocato 7.000 ettari di foreste alla Agropecuaria del Shanusi Company, una controllata del gruppo Romero, gigante del comparto agroalimentare, affinché li converta in piantagioni di palma da olio. Le piantagioni sono state dichiarate "interesse nazionale" allo scopo di stroncare eventuali proteste.

Deforestazione Perù

Secondo il World Rainforest Movement, i piccoli proprietari locali, da anni aspettavano il riconoscimento delle loro terre. Ma queste sono invece state assegnate al gigante agrario. I piccoli contadini lavorano solo aree limitate di terra, mantenendo intatta una gran parte delle circostanti foreste primarie.

Nel giro di pochi mesi, l'impresa ha tagliato in due l'intero territorio con una strada per gli autocarri, ha iniziato a estrarre minerali, ha convertito il corso dei torrenti, alcuni dei quali sono stati prosciugati, ha portato via legname, e si è impossessata di un lago, vietandone l'accesso ai residenti. Il tutto prima ancora di vedersi ufficializzare i permessi. Un esercito di motoseghe, machete, asce, trattori e elicotteri ha occupato l'area, sotto l'occhio vigile delle guardie private.


>>Continua a leggere "Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste Technorati Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste Google Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste Bookmark Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste  at del.icio.us Digg Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste Bookmark Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste  at YahooMyWeb Bookmark Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste  at reddit.com Bookmark Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste  at NewsVine Bookmark Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste  with wists Bookmark using any bookmark manager!

La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Flora

La Conferenza della Biodiversità ‘apre’ oggi in Europa l’Anno della Biodiversità ma con un obiettivo di difesa finora non raggiunto: il termine del 2010 che si era posto anche l’UE a tutela della natura, in linea con il Countdown dell’IUCN, non è stato sufficiente ad arrestare la perdita di diversità biologica.

Biodiversità

Il ritmo di questa perdita sul pianeta si è accelerato di almeno 100 volte rispetto ai ritmi naturali e, negli ultimi 50 anni, ha raggiunto livelli che non hanno precedenti. Già nel l’ultimo Living Planet Report il WWF denunciava che negli ultimi 30 anni è stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta (51% specie tropicali, 33% terrestri, 35% acque dolci e 14% quelle marine).

Il primo obiettivo - dunque - è quello di definire un nuovo target di riduzione della perdita di biodiversità ma che sia misurabile e concreto a cui seguano impegni concreti e finanziati altrimenti tra 10 anni ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore.

Isabella Pratesi, responsabile Programma di conservazione del WWF Italia è molto chiara in merito

"I paesi europei che oggi e domani si riuniscono a Madrid devono puntare in alto e ognuno deve fare la sua parte.
Non possiamo permetterci di perdere ancora questa ricchezza che fornisce produzione di cibo, ossigeno, acqua, materie prime, medicinali e che in definitiva ci permette di vivere.
Senza target ambiziosi da adottare immediatamente la perdita della biodiversità nel 2050 costerà all’Europa 1.100 miliardi di euro entro il 2050. Eppure la biodiversità è trattata ancora come una ‘cenerentola’: il budget a disposizione dell’UE per la sua tutela è di 120 milioni l’anno, meno dello 0,1% di quello totale europeo”.


>>Continua a leggere "La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050 Technorati La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050 Google La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050 Bookmark La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050  at del.icio.us Digg La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050 Bookmark La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050  at YahooMyWeb Bookmark La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050  at reddit.com Bookmark La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050  at NewsVine Bookmark La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050  with wists Bookmark using any bookmark manager!

UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Fauna

Il tempo stringe. Secondo le stime dell'ONU il tasso di perdita della biodiversità registra ormai un'accelerazione vertiginosa e un terzo dei circa 1,75 milioni di specie animali e vegetali note all'uomo è minacciato. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ritiene che nel 2008 siano scomparse ben 717 specie animali. Anche la balena beluga, il koala e il corallo a corna di cervo (acropora formosa) rischiano l'estinzione.

Per difendere animali come la lince iberica, di cui sopravvivono ancora solo circa 100 esemplari, l'UE ha elaborato un nuovo piano da qui al 2050.
Qual è l'obiettivo?

Ridurre il tasso di estinzione? Fermarlo del tutto? Riportare in vita gli ecosistemi morti? Promuovere la conservazione della biodiversità a livello mondiale?
Gli obiettivi del nuovo programma saranno decisi la prossima settimana. Ma una cosa è certa: dovrà essere realistico.

Per questo la decisione dell'UE di presentare, prima della fine di quest'anno, una strategia chiara per la tutela della biodiversità da qui al 2020.
Ed è in buona compagnia, perché anche le Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 anno internazionale della biodiversità.


>>Continua a leggere "UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Technorati UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Google UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at del.icio.us Digg UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at YahooMyWeb Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at reddit.com Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  at NewsVine Bookmark UE: maggiore impegno a difesa della biodiversità  with wists Bookmark using any bookmark manager!

Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 19 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Le emissioni della produzione alimentare inglese rappresentano il 30% dell’impronta nazionale totale di CO2. Il dato emerge dall’ultimo rapporto del WWF UK realizzato insieme al Food Climate Research Network (FCRN). Le stime precedenti davano il dato del 20% ma lo studio lanciato oggi considera un fattore di incidenza fortemente impattante non previsto in precedenza, ovvero il cambiamento d’uso del suolo per la produzione alimentare al di fuori del territorio nazionale.

Una delle maggiori cause di emissioni di gas serra è infatti la deforestazione: ogni anno si perde nel mondo un’area di foresta equivalente a mezza Inghilterra (oltre 120.000 km2) e la causa principale di questa perdita è proprio l’espansione del sistema produttivo alimentare, per la produzione di raccolti e l’allevamento di animali.

Alla luce dell’aumento del “fattore cibo” nelle emissioni globali, il WWF UK e il FCRN lanciano un appello per un cambiamento radicale nel sistema alimentare al fine di arrestare la deforestazione e ridurre le emissioni derivanti dal settore agro-alimentare.

Il nuovo report “Quanto possiamo scendere: una valutazione delle emissioni di gas serra provenienti dal sistema alimentare del Regno Unito per una riduzione entro il 2050” analizza vari scenari sui cambiamenti possibili e i loro effetti. Sono state valutate iniziative di carattere sia tecnologico sia comportamentale, inclusa la de-carbonizzazione dell’energia utilizzata nella catena produttiva alimentare, il miglioramento dell’efficienza e i cambiamenti nei consumi di carne e di prodotti caseari.


>>Continua a leggere "Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite Technorati Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite Google Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite Bookmark Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite  at del.icio.us Digg Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite Bookmark Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite  at YahooMyWeb Bookmark Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite  at reddit.com Bookmark Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite  at NewsVine Bookmark Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite  with wists Bookmark using any bookmark manager!

La biodiversità in Italia. La Check List italiana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 12 gennaio 2010 • Commenti 2 • Categoria: Fauna, Flora, Ittica

Siamo ben lontani dal conoscere tutte le piante, gli animali e i microrganismi che popolano la Terra. Esse sono sicuramente più di quelle attualmente note alla scienza. Occorre quindi occuparsi urgentemente e fattivamente della conservazione di specie che rischiano di scomparire per sempre a causa dell'uomo, ancor prima di essere scoperti dalla scienza.

In base alla Check List italiana, la nostra Penisola ospita ben 57.468 specie animali, di cui solo 1.255 sono vertebrati. Infatti il 97,8% della ricchezza faunistica del nostro Paese è composta da invertebrati.

Tra tutte queste specie ben 4.777 (8,6%) si possono considerare endemiche, ovvero esclusive dell’Italia. Si pensa però che in realtà gli endemismi siano oltre il 10% e questo a causa di specie ancora da scoprire (per lo più invertebrati) e per l’applicazione di moderne tecniche di ricerca che possono distinguere quelle che fino ad oggi erano considerate un’unica specie.

A livello di flora, nel nostro Paese si contano circa 12.000 specie. Tra le oltre 5.600 specie di piante vascolari si annoverano circa il 13% di specie endemiche (732), un dato certamente elevato e forse ancora più esteso se si includono molte sottospecie endemiche.

A questa componente va aggiunta poi la enorme diversità dei Funghi, stimati teoricamente in 300.000 specie; attualmente le specie note appartenenti alla classe Basiodiomiceti sono quasi 4.000.


>>Continua a leggere "La biodiversità in Italia. La Check List italiana"

1129 hits
Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon La biodiversità in Italia. La Check List italiana Technorati La biodiversità in Italia. La Check List italiana Google La biodiversità in Italia. La Check List italiana Bookmark La biodiversità in Italia. La Check List italiana  at del.icio.us Digg La biodiversità in Italia. La Check List italiana Bookmark La biodiversità in Italia. La Check List italiana  at YahooMyWeb Bookmark La biodiversità in Italia. La Check List italiana  at reddit.com Bookmark La biodiversità in Italia. La Check List italiana  at NewsVine Bookmark La biodiversità in Italia. La Check List italiana  with wists Bookmark using any bookmark manager!

A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 8 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Per la prima volta dopo cinque anni di monitoraggio, immagini di una tigre femmina e dei suoi cuccioli sono state “catturate” dalle “camera-trap” del WWF – speciali videocamere a raggi infrarossi nascoste nel cuore della giungla di Sumatra – dando ai ricercatori uno sguardo d’eccezione sui comportamenti di questo elusivo animale. Le suggestive immagini riprendono le tigri mentre annusano incuriosite l’attrezzatura video.

Sono solo 400 circa le tigri di Sumatra che si stima sopravvivano ancora allo stato selvatico, costantemente minacciate dal bracconaggio e dalla distruzione del loro habitat.

Agli inizi del ventesimo secolo la tigre a Sumatra era invece molto diffusa e solo negli anni Ottanta erano stimati circa 1000 esemplari.

Le immagini riprese dalle camera-trap sono assolutamente affascinanti, ma gli studiosi rimangono profondamente preoccupati perché l’habitat di questa tigre e dei suoi cuccioli sta rapidamente riducendosi a causa delle piantagioni di palma da olio, dell’industria cartiera attiva nella zona con due compagnie internazionali e del taglio illegale di legname, prodotti destinati ai nostri mercati che sono così partecipi della deforestazione di Sumatra e del Borneo.


>>Continua a leggere "A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli Technorati A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli Google A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli Bookmark A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli  at del.icio.us Digg A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli Bookmark A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli  at YahooMyWeb Bookmark A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli  at reddit.com Bookmark A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli  at NewsVine Bookmark A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli  with wists Bookmark using any bookmark manager!

COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 17 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: COP15 - Copenhagen

L’annuncio del Segretario di Stato Hillary Clinton, dato oggi in occasione della COP15, per il WWF è nuova linfa vitale per i negoziati.
Il supporto di 10 miliardi di dollari è in grado di creare un ponte tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, e quindi cambiare lo scenario in questi giorni di negoziati globali.

Ora è auspicabile un accordo tra Stati Uniti e Cina su come definiranno il tema della trasparenza e si deve attendere  l’impegno del Presidente Obama affinché la legislazione sul clima sia la sua principale priorità nel prossimo anno.
Dall'Unione Europea e dagli altri Paesi industrializzati si attende un segnale positivo sul fronte delle riduzioni delle emissioni al 2020.

Sul fronte dei finanziamenti, si deve segnalare come fino ad oggi molti Paesi abbiano avanzato nuove proposte finanziarie cosiddette “fast start”, ovvero immediate, per aiutare a concludere l’accordo, mentre il pezzo mancante fondamentale restava proprio la finanza a lungo termine.


>>Continua a leggere "COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza"

Tweet This!
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza Technorati COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza Google COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza Bookmark COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza  at del.icio.us Digg COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza Bookmark COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza  at YahooMyWeb Bookmark COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza  at reddit.com Bookmark COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza  at NewsVine Bookmark COP 15 Copenhagen - Nuova linfa vitale per i negoziati dalla finanza  with wists Bookmark using any bookmark manager!