Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

La Arctic Sunrise per tre mesi nel golfo del Messico per capire il disastro ecologico marchiato BP

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 2 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Dal 20 aprile scorso, quando la Deepwater Horizon è esplosa, BP ha fatto troppi errori, ha messo in campo risorse inadeguate e ha nascosto informazioni al pubblico, ad esempio vietando l’accesso ai giornalisti nelle aree impattate dal catrame. Greenpeace ha preso - come sempre del resto - la decisione di realizzare una valutazione autonoma degli impatti per far sapere a tutti come stanno davvero le cose.


L’Arctic Sunrise è partita da metà agosto da Tampa (Florida) alla volta delle Florida Keys e delle Dry Tortugas prima di avvicinarsi al sito di Macondo.
I tecnici a bordo stanno verificando l’impatto dello sversamento di petrolio sugli organismi marini: dai microrganismi planctonici in superficie fino ai coralli abissali dei fondali.

BP ha annunciato di aver chiuso il pozzo, ma oltre 500.000 tonnellate di petrolio

afferma Alessandro Giannì, direttore della Campagne di Greenpeace

stanno avendo impatti sulla flora e la fauna del Golfo. Se gli effetti sulla pesca sono e saranno gravi, quelli sui delicati ecosistemi del Golfo potrebbero essere peggiori.


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Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 18 agosto 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

Il mare italiano è malato. 169 punti critici, in media uno ogni 44 Km. 132 foci di fiumi inquinate. 18 milioni gli italiani che scaricano i propri reflui direttamente in mare, fiumi e laghi. E' questo il triste riassunto stilato dalla lunga indagine 2010 durata 2.000 Km della Goletta Verde di Legambiente, che ha monitorato e indagato sullo stato di salute delle nostre coste e acque italiane.

Nella sua XXV edizione 2010, Goletta Verde ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento causati dalla mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali. E il bilancio di questo viaggio è tutt’altro che positivo: è emerso un punto critico ogni 44 km di costa ed è risultato gravemente inquinato l’87% dei campioni contaminati, rilevati dai biologi del Cigno Verde con valori di batteri di origine fecale superiori al doppio dei limiti di legge. Numeri che evidenziano un netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando era risultato fortemente contaminato l’81% dei campioni analizzati.

Mare italiano Goletta Verde

In vetta alla classifica del mare inquinato si piazzano Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa), Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa) e Sicilia (20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa).

Si distinguono in positivo, invece, la Sardegna e la Puglia. Non solo la Sardegna fa registrare un punto critico ogni 247 km di costa, ma vanta anche 3 località premiate con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e altre 11 segnalate con quattro vele.
La Puglia, invece, fa registrare un punto critico ogni 79 km di costa e vanta 3 comuni insigniti del massimo riconoscimento della Guida Blu e altri 10 premiati con le quattro vele. Vanta 3 località a Cinque Vele anche la Toscana, che conta anche 5 comuni a quattro vele.


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Regole e limiti più severi sulle emissioni industriali dalla UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 8 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Nuova direttiva emissioni industrialiNel mese di Luglio, è stata approvata la nuova Direttiva sulle emissioni industriali decisa dal Parlamento europeo che punta a regole più chiare e aria più pulita sui cieli europei.
Il testo, frutto di un accordo col Consiglio dei Ministri, stabilisce limiti più severi, ad esempio per l'inquinamento atmosferico e offre ai governi nazionali una certa flessibilità nell'applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche e la possibilità di sospendere le regole, a particolari condizioni, per un certo numero d'impianti.

Dunque si punta a migliorare la protezione dell'ambiente e della salute e a rendere le regole in materia più chiare e semplici da applicare.
Il testo approvato aggiorna e riunisce sette diverse legislazioni, inclusa la Direttiva sui grandi impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC); quest'ultima copre circa 52.000 impianti industriali e agricoli con grande potenziale d'inquinamento, dalle raffinerie agli allevamenti di maiali.

Ma non è oro tutto quel che luccica.
Infatti è stato concesso ad alcuni casi tempo in più per alcune centrali elettriche.

Ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri possono essere sostanze molto dannose per la salute e contribuire a provocare, ad esempio, cancro, asma e piogge acide: il testo approvato stabilisce limiti più severi per le emissioni di tali sostanze dal 2016.
Deputati e governi nazionali si sono accordati anche sulla possibilità, per gli Stati membri, di utilizzare piani nazionali transitori per un certo numero d'impianti di combustione, inclusi quelli a combustibili fossili, e avere cosi tempo fino a luglio 2020 per conformarsi alle nuove regole.
Le nuove regole potrebbero invece non applicarsi mai a un certo numero d'impianti di vecchia data, nel caso questi cessino ogni attività nel 2023 o 17.500 ore di lavoro dopo il 2016. Le nuove centrali elettriche ed energetiche dovranno comunque conformarsi alle nuove regole entro il 2012.


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Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 7 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Sogliole tossicheTorniamo a parlare del Santuario dei Cetacei, chiamato anche Santuario Pelagos, una zona di mare protetta dal 1999 grazie a un Accordo fra Italia, Francia e Principato di Monaco. Ricordiamo che si tratta di una superficie di quasi 90.000 km2, compresa in quella porzione del mar Ligure e dell’alto Tirreno tra Liguria, Toscana e Costa Azzurra.
La particolare abbondanza di nutrienti rende speciali queste acque è un richiamo per molte specie animali importanti, come la balenottera comune (il secondo animale al mondo per dimensioni), il capodoglio, la stenella e il tursiope. E’ per tale ragione che è nato il Santuario: per tutelare questo prezioso ecosistema e gli animali che lo popolano!

Ma ancora una volta arrivano dati allarmanti ed in particolar modo sulle ultime analisi fatte su un determinato pesce: la sogliola comune.
Il progetto di analizzare campioni di sogliola (Solea vulgaris), del Santuario dei Cetacei nasce con l’intento di quantificare la presenza di alcuni contaminanti ambientali in un importante anello della catena alimentare. Fra i composti analizzati ci sono gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), componenti naturali del carbone e del petrolio, di cui alcuni sono probabili cancerogeni per l’uomo; il Bisfenolo A (BPA) sostanza pericolosa per il sistema ormonale usata nella fabbricazione di molte plastiche; i metalli pesanti (piombo, mercurio e cromo) utilizzati in numerose applicazioni e pericolosi per il sistema nervoso e quello renale.

Questi pesci sono ottimi bioindicatori perché conducono una vita stanziale a contatto con i sedimenti. Le sogliole sono una fonte di alimentazione per alcuni cetacei (tursiope) ma anche per l’uomo: questa è fra le prime specie di pesce consigliate in fase di svezzamento dei nostri bambini!

Greenpeace vuole quindi denunciare l’inattività delle Parti Contraenti dell’Accordo del Santuario dei Cetacei che in un decennio non hanno fatto nulla per monitorare e proteggere questa zona di mare, tanto meno sotto il profilo dell’inquinamento marino.


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Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Divieto Balneazione - Greenpeace Report Santuario CetaceiFanno trasalire gli ultimi dati diffusi da Greenpeace riguardo le analisi batteriche effettuate nel Santuario dei Cetacei, quella porzione di mare del Mediterraneo dove si possono ammirare balene e delfini senza andare dall'altra parte del mondo. Si tratta di un triangolo compreso tra la Costa Azzurra, la Toscana e intorno alla Corsica, un tempo santuario di questi animali un tempo ricchissimo di esemplari.

In queste acque, dove per il confluire delle correnti si creano particolari condizioni favorevoli che concentrano nutrienti e prede, vivono specie come la balenottera comune, il secondo animale al mondo per dimensioni (più piccolo solo della balenottera azzurra), il capodoglio, la stenella, il tursiope, e molti altri, che qui si riuniscono soprattutto durante il periodo estivo per alimentarsi.

Nel 1999 è stato siglato un Accordo tra Italia, Francia e Monaco per realizzare un Santuario dei Cetacei con una superficie di quasi 90.000 km2. Nel 2001 nell’elenco delle Aree a Protezione Speciale di Interesse Mediterraneo del Protocollo sulle Aree Protette (ASPIM) della Convenzione di Barcellona.
Ciò rende il Santuario un’area protetta a livello internazionale, un interessante precedente giuridico per la tutela di ampie aree del Mediterraneo, anche in acque internazionali.

Malgrado tutto ciò le minacce aumentano e le balene e i delfini diminuiscono proprio in un’area che dovrebbe garantire le condizioni ideali per la loro conservazione.
I dati raccolti da Greenpeace nell’Agosto del 2008 indicavano una riduzione di circa il 50% delle stenelle rispetto alle stime degli anni Novanta, mentre sono state osservate solo un quarto delle balenottere attese.

Ed oggi? Vediamo cosa succede.


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Un nuovo catalizzatore Panasonic per abbatere i gas di scarico diesel

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 12 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Catalizzatore Panasonic gas dieselPanasonic ha annunciato lo sviluppo di un nuovo catalizzatore, che utilizza metalli alcalini, per decomporre e purificare il particolato contenuto nei gas derivanti dalla combustione del carburante diesel. Le legislazioni internazionali che regolamentano le emissioni dei veicoli diesel sono diventate più rigorose, per questa ragione in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa, ci sono grandi aspettative per questo nuovo catalizzatore, che è considerato una soluzione a basso costo e di elevato risparmio energetico per i veicoli diesel.

Il nuovo catalizzatore sviluppato da Panasonic Ecology Systems accelera l'ossidazione del particolato e lo decompone direttamente senza l'utilizzo di platino.
Il dispositivo fornisce lo stesso livello di prestazioni di combustione di un catalizzatore convenzionale a base di platino, ma a una temperatura inferiore (circa il 20% in meno, secondo la sperimentazione simulata in laboratorio).

Questo significa che è necessaria meno energia per mantenere la temperatura ottimale per l’innesco della reazione catalitica. In questo modo vengono ridotte le emissioni di CO2 e si contribuisce alla conservazione dell'energia.
Se utilizzato alla stessa temperatura richiesta da un catalizzatore convenzionale a base di platino, il catalizzatore a base di metalli alcalini di Panasonic aumenta la velocità di combustione.

In confronto gli attuali sistemi di trattamento dei gas di scarico esausti dei motori diesel, utilizzando il platino come catalizzatore di purificazione, risultano più costosi e più sensibili alle fluttuazioni dei prezzi.
Inoltre, i dispositivi convenzionali consumano carburante per mantenere la temperatura della reazione catalitica ad un livello ottimale durante il trattamento del particolato, riducendo l'efficienza totale del dispositivo.


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Traffico, pendolarismo, ingorghi. La nuova crisi urbana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 6 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

In alcune delle città economicamente più importanti del mondo lo spostamento quotidiano dei pendolari è più lungo e più snervante di quanto fosse possibile immaginare, rispecchiando l’incapacità dell’infrastruttura dei trasporti di tenere il passo con l’attività economica: è quanto emerge dal primo studio globale di IBM sui problemi del pendolarismo (Commuter Pain Study).

IBM ha intervistato 8.192 automobilisti, in 20 città di cinque continenti, la maggior parte dei quali ha affermato che il traffico è peggiorato negli ultimi tre anni.
Per la maggior parte delle città oggi in via di sviluppo, la congestione è un fenomeno relativamente recente, in connessione con il raggiungimento di una fiorente crescita economia negli ultimi due decenni. Contrariamente a ciò, il traffico di città come New York, Los Angeles o Londra si è sviluppato gradualmente col passare di decenni, fornendo agli esperti del territorio più tempo e risorse per risolvere eventuali problemi.

Traffico

Ad esempio, la classe media in Cina sta crescendo velocemente, secondo i dati di vendita di nuove auto immatricolate a Pechino nei primi 4 mesi del 2010, con una crescita del 23,8% corrispondente a 248.000 unità, questo secondo i dati comunicati dall’ufficio comunale delle tasse di Pechino. Pare che il totale degli investimenti della città cinese nel suo sistema di trasporto sotterraneo supererà i 331.200 miliardi di yuan entro il 2015, visti i loro piani di raddoppiare le dimensioni attuali della rete metropolitana - questo secondo le indicazioni rilasciate dal “Beijing Infrastructure Investment Co”. Ltd. La città ha in programma investimenti di 80 miliardi di yuan nel 2010 nella costruzione della propria infrastruttura dei trasporti.

Lo studio offre alcune note positive: il 48% degli automobilisti intervistati a Pechino ha riscontrato un miglioramento del traffico negli ultimi 3 anni – dato più alto della ricerca – favorito da importanti iniziative implementate per migliorare la rete dei trasporti cittadina.
Inoltre, il viaggio dei pendolari a Stoccolma appare – se non piacevole – almeno in gran parte privo di fastidi. Solo il 14% degli automobilisti di Stoccolma intervistati afferma che il traffico stradale ha influito negativamente sulle prestazioni lavorative o scolastiche.


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La qualità dell'aria si legge su iPod e iPhone

Scritto da Paolo Fraelli • Martedì, 29 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Un approccio intelligente, una collaborazione tra tecnologia e ambiente. E' quanto succede quando la tecnologia per tutti (o quasi, non tutti hanno un iPhone) è al servizio della salute.
Sviluppata da 3Wlab per iPod e iPhone 3G e 3Gs, l'applicazione “Aria Lazio” permette di conoscere, con aggiornamento quotidiano, i dati relativi alla qualità dell'aria nella regione Lazio prodotti ed elaborati da Arpa Lazio, l'ente pubblico che svolge attività tecnico-scientifica e di monitoraggio.
Attualmente è in distribuzione gratuita su Apple Store.

Aria Lazio - download iphone Dwonload iPhone qualità aria lazio

La posizione dell'utente è individuata tramite geolocalizzazione satellitare, dopodichè vengono inviate su iPod o iPhone tutte le informazioni relative alla qualità dell'aria rilevate dalla stazione di monitoraggio più vicina.
Per tutti gli elementi inquinanti tenuti sotto controllo in base alla normativa - ozono, benzene, ossidi di carbonio, ossidi di azoto, polveri sottili – viene indicata la quantità rilevata e nel caso questa superi la soglia consentita, scatta un alert per l'utente.
Qualora questo numero superi le soglie consentite, viene mostrata all'utente una situazione di criticità.


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Buone notizie! Il mare e i laghi italiani diventano puliti ... per decreto!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 11 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Balneazione mare italianoAncora una volta si denunciano le criticità delle acque di balneazione italiane, perché, a partire da quest’anno, il nostro mare e i laghi, seppur ancora inquinati in alcuni tratti di costa, diverrano completamente puliti “per decreto”. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permessivi i criteri per la balneabilità, molte località, infatti, diverranno balneabili, non perché saranno meno inquinate, ma solo perché è cambiata la legge.

E’ questa la denuncia di Legambiente in occasione della presentazione del Rapporto sulle acque di balneazione dell'European Environment Agency, che ha analizzato la qualità dell'acqua di tutti i paesi europei.

“Contrariamente a quanto fatto nel 1982, quando l’Italia scelse la strada della severità e del rigore, costruendo una delle reti di monitoraggio migliori in Europa
ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente
stavolta il nostro Paese ha approfittato dell’opportunità concessa dalla direttiva comunitaria per allargare le maglie sulla balneabilità, a partire dall’estate 2010. Un passo indietro normativo che ha fatto classificare come ‘eccellenti’ alcuni tratti di costa che lo scorso anno venivano dichiarati non balneabili, pur essendo tuttora inquinati.”


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Torna Spiagge e Fondali Puliti - Clean Up the Med 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 27 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

E’ pronto a scendere sulle spiagge di tutta Italia l’esercito di volontari di “Spiagge pulite – Clean Up the Med 2010”, la grande campagna di Legambiente che anche quest’anno torna a prendersi cura del Mare Nostrum con una grande opera di pulizia delle spiagge che coinvolgerà migliaia di volontari lungo le coste italiane.

Ad aprire il lungo week-end di volontariato venerdì 28 a Ostia, sarà la pulizia della spiaggia di Capocotta con 100 ragazzi delle scuole e un’esercitazione di bonifica delle coste da idrocarburi con le squadre specializzate Marine Pollution di Protezione Civile Legambiente.


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ANDREA, il depuratore d'aria naturale al 100%

Scritto da Paolo Fraelli • Mercoledì, 26 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Si chiama Andrea ed è un depuratore d'aria naturale al 100% nato come concept due anni fa e presentato al pubblico come oggetto di design prototipale. Dalla carta ai fatti. Ora Andrea è in vendita al grande pubblico ed è ormai un prodotto concreto che tutti possono acquistare.
Progettato dal designer francese Mathieu Lehanneur grazie anche alla collaborazione di un professore dell'Harvard University - David Edward - ANDREA trasforma le piante in casa in purificatori d'aria, con l'ovvio scopo di eliminare l'aria della casa da tossine e sostanze inquinanti. Ottimo quindi per quegli ambienti in cui vivono i bambini (scuole materne o ambienti casalinghi) ma sicuramente aprrezzato da chi vuole fare della causa naturale il proprio stile di vita.

Purificatore d'aria naturale - Andrea

A detta degli inventori, ANDREA risulta 40 volte più efficiente rispetto ad un filtro HEPA o ad un filtro a base carbone, e - soprattutto - non richiede i ricambi programmati del medesimo filtro. Il meccanismo di funzionamento è semplicissimo.



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Il mistero del Tre"D"CarVan, soluzione all'inquinamento delle nostre città, ma che resta bloccato ...

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 26 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Si chiama Tre"D"CarVan la soluzione all'inquinamento atmosferico delle nostre città ed è un sistema elettromagnetico idoneo alla riduzione della massa di particolato emessa dai motori Diesel ideato, brevettato a livello europeo (brevetto E.P. n.1408227) e prodotto da una ditta vicentina, la Dukic Day Dream Srl. Grazie al campo elettromagnetico le particelle di gasolio vengono portate ad uno stato di eccitazione molecolare prima che entrino nel motore, facilitando una miglior combustione all'interno della camera di scoppio.

Tre"D"CarVan - particolato diesel

Il sistema ha superato le prove di conformità previste dal Decreto Ministeriale n. 42/2008 sull'omologazione e l'installazione dei sistemi idonei alla riduzione della massa di particolato emesso dagli autoveicoli.

Con questo dispositivo un qualsiasi motore Diesel può rientrare nei parametri della fascia di appartenenza dell'Euro 4, con enormi vantaggi per tutto il sistema e soprattutto per l'ambiente.

"Con una spesa che varia da poco più di 1.000 euro per le autovetture a circa 3.500 per i camion pesanti, tutti i veicoli dotati di motore Diesel diminuirebbero considerevolmente l'emissione di gas inquinanti (anidride carbonica, particolato, HC, NOx...) fino all'80%"

dice Michele Campostrini l'inventore dei sistemi Tre"D"CarVan.
Contestualmente, grazie alla migliore combustione, si ottiene anche una riduzione del consumo di carburante.

Questo secondo aspetto permette un rapido ammortamento del costo di acquisto e installazione del dispositivo, che una volta installato non necessita di alcuna manutenzione; mentre la riduzione delle emissioni e la conseguente riclassificazione in Euro 4 permette ai proprietari di poter circolare nelle aree dove vengono imposti dei vincoli alla circolazione in funzione della classe di appartenenza.


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