Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Ambiente. Nei primi due mesi 113mila litri prelevati dalle case dell’acqua

Scritto da www.z3xmi.it • Venerdì, 3 maggio 2013
“Risparmiati” 3.500 kg di CO2 e 3mila kg di Pet

Compiono oggi due mesi le case dell’acqua milanesi e festeggiano con 113.467 litri prelevati nei primi 52 giorni (2 marzo-22 aprile): una media di quasi 2.200 litri ogni giorno e, calcolando il tetto di 6 litri a prelievo, di quasi 19mila utilizzi.

Dunque, grazie alle nuove case dell’acqua gestite da Metropolitana Milanese, si possono stimare in oltre 3.500 i chilogrammi di CO2 che non sono stati immessi in atmosfera e in più di 3.000 i chilogrammi risparmiati di Pet (la plastica con cui sono fabbricati bottiglie e bicchieri).


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Italia e Trattamento acque reflue. Procedura Ue contro il nostro paese

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 6 giugno 2011 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

La Commissione europea ha deciso, oggi a Bruxelles, di inviare un 'parere motivato' all'Italia, seconda tappa della procedure di infrazione comunitaria, per inadempienza degli obblighi previsti dalla direttiva Ue sul trattamento delle acque reflue riversate in aree sensibili, che dovrebbe essere in applicazione dal 1998 per tutti i centri urbani con più di 10.000 abitanti.

La direttiva prevede che i centri urbani dispongano di sistemi di depurazione per raccogliere e trattare in modo adeguato le proprie acque reflue.

Le acque devono essere decontaminate da batteri e virus comportanti un rischio per la salute pubblica, e anche dalle sostanze chimiche dannose, in particolare i nutrienti come l'azoto e il fosforo, che possono danneggiare le acque dolci e l'ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita ("eutrofizzazione"). 


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L'Italia è fuori norma su particolato e acque reflue

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 14 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Doppio ricorso a Corte Ue; un monito sulla mancata  efficienza energia degli edifici. Si continua a tralascia i dettagli e puntare sui grossi e ambiziosi progetti.

La Commissione europea ha deciso un doppio ricorso in Corte Ue di Giustizia contro l'Italia per il mancato rispetto delle normative comunitarie sul trattamento delle acque reflue provenienti da vari comuni della provincia di Varese e sversate nel bacino del fiume Olona, e per la mancata motivazione delle deroghe, decise per diverse zone del Paese, al rispetto dei limiti di concentrazione del particolato Pm10 nell'atmosfera.


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Acque all'arsenico: a rischio i rubinetti dell'acqua in 128 comuni

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 22 novembre 2010 • Commenti 3 • Categoria: Territorio
'No' della Ue a deroghe su limiti: a rischio salute cittadini

'No' dell'Unione Europea a qualsiasi deroga all'innalzamento dei limiti chiesti dall'Italia sulla concentrazione di arsenico nelle acque a uso alimentare.

Perchè in taluni casi possono provocare malattie, perfino l'insorgere del cancro.
Dopo il niet della Ue scatta ora una guerra contro il tempo per evitare che a casa di migliaia di famiglie i rubinetti possano restare chiusi a seguito di una possibile raffica di ordinanze.

Sono ordinanze richieste da Bruxelles, che potrebbero proibire l`uso potabile dell'acqua.
L'intimazione indirizzata il 28 ottobre al ministero della Salute dall'Ufficio Ambiente della Ue - prosegue il Corriere.it - apre un pesantissimo problema sanitario in 128 comuni dello Stivale divisi tra 5 regioni. 

Tra le Regioni in emergenza c'è il Lazio, con 91 città e borghi (sparsi tra le provincie di Roma, Latina e Viterbo) dove i sindaci, a meno di soluzioni miracolose dell'ultimo istante, potrebbero essere costretti a firmare un provvedimento per vietare di bere l'acqua.


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I risultati delle analisi della cava di Sari: contaminazione in corso

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 11 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
I risultati ottenuti da prelievi effettuati in più occasioni certificano che è in atto una contaminazione profonda della falda acquifera.

I risultati delle analisi condotte sui piezometri della discarica Sari di Terzigno, evidenziano "una contaminazione della falda acquifera profonda".

Come anticipato da 100ambiente, i dati sono relativi sia ai prelievi effettuati lo scorso 29 ottobre sia a quelli pregressi svolti dall'Asia, l'azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nel napoletano.

Nella relazione stilata dal tecnico Michele Moscariello e resa pubblica oggi nel corso di una conferenza stampa nella sede del Parco nazionale del Vesuvio, si legge inoltre:

"La mancata acquisizione di controlli pregressi, necessari e dovuti, circa lo stato di qualità preesistente della falda acquifera prima dell'apertura della discarica, non consente di formulare ipotesi precise sulla fonte della sua contaminazione".


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L'utilizzo degli erbicidi. La differenza tra Italia (consentito) e la Svizzera (vietato)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Flora

Dal lontano 2001 la confinante Svizzera ha adottato con una propria ordinanza il divieto dell’utilizzo di erbicidi sia in campo privato che pubblico ed in particolare sulle strade, i sentieri e gli spiazzi come pure sui tetti, le terrazze e i depositi con delle deroghe che riguardano solo le strade cantonali e nazionali.
Il divieto assoluto di utilizzo dei prodotti fitosanitari (in cui rientrano gli erbicidi, i fungicidi, gli insetticidi ecc.) riguarda in particolare le riserve naturali, i cariceti e le paludi; le siepi ed i boschetti campestri e in una striscia di tre metri di larghezza lungo gli stessi, i boschi e in una striscia di tre metri di larghezza lungo i loro margini; le acque superficiali e in una striscia di tre metri di larghezza lungo le rive delle stesse.


E’ evidente che la normativa svizzera sia stata improntata ad evidenti esigenze di salute pubblica ed in particolare alla salvaguardia delle falde e quindi dell’approviggionamento idrico da ogni possibile contaminazione.
Tanto è ritenuta basilare la protezione delle riserve di acqua potabile e dei corsi d’acqua che, contestualmente al divieto, sono stati organizzati dei corsi di manutenzione del verde senza l’utilizzo di erbicidi in centinaia di comuni.

In Italia, invece, tale esigenza pare non si sia ancora manifestata, nonostante la riduzione progressiva delle fonti di approvviggionamento idrico e del rischio di desertificazione - di alcune aree del Paese  in cui l’acqua potabile in alcuni periodi dell’anno sgorga a singhiozzo dai rubinetti.


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A Terzigno identificate in acque di falda prodotti chimici e inquinanti

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 29 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Emerge dagli ultimi esami effettuati sulel acque di falda. La situazione pare essere sfuggita di mano.

Fluoruri, ferro, manganese, nichel, zinco, cadmio. E ancora, prodotti chimici industriali, pesticidi, idrocarburi cancerogeni come il benzo(a)pirene.

Tutto in quantità di gran lunga superiore ai limiti consentiti dal decreto legislativo 152 del 2006.
E' una miscela pericolosa quella che ha provocato la generale compromissione delle acque di falda a Terzigno, il comune vesuviano diventato in queste settimane il luogo simbolo della protesta contro lo sversamento indiscriminato di immondizia a Cava Sari e contro l'apertura di una seconda discarica, quella di Cava Vitello.


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Mare italiano. Triste bilancio finale della Goletta Verde

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 18 agosto 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

Il mare italiano è malato. 169 punti critici, in media uno ogni 44 Km. 132 foci di fiumi inquinate. 18 milioni gli italiani che scaricano i propri reflui direttamente in mare, fiumi e laghi. E' questo il triste riassunto stilato dalla lunga indagine 2010 durata 2.000 Km della Goletta Verde di Legambiente, che ha monitorato e indagato sullo stato di salute delle nostre coste e acque italiane.

Nella sua XXV edizione 2010, Goletta Verde ha puntato i riflettori sui punti critici dell’ecosistema marino-costiero analizzando le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento causati dalla mancata o scarsa depurazione o da scarichi illegali. E il bilancio di questo viaggio è tutt’altro che positivo: è emerso un punto critico ogni 44 km di costa ed è risultato gravemente inquinato l’87% dei campioni contaminati, rilevati dai biologi del Cigno Verde con valori di batteri di origine fecale superiori al doppio dei limiti di legge. Numeri che evidenziano un netto peggioramento rispetto allo scorso anno, quando era risultato fortemente contaminato l’81% dei campioni analizzati.

Mare italiano Goletta Verde

In vetta alla classifica del mare inquinato si piazzano Campania (24 punti critici, 1 ogni 20 km di costa), Calabria (22 punti critici, 1 ogni 32 km di costa) e Sicilia (20 punti critici, 1 ogni 74 km di costa).

Si distinguono in positivo, invece, la Sardegna e la Puglia. Non solo la Sardegna fa registrare un punto critico ogni 247 km di costa, ma vanta anche 3 località premiate con le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e altre 11 segnalate con quattro vele.
La Puglia, invece, fa registrare un punto critico ogni 79 km di costa e vanta 3 comuni insigniti del massimo riconoscimento della Guida Blu e altri 10 premiati con le quattro vele. Vanta 3 località a Cinque Vele anche la Toscana, che conta anche 5 comuni a quattro vele.


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1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Referendum firme acquaLa Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto “Codice per l'ambiente” in seguito ad un preciso reclamo del WWF Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte. 

Un vero successo quello del Comitato Promotore refendario che ha proprio ieri consegnato in Cassazione un risultato che segna un passo importante nella partecipazione democratica in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana aveva mai raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile, almeno nel desiderio degli attivisti.

100ambiente non può essere concorde a questa così attiva partecipazione democratica, che dovrebbe essere già interpretata come un forte e chiaro segnale ai piani alti della politica.
Ma come dicevamo all'inizio dell'articolo, l'altro segnale forte, anzi, fortissimo viene dalla Comunità Europea, a dimostrazione come la Res Pubblica che dovrebbe aver a cuore anche il patrimonio idrico italiano non sia all'altezza della situazione.


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In Provincia di Milano è guerra all'acqua in plastica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 15 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Acqua alla spinaSi chiama Casa dell'Acqua ed è l'ultima iniziativa nata a Paderno Dugnano (a nord di Milano) dove gli abitanti - e paesi limitrofi - possono andare a prendersi l'acqua alla spina ... liscia, gassata, fredda o calda. L'obiettivo è quello di convincere i concittadini che l'acqua dell'acquedotto è di ottima qualità (sono fornite anche le ultimissime analisi chimico organolettiche) oltre ad invitarli a non comprare più acqua in bottiglia soprattutto per una questione ambientale.

I risultati sono decisamente interessanti. Non è così raro vedere lunghe file di cittadini di Paderno Dugnano fare la coda per prelevare l'acqua offerta, soprattutto perché la versione gassata pare essere molto piacevole (oltre ad essere disponibile la versione refrigerata). L'acquedotto di Paderno Dugnano è riconosciuto nel territorio limitrofo per offrire acqua dal gusto anche particolarmente gradevole (a confronto per esempio di altri comuni vicini il cui sapore è decisamente sgradevole, come quello di Cusano Milanino).

Scriviamo tutto questo con cognizione di causa, in quanto sia abitativamente che lavorativamente, frequentiamo i comuni citati.

Ma torniamo alla Casa dell'Acqua di Paderno Dugnano.
Come dicevamo le analisi chimiche effettuata sull'acqua alla spina offerta dal comune milanese posizionano questa ad un livello medio-alto, spesso superiore a quella che si beve dopo averla acquistata nei supermercati. Per non parlare del prezzo. Da due - fino a 3 volte - più basso di quello acquistato nei negozi.

Ma non basta.


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Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Territorio

Un segnale forte e positivo quello che è arrivato dal Tribunale di Padova che condanna pesantemente i responsabili delle escavazioni abusive portate avanti per anni sui fiumi Po, Brenta e Adige.

Il risarcimento è stato riconosciuto anche al WWF, costituitosi parte civile nel processo, confermando la gravità dei danni ambientali inflitti ai fiumi dalle escavazioni selvagge per procurarsi profitto illecitamente.
I giudici hanno accolto le motivazioni del PM e del WWF e riconosciuto la gravità dell'attività illecita degli imputati, (alcuni dei quali funzionari pubblici preposti in realtà alla tutela dell'ambiente) ai quali veniva contestato per associazione a delinquere, concorso in furto di sabbia, falsificazione dei verbali di escavazione, truffa e violazione del segreto di ufficio (la ditta veniva avvisata prima dell'arrivo dei controlli). 

La condanna conferma la veridicità delle denunce che da oltre un decennio sono state fatte circa il grave danno a discapito dei fiumi, la criticità delle loro condizioni e la necessità di un’azione per la loro riqualificazione e rivitalizzazione.
La campagna ‘Liberafiumi’  portata avanti in questi mesi dal WWF ha proprio lo scopo di censire e poi recuperare gli ecosistemi fluviali, perché si possa garantire una gestione sostenibile dell’acqua e il raggiungimento del buono stato ecologico come previsto dalla Direttiva europea sulla tutela delle acque.


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Quanta acqua consumano gli italiani quando si lavano i denti?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Spreco  acqua lavaggio dentiL'Eurisko, su commissione di GlaxoSmithKline (GSK), proprietaria del marchio Aquafresh e all'interno della campagna di sensibilizzazione sul risparmio dell'acqua "Chiudi il Rubinetto", ha indagato sul consumo (forse dovremmo dire spreco) che gli italiani fanno dell'acqua quando si lavano semplicemente i denti. I dati emersi sono quasi eclatanti sebbene il buon senso ci porterebbe a dire che sono quasi ovvi e scontati. Tuttavia, una volta aggregati, diventano importanti e visti nell'insieme cubano "un peso" sull'ambiente e sulla disponibilità di questo bene prezioso.

La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 1000 famiglie italiane, per un totale di circa 2600 individui di età compresa fra i 13 e i 65 anni, alle quali è stata posta una batteria di domande per analizzarne i comportamenti nel lavarsi i denti e nell’attenzione che hanno nel consumo dell’acqua.

La ricerca rivela, innanzitutto, che gli abitanti dello stivale sembrano avere buone abitudini relativamente alla propria igiene orale: il 44% degli intervistati afferma infatti di lavare i denti 2 volte al giorno, quasi il 40% tre o più volte, e solo un 15% una sola volta al giorno.


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