Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

“Linea Verde” di Rai Uno scopre la Milano agricola

Scritto da www.z3xmi.it • Domenica, 4 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Presentata oggi a Palazzo Reale dall’assessore Boeri la puntata di domenica 4 marzo

E’ stata presentata oggi a Palazzo Reale la puntata di “Linea Verde” che andrà in onda domenica 4 marzo alle ore 12.20 su RaiUno e che sarà dedicata a “Milano città agricola”. Insieme all’assessore Stefano Boeri (Cultura, Moda, Design, Agricoltura), hanno raccontato la trasmissione e i suoi retroscena il capo autore di “Linea Verde” Carlo Raspollini, la coautrice Paola Miletich,  la conduttrice Eleonora Daniele e, protagonista della trasmissione, Davide Oldani, uno dei più apprezzati chef milanesi.


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Recente studio mette in dubbio l'efficacia degli alberi nella riduzione dei gas serra. Ecco perché.

Scritto da scienzainrete • Lunedì, 25 luglio 2011 • Commenti 4 • Categoria: Cambiamenti climatici

Uno studio ridimensiona il benefico contributo degli alberi nella riduzione dei gas serra chiamando in causa i microscopici organismi che popolano il suolo e la loro pericolosa produzione di gas.
La capacità delle piante di catturare anidride carbonica dall'atmosfera è sempre stata considerata un'arma efficace contro il pericoloso aumento dei gas serra.

Tuttavia lo studio pubblicato su Nature da Kees Jan van Groenigen (Trinity College di Dublino), Craig Osenberg (University of Florida) e Bruce Hungate (Northern Arizona University), sottolinea come si sia trascurata un'importante conseguenza.

Una più intensa attività degli alberi e la conseguente maggiore crescita, infatti, sfociano inevitabilmente in una maggiore disponibilità di nutrienti per i microorganismi che popolano il suolo. Peccato che il metabolismo di questi ultimi produca metano e protossido d'azoto, due gas serra ben più dannosi dell'anidride carbonica.


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CO2 e respiro degli alberi

Scritto da scienzainrete • Martedì, 15 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Una ricerca suggerisce che l'aumento di anidride carbonica in atmosfera avrebbe causato una riduzione del 34% nella densità dei pori sulle foglie degli alberi.
Stando all'analisi di un secondo studio, ciò porterebbe in futuro a una drastica riduzione del vapore d'acqua rilasciato nell'atmosfera dagli alberi.

Insomma, una tragedia immane che si cela dietro l'angolo?
Cerchiamo di approfondirlo con il riassunto che riporta due ricerche scientifiche e pubblicato su Scienzainrete.


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Allarme Coldiretti: sparito 75% varietà di frutta, da nord a sud

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 3 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Fauna
Da "sa pompia sarda" al "carrubo siciliano" fino a "patata blu trentina"

In Italia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro e su una larga percentuale di quelle rimaste grava il rischio estinzione, mentre mancano all'appello una trentina di razze tra mucche, maiali e pecore e il 95% delle antiche varietà di grano è andato perduto.

E' quanto emerge dal primo dossier sul fenomeno dei "Farmers Market in Italia" presentato alla prima assemblea nazionale degli Agrimercato di Campagna Amica della Coldiretti.

Dalle tavole sono praticamente scomparse varietà come la 'pompia' sarda (una sorta di cedro), il carrubo siciliano, la patata blu trentina, la mela Gaetanella molisana


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La posidonia spiaggiata? Una risorsa per l’agricoltura

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 6 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

La Posidonia è un elemento fondamentale per l’ecosistema marino, ma l’accumulo dei residui di foglie e fusti lungo la riva e le spiagge costituisce un disagio per la balneazione e rappresenta un onere economico per la raccolta e lo smaltimento. Un progetto dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari (Ispa-Cnr) prevede ora il recupero di questo materiale organico come fertilizzante, ammendante o substrato per coltivazioni senza suolo.

Posidonia Oceanica Fertilizzante

Il progetto ‘Posidonia residues integrated management for ecosustainability (Prime)’ - svolto in collaborazione con il Comune di Mola di Bari (quale ente coordinatore beneficiario), la società di ingegneria, consulenza e servizi ambientali Eco-Logica srl, l’azienda di compostaggio dell’Acquedotto pugliese Aseco srl, l’azienda di macchine per la deumidificazione Tecoma - è stato selezionato dal programma europeo Life+ nell’ambito della sezione ‘Politica ambientale e governance, priorità risorse naturali e rifiuti’, tra oltre 600 proposte presentate da organismi pubblici e privati dei 27 paesi membri.
Dei progetti che beneficeranno del fondo europeo ben 56 sono italiani e riceveranno complessivamente 94,2 milioni di euro.

Le ricerche sul possibile utilizzo della Posidonia oceanica spiaggiata nel compostaggio sono svolte da anni in sinergia tra ricercatori e tecnici della azienda sperimentale del CNR La Noria e dell’Università degli Studi di Bari.
Grazie anche a questi studi, è stata recentemente rivista la disciplina in materia di fertilizzanti e fissata la quantità di posidonia che può essere aggiunta alle biomasse compostabili, sottraendola allo smaltimento in discarica che provoca produzione di percolato, inquinamento delle falde acquifere e aumento dei gas serra.


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Quanto costa rimanere liberi dall'OGM

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 1 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

E' una domanda lecità. Pro o contro gli OGM? Quale la sostenibilità ambientale da una parte e quale la sostenibilità economica dall'altra? La crescita esponenziale di richiesta per derrate alimentari pone tutti ad un bivio. Entrambe le fazioni hanno le proprie ragioni, ma un punto fermo è necessario porlo, cercando di capire quale scelta ragionevole sia più sensata.
Il "sistema" Terra è uno spazio limitato, con fonti limitate e risorse scarse. Dove si vuole decidere di andare? In altre parole, se si sceglie di rimanere liberi dall'OGM, quanto potrebbe "costare", pur consentendone la produzione?

OGM - I costi

Sondaggi d’opinione effettuati in molti paesi a livello mondiale hanno ripetutamente dimostrato come la maggioranza delle persone sia preoccupata rispetto alla sicurezza degli alimenti geneticamente modificati, e chieda che, se messi in commercio, vengano opportunamente separati e chiaramente etichettati (Harris Poll (2004), Commissione Europea (2001), Yomiyuri Shimbum (1997) ecc.). Così il mercato, la sicurezza e la politica spesso richiedono che le coltivazioni geneticamente modificate siano mantenute separate da quelle convenzionali e biologiche.

Sono tutti presupposti corretti ma ...
L'onere per i sistemi di produzione alimentare originato da colture geneticamente modificate, impone costi per gli agricoltori, i commercianti, l'industria alimentare e, in ultima analisi, il consumatore finale.
In una prospettiva più ampia, i costi generati da colture geneticamente modificate si riflettono nei maggiori mercati delle granaglie. Dal 2000, il Tokyo Grain Exchange ha in essere un mercato dei futures di soia non-Ogm, i quali hanno costantemente mantenuto un prezzo superiore rispetto agli altri titoli di soia (TGE, 2009).
Ciò riflette sia la domanda dei consumatori orientata verso alimenti non modificati geneticamente, che costi aggiuntivi per gli agricoltori convenzionali, per impedire le contaminazioni da parte di soia Ogm.


In definitva, quali sono le più importante voci di spesa che l'OGM direttamente o indirettamente causerebbe sul mercato?
Se lo è chiesto Greenpeace, che così ha snocciolato con un mini-dossier dedicato al tema.


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Con la spesa a km 0 si abbattono 1000 chili di anidride carbonica l'anno a famiglia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Acquisto chilometro zeroPiù di 3 miliardi di euro sono stati spesi dagli italiani in un anno per gli acquisti di prodotti a chilometri zero che possono contare su una rete di oltre 63mila imprese agricole, 18mila agriturismi, 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie dove si servono prodotti locali e di stagioni operativi nel 2009.
Confermate dunque le previsioni da quanto è emerso dalla prima indagine sulla “Spesa a km 0 in Italia” presentata dalla Coldiretti in occasione della giornata mondiale dell’Onu dedicata all’ambiente nell’ambito del Festival Internazionale dell'Ambiente organizzato insieme a Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane.

Il progetto chilometri zero della Coldiretti si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso dei consumatori alla produzione agricola tagliando le intermediazioni e riducendo le distanze che deve percorrere il cibo con mezzi spesso inquinanti prima di giungere a tavola, con effetti positivi sul piano economico, salutistico e ambientale.

Si stima infatti che oltre a garantire un risparmio medio del 30 per cento nel prezzo di acquisto a parità di qualità, i prodotti alimentari freschi come la frutta e verdura a chilometri zero, acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle azienda agricole, durano fino a una settimana in più rispetto a quelli dei canali di vendita tradizionali perché provengono direttamente dalle aziende limitrofe, non devono subire intermediazioni commerciali, conservazioni intermedie in magazzino e lunghi trasporti che compromettono la freschezza degli altri prodotti prima di arrivare sul banco di vendita.


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L'invasione delle cavallette nelle campagne italiane

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 7 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Migliaia di cavallette sono comparse all’improvviso e si muovono velocemente divorando tutto ciò che trovano sulla loro strada distruggendo vigneti Doc e cereali, ma in pericolo ci sono anche orti, frutteti e le altre coltivazioni. A lanciare l’allarme è Coldiretti sulla base delle segnalazioni ricevute da molte aziende agricole che sono state “aggredite” dall'invasione di cavallette della specie “Barbitistes Vicentinus” in provincia di Padova sui Colli Euganei. Si tratterebbe di uno degli effetti diretti del cambiamenti climatici in atto che favoriscono tra l’altro la diffusione rapida e incontrollata di insetti dannosi per l’agricoltura.

Invasione cavallette

Le condizioni climatiche hanno infatti favorito uno sviluppo anomalo di questo insetto che ricordano le “invasioni bibliche” del passato e causano gravissimi danni alle campagne ma che possono raggiungere anche le città. Essendo polifaghe, se numerose, le cavallette possono danneggiare non solo le piante spontanee, ma anche il mais e la vite e i prodotti dell'orto.


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Cresce la voglia di BIO: +7% sulle tavole degli italiani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Prodotti biologiciCresce senza mezzi termini la voglia di prodotti biologici tra gli italiani tanto da far registrare un aumento record del 7 per cento negli acquisti familiari di prodotti biologici Made in Italy. Il trend va di pari passo con valori record di crescita sulle tavole degli italiani. E' quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Coldiretti evidenziando che in Italia il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro anche grazie alle circa 45mila imprese agricole che coltivano e allevano bio su un territorio di oltre un milione di ettari.

Cercando di analizzare nello specifico le singole referenze bio, le migliori performance di mercato si rilevano nel 2009 per l'ortofrutta fresca e trasformata (+26,6 per cento l'incremento in valore su base annua) e per le uova (+21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane (e suoi sostituti) crescono a ritmi più contenuti (rispettivamente del 5,7 per cento e del 8,7 per cento).

Nel Nord Italia Nelle si concentra più del 70 per cento degli acquisti nazionali, mentre il centro, inclusa la Sardegna, e il Meridione rappresentano rispettivamente il 22 per cento e l'8 per cento del totale.


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Arriva la frutta di qualità: lo dice il laser

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Frutta buona e matura al punto giusto: grazie ad una tecnologia studiata nel laboratorio fNIRS Lab (Functional Near InfraRed Spectroscopy Lab) del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano nell’ambito del progetto europeo InsideFood, i produttori potranno finalmente garantire una certificazione di qualità dei loro prodotti e una precisa indicazione del loro grado di maturazione. Il progetto è sviluppato in collaborazione con laboratori di ricerca, centri sperimentali e aziende italiane ed europee.
Un vantaggio indiscusso non solo per il produttore stesso che potrà competere coi nascenti mercati asiatici con un valore aggiunto ma per tutta la filiera, dal grossista, che potrà offrire una migliore logistica nelle consegne scegliendo il momento migliore per la distribuzione, al consumatore finale che ne guadagnerà in gusto e salute.

Frutta analizzata con il laser

La tecnologia, di cui si sta studiando l’applicabilità ai macchinari che smistano la frutta per la grande distribuzione, non è distruttiva in quanto utilizza la luce. Il frutto in esame viene infatti illuminato da brevi impulsi di luce laser che attraversano la buccia e riemergono dopo avere attraversato la polpa del frutto. Mediante la spettroscopia di riflettanza nel dominio del tempo è possibile effettuare la valutazione delle proprietà della luce che ha attraversato il frutto e ottenere da queste informazioni sul grado di maturazione alla raccolta e durante la conservazione, e sulla qualità in generale del prodotto.

Ma cosa è la spettroscopia di riflettanza nel dominio del tempo?


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Il popolo europeo ha scelto il nuovo logo per i prodotti biologici dell’UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Sebbene la notizia abbia poco più di un mese, non potevamo non scrivere sul nuovo logo europeo dedicato ai prodotti biologici. Ne avevamo parlato lo scorso dicembre, quando vi avevamo invitato a partecipare alla votazione.

Il risultato? Eccolo.

Nuovo logo prodotti biologici

Negli ultimi due mesi circa 130.000 persone hanno votato online per scegliere, tra i tre finalisti, il nuovo simbolo del biologico.

Il logo vincente “Euro-leaf”, ideato dallo studente tedesco Dusan Milenkovic, ha ottenuto il 63% dei voti totali. A partire dal 1° luglio 2010 il logo biologico dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, mentre sarà opzionale per i prodotti importati.

Accanto al logo UE sarà consentito riprodurre altri loghi privati, locali o nazionali.


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Conviene installare l'eolico o il fotovoltaico? Il software dell'ENEA

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

È possibile conoscere con un margine di errore dell’1% se in una determinata area conviene installare un impianto eolico o uno fotovoltaico, oppure se su quel campo cresce meglio lo chardonnay o il trebbiano, e ancora cosa è meglio fare per risparmiare energia in casa. Un software realizzato nei laboratori del Centro Ricerche ENEA di Frascati permette oggi di calcolare con crescente precisione l’efficienza energetica di impianti rinnovabili o comprendere quale territorio è più adatto per il suo microclima a produzioni agro-alimentari di qualità.

Il software - basato su algoritmi sofisticati ma destinato a essere uno strumento di pianificazione indispensabile e rivoluzionario per la programmazione delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, oltre che per tutti i cittadini - è stato presentato a Grottaferrata, durante l’incontro “Il territorio vitivinicolo alle porte di Roma, la scienza e la tecnologia per uno sviluppo sostenibile”.

Il ricercatore dell’ENEA Andrea Forni ha presentato i risultati di uno studio per l’applicazione sperimentale di strumenti ad alta innovazione tecnologica per la pianificazione di piani di sviluppo rurale sostenibili e per la qualità del settore agroalimentare. Andrea Forni ha spiegato che i comuni tools commerciali di valutazione dell’efficienza energetica possono presentare errori compresi tra il 4 e il 5%, mentre il sistema messo a punto dall’equipe ENEA presenta un margine del solo 1%.

È evidente che questo dato può avere un’importante ricaduta economica e indirizzare in campo eolico, microvoltaico, solare fotovoltaico e biomasse, scelte sempre più efficaci e sostenibili sul territorio.


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