Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

L'impronta idrica della coltivazione dei pomodori. Quanta acqua si consuma?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 29 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Impronta idrica - Water footprint - pomodoriUna collaborazione tra la nota azienda italiana Mutti e WWF. Uno studio per calcolare l'impatto che la coltivazione di pomodori ha nel consumo dell'acqua.
Per la prima volta in Italia, e tra le poche al mondo, lo studio ha voluto calcolare i consumi di acqua nella produzione (dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito), avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo).

L’obiettivo di questa indagine, a cui si affianca quella sulle emissioni di CO2, è produrre pomodori che approdino dai campi alle nostre tavole con un minore impatto ambientale, secondo target di riduzione che verranno annunciati nei prossimi mesi dalla medesima Mutti.
Non solo. Da oggi tutti potranno calcolare l’impronta idrica delle proprie scelte alimentari grazie al nuovo “Carrello della Spesa virtuale”, online sul sito del WWF,  per imparare, approfittando della stagione estiva, a ridurre i litri di acqua “nascosta” che mettiamo ogni giorno nel piatto.

Ebbene: ecco i risultati sorprendenti.


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Ogni secondo vengono buttati 38 kg di cibo nei rifiuti

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 8 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi
Costo di questo spreco si stima in 430 euro all'anno per persona.
Ma ci rendiamo conto che follia?

Ogni secondo finiscono nella pattumiera 38 chili di alimenti in Francia.
Lo rivela uno studio pubblicato oggi dal quotidiano "Le Parisien - Aujourd'hui" sottolineando che il cibo che viene sprecato rappresenta il 21% di quello acquistato.

In sostanza ogni anno vengono buttati 5,6 milioni di tonnellate di alimenti. Lo studio, realizzato nel marzo del 2011 in sette paesi europei, rivela che i francesi sono i maggiori "spreconi" del vecchio continente.


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A Taranto allarme cozze e ostriche:oltre limiti del 70%

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 3 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Ittica
Ma a rischio solo i mitili del Mari Piccolo, i meno commercializzati

Frutti di mare altamente contaminati da diossine e policlorobifenili (PCB) nel Mare Piccolo di Taranto.

A lanciare l'allarme sono il Fondo antidiossina e Peacelink, due associazioni ambientaliste che oggi nella città pugliese hanno reso noti i risultati delle analisi fatte svolgere dal laboratorio INCA (Consorzio Interuniversitario Nazionale di Chimica per l'Ambiente di Venezia, un centro altamente specializzato con una lunga tradizione nel campo delle diossine) su alcuni molluschi prelevati nei mesi scorsi nel piccolo golfo di mare sul quale si affaccia Taranto.

Si tratta di ostriche, cozze San Giacomo, cozze di fondale e 'cozze pelose', le cui vendite incidono poco (tra il 5 e il 10%) sul mercato dei mitili di Taranto. 


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Lo spreco dei pranzi e dei cenoni natalizi

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 14 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi
Sono la frutta, la verdura, il pane, i latticini e la carne i più 'buttati'. Un vero spreco che si trasforma in spazzatura. Saranno 500 mila le tonnellate di cibo che andranno buttate

Tra pranzi di Natale e cenoni della vigilia e di Capodanno e pranzo dell'Epifania, gli italiani butteranno nella spazzatura cibo per più di 1,5 miliardi di euro, per un totale di circa 500mila tonnellate di alimenti che finiranno, letteralmente, nella pattumiera.

Con un costo, a famiglia, di circa 80 euro in totale spese inutilmente per comprare cose che poi vengono buttate.
Lo rende noto una indagine della Cia. Frutta, verdura, pane, latticini e carne, i prodotti che più degli altri finiscono nei cassonetti dell`immondizia.


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Italia a tavola 2010: VII Rapporto sulla sicurezza alimentare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 20 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Frodi alimentariLe frodi alimentari si moltiplicano mettendo sempre più a repentaglio la sicurezza e la qualità del cibo italiani. Non solo i casi delle “mozzarelle colorate” ma anche sequestri di latte qualificato come 100% italiano, e in realtà prodotto da una miscela di latte ungherese e italiano, allevamenti dopati con ormoni, vini e prodotti di qualità falsi.
Carni, allevamenti e prodotti lattiero caseari e Made in Italy sono i settori più nel mirino dei contraffattori del cibo.

E’ quanto emerge da Italia a Tavola 2010, il rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente giunto ormai alla sua settima edizione e che sempre più si qualifica come l’analisi più completa e dettagliata del sistema di controllo e prevenzione della filiera agroalimentare.
Nella ricerca i numeri e i casi dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), dell’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (Icqrf), dell’Agenzia delle Dogane, del Corpo Forestale, del Sistema di allerta comunitario, delle Capitanerie di Porto, e dei Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari.

Quest’anno Italia a Tavola si arricchisce del contributo dei Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L. e Laboratori pubblici che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Tra i casi più eclatanti di frodi e irregolarità pericolose per la salute ne spiccano alcuni come l’operazione “Somatos” portata a termine dai Nas dopo tre anni di attività investigativa: 22 ordinanze di custodia cautelare, di cui 5 in carcere e 17 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico ed all’impiego di sostanze vietate in zootecnia (ormoni).


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Europei e italiani bocciano latte e carne da allevamenti clonati

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 23 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il responso è senza possibilità d'appello e soprattutto non può dare adito a false interpretazioni. Secondo l'ultima indagine svolta da Eurobarometro sia gli europei che gli italiani, a maggioranza assoluta, non promuovono l'ipotesi di consumare latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati, qualora arrivino sulle loro tavole. Le motivazioni che spingono i nostri concitattdini e i vicini europei sono molteplici: per questioni ambientali, etiche, sanitari ed economiche.
Posizione forte supportata anche in virtù del fatto che il concetto di clonazione è ben noto: in altre parole gli intervistati sanno benissimo cosa la clonazione possa significare e il loro responso non è dunque dettato da pura formalità emotiva. Le risposte sono dunque ponderate e valore di queste hanno un loro evidente peso.

Clonazione mucche

Clone Beef Calves - Foto di Trans Ova Genetics.

Purtroppo si sta già assitendo a l'immissione sul mercato di carne provenienti da allevamenti in cui si fa uso della clonazione, come il caso confermato dalla Food Standard Agency (FSA) che vede la Gran Bretagna protagonista. Mercati clandestini che inseriscono questa carne illegalmente e quindi - verosimilmente - consumata.

Da alcune indagini svolte da Coldiretti il 79 per cento degli italiani conosce la tecnica della clonazione animale; non solo. Gli italiani sembrano anche conoscere gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), compromettendo la biodiversità (63 per cento), causando sofferenza agli animali (52 per cento) e non ultimo, considerando la scelta moralmente sbagliata (69 per cento).


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Le Vacanze verdi salgono sul podio delle preferenze 2010. Valgono 10 mliliardi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 29 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Cresce il turismo ecologico che raggiunge in Italia il valore di oltre 10 miliardi con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze vera novità dell'estate.
E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la vacanza nel verde nel 2010 conquista il podio nelle preferenze estive, dopo il mare e la montagna, ed è scelta dall’8 per cento degli italiani, secondo l’indagine Swg - Confesercenti.

Vacanze natura verdi agriturismo

L'Italia può contare su ben 772 parchi e aree protette presenti che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale.
I turisti ecologici cercano soprattutto il contatto con la natura (38%), ma anche relax e tranquillità (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilità di avere prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport (trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing) e attività all'aria aperta (9,9%), secondo il rapporto Ecotur.

E' significativa, tra gli amanti della vacanza a contatto con la natura, la presenza dei giovani tra i 16 ed i 30 anni che sono ben il 23,2 % mentre per quanto riguarda le strutture di ospitalità ad essere privilegiati rispetto alle tradizionali vacanze sono gli agriturismi, scelti da oltre il 20 per cento dei vacanzieri ecologici.


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Cresce la voglia di BIO: +7% sulle tavole degli italiani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Prodotti biologiciCresce senza mezzi termini la voglia di prodotti biologici tra gli italiani tanto da far registrare un aumento record del 7 per cento negli acquisti familiari di prodotti biologici Made in Italy. Il trend va di pari passo con valori record di crescita sulle tavole degli italiani. E' quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Coldiretti evidenziando che in Italia il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro anche grazie alle circa 45mila imprese agricole che coltivano e allevano bio su un territorio di oltre un milione di ettari.

Cercando di analizzare nello specifico le singole referenze bio, le migliori performance di mercato si rilevano nel 2009 per l'ortofrutta fresca e trasformata (+26,6 per cento l'incremento in valore su base annua) e per le uova (+21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane (e suoi sostituti) crescono a ritmi più contenuti (rispettivamente del 5,7 per cento e del 8,7 per cento).

Nel Nord Italia Nelle si concentra più del 70 per cento degli acquisti nazionali, mentre il centro, inclusa la Sardegna, e il Meridione rappresentano rispettivamente il 22 per cento e l'8 per cento del totale.


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L'agricoltura può essere un'alleata nella lotta ai cambiamenti climatici?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 1 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Agricoltura sostenibileSe lo stanno chiedendo in molti. Da fonte di inquinamento a strumento per la lotta ai cambiamenti climatici. Può l'agricoltura aiutarci? Ormai non è desueto trovare piante di ulivo coltivati quasi fino alle Alpi oppure trovare in Pianura Padana coltivazioni di grano duro e pomodoro: ma non è neanche fantascienza scoprire che tutto ciò è frutto degli effetti del cambiamento climatico che si fanno sentire anche sull'agricoltura.

Non solo: ricordiamo che le produzioni agricole sono responsabili del 9% del totale di emissioni di CO2 in Europa. Sul legame fra clima e agricoltura Stéphane Le Foll, socialista francese, ha scritto un rapporto che ha presentato al Parlamento Europeo. Insieme a lui, ne hanno discusso esperti e agronomi per una politica agricola a favore del clima.

L'ufficio stampa della Commissione Europea gli ha rivolto tre domande, per cercare di capire meglio quale strada è possibile percorrere.

Aumento delle temperature, siccità, cataclismi: onorevole Le Foll, le nostre abitudini alimentari sono destinate a cambiare?

Credo che ci saranno dei cambiamenti, li notiamo già. La gente mangia già meno carne, anche se io non sono per niente favorevole ad un'eliminazione completa della carne, bisogna continuare ad avere un'alimentazione diversificata.
Qualche tempo fa, molti pensavano che saremmo finiti tutti per nutrirci di pillole che contenevano proteine...C'erano proiezioni futuristiche di persone con le loro scatolette, che mangiavano pillole di proteine tutti i giorni.
Io penso che l'avvenire sarà piuttosto un ritorno a un'alimentazione diversificata, e che dobbiamo favorire l'idea del pranzo, dello stare a tavola come momento di scambio conviviale.


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I cuccioli di cane e gatto consumano più di un automobile?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 22 dicembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Produzione & Consumi

C'e' qualcuno che si è posto questa domanda: quanto consumano i cuccioli che abitano nelle nostre case? Sembra moltissimo, tanto che si è arrivati a formulare l'equazione che consumano più di un automobile.

Dunque quale impatto esercitano sull'ambiente i nostri cuccioli domestici (cani e gatti)?

Precisiamo subito, per chiarezza informativa, onde evitare la reazione compulsa degli amanti degli animali.
La colpa non è dei cuccioli medesimi - e del resto, cosa devono fare, non mangiare? - quanto dei padroni e delle politiche commerciali e speculative che esistono attorno al Pet Housing.

La ricerca è stata svolta da due ricercatori della Nuova Zelanda - Robert e Brenda Vale - i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista New Scientist. La risposta sarebbe da individuare (peraltro simile ad altri dati emersi sull'essere umano che consuma carne) nella quantità necessaria in termini di superficie agricola necessaria per alimentarli, secondo gli schemi e i canoni imposti sul mercato dalla tendenza consumistica degli ultimi tempi.


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Aiutare gli uccellini in questa morsa di freddo e neve

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 22 dicembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Fauna

Oggi vi presentiamo una serie di suggerimenti su come aiutare gli uccelli selvatici - e non - nei confronti del freddo e la fame. Stiamo parlando anche di quei compagni dei vostri balconi e delle vostre terrazze, dei vostri giardini e delle vostre corti. Sono quelli che, anche se abitate nelle grandi città nel frastuono urbano, potete sentirli cinquettare presto la mattina e che rubano discretamente le poche briciole che trovano ovunque. Si chiamano "uccellini" e in questo periodo dell'anno - soprattutto in questi giorni di gelo e neve - sono quelli che soffrono di più.

Per quelli "urbani" forse la vita è un pò più facile, ma che dire di quelli che vivono in aperta campagna?

Ricordiamo che gli uccellini che spesso vedete fuori dalla finestra (selvatici se avete la fortuna di abitare fuori dalla città o "urbanizzati" all'interno delle città), hanno comunque un ruolo importante nella catena alimentare e nell'ecosistema.
Se non vi sovviene immediatamente il loro ruolo immediato, pensate egoisticamente a voi stessi ed individuate un immediato aspetto: ad esempio sono quelli che aiuteranno a "tamponare" l'invasione delle zanzare e di altri spiacevoli insettti nel periodo estivo.

Ma veniamo al nocciolo dell'argomento di oggi.

Dalla finestra di casa nostra, abbiamo notato in questi giorni di pungente gelo, uno strano comportamento dei piccoli volatili attorno a casa nostra. Buffamente impacciati, goffi, quasi ubriachi.
Perché? Cosa sta succedendo?
Stanno soffrendo il freddo e ... difficile a crederlo ... la fame.

"Ma come!"  direte voi. "Con tutte le briciole di pane che gli diamo ogni giorno, come è possibile?"

Presto detto.
I carissimi amici di TUTELA FAUNA ci spiegano perché e come possiamo aiutarli a superare le rigidità dell'inverno. Costa poco (un paio di pacchetti di sigarette?), l'impegno è poco e la soddisfazione ... enorme.

Ecco quindi una guida su come aiutare gli uccelli durante la rigidità dell'inverno.


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"Le Piazze del Bio" il prossimo 18 aprile 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Appuntamenti

"Le piazze del bio" è l'iniziativa promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che si svolgerà il 18 aprile 2010 in tutte le regioni d'Italia.

Una giornata per gustare sapori naturali e conoscere i vantaggi del biologico per la salute e l'ambiente.

"Le piazze del bio" si svolgerà nelle piazze di Aosta, Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Chieti, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Torino, Udine.

La manifestazione nasce dall'esigenza di promuovere comportamenti orientati al consumo consapevole delle produzioni ottenute con il metodo biologico, attraverso una corretta ed immediata informazione del cittadino-consumatore.

L'evento, che rappresenta un momento di incontro tra il mondo agricolo, i consumatori e le istituzioni, si inserisce nell' ambito del "Programma di azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici".


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