Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Sperimentazione di produzione da biomassa nella laguna di Venezia

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 21 luglio 2011 • Commenti 2 • Categoria: Energia da Biomassa
La sperimentazione dovrebbe essere partita a marzo su impianto da 1 megawatt. Ma non se ne sa più nulla. I risultati?

Estrarre energia dalla alghe per illuminare una Venezia 'green' giorno e notte. E' questo il progetto al quale ha lavorato l'Autorità Portuale con la sua società Enave - Energia dalle Alghe a Venezia (Apv Investimenti , società finanziaria detenuta al 100% dall'Autorità Portuale di Venezia ed Enalg azienda proprietaria del brevetto in Italia).
Peccato che la sperimentazione dovrebbe essere partita a marzo ... poi ... il buio assoluto. Funziona? Non funziona?
Il sito tace. Tutto fermo a 5 mesi fa, con l'annuncio dell'inizio della sperimentazione. Altri soldi buttati via?

La sperimentazione avrebbe dovuto avere inizio a marzo/aprile grazie ad un impianto industriale a scala ridotta (un modulo di un megawatt) per verificare la risposta delle alghe lagunari.


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Legambiente: il 94% dei comuni italiani è verde

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 30 marzo 2011 • Commenti 2 • Categoria: Mercati e Tendenze
Boom di vento, sole, acqua e biomasse

Nel 94% dei comuni italiani sono installati impianti da fonti rinnovabili.

Sono, infatti, 7.661 i municipi che ospitano almeno un impianto da rinnovabile, rilevati nel rapporto Comuni Rinnovabili 2011 di Legambiente.

Erano 6.993 lo scorso anno e 5.580 nel 2009. La crescita è impressionante e riguarda ognuna delle fonti pulite.

Sono 7.273 i Comuni del solare, 374 quelli dell'eolico, 946 quelli del mini idroelettrico, 290 i comuni della geotermia e 1.033 quelli che utilizzano biomasse e biogas.


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La posidonia spiaggiata? Una risorsa per l’agricoltura

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 6 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

La Posidonia è un elemento fondamentale per l’ecosistema marino, ma l’accumulo dei residui di foglie e fusti lungo la riva e le spiagge costituisce un disagio per la balneazione e rappresenta un onere economico per la raccolta e lo smaltimento. Un progetto dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari (Ispa-Cnr) prevede ora il recupero di questo materiale organico come fertilizzante, ammendante o substrato per coltivazioni senza suolo.

Posidonia Oceanica Fertilizzante

Il progetto ‘Posidonia residues integrated management for ecosustainability (Prime)’ - svolto in collaborazione con il Comune di Mola di Bari (quale ente coordinatore beneficiario), la società di ingegneria, consulenza e servizi ambientali Eco-Logica srl, l’azienda di compostaggio dell’Acquedotto pugliese Aseco srl, l’azienda di macchine per la deumidificazione Tecoma - è stato selezionato dal programma europeo Life+ nell’ambito della sezione ‘Politica ambientale e governance, priorità risorse naturali e rifiuti’, tra oltre 600 proposte presentate da organismi pubblici e privati dei 27 paesi membri.
Dei progetti che beneficeranno del fondo europeo ben 56 sono italiani e riceveranno complessivamente 94,2 milioni di euro.

Le ricerche sul possibile utilizzo della Posidonia oceanica spiaggiata nel compostaggio sono svolte da anni in sinergia tra ricercatori e tecnici della azienda sperimentale del CNR La Noria e dell’Università degli Studi di Bari.
Grazie anche a questi studi, è stata recentemente rivista la disciplina in materia di fertilizzanti e fissata la quantità di posidonia che può essere aggiunta alle biomasse compostabili, sottraendola allo smaltimento in discarica che provoca produzione di percolato, inquinamento delle falde acquifere e aumento dei gas serra.


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Dalla ricerca italiana, innovazione nel trattamento degli scarichi industriali

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 29 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

SBBGRSi chiama SBBGR (Sequencing Batch Biofilter Granular Reactor - potenziato ad ozono) il nuovo processo sviluppato dall’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari (Irsa-Cnr), in grado di depurare gli scarichi industriali contenenti anche composti scarsamente biodegradabili con la minima produzione di residui e abbattendo i costi.
Il progetto ha ricevuto dalla Commissione Europea il “Best Life Environment Projects” ed è un deciso passo avanti, sia in termini economico-industriali che ambientali a supporto dell’industria conciaria, tessile, olearia, della carta, del petrolio noti per la produzione di rifiuti liquidi poco biodegradabili, il cui trattamento e smaltimento risulta problematico per la difficoltà di raggiungere, con costi ragionevoli, i limiti di qualità allo scarico imposti dalle normative vigenti.

I processi di trattamento attualmente impiegati (basati sull’abbinamento di trattamenti chimico-fisici e biologici) si limitano a trasferire l’inquinante dal refluo alla fase solida, dando luogo alla formazione di consistenti volumi di fanghi tossici difficili da trattare e/o smaltire.
Il processo sviluppato dall’Irsa-Cnr, invece, è basato sull’integrazione della degradazione biologica con un trattamento ossidativo ad ozono, usato al solo fine di rendere biodegradabili i composti recalcitranti.


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I dati del Biomass Energy Report 2009

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Il business delle biomasse e dei biocarburanti nel sistema industriale italiano è una opportunità reale? La domanda è stata posta dal Biomass Energy Report 2009 appena pubblicato uan settimana fa, alla sua prima edizione.

Il Report ha preso in esame la produzione di energia elettrica e termica da biomasse agroforestali, la termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, la generazione di energia elettrica in impianti alimentati a biogas e l’utilizzo di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) nel settore del trasporto.
Di questi ambiti sono stati analizzati: tecnologia, normativa, mercato e filiera.

La ricerca ha censito oltre 900 imprese operanti nei diversi stadi delle filiere industriali delle bioenergie, ha considerato oltre 90 casi di studio e sono state effettuate più di 80 interviste a manager ed esperti del settore.

Questi i punti salienti. Vediamoli.


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Energia dalle biomasse legnose: 20 megawatt per ettaro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Angelo Scaravonati, presidente di Rinnova Green Energy e partner di Bioenergy Expo, Salone dedicato alle energie da fonte rinnovabile in agricoltura, fa i conti sulla filiera delle biomasse legnose, per capire quanto conviene alle imprese agricole.

Dai pioppi coltivati in «Medium rotation forestry» all’energia termica ed elettrica, la convenienza economica c’è, considerati anche i finanziamenti nei Piani di sviluppo rurale.

In altre parole, una fonte rinnovabile di energia elettrica veloce e conveniente.

Le biomasse legnose ad accrescimento rapido, coltivate per quattro-cinque anni - ovvero quanto dura il ciclo di crescita di queste piante - sono assolutamente coltivabili in tutta Italia.
Più precisamente con una convivenza, per evitare problemi di monospecificità e fitosanitari, di pioppo ed olmo (o salice o anche platano) nel Nord e Centro Italia, fino all’Umbria.

Anche nelle regioni meridionali questo è possibile, intervallando però con una coesistenza fra pioppo ed eucalyptus.

Accanto a queste essenze arboree, tuttavia, non si può non menzionare la canna (Arundo donax), che – ancora a livello sperimentale - sembra registrare le migliori performance fra le essenza erbacee.


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In Olanda il letame delle mucche riscalda 1.100 famiglie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 25 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Da circa due settimane in Olanda è stata inaugurata una centrale termoelettrica alimentata da fonti alternative, fornendo una soluzione ambientalmente sostenibile su più fronti.

La nuova centrale brucia solo biogas prodotto dal letame proveniente dagli allevamenti intensivi della zona.

L'impianto realizzato riscalda e fornisce energia per circa 1.100 case nella zona del De Zuidlanden (Leeuwarden).
Questa nuovo impianto è un classico esempio di decentramento produttivo ed è stato realizzato dalla olandese Essent.

L'obiettivo del comune di Leeuwarden è quello di ridurre sempre più la dipendenza dai combustibili fossili e abbattere le emissioni di C02 nella misura del 50%.

Per raggiungere la meta le autorità locali hanno quindi deciso di investire in fonti alternative costruendo questa nuova centrale.

Ma analizzando il contesto territoriale e valutando diverse ipotesi, era emerso un altro problema.
Quello del letame degli allevamenti di bovini della zona.

La soluzione è stata fornita dall'azienda Esselt che in collaborazione con altre aziende olandesi hanno ipotizzato una soluzione omnicomprensiva, coinvolgendo diversi settori produttivi.


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Turboden di piccola taglia (<1 MW) per la cogenerazione elettrica distribuita

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa
Gli incentivi italiani per impianti di piccola taglia da biomassa hanno posto le condizioni ideali per far decollare gli investimenti nella produzione di energia elettrica distribuita.

Turboden - di cui abbiamo già parlato - presenterà al Key Energy//Ecomondo, Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, in programma dal 28 al 31 ottobre alla Fiera di Rimini, una serie di soluzioni altamente performanti sia per la produzione combinata di energia elettrica e calore, sia per la sola generazione elettrica.

Le applicazioni proposte riguardano i moduli cogenerativi (CHP) di taglia compresa tra 200kW e 1MW (con rendimenti vicini al 20%), adatti a contesti ove sia possibile generare energia elettrica e termica da biomassa, generalmente di tipo legnoso (pellet, cippato, scarti di legno, residui agricoli), e al contempo vi siano utenze termiche (per applicazioni cogenerative e trigenerative).

Vi sono inoltre i moduli ad alto rendimento elettrico (HRS) di 1 MW adatti a condizioni in cui l’energia termica non può essere valorizzata.


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Biomasse e rifiuti: pubblicati i dati 2008

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 24 settembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Energia da Biomassa

In Italia 352 impianti in esercizio per 1.555 MW di potenza installata.
A fine 2008, in Italia, risultano in esercizio 352 impianti alimentati da biomasse e rifiuti per un totale di 1.555 MW di potenza installata e una produzione di 5.966 GWh.

I dati sono contenuti nella prima edizione di “Le biomasse e i rifiuti”, pubblicata una settimana fa dal Gestore dei Servizi Elettrici.

Il documento, attraverso sintetiche elaborazioni, fornisce un quadro di riferimento delle principali caratteristiche degli impianti alimentati da biomasse e rifiuti, in esercizio in Italia a fine 2008, e della loro diffusione sul territorio nazionale.

Nello studio tali fonti sono state analizzate secondo la seguente classificazione: solidi, biogas e bioliquidi.
In riferimento a quanto stabilito dagli accordi statistici Eurostat, la produzione da rifiuti solidi urbani biodegradabili è stata stimata pari al 50% dell’intera produzione da rifiuti solidi urbani in Italia.

In particolare, per ciascuna regione e provincia italiana, mediante raffigurazioni cartografiche, è stata rappresentata la produzione degli impianti in esercizio, suddivisa per fonte: biomasse, rifiuti biodegradabili, biogas e bioliquidi.

Di seguito alcuni dati.


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Le rinnovabili agricole triplicheranno in 10 anni

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 29 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Se la sfida dell'energia si può vincere solo investendo sull'innovazione tecnologica, ben venga l'invasione della campagna in città in risposta a quella delle città che hanno cementificato i terreni agricoli.

E' quanto rileva la Coldiretti in riferimento alla proposta lanciata dall'Enea nel “Rapporto energia e ambiente” di realizzare una “vertical farm” per Milano nella sede dell'Expo 2015, cioè una struttura di 30 piani, ciascuno dei quali occupato da una serra per prodotti agricoli che possono soddisfare la domanda di 40.000 consumatori, utilizzando energia rinnovabile, non producendo rifiuti, azzerando le emissioni ed evitando che i prodotti abbiano un elevato contenuto di energia come quello collegato al trasporto dalla campagna alla città.

Ma se questo è un esempio estremo di razionalizzazione e di risparmio di energia è indubbio che la produzione di energia rinnovabile proveniente dall'agricoltura italiana è destinata a triplicare nei prossimi dieci anni con circa centomila posti di lavoro disponibili.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane raggiungerà nel 2020 - sottolinea la Coldiretti - una percentuale dell'8 per cento del totale, rispetto all'attuale 2 per cento, per un totale di 15,5 milioni di tonnellate petrolio equivalente (MTEP) prodotte.


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Il 15% dell'elettricità in Europa è prodotta da fonti rinnovabili. Eolico al primo posto

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Venerdi 22 maggio si è tenuto il convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica”, organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison, che ha visto la partecipazione di alcuni dei più illustri studiosi a livello europeo.

Particolarmente interessanti i numeri e le tendenze del mercato delle fonti rinnovabili, tutti snocciolate nel corso dell'evento.
Dal 2000 al 2007 la capacità installata di fonti rinnovabili a livello globale è più che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari.

Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili è stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di tre e oltre dodici volte.

In Europa lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili è arrivato dal Pacchetto Clima, che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%).

Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (UE 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente).


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I turbogeneratori a ciclo combinato bresciani a tutto gas

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa
Grazie alla tecnologia, alla genialità di produttori sempre più dinamici e all'ingegneria più raffinata, oggi esistono moltissime soluzioni che sfruttano diverse fonti per la produzione di energia elettrica e calore per uso sanitario e per il riscaldamento delle case.
Tra le aziende bresciane che abbiamo già citato su 100ambiente, c'è la Turboden che ha annunciato la messa in attivazione del suo centesimo turbogeneratore a ciclo combinato, ossia basato sul Ciclo Rankine Organico (ORC), tecnologia per la produzione combinata di energia elettrica e calore partendo da diverse fonti di energia.

L'installazione è avvenuta a Hennigsdorf in Germania, cittadina con 26.000 abitanti situata a venti km da Berlino, ed è una soluzione che consente di avviare un processo di teleriscaldamento da biomassa con una potenza elettrica di 2,2 MW e 10 MW di potenza termica, in grado di soddisfare il fabbisogno termico della stessa Hennigsdorf partendo da diverse fonti di combustione, sia rinnovabili che gas fossili.

Il modello fornito da Turboden è un’unità cogenerativa di taglia grande, TURBODEN 22 CHP, e rappresenta il cinquantesimo impianto installato in Germania.


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