Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

La strage dei rinoceronti in Sudafrica: Wwf,200 uccisi da gennaio

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 5 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Fauna
Nel Paese il 70% di questi animali in via d'estinzione

Circa 200 rinoceronti sono stati uccisi in Sudafrica nei primi sei mesi dell'anno, la maggior parte nel celebre parco Kruger. A lanciare l'allarme è il Fondo mondiale della natura (Wwf). Dall'inizio dell'anno, il Wwf ha recensito 193 rinoceronti uccisi da bracconieri, di cui 126 nel parco Kruger, denuncia il Wwf in un comunicato.

"Gli atti di bracconaggio sono quasi tutti commessi da sofisticati criminali che talvolta cacciano dagli elicotteri e utilizzano armi automatiche", afferma Joseph Okori, coordinatore del programma Rinoceronti al Wwf.
"Il Sudafrica conduce una guerra contro il crimine organizzato che rischia di compromettere gli eccezionali progressi realizzati nel secolo passato", aggiunge.


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Operazione Pettirosso. Ottimi risultati nella guerra al bracconaggio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 19 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Proseguono le operazioni condotte in questi giorni dal Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato nelle valli del Bresciano a tutela dell'avifauna salvatica, in concomitanza con il passo più cospicuo di uccelli migratori.

Un bracconiere è stato sorpreso a Monte Isola (BS) mentre cacciava servendosi di reti da uccellagione. In questa circostanza sono stati sequestrati ben 13 sacchetti contenenti centinaia di uccellini insettivori già spiumati, non più identificabili per stabilire l'appartenenza alle varie specie protette.

Successivamente e sempre in alcune altre località del Bresciano, sono stati denunciati altri due bracconieri responsabili del maltrattamento di animali e di attività venatoria condotta con mezzi illeciti, in particolare trappole a scatto o tagliole e una rete per uccellagione di circa dieci metri.

Pettirosso
Foto di davidthou

Sotto sequestro, oltre alla rete e a 40 tagliole, sono finiti 8 pettirossi morti e alcuni uccelli vivi detenuti illegalmente.
A questi sono seguiti altri interventi della Forestale che ha effettuato nel comune di Roè Vociano (BS) il sequestro di circa 87 esemplari vivi di avifauna (pettirossi, capinere, tordi, frosoni, passere mattugie), alcuni dei quali appartenenti a specie protette, detenuti irregolarmente poiché privi di anelli o fascette identificativi.

Sono stati tutti trasportati presso il Centro Recupero per Animali Selvatici di Modena per essere sottoposti ad accertamenti veterinari, eventualmente curati e poi rimessi in libertà. Nel frattempo è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria l'uomo che dovrà rispondere della detenzione illegale di queste specie di avifauna.


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Avvio della stagione di caccia. Il dodecalogo del Corpo Forestale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 17 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Apertura stagione venatoria cacciaLa fauna selvatica è un patrimonio tutelato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale.
Il Corpo forestale dello Stato, attraverso l'attività delle strutture operative centrali e periferiche, difende la vita delle specie selvatiche, autoctone ed esotiche, garantendo anche la conservazione dei loro habitat naturali. In particolare, con l'ausilio del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA), struttura specializzata della Forestale negli interventi contro il bracconaggio, controlla il corretto esercizio dell'attività venatoria.

Alla vigilia dell'apertura generale della caccia il Corpo forestale dello Stato invita tutti coloro che praticano l'attività venatoria a una caccia responsabile nel rispetto delle normative vigenti. Il cacciatore deve collaborare sempre più con gli enti locali per contribuire alla gestione del patrimonio faunistico e naturale del nostro Paese. In questo contesto si inserisce l'importante opera di vigilanza sul territorio svolta dalla Forestale che in questo periodo verrà intensificata per prevenire gli incidenti e reprimere gli episodi di bracconaggio.

Una costante e capillare attività, quella svolta dal Corpo forestale dello Stato, che ha portato, nel corso del 2009, ad accertare 1.516 reati rispetto ai 1.672 dell'anno precedente, la maggior parte dei quali hanno riguardato la tutela della fauna selvatica autoctona (938).
Più di 300 sono stati i reati per violazioni alle norme riguardanti il maltrattamento di animali e circa 140 i reati inerenti la legge sul controllo del commercio delle specie selvatiche in via di estinzione (CITES).

In calo anche le persone denunciate pari a 926 contro le 1.205 del 2008, così come i sequestri di animali e degli illeciti mezzi di caccia pari a 1.037 contro i 1.308 dell'anno precedente.
Gli arresti sono stati 5, rispettivamente 2 in Calabria, 2 in Puglia e 1 in Piemonte. Le perquisizioni effettuate sono state più di 140. Accertati, inoltre, quasi 5mila illeciti amministrativi ed eseguiti 134 mila controlli.
L'importo totale delle sanzioni notificate ai trasgressori nel 2009, pari a circa 3 milioni di euro, è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente.

Segue il dodecalogo del Corpo FOrestale, per una caccia rispettosa delle leggi.


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Thailandia: avorio illega per oltre 2 milioni di dollari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 16 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Commercio illegale avorioGrazie a una segnalazione delle autorità del Qatar, la polizia tailandese ha sequestrato 296 zanne di elefante per un peso complessivo di 1,4 tonnellate. La Tailandia sta diventando il centro di smistamento mondiale di tutti i traffici di avorio.

Le zanne confiscate all’aeroporto internazionale di Bangkok erano state nascoste in casse ufficialmente etichettate come “stampanti per computer”. Il sequestro conferma l’emergere della Tailandia come vero snodo dei traffici illegali di avorio tra l’Africa e i paesi asiatici.

Il bracconaggio ai danni degli elefanti è in continua crescita in Africa proprio per servire i mercati dell’Estremo Oriente, assolutamente incuranti delle problematiche di conservazione degli elefanti ma interessati ad avere, come segno di ricchezza, gioielli e ornamenti nel prezioso materiale.

Già a febbraio le autorità doganali tailandesi avevano sequestrato un altro carico di circa due tonnellate di avorio, questa volta spacciate per pezzi di ricambio per telefoni cellulari destinati al Laos.


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Tornano le sentinelle anti bracconaggio a difesa dei rapaci sullo Stretto

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 9 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

E’ la 27ma edizione del campo sullo Stretto di Messina e il bilancio è entusiasmante: lo sforzo di migliaia di partecipanti in questi anni è stato ampiamente ripagato visto che il bracconaggio nel versante siciliano dello Stretto di Messina si è drasticamente ridotto e gli uccelli che passano ogni primavera sono a poco a poco aumentati.

Cicogne migrazione stretto messina

E’ il risultato di circa 30 anni di attività di sorveglianza antibracconaggio messo in atto dal WWF insieme a molte associazioni e migliaia di volontari provenienti da ogni paese europeo.
Per decenni, ad aspettare i rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina, c’erano solo i fucili dei bracconieri e in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi in valichi montani e collinari, migliaia di falchi – protetti dalla legge - trovavano la morte. Grazie ai campi di sorveglianza, anno dopo anno, un numero maggiore di uccelli ormai riesce a giungere nei territori di nidificazione per riprodursi e le loro popolazioni si stanno lentamente riprendendo.

CapovaccaioGli ottimi risultati raggiunti vanno comunque mantenuti e per questo il Campo sullo Stretto ripartirà tra pochi giorni: dal 12 aprile al 23 maggio riprende il presidio dei volontari sui Monti Peloritani per sorvegliare una delle rotte migratorie più importanti per molte specie in migrazione come falchi, albanelle, cicogne, aquile.

Il Campo sullo Stretto è passato, infatti, da una fase di repressione del bracconaggio a quella fondamentale di prevenzione. Il WWF infatti teme che la situazione possa di nuovo  regredire con i  bracconieri di nuovo in azione.
La migrazione dei rapaci infatti è già iniziata: gli esperti del WWF hanno già avvistato dal 5 aprile oltre 500 rapaci, per la maggior parte Falchi di palude, insieme ad alcuni passaggi ‘eccellenti, come il Capovaccaio, l’Aquila anatraia maggiore e ben 12 Albanelle pallide, una specie considerata a forte rischio (appena 2.500 coppie in tutto il mondo). Per molte di queste specie lo Stretto di Messina rappresenta la rotta principale di migrazione ed il passaggio sul nostro territorio è strategico per la sopravvivenza di specie ormai rare.


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CITES 2010. Un'altra sconfitta sulle pinne di squalo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Un'altra clamorosa débâcle al CITES 2010. La domanda che sorge spontanea è dunque.... a cosa serve il CITES?

RESPINTA LA PROPOSTA DI PROTEGGERE GLI SQUALI A RISCHIO

Durante la sessione plenaria di ieri, le Parti contraenti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo (CITES) è stata rovesciata la proposta presentata dal Comitato di monitorare e regolamentare il commercio dello squalo smeriglio, respingendo anche l’inserimento di altre specie minacciate: lo squalo martello, il longimano e lo spinarolo.

Squalo Smeriglio CITES

“La decisone sullo smeriglio  presa oggi dalla Conferenza delle Parti della CITES è assolutamente deplorevole così come il rifiuto di adottare misure di protezione per altre specie di squali in pericolo: lo squalo martello, il longimano e lo spinarolo”

dichiara Heike Zidowitz, rappresentante della Delegazione di Shark Alliance alla Conferenza CITES di Doha.

“Questo fallimento colpisce  alcune delle specie marine più vulnerabili e maggiormente sfruttate, minacciate dalla pressione del commercio internazionale e non regolamentato”

La proposta di inserire lo smeriglio e lo spinarolo nell’Appendice II della CITES era stata presentata dall’Unione Europea mentre gli Stati Uniti (sostenuti anche da Palau) avevano supportato simili azioni per lo squalo martello e il longimano. Per l’adozione di tali proposte è necessaria la maggioranza di due terzi dei voti.


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Scandalo Tonno Rosso: la CITES non vieta il commercio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 19 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Ieri a Doha, alla 15esima Conferenza delle Parti della CITES (la Convenzione Internazionale sul Commercio delle Specie in Pericolo), la discussione lungamente attesa della proposta di proibire il commercio internazionale del tonno rosso (Thunnus thynnus - Bluefin Tuna) è stata rapidamente liquidata. Su 129 Paesi, 72 hanno votato contro la proibizione del commercio, 43 hanno votato a favore e 14 si sono astenuti. 

Tonno Rosso

Un'altra occasione perduta. Ma chi sono i "colpevoli"?
Non si può sapere, dopo che l'Islanda ha chiesto la votazione segreta e la Libia ha chiesto che la proposta fosse votata immediatamente senza che fosse sviluppata un'adeguata discussione; il risultato ottenuto è sttao quello di una votazione svolta nella più totale confusione.

“Non sono serviti a nulla né i riscontri scientifici né il crescente supporto politico alla proposta di messa al bando registrato nei mesi passati, e non è servito neppure il sostegno dei Paesi che detengono le maggiori quote di pescato su entrambe le coste dell’Atlantico (Europa e Stati Uniti)

dichiarano le Associazioni WWF, Greenpeace, Lav, Legambiente e Marevivo

E’ scandaloso che i Governi non abbiano avuto nemmeno la possibilità di avviare un dibattito degno di tale nome sulla proposta di proibire il commercio internazionale di tonno rosso.”


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Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 15 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

I Governi hanno cominciato a riunirsi da sabato 13 marzo fino al 25 marzo nella più importante conferenza internazionale che coniuga e regola il commercio internazionale di specie; un'opportunità irripetibile per salvare gli oceani e le ultime foreste del pianeta, e porre un serio argine al bracconaggio a specie particolarmente protette e rare di cui si registra una preoccupante recrudescenza in tutto il mondo.

La 15° Conferenza delle Parti della Convenzione internazionale sul Commercio internazionale di specie a rischio (CITES COP 15) dovrà decidere tra l’altro su 6 proposte finalizzate ad una migliore tutela delle specie marine, incluso il cruciale divieto di commercio internazionale del tonno rosso. Una delegazione del WWF internazionale e dei suoi uffici Traffic seguirà i lavori della Conferenza.

Il tonno rosso è attualmente ridotto all’orlo dell’estinzione a causa di un eccessivo sfruttamento e della pesca illegale, dovuti essenzialmente a un mercato in rapida espansione di sushi e sashimi in Giappone, ma anche negli Stati Uniti e in Europa.

Gli stock di tonno rosso si sono ridotti di oltre l’85% in tutto il mondo rispetto ai livelli in cui si è registrato il massimo storico della specie.

I governi dovranno decidere se inserire il tonno rosso in Appendice I, offrire cioè il massimo grado di tutela previsto dalla convenzione, che ne vieterebbe qualunque forma di commercio internazionale.


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Al mondo restano 3200 tigri. L’obiettivo è raddoppiarle entro il 2022

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 15 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Ieri, 14 febbraio, è iniziato il nuovo anno della tigre secondo il Calendario cinese e il WWF ha presentato la mappa con i 10 maggiori punti critici per la sopravvivenza delle tigri in natura e le minacce che mettono a serio rischio una delle specie più amate e carismatiche al mondo. Nell’Anno della Biodiversità la tigre è stata scelta dal WWF come simbolo della natura che scompare e che dobbiamo difendere, che porta con sé problemi pressanti di assedio del territorio e delle risorse naturali, con inevitabili ripercussioni anche sul benessere dell’uomo, che di quelle risorse non può fare a meno.

Estinzione delle tigre

Molti paesi asiatici e il mondo intero si preparano a celebrare l’apertura dell’anno della tigre con feste e celebrazioni. Ma in realtà la ‘Regina della giungla” ha ben poco da festeggiare.
Dal 1940 si sono già estinte tre sottospecie di tigre (una quarta, la tigre della Cina meridionale, non viene più avvistata in natura da circa 25 anni) mentre dal 1998, l’ultimo anno della tigre, il loro habitat si è ridotto del 40%, arrivando ad occupare solo il 7% del loro range storico.

Così sono ormai rimaste in natura solo 3200 tigri, tutte concentrate nel Sud-est asiatico e gravemente minacciate dal bracconaggio per il commercio illegale di parti del loro corpo o prodotti derivati, dai cambiamenti climatici e dalla violenta deforestazione che sta distruggendo il loro habitat, un ambito in cui anche l’Italia ha gravi responsabilità, essendo uno dei maggiori importatori di prodotti derivati da fauna e flora selvatica di quella parte del mondo.


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La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Flora

La Conferenza della Biodiversità ‘apre’ oggi in Europa l’Anno della Biodiversità ma con un obiettivo di difesa finora non raggiunto: il termine del 2010 che si era posto anche l’UE a tutela della natura, in linea con il Countdown dell’IUCN, non è stato sufficiente ad arrestare la perdita di diversità biologica.

Biodiversità

Il ritmo di questa perdita sul pianeta si è accelerato di almeno 100 volte rispetto ai ritmi naturali e, negli ultimi 50 anni, ha raggiunto livelli che non hanno precedenti. Già nel l’ultimo Living Planet Report il WWF denunciava che negli ultimi 30 anni è stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta (51% specie tropicali, 33% terrestri, 35% acque dolci e 14% quelle marine).

Il primo obiettivo - dunque - è quello di definire un nuovo target di riduzione della perdita di biodiversità ma che sia misurabile e concreto a cui seguano impegni concreti e finanziati altrimenti tra 10 anni ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore.

Isabella Pratesi, responsabile Programma di conservazione del WWF Italia è molto chiara in merito

"I paesi europei che oggi e domani si riuniscono a Madrid devono puntare in alto e ognuno deve fare la sua parte.
Non possiamo permetterci di perdere ancora questa ricchezza che fornisce produzione di cibo, ossigeno, acqua, materie prime, medicinali e che in definitiva ci permette di vivere.
Senza target ambiziosi da adottare immediatamente la perdita della biodiversità nel 2050 costerà all’Europa 1.100 miliardi di euro entro il 2050. Eppure la biodiversità è trattata ancora come una ‘cenerentola’: il budget a disposizione dell’UE per la sua tutela è di 120 milioni l’anno, meno dello 0,1% di quello totale europeo”.


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A Sumatra una tigre femmina con i propri cuccioli

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 8 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Per la prima volta dopo cinque anni di monitoraggio, immagini di una tigre femmina e dei suoi cuccioli sono state “catturate” dalle “camera-trap” del WWF – speciali videocamere a raggi infrarossi nascoste nel cuore della giungla di Sumatra – dando ai ricercatori uno sguardo d’eccezione sui comportamenti di questo elusivo animale. Le suggestive immagini riprendono le tigri mentre annusano incuriosite l’attrezzatura video.

Sono solo 400 circa le tigri di Sumatra che si stima sopravvivano ancora allo stato selvatico, costantemente minacciate dal bracconaggio e dalla distruzione del loro habitat.

Agli inizi del ventesimo secolo la tigre a Sumatra era invece molto diffusa e solo negli anni Ottanta erano stimati circa 1000 esemplari.

Le immagini riprese dalle camera-trap sono assolutamente affascinanti, ma gli studiosi rimangono profondamente preoccupati perché l’habitat di questa tigre e dei suoi cuccioli sta rapidamente riducendosi a causa delle piantagioni di palma da olio, dell’industria cartiera attiva nella zona con due compagnie internazionali e del taglio illegale di legname, prodotti destinati ai nostri mercati che sono così partecipi della deforestazione di Sumatra e del Borneo.


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Quando il bracconaggio finanzia la guerra

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 8 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Mercati e Tendenze

Il traffico internazionale di specie protette è ormai controllato dalle multinazionali del crimine e in Africa i “signori della guerra” lo impiegano per finanziare i propri eserciti personali.
Un’escalation di bracconaggio e contrabbando per affrontare la quale occorre evolvere gli strumenti contrasto.

I bracconieri sono arrivati al galoppo all’interno del parco nazionale Zakouma, in Ciad, ultimo rifugio di una popolazione di elefanti che una volta era prospera.
Ma il loro bersaglio questa volta non erano i pochi elefanti rimasti, ma la tonnellata e mezza di avorio – del valore di circa 1,3 milioni di dollari – custodita in una camera blindata nel quartier generale del Parco e frutto dei sequestrate degli ultimi anni e veniva.

Né l'audacia dell'attacco né la sua brutalità – gli attaccanti hanno ucciso tre ranger – hanno impressionato i funzionari.
Sono circa 100 i ranger che in Africa vengono uccisi ogni anno da bracconieri ben più numerosi e meglio armati di loro.
Il vero shock è stato scoprire la provenienza degli attaccanti.


Questi erano infatti Janjaweed, appartenenti alla milizia responsabile dei genocidi in Darfur.
Un segnale minaccioso di come un certo bracconaggio si stia evolvendo da crimine commesso da piccole bande di operatori disorganizzati e poveri ad attività in grande stile che coinvolge organizzazioni criminali ed eserciti privati.

Attirati dal denaro facile, i Janjaweed hanno ampliato la propria attività di macellai senza scrupoli alle specie in via di estinzione.
Durante gli ultimi due anni hanno massacrato centinaia di elefanti intorno a Zakouma, affermano le autorità del Ciad, portando le zanne in Sudan, da dove vengono esportate illegalmente verso l’Asia per reinvestire i profitti nell’acquisto di armi.


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