Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Svezia: stop alla caccia al lupo

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 18 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Stop alle licenze per il prossimo inverno. Pressioni dalla Ue ma resta in vigore la caccia "di protezione"

Il prossimo potrebbe essere uno degli inverni più sereni nella recente storia dei lupi svedesi dopo la decisione, del governo di Stoccolma, di sospendere la caccia tradizionale per l'inverno 2011-2012.

Il provvedimento, che ha già fatto insorgere molti cacciatori, è arrivato proprio alla vigilia dell'ultimatum dell'Ue per mettersi in regola con la legislazione comunitaria in materia di specie protette.

Eppure, una scappatoia per i cacciatori più incalliti è già pronta.
Se il ministro per l'Ambiente ha reso noto che nessuna licenza per la caccia tradizionale sarà concessa nei prossimi mesi, la "caccia di protezione" resterà in vigore.


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Caccia: secondo un recente sondaggio aumenta il fronte del NO

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 2 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna
Commissionato dal Ministero del Turismo, un recente sondaggio fotograferebbe in aumento la contrarietà degli italiani nei confronti della caccia: l'80% vorrebbe il divieto in più forme, mentre un 60% vorrebbe la sua abolizione totale.

La stragrande maggioranza degli italiani, l'80%, ritiene la caccia un inutile crudeltà che andrebbe vietata o maggiormente regolamentata.
E` quanto emerge dal sondaggio Ipsos, commissionato dal ministero del Turismo per rilevare l`impatto dell`attività venatoria sull`immagine nazionale e sul conseguente appeal turistico, condotto su un campione rappresentativo dell`intera popolazione.

Secondo il sondaggio, il fronte contrario alla caccia è cresciuto di ben 3 punti in percentuale negli ultimi 18 mesi.


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In Italia almeno 300mila cacciatori senza abilitazioneall'uso delle armi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 27 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

L’attività venatoria in questo paese non rappresenta solo un problema per la biodiversità visto che l’Italia è il crocevia strategico di numerose specie migratorie patrimonio della comunità europea: la caccia è diventato un problema di sicurezza pubblica.

“L’incolumità dei cittadini è messa seriamente a rischio dato che oltre un terzo dei cacciatori italiani non ha mai sostenuto l’esame di abilitazione all’uso delle armi, avendo la licenza di caccia da più di 40 anni e all’epoca questa abilitazione non era richiesta. Non dobbiamo quindi stupirci se si susseguono ad ogni stagione venatoria gli incidenti di caccia: lo scorso anno le vittime sono state 23 (e 50 i feriti), ma in passato si sono avute sino a 80 vittime.
Questi incidenti sono in realtà omicidi colposi che si verificano esclusivamente per imperizia, negligenza e colpa grave da parte dello sparatore, che spesso ignora la pericolosità delle armi che imbraccia”

dichiara Raniero Maggini vice Presidente WWF Italia.

Tra il 30 e il 40% dei 900.000 cacciatori ha più di 60 anni e non ha l’abilitazione all’uso delle armi,  non ha una adeguata conoscenza delle leggi che regolano oggi la caccia, né è stata aggiornata  visto che tale esame è stato instituito soltanto nel 1967 a seguito dell’entrata in vigore della Legge Quadro 799, la quale sostituiva la precedente farraginosa normativa del Regio Decreto nel 1939.


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Avvio della stagione di caccia. Il dodecalogo del Corpo Forestale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 17 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Apertura stagione venatoria cacciaLa fauna selvatica è un patrimonio tutelato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale.
Il Corpo forestale dello Stato, attraverso l'attività delle strutture operative centrali e periferiche, difende la vita delle specie selvatiche, autoctone ed esotiche, garantendo anche la conservazione dei loro habitat naturali. In particolare, con l'ausilio del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA), struttura specializzata della Forestale negli interventi contro il bracconaggio, controlla il corretto esercizio dell'attività venatoria.

Alla vigilia dell'apertura generale della caccia il Corpo forestale dello Stato invita tutti coloro che praticano l'attività venatoria a una caccia responsabile nel rispetto delle normative vigenti. Il cacciatore deve collaborare sempre più con gli enti locali per contribuire alla gestione del patrimonio faunistico e naturale del nostro Paese. In questo contesto si inserisce l'importante opera di vigilanza sul territorio svolta dalla Forestale che in questo periodo verrà intensificata per prevenire gli incidenti e reprimere gli episodi di bracconaggio.

Una costante e capillare attività, quella svolta dal Corpo forestale dello Stato, che ha portato, nel corso del 2009, ad accertare 1.516 reati rispetto ai 1.672 dell'anno precedente, la maggior parte dei quali hanno riguardato la tutela della fauna selvatica autoctona (938).
Più di 300 sono stati i reati per violazioni alle norme riguardanti il maltrattamento di animali e circa 140 i reati inerenti la legge sul controllo del commercio delle specie selvatiche in via di estinzione (CITES).

In calo anche le persone denunciate pari a 926 contro le 1.205 del 2008, così come i sequestri di animali e degli illeciti mezzi di caccia pari a 1.037 contro i 1.308 dell'anno precedente.
Gli arresti sono stati 5, rispettivamente 2 in Calabria, 2 in Puglia e 1 in Piemonte. Le perquisizioni effettuate sono state più di 140. Accertati, inoltre, quasi 5mila illeciti amministrativi ed eseguiti 134 mila controlli.
L'importo totale delle sanzioni notificate ai trasgressori nel 2009, pari a circa 3 milioni di euro, è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente.

Segue il dodecalogo del Corpo FOrestale, per una caccia rispettosa delle leggi.


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Apertura stagione di caccia. Anche i bambini imbracciano le doppiette (Video Shock)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 6 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il Calendario venatorio siciliano emanato dall’Assessore regionale all’Agricoltura on.Titti Bufardeci aveva autorizzato in via straordinaria due giornate di anticipo della stagione di caccia per l’1 e 2 settembre.
Sulla carta non si tratta dell’apertura generale della stagione venatoria, ma di una speciale deroga limitata.
Secondo il calendario, infatti, si potevano cacciare solo tortore, colombacci e merli e nessun’altra selvaggina; ai cacciatori era proibito muoversi liberamente per le campagne (caccia vagante) essendo autorizzata solo la “caccia da appostamento”, ossia “capanni” temporanei “costituiti da ripari di fortuna o da attrezzature smontabili”; inoltre i cacciatori non potevano imbracciare il fucile al di fuori di tali appostamenti, a meno che non fosse scarico e in custodia. Inoltre la caccia è attualmente vietata, secondo il Calendario, in tutte le Isole minori siciliane.

"Da quanto hanno accertato i nostri volontari e guardie giurate con videoregistrazioni digitali

dichiara Pier Francesco Rizza, Presidente del WWF Sicilia

in questi giorni sono stati più volte violati, in moltissime località dell’Isola, i divieti e le limitazioni previste: si è sparato, a Lampedusa come a Lipari; su decine di cacciatori incontrati nelle campagne del nisseno nessuno era in appostamento e tutti scorrazzavano liberamente in caccia vagante; abbiamo assistito a battute di caccia al coniglio con cani da cerca (modalità e specie vietate!) ed a spari oltre gli orari consentiti."

Il WWF ha accertato una diffusa ed allarmante “deregulationvenatoria ed in alcuni casi i rappresentanti dell'Associazione ambientalista hanno dovuto chiedere, come a Caltanissetta, l’intervento di Carabinieri e Corpo Forestale.

Nelle campagne del Nisseno, inoltre, è stato documentato un gravissimo fatto: ad imbracciare il fucile da caccia e sparare ai colombacci è stato scoperto un minore, accompagnato dal padre che assisteva come se ciò fosse normale e non un grave reato. Il video - che vi mostriamo nel proseguo - mostra un ragazzo minorenne armato (oltre ad altri casi di caccia di frodo) ed è stato realizzato da GeaPress.


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Stop in Parlamento alla caccia selvaggia. Confermato il divieto nel periodo di riproduzione e migrazione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 22 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Voto in Camera dei Deputati sulla cacciaLa caccia rimane un problema insostenibile per la fauna italiana e la tutela della biodiversità: la pressione venatoria resta troppo alta e i calendari troppo permissivi. Resta aperto il problema della fauna sempre meno numerosa, paradossalmente alla base delle stesse rivendicazioni dei cacciatori.

In questo quadro aggravato ha però prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria, che stava allertando molti settori della società civile italiana. Grande soddisfazione quindi per le ultime novità in fatto di caccia dalle associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati.

Il nuovo articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.


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Tornano le sentinelle anti bracconaggio a difesa dei rapaci sullo Stretto

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 9 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

E’ la 27ma edizione del campo sullo Stretto di Messina e il bilancio è entusiasmante: lo sforzo di migliaia di partecipanti in questi anni è stato ampiamente ripagato visto che il bracconaggio nel versante siciliano dello Stretto di Messina si è drasticamente ridotto e gli uccelli che passano ogni primavera sono a poco a poco aumentati.

Cicogne migrazione stretto messina

E’ il risultato di circa 30 anni di attività di sorveglianza antibracconaggio messo in atto dal WWF insieme a molte associazioni e migliaia di volontari provenienti da ogni paese europeo.
Per decenni, ad aspettare i rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina, c’erano solo i fucili dei bracconieri e in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi in valichi montani e collinari, migliaia di falchi – protetti dalla legge - trovavano la morte. Grazie ai campi di sorveglianza, anno dopo anno, un numero maggiore di uccelli ormai riesce a giungere nei territori di nidificazione per riprodursi e le loro popolazioni si stanno lentamente riprendendo.

CapovaccaioGli ottimi risultati raggiunti vanno comunque mantenuti e per questo il Campo sullo Stretto ripartirà tra pochi giorni: dal 12 aprile al 23 maggio riprende il presidio dei volontari sui Monti Peloritani per sorvegliare una delle rotte migratorie più importanti per molte specie in migrazione come falchi, albanelle, cicogne, aquile.

Il Campo sullo Stretto è passato, infatti, da una fase di repressione del bracconaggio a quella fondamentale di prevenzione. Il WWF infatti teme che la situazione possa di nuovo  regredire con i  bracconieri di nuovo in azione.
La migrazione dei rapaci infatti è già iniziata: gli esperti del WWF hanno già avvistato dal 5 aprile oltre 500 rapaci, per la maggior parte Falchi di palude, insieme ad alcuni passaggi ‘eccellenti, come il Capovaccaio, l’Aquila anatraia maggiore e ben 12 Albanelle pallide, una specie considerata a forte rischio (appena 2.500 coppie in tutto il mondo). Per molte di queste specie lo Stretto di Messina rappresenta la rotta principale di migrazione ed il passaggio sul nostro territorio è strategico per la sopravvivenza di specie ormai rare.


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CITES 2010. Un'altra sconfitta sulle pinne di squalo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Un'altra clamorosa débâcle al CITES 2010. La domanda che sorge spontanea è dunque.... a cosa serve il CITES?

RESPINTA LA PROPOSTA DI PROTEGGERE GLI SQUALI A RISCHIO

Durante la sessione plenaria di ieri, le Parti contraenti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo (CITES) è stata rovesciata la proposta presentata dal Comitato di monitorare e regolamentare il commercio dello squalo smeriglio, respingendo anche l’inserimento di altre specie minacciate: lo squalo martello, il longimano e lo spinarolo.

Squalo Smeriglio CITES

“La decisone sullo smeriglio  presa oggi dalla Conferenza delle Parti della CITES è assolutamente deplorevole così come il rifiuto di adottare misure di protezione per altre specie di squali in pericolo: lo squalo martello, il longimano e lo spinarolo”

dichiara Heike Zidowitz, rappresentante della Delegazione di Shark Alliance alla Conferenza CITES di Doha.

“Questo fallimento colpisce  alcune delle specie marine più vulnerabili e maggiormente sfruttate, minacciate dalla pressione del commercio internazionale e non regolamentato”

La proposta di inserire lo smeriglio e lo spinarolo nell’Appendice II della CITES era stata presentata dall’Unione Europea mentre gli Stati Uniti (sostenuti anche da Palau) avevano supportato simili azioni per lo squalo martello e il longimano. Per l’adozione di tali proposte è necessaria la maggioranza di due terzi dei voti.


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Sondaggio Ipsos: la caccia piace sempre meno

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il 40% degli elettori alle regionali cambierebbe il suo voto se il candidato inizialmente prescelto proponesse regole a favore della caccia. È uno dei risultati di un sondaggio realizzato da Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia su "Le opinioni degli italiani sulla caccia".

Dall'indagine emerge che il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l'80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario. L'84% degli italiani, inoltre, darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre il 71% chiede di limitare la stagione venatoria a ottobre, novembre e dicembre.


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Il CITES 2010. Occasione per la fauna e la flora in estinzione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 15 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

I Governi hanno cominciato a riunirsi da sabato 13 marzo fino al 25 marzo nella più importante conferenza internazionale che coniuga e regola il commercio internazionale di specie; un'opportunità irripetibile per salvare gli oceani e le ultime foreste del pianeta, e porre un serio argine al bracconaggio a specie particolarmente protette e rare di cui si registra una preoccupante recrudescenza in tutto il mondo.

La 15° Conferenza delle Parti della Convenzione internazionale sul Commercio internazionale di specie a rischio (CITES COP 15) dovrà decidere tra l’altro su 6 proposte finalizzate ad una migliore tutela delle specie marine, incluso il cruciale divieto di commercio internazionale del tonno rosso. Una delegazione del WWF internazionale e dei suoi uffici Traffic seguirà i lavori della Conferenza.

Il tonno rosso è attualmente ridotto all’orlo dell’estinzione a causa di un eccessivo sfruttamento e della pesca illegale, dovuti essenzialmente a un mercato in rapida espansione di sushi e sashimi in Giappone, ma anche negli Stati Uniti e in Europa.

Gli stock di tonno rosso si sono ridotti di oltre l’85% in tutto il mondo rispetto ai livelli in cui si è registrato il massimo storico della specie.

I governi dovranno decidere se inserire il tonno rosso in Appendice I, offrire cioè il massimo grado di tutela previsto dalla convenzione, che ne vieterebbe qualunque forma di commercio internazionale.


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Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Sciacallo DoratoSecondo i ricercatori dell’università di Udine la presenza in Carnia della specie protetta dello sciacallo dorato (Canis aureus) è ora certa.
A confermarlo, il ritrovamento nella Val Tagliamento, lungo la strada che collega Enemonzo e Socchieve (Ud), del corpo di una giovane femmina, probabilmente investita, dell’età di circa 8-9 mesi e del peso di 10 chili.

Nella tragedia, la notizia positiva. Si tratta del primo segnale certo di presenza di questa specie per l’area della Carnia, dopo gli avvistamenti da parte delle locali stazioni del Corpo Forestale regionale sin dal 2001.
La giovane età dell’animale rinvenuto

indica – spiega Stefano Filacorda, ricercatore del dipartimento di Scienze animali e docente di ecologia animale della facoltà di Medicina veterinaria dell’ateneo friulano – che lo sciacallo era ancora legato alla madre, facendo così ipotizzare la presenza nella zona di un nucleo riproduttivo.

Lo sciacallo dorato si differenzia dalla volpe per le maggiori dimensioni (può arrivare a pesare anche oltre 16 kg), la coda più corta (20-25 cm) e le zampe più lunghe (altezza alla spalla 50 cm), oltre che per il tipico mantello; generalmente si alimenta di piccoli mammiferi, di carcasse di animali, oltre che di anfibi, rettili e uccelli.

Non è un specie “tipica” italiana, ma un canide che proviene dall’est Europa.
Lo sciacallo proviene dai Balcani, e la sua espansione sembra dipendere dalla recente diminuzione dei lupi. E proprio allo scopo di capire le relazioni esistenti tra queste due specie e di migliorare la conoscenza dell’ecologia dello sciacallo, il dipartimento di Scienze Animali dell’università di Udine in collaborazione con enti stranieri sta per intraprendere una serie di ricerche su sciacallo dorato e lupo, che sembra essere ricomparso di recente sul Carso triestino.


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Con l’approvazione della caccia NO LIMIT, detenzione illimitata di fucili da caccia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 3 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Quanti fucili si possono detenere con la licenza di caccia secondo l’attuale legge? È incredibile a dirsi, ma si può detenere un numero illimitato di fucili da caccia e fino a 1000 cartucce. Una tale diffusione di armi genera preoccupazioni tanto più in regioni ad alta intensità mafiosa, camorristica o di ‘ndrangheta.

“Lungi dal dire che i cacciatori siano criminali, è certamente indubbio che ben al di là della loro volontà, le norme sulla licenza di caccia hanno consentito la diffusione di veri e propri piccoli arsenali, anche in ambiti territoriali dove la detenzione ed il trasporto delle armi dovrebbero essere fortemente contrastati, non fosse che per motivi precauzionali.”

dichiara Gaetano Benedetto, condirettore del WWF Italia

“I fatti di cronaca sono pieni di regolamenti di conti,  eseguiti con armi da caccia. Il possesso e la circolazione di queste armi è poi elemento di intimidazione e certo non è una novità che molti dei nuovi arresti operati nell’azione di repressione ai fenomeni criminali sono a carico di soggetti incensurati”.

Alcuni riferimenti normativi aiutano a comprendere il problema.
Sono armi comuni da caccia

quelle lunghe a polvere, sia a canna liscia (purché il calibro non sia più grande del 12;  quindi non sono da caccia i calibri 8 e 10 che hanno un diametro superiore a 18,1 mm), che rigata; queste se di calibro pari o inferiore a 5,6 mm devono impiegare una cartuccia superiore a 40 mm. In pratica rimangono esclusi i calibri 22  a percussione anulare e il 22 Hornet. Sono armi da caccia quelle in calibri 6 e 9 mm Flobert. Sono armi da caccia anche quelle di tutti i calibri per pistola superiori al 22 (…). Anche moschetti militari o fucili d’assalto demilitarizzati sono armi da caccia”.

Così specifica il Magistrato di Cassazione Edoardo Mori in uno studio sul “Diritto delle Armi” che evidenzia come le armi da caccia non siano indicate nel provvedimento ministeriale di catalogazione delle armi, che distingue solo tra armi comuni, da guerra e sportive.


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