Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Gli Indios Guarani chiedono alla Shell di lasciare la loro terra

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 7 settembre 2011 • Commenti 1 • Categoria: Territorio
Il gigante dell'energia produce etanolo nel territorio degli Indios.

Gli indios Guarani in Brasile hanno chiesto al gigante dell'energia Shell di non sfruttare più la loro terra ancestrale per produrre etanolo.
"La Shell deve lasciare la nostra terra" ha detto all'organizzazione Survival International Ambrosio Vilhalva, un Guarani di una delle comunità interessate.

"La compagnia deve smettere di utilizzare la terra indigena. Vogliamo giustizia, e chiediamo che la nostra terra sia demarcata e protetta".
La Shell e il colosso brasiliano dei biocarburanti Cosan operano insieme con il marchio "Raizen". Parte dell'etanolo commercializzato, venduto come biocarburante, è ricavato dalla canna da zucchero cresciuta sulla terra ancestrale dei Guarani. "Da quando l'industria ha cominciato a operare" si legge in una lettera degli Indiani indirizzata alle due compagnie, "la nostra salute è venuta meno: stanno peggio i nostri figli, gli adulti e anche gli animali".


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Biocarburante: che cosa è, il presente e il futuro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 5 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Quasi tutta la nostra odierna vita è incentrata sulla produzione energetica ottenuta grazie ai combustibili fossili. In particolare muovono il mondo dei trasporti nel 97-98% dei casi. Ma non solo.
Il campo dei trasporti del nostro paese consuma il 53,2% dell'intero totale dei consumi petroliferi italiani. Per tale ragione il tema dei biocarburanti diventa di scottante attualità negli scenari energetici, in attesa che tecnologie alternative diventino - se mai succedesse visti gli insensati progetti in corso - valide alternative e fattive risposte sul mercato (in realtà manca la volontà, visti gli enormi interessi in ballo).

Ma il concetto di biocarburante è ancora un argomento nebuloso e dai contorni non ben definiti, soprattutto quando la questione è posta di fronte alla gente comune.
Che cosa sono i biocarburanti? Qual'e' il loro futuro e soprattutto, cosa aspettarsi dal futuro?
Per cercare di capire meglio lo stato dell’arte e il futuro di questi nuovi carburanti pubblichiamo un'intervista pubblicata realizzata dall'ENEA ad un suo ricercatore, Vito Pignatelli, dell’Unità Tecnica Fonti Rinnovabili della Casaccia, responsabile del Coordinamento delle attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione dell’ENEA sulle tecnologie per le biomasse e bioenergie.
Partiamo con la domanda più semplice ma più importante.

Che cosa si intende per biocarburanti?

Sotto il cappello di “biocarburanti” è compreso un insieme ampio e diversificato di prodotti liquidi o gassosi, utilizzabili come combustibili alternativi nel settore dei trasporti e ricavati dalle biomasse, vale a dire tutti quei materiali di origine organica (vegetale o animale) che non hanno subito alcun processo di fossilizzazione.
Si tratta di risorse rinnovabili (FER), in quanto non viene incrementato l’ammontare di CO2 presente nell’ambiente nel corso del processo di produzione e combustione. L’utilizzo dei biocarburanti accelera semplicemente il ritorno in atmosfera della CO2 “fissata” dalle piante, con emissioni che rientrano nel normale ciclo del carbonio.


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Un nuovo catalizzatore Panasonic per abbatere i gas di scarico diesel

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 12 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Catalizzatore Panasonic gas dieselPanasonic ha annunciato lo sviluppo di un nuovo catalizzatore, che utilizza metalli alcalini, per decomporre e purificare il particolato contenuto nei gas derivanti dalla combustione del carburante diesel. Le legislazioni internazionali che regolamentano le emissioni dei veicoli diesel sono diventate più rigorose, per questa ragione in Giappone, negli Stati Uniti e in Europa, ci sono grandi aspettative per questo nuovo catalizzatore, che è considerato una soluzione a basso costo e di elevato risparmio energetico per i veicoli diesel.

Il nuovo catalizzatore sviluppato da Panasonic Ecology Systems accelera l'ossidazione del particolato e lo decompone direttamente senza l'utilizzo di platino.
Il dispositivo fornisce lo stesso livello di prestazioni di combustione di un catalizzatore convenzionale a base di platino, ma a una temperatura inferiore (circa il 20% in meno, secondo la sperimentazione simulata in laboratorio).

Questo significa che è necessaria meno energia per mantenere la temperatura ottimale per l’innesco della reazione catalitica. In questo modo vengono ridotte le emissioni di CO2 e si contribuisce alla conservazione dell'energia.
Se utilizzato alla stessa temperatura richiesta da un catalizzatore convenzionale a base di platino, il catalizzatore a base di metalli alcalini di Panasonic aumenta la velocità di combustione.

In confronto gli attuali sistemi di trattamento dei gas di scarico esausti dei motori diesel, utilizzando il platino come catalizzatore di purificazione, risultano più costosi e più sensibili alle fluttuazioni dei prezzi.
Inoltre, i dispositivi convenzionali consumano carburante per mantenere la temperatura della reazione catalitica ad un livello ottimale durante il trattamento del particolato, riducendo l'efficienza totale del dispositivo.


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In forte calo le emissioni medie di CO2 delle auto

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 9 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

Emissioni auto Co2L’impegno degli ultimi anni delle Case automobiliste per la lotta all’inquinamento e il rispetto dell’ambiente, trova riscontro anche nei numeri. Le emissioni medie di CO2 in grammi al chilometro delle auto offerte oggi sul mercato italiano hanno subito un consistente calo negli ultimi 12 mesi.

Rispetto alla situazione di gennaio 2009, le vetture a benzina sono scese da 200 a 192, per le diesel siamo passati da 165 a 160 e  per il metano da 143 a 138.
Ma è per i modelli a Gpl che si è avuto il risultato migliore scendendo da 152 a 137, con una diminuzione pari all’11%. Il dato è ancora più importante dal momento che proprio l’alimentazione dei modelli a GPL ha registrato nel 2009 il maggiore incremento nei volumi di immatricolazione, grazie anche agli incentivi auto del governo.
I dati sulle emissioni medie di CO2 delle vetture offerte in Italia sono stati calcolati attraverso l’EcoCalculator, software appositamente creato da LeasePlan, azienda che opera nel settore del noleggio a lungo termine e nella gestione delle flotte aziendali, per misurare le emissioni di un parco auto.

Emissioni co2 Italia - Tabella 2009-2010


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Total Italia realizza la prima stazione di servizio ecoattiva

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Grazie alla partnership con Global Engineering e Università di Perugia, Total Italia ha creato per la prima volta sul territorio nazionale un’area a Impatto Zero destinata a ridurre di ben 100 tonnellate di CO2 l’anno, l’equivalente delle emissioni prodotte da un milione di autoveicoli.
La stazione di servizio Total Arda Ovest di Fiorenzuola, sull'autostrada A1, è la prima area di servizio “Ecoattiva” in Italia: grazie all’applicazione di circa 1.200 metri quadri di pittura fotocatalitica bianca prodotta da Global Engineering sulla pensilina e di pannelli fotovoltaici sulla struttura, permetterà la riduzione di circa 100 tonnellate di CO2, corrispondenti alle emissioni annue di 1.000.000 di autoveicoli, secondo i valori stimati da UNIPG (Università di Perugia).


In questo modo, la superficie così trattata compensa totalmente la CO2 prodotta dal traffico in transito, rendendo l’area a Impatto Zero.

La stazione di servizio è stata trattata con prodotti fotocatalizzatori dotati della tecnologia PPS (Proactive Photocatalytic System) che abbattono gli inquinanti dell’aria (monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo, benzene, particolato fine, voc ed altri) attraverso il processo della fotocatalisi, che si attiva grazie all'azione combinata della luce (solare o artificiale) e dell’aria.


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Boom nelle vendite auto al metano. E' doping?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

I veicoli a metano stanno conoscendo un vero e proprio boom nelle vendite.

Trend iniziato l'anno scorso, quando nel primo semestre del 2008 si era già registrata un crescita sorprendente di circa il 67,89% rispetto allo stesso periodo del 2007. Ma l'ambito era quello dei veicoli commerciali.

E' quest'anno (2009)?

Secondo l'Osservatorio Metanauto - struttura di ricerca sul metano per autotrazione - il tasso di crescita delle vendite negli ultimi 5 mesi di veicoli alimentati a metano è stato in media del 69,2%, per una vendita complessiva di 61.175 untià, questa volta non solo comemrciali.

Nello specifico il tasso di crescita ha subito un'accellerazione diversa di mese in mese, tanto che a gennaio l'aumento è stato pari al 7,1%, a maggio del 78,2% mentre ad aprile si è registrata la punta record pari al 128,9%.

Il motivo di questa esplosione?
Semplice, soprattutto se confrontato con i motivi che hanno visto l'esplosione del 2008: doping.


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Sistemi di navigazione automobilistici. Ora i navigatori possono aiutare l'ambiente.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 22 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

NAVTEQ ha reso noti i risultati di uno studio commissionato dall’azienda per valutare l’impatto sull’ambiente determinato dall’utilizzo dei sistemi di navigazione.
I precedenti studi in questo campo si erano soffermati soprattutto sui problemi connessi alla ricerca della destinazione e sui benefici offerti dai sistemi di navigazione ai conducenti che ne fanno un uso regolare.

La ricerca ha preso in considerazione tre categorie di utenti:
  • automobilisti privi di navigatore,
  • con navigatore,
  • provvisti di navigatore con funzioni di informazioni sul traffico.
I risultati hanno evidenziato che i possessori di dispositivi di navigazione
1) percorrono distanze più brevi e
2) perdono meno tempo alla guida della vettura.

La ricerca, effettuata in due grandi aree urbane della Germania – Düsseldorf e Monaco di Baviera – ha altresì dimostrato che i veicoli dotati di navigatore consumano il 12% di carburante in meno ogni 100 km percorsi, passando dagli 8,3 ai 7,3 l/100km.
Su base annua, questi dati significano quasi 2500 km in meno percorsi da ciascun automobilista, con un risparmio medio sull’acquisto di carburante pari a 416 euro in meno per automobilista.


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Alaska e Exxon Valdez. 20 anni dopo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 25 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Secondo un nuovo studio del WWF, due decenni dopo la collisione della petroliera Exxon Valdez con un iceberg e la dispersione di milioni di litri di petrolio nell’ambiente delicato dell’Artico, i governi e le industrie della regione sono ancora impreparate ad affrontare un altro disastro simile.

Essendo diminuite le restrizioni sullo sfruttamento di petrolio e gas e aumentati gli incidenti di collisioni di petroliere, con conseguente perdita di petrolio e gas, un team ambientale ha raccolto pezzi di roccia dal Prince William Sound in Alaska, ancora incrostati di petrolio dall’incidente del 24 marzo 1989.


Le rocce sono state inviate a ministeri, funzionari e media delle regioni artiche che ancora litigano su come gestire una nuova corsa alle materie prime, insieme ad una richiesta di divieto di estrazione di petrolio e gas negli ambienti sensibili dell’Artico, che sono le zone più ricche di pesca del mondo.

Mentre le tecnologie per affrontare disastri simili  non sono affatto migliorate negli ultimi 20 anni, l’Artico stesso è cambiato profondamente e oggi è molto più vulnerabile.


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Rottamazione auto: si, ma con nuove auto al di sotto dei 120g di CO2 per km

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 6 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

Sostituire un’auto vecchia con una nuova non è necessariamente una scelta ecologica e con i bonus per la rottamazione delle auto elargiti random, senza una vera strategia, non si fa ripartire l’economia né si imbocca la strada dell’economia sostenibile.

Mentre negli USA il presidente Obama sta seguendo un piano che lega investimenti e sovvenzioni a una precisa visione del futuro (5 milioni di posti di lavoro), investendo 150 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per costruire un futuro energetico pulito e limitare la dipendenza energetica dall’estero, in Italia si procede ancora una volta alla “donazione” per l’acquisto di nuove auto, senza standard adeguati né obiettivi precisi.

Questa la precisa posizione del WWF Italia che sottolinea che siamo in presenza di un ingente sperpero di risorse pubbliche per giocare alla lotteria della crisi, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini non crede che così si risolva nulla, né dal punto di vista economico né da quello ambientale.

Anche provvedimenti di per sé sostanzialmente giusti, come quelli legati all’efficienza degli elettrodomestici, perdono di efficacia complessiva perché non inseriti in un contesto strategico.


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Dai fondi del caffè arriva il biodiesel

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 8 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Il settore della ricerca degli idrocarburi alternativi è in forte espansione. Si cerca ormai ovunque un sistema economicamente vantaggioso e soprattutto ecologico per la produzione di carburanti che possano sostituire le benzine tradizionali.
Negli Stati Uniti alcuni ricercatori hanno cominciato a ricercare e sperimentare se era possibile ottenere biodiesel dagli scarti di caffè.
Uno scarto particolarmente diffuso a livello globale ed ecologicamente sostenibile che solitamente viene gettato nell'immondizia o sciolto con l'acqua e buttato nelle fognature.
Ebbene. Sembra ci siano riusciti, ottenendo un carburante aromatico per auto e camion.

I ricercatori hanno utilizzato gli scarti di una grossa catena di caffetterie Usa, e ne hanno estratto dell'olio, in una quantità che va dall'11 al 20 per cento. Dall'olio ottenuto è stato prodotto il biodiesel.
Il carburante risultante, che profuma realmente di espresso, ha anche dimostrato di essere più stabile del biodiesel tradizionale, mentre i resti solidi restanti potranno essere trasformati o in etanolo oppure essere utilizzati per diventare compost per gli orti e i giardini.


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Il GPL e il metano nelle auto.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 24 novembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
E' ora di fare un pò di chiarezza e spiegare perché - nella percezione generale - il GPL e il metano sono considerati carburanti a emissione zero e se questo ha favorito lo sviluppo del mercato e generato un reale incremento delle immatricolazioni di auto alimentate a GPL e Metano.
Un altro fattore - di natura decisamente meno ecologica - che ha favorito il settore è stato il marasma dei mercati e le fluttuazioni speculative del prezzo del petrolio.
Case produttrici e consumatori finali hanno quindi cominciato a guardare soluzioni alternative e supplementari a quelle che sono stati per decenni gli unici carburanti ampiamente disponibili in Italia ed Europa: benzina e diesel.

Ma il GPL e il Metano sono realmente carburanti ecologici?


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