Cina, i gas serra smetteranno di aumentare entro 20 anni
Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 27 giugno 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Studio Usa su maggior emettitore mondiale di Co2
Nella lotta ai cambiamenti climatici, l'andamento delle emissioni cinesi è destinato a diventare un fattore cruciale.
Attualmente il gigante asiatico emette circa un quarto delle emissioni di CO2 al mondo ed ha superato gli Stati Uniti, diventando il più grande emettitore mondiale di gas serra, con incrementi che, di anno in anno, si fanno sempre più consistenti.
Secondo le stime più recenti, nel 2009 le emissioni cinesi si sono portate a 7,5 miliardi di tonnellate con un aumento del 9% rispetto all'anno precedente (le stime per gli USA nello stesso anno sono di 5,9 miliardi di tonnellate).
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La Cina è il paese degli estremi e delle contraddizioni. Lo abbiamo più volte detto ed oggi lo vogliamo nuovamente sottolineare. Nel nostro girovagare abbiamo incontrato in rete una gallery fotografica che ci ha portato a soffermarci e a riflettere. La raccolta differenziata nei paesi occidentali è sostanzialmente organizzata, industrializzata, con modalità e procedure ormai ferree. Ma in Cina?
Mente in Italia si ragiona sull'impatto ambientale delle FER (Fonti Energia Rinnovabile) e continuaimo - viceversa - a versare contributi per le fonti energetiche fossili, altrove si procede a passo spedito affinché un futuro alternativo nel campo della produzione energetica sostenibile sia possibile e concreto.





Nel tentativo di rompere lo stallo dei negoziati internazionali sul clima, la Commissione ha pubblicato un piano per il finanziamento della lotta contro il riscaldamento globale nei paesi in via di sviluppo.
L'UE e altre potenze economiche concordano sull'esigenza di contribuire a sostenere i costi legati all'abbattimento dei gas ad effetto serra prodotti da tali paesi, ma non è stato ancora raggiunto un consenso sull'entità di tali costi e sulla quota di partecipazione dei paesi industrializzati.
In questo decennio alle imprese occidentali è accaduto di perdere importanti commesse in Africa, soprattutto nel settore estrattivo, a favore di imprese cinesi che se le aggiudicavano con offerte fuori mercato.
