Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

L'Organic Rankine Cycle verrà applicato anche nel settore dei motori marini

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 16 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Sembra una notizia non fondamentale per il nostro quotidiano vivere, ma l'innovazione che vede l'utilizzo della tecnologia Organic Rankine Cycle nel settore dei motori marini è un importante passo avanti verso il risparmio energetico e verso la sostenibilità nel settore dei trasporti marini, ambito in cui lo spreco e l'inquinamento è purtroppo un realtà. Ma facciamo un passo indietro.

Attori di questa novità sono la già citata Turboden - azienda bresciana specializzata nella produzione di turbogeneratori ORC (Organic Rankine Cycle), per la generazione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili (biomassa, geotermia, solare termodinamico) e dal recupero di calore e la finlandese Wärtsilä, leader globale in soluzioni complete “power lifecycle” per i mercati marino e dell’energia.

Entrambe hanno siglato il primo accordo tecnologico-commerciale per portare la tecnologia ORC di cogenerazione sulle navi di tutto il mondo.
Se non vi è chiara l'importanza di questo evento, sappiate che i motori delle navi sono enormi divoratrici di combustibile fossile (olio combustibile) che nella classe dei carburanti è quello di più bassa leva ed è il più inquinante. Inoltre i motori delle navi, proprio per le loro caratteristiche, producono enormi quantità di calore che vengono riversate nel mare, disperdendo nell'ambiente quantità inimmaginabile di energia potenzialmente da sfruttare.

Se ora uniamo le forze di Turboden e Wärtsilä, si capisce che qualcosa di buono sta per succedere. Vediamo nel dettaglio.


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Solare termodinamico: la tecnologia italiana esportata all'estero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 16 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Solare termodinamicoL’ENEA coordinerà in Egitto lo sviluppo di un impianto pilota dimostrativo Solare Termodinamico, nell’ambito del progetto MATS (Multipurpose Applications by Thermodynamic Solar), finanziato dalla Commissione Europea con circa 12,5 milioni di euro. La realizzazione dell’impianto prevede la partecipazione delle industrie nazionali: Tecnimont KT, Ronda HT,  Archimede Solar Energy; e di industrie egiziane: Orascom, Delft Environment;  oltre a partner internazionali di ricerca.

Una volta in funzione, la centrale è in grado di generare 1 MW di potenza elettrica e 4 MW di potenza termica e di produrre circa 250 metri cubi al giorno di acqua dissalata. Il  progetto sarà avviato nel 2011 e avrà una durata di quattro anni.

La realizzazione dell’impianto rappresenta il risultato più significativo della collaborazione tra Italia ed Egitto, a seguito degli eventi dell’Anno Italo-Egiziano della Scienza e della Tecnologia.


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Inaugurata la centrale solare termodinamica Archimede a Siracusa

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 19 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica

Archimede Priolo Enea centraleTorniamo a parlare della prima centrale solare termodinamica che prende il nome di "Archimede". Prima al mondo ad usare i sali fusi come fluido termovettore, è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica.
Archimede è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole per poterla usare per generare energia elettrica anche di notte o quando si è in presenza di cielo coperto. In questo modo viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.

Il solare termodinamico è una tecnologia che utilizza una serie di specchi parabolici per concentrare i raggi del sole su tubazioni percorse da un fluido. Questo, raccolto in appositi serbatoi, può essere utilizzato per alimentare un generatore di vapore. Il vapore ad alta temperatura e pressione muove le turbine dell’adiacente centrale a ciclo combinati e produce energia elettrica quando serve, risparmiando combustibile fossile.

La speciale tecnologia utilizzata nell’impianto di Priolo è stata sviluppata dall'Enea.
I sali fluidi utilizzati sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati.


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Il pomodoro? Lo coltivo in una serra ecosostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Quando la ricerca si fa pratica. Una serra «verde» con una coltura idroponica di pomodori e con pannelli solari e cogenerazione.
Realizzata dalla ditta Lucchini, azienda che opera nel segmento dell’idromeccanica, è stata presentato dal vivo (oltre 100 metri quadrati, con una struttura a campata multipla a doppia falda) a Bioenergy Expo, il Salone dedicato alle energie da fonte rinnovabile in agricoltura lo scorso 4-7 febbraio.

Prendendo spunto dalla presentazione di questa serra a campata multipla, ideale per il recupero del calore e per l’applicazione di pannelli fotovoltaici, è stato possibile anche calcolarne costi e margini reddituali.

Innanzitutto, il costo (approssimativo) di una serra a campata multipla, comprensivo di tutti gli impianti, si aggiro intorno ai 30-35 euro al metro. La coltivazione ideale per il recupero del calore è di natura idroponica, con ortaggi a frutto o a foglia.


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Quattro ospedali italiani si affidano alla cogenerazione per ridurre le emissioni di CO2

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 27 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Mentre l'Unione Europea continua ad incoraggiare le industrie degli Stati membri ad estendere l'uso delle tecnologie CHP (Combined Heat and Power) per migliorare l'efficienza energetica e la qualità dell'aria a livello locale, un numero crescente di ospedali in Italia sta facendo la propria parte installando impianti di cogenerazione onsite per ridurre la propria impronta ecologica.

La cogenerazione rappresenta un metodo per la produzione di elettricità e calore assai più efficiente rispetto a quello basato su sistemi elettrici e termici distinti, portando a sostanziali risparmi economici sui costi energetici. Producendo energia con maggiore efficienza, la cogenerazione aiuta ad abbattere i costi dei combustibili fossili che emettono gas serra.

Quattro ospedali in altrettante città italiane hanno recentemente siglato contratti per installare i sistemi di cogenerazione Jenbacher, certificati ecomagination, per migliorare la propria efficienza energetica e ridurre i costi operativi. Riconoscendo i vantaggi della tecnologia CHP, 34 ospedali, tra cui quello di Padova, Varese, Brindisi e altre città italiane, hanno già installato i motori a gas Jenbacher per cogenerazione.

I quattro ospedali che intendono installare i nuovi sistemi di cogenerazione si trovano ad Alessandria, Milano, Cuneo e Conegliano (TV). Grazie a questi nuovi progetti di teleriscaldamento, tali città beneficeranno di una riduzione di 20.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) equivalente ogni anno.


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Turboden di piccola taglia (<1 MW) per la cogenerazione elettrica distribuita

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa
Gli incentivi italiani per impianti di piccola taglia da biomassa hanno posto le condizioni ideali per far decollare gli investimenti nella produzione di energia elettrica distribuita.

Turboden - di cui abbiamo già parlato - presenterà al Key Energy//Ecomondo, Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, in programma dal 28 al 31 ottobre alla Fiera di Rimini, una serie di soluzioni altamente performanti sia per la produzione combinata di energia elettrica e calore, sia per la sola generazione elettrica.

Le applicazioni proposte riguardano i moduli cogenerativi (CHP) di taglia compresa tra 200kW e 1MW (con rendimenti vicini al 20%), adatti a contesti ove sia possibile generare energia elettrica e termica da biomassa, generalmente di tipo legnoso (pellet, cippato, scarti di legno, residui agricoli), e al contempo vi siano utenze termiche (per applicazioni cogenerative e trigenerative).

Vi sono inoltre i moduli ad alto rendimento elettrico (HRS) di 1 MW adatti a condizioni in cui l’energia termica non può essere valorizzata.


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I turbogeneratori a ciclo combinato bresciani a tutto gas

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa
Grazie alla tecnologia, alla genialità di produttori sempre più dinamici e all'ingegneria più raffinata, oggi esistono moltissime soluzioni che sfruttano diverse fonti per la produzione di energia elettrica e calore per uso sanitario e per il riscaldamento delle case.
Tra le aziende bresciane che abbiamo già citato su 100ambiente, c'è la Turboden che ha annunciato la messa in attivazione del suo centesimo turbogeneratore a ciclo combinato, ossia basato sul Ciclo Rankine Organico (ORC), tecnologia per la produzione combinata di energia elettrica e calore partendo da diverse fonti di energia.

L'installazione è avvenuta a Hennigsdorf in Germania, cittadina con 26.000 abitanti situata a venti km da Berlino, ed è una soluzione che consente di avviare un processo di teleriscaldamento da biomassa con una potenza elettrica di 2,2 MW e 10 MW di potenza termica, in grado di soddisfare il fabbisogno termico della stessa Hennigsdorf partendo da diverse fonti di combustione, sia rinnovabili che gas fossili.

Il modello fornito da Turboden è un’unità cogenerativa di taglia grande, TURBODEN 22 CHP, e rappresenta il cinquantesimo impianto installato in Germania.


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Le aziende sollecitano la definizione delle incentivazioni per l'energia rinnovabile da fonti di piccola taglia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 23 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa
Sono sempre di più le aziende che sollecitano i decreti attuativi per la definizione degli incentivi statali per la produzione di energia da fonti rinnovabili di piccola taglia (per piccola taglia si intendono quelli con capacità inferiore al 1 MWel.

Tra le tante aziende italiane, anche la Turboden, società bresciana leader in Europa nella realizzazione di turbogeneratori basati sulla tecnologia ORC (Ciclo Rankine Organico cfr: COME FUNZIONA?), ritiene indispensabile definire i meccanismi di incentivazione in linea con quanto previsto dalle recenti disposizioni di legge in materia.

E' infatti di fondamentale importanza l’emissione del decreto attuativo della legge 24 dicembre 2007, n. 244  riguardante la definizione dei criteri per poter beneficiare della “tariffa  omnicomprensiva prevista per la filiera corta”, originariamente fissata in 30 €c/kWh.

Tale provvedimento, in linea con il recente DDL del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in merito alle “disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare”, fornirebbe ulteriori garanzie relativamente alla diffusione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Questo però assicurerebbe altri benefici.


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Quando pomodori e produzione energetica vanno a braccetto.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 13 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

GE Energy ha annunciato oggi che uno dei più grandi coltivatori olandesi di pomodori in serra sarà il primo cliente a utilizzare in produzione il primo motore a gas a 24 cilindri del mondo.

Royal Pride Holland installerà infatti i motori per alimentare il nuovo impianto di cogenerazione della propria serra.
Il progetto mette in luce la crescente enfasi posta dall'Europa sui sistemi di produzione combinata di energia elettrica e calore (CHPcombined heat and power) incrementando il suo focus sull'efficienza energetica.

Il complesso di serre è situato a Middenmeer, 50 chilometri a nord di Amsterdam.
Le unità Jenbacher sono state installate nell'ambito di un progetto pilota che intende dare prova della possibilità di applicazione di questo tipo di motori in un contesto commerciale come quello ortofrutticolo.


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