Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Aperto un nuovo supermercato UNES ecosostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 16 luglio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Produzione & Consumi

Unes Supermercato EcologicoAvviata da Unes la strada verso l'apertura di supermercati che abbiano un'impronta fortemente ecosostenibile. Le grandi superfici commerciali hanno una propensione ad essere divoratori di energia e di proporre modelli commerciali in cui lo spreco è di casa. Il motivo è ovvio: risultare accattivanti e commercialmente seducenti per portare il consumatore ad acquistare sempre di più e a scegliere uno o l'altra superficie commerciale.

Il nuovissimo supermercato ecosotenibile in casa Unes sarà inaugurato oggi a Biassono (MB) in via "Trento e Trieste 114".
Cestelli della spesa ottenuti grazie al riciclo di 120mila tappi di plastica, carrelli nati dal recupero di di 25mila bottiglie in Pet e divisori dei banchi frigo ottenuti riutilizzando più di 6mila bottiglie in plastica.
E ancora: barre “Cliente successivo” ricavate dal recupero della plastica, un impianto luci intelligente per ottimizzare l’utilizzo di energia elettrica nelle diverse aree del punto vendita.
Sono solo alcune delle novità “green” che distingueranno il nuovo supermercato a insegna “U2” .

Ma non solo: il nuovo punto vendita dirà basta ai sacchetti in polietilene, ridurrà gli imballaggi di molti prodotti, venderà esclusivamente sacchetti biodegradabili, borse usa-riusa in TNT (tessuto-non-tessuto) e lampadine a ridotto consumo energetico.


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Con la spesa a km 0 si abbattono 1000 chili di anidride carbonica l'anno a famiglia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Acquisto chilometro zeroPiù di 3 miliardi di euro sono stati spesi dagli italiani in un anno per gli acquisti di prodotti a chilometri zero che possono contare su una rete di oltre 63mila imprese agricole, 18mila agriturismi, 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie dove si servono prodotti locali e di stagioni operativi nel 2009.
Confermate dunque le previsioni da quanto è emerso dalla prima indagine sulla “Spesa a km 0 in Italia” presentata dalla Coldiretti in occasione della giornata mondiale dell’Onu dedicata all’ambiente nell’ambito del Festival Internazionale dell'Ambiente organizzato insieme a Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane.

Il progetto chilometri zero della Coldiretti si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso dei consumatori alla produzione agricola tagliando le intermediazioni e riducendo le distanze che deve percorrere il cibo con mezzi spesso inquinanti prima di giungere a tavola, con effetti positivi sul piano economico, salutistico e ambientale.

Si stima infatti che oltre a garantire un risparmio medio del 30 per cento nel prezzo di acquisto a parità di qualità, i prodotti alimentari freschi come la frutta e verdura a chilometri zero, acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle azienda agricole, durano fino a una settimana in più rispetto a quelli dei canali di vendita tradizionali perché provengono direttamente dalle aziende limitrofe, non devono subire intermediazioni commerciali, conservazioni intermedie in magazzino e lunghi trasporti che compromettono la freschezza degli altri prodotti prima di arrivare sul banco di vendita.


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Il popolo europeo ha scelto il nuovo logo per i prodotti biologici dell’UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Sebbene la notizia abbia poco più di un mese, non potevamo non scrivere sul nuovo logo europeo dedicato ai prodotti biologici. Ne avevamo parlato lo scorso dicembre, quando vi avevamo invitato a partecipare alla votazione.

Il risultato? Eccolo.

Nuovo logo prodotti biologici

Negli ultimi due mesi circa 130.000 persone hanno votato online per scegliere, tra i tre finalisti, il nuovo simbolo del biologico.

Il logo vincente “Euro-leaf”, ideato dallo studente tedesco Dusan Milenkovic, ha ottenuto il 63% dei voti totali. A partire dal 1° luglio 2010 il logo biologico dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, mentre sarà opzionale per i prodotti importati.

Accanto al logo UE sarà consentito riprodurre altri loghi privati, locali o nazionali.


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Contacorrente: per visualizzare in tempo reale i consumi di energia elettrica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 24 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Il Contacorrente di Energrid
Arriva finalmente anche in Italia e si chiamerà Contacorrente.
Soluzione già vista fuori dal territorio italiano, arriva da noi grazie a Energrid Spa che opera dal 2001 nella vendita di energia elettrica.

Contacorrente dunque è un'assoluta novità - e per ora unica - per il mercato italiano e noi di 100ambiente lo aspettavamo da tempo avendo già segnalato soluzioni similari come ad esempio Wattcher (mai arrivato in Italia).
Ma come funziona Contacorrente?

E' un dispositivo digitale di facile installazione (viene eseguita dal cliente stesso). Permette di visualizzare in tempo reale l'andamento della fornitura di energia elettrica e dei relativi consumi in essere sul suo displey.
Le informazioni mostrate in tempo reale riportano un valore preciso del consumo dell'energia, l'ammontare del consumo mensile e il costo sulla bolletta.

In Europa, questa medesima soluzione è già utilizzata da più di 600.000 utenti e offre loro la possibilità di conoscere e quindi ottimizzare i propri consumi di energia elettrica. L’obiettivo è consumare meglio per spendere meno (e ridurre le emissioni di CO2).


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Simply Sma, il primo supermercato verde di Milano

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 30 settembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Produzione & Consumi

Ha aperto in via Novara 15 a Milano da un paio di settimane il primo supermercato “verde” a insegna Simply Sma, concepito nel rispetto dell’ambiente e del sociale.
Un progetto a elevata sostenibilità, che coniuga diversi aspetti: dal risparmio energetico al riciclo dei materiali e dei rifiuti, dai prodotti ecologicamente attenti all’impegno concreto verso la comunità che lo ospita.

2.500 mq di superficie disposti su due piani e sviluppati in un'ottica di “ecocompatibilità a 360 gradi” per ridurre l’impatto ambientale e contribuire alla salvaguardia del pianeta.

Il nuovo Simply Sma di via Novara presenta accessori d’arredo in materiali riciclati: la plastica di carrelli, gettoni, cestini della spesa, evidenziatori promozionali, separatori dei banchi frigoriferi e dei clienti alla cassa; il legno dei pannelli della gastronomia; lo smalto delle piastrelle dei servizi è ricavato da neon esausti.

Queste sono solo alcune delle tante novità green, che il nuovo supermercato offre ai suoi clienti.

Oltre alle attrezzature, il nuovo Simply Sma propone anche una ricca selezione di prodotti ecoattenti: dallo sfuso di alimentari e detersivi alle produzioni equosolidali e biologiche, dagli articoli a basso consumo energetico a quelli 100% in fibre naturali.
Inoltre, per sensibilizzare i clienti ai temi del riciclo, i comuni sacchetti di plastica saranno affiancati da sacchetti biodegradabili in amido di patate e da borse cabas riutilizzabili.




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Etichettatura e packaging per frutta e verdura d'importazione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 12 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Si discute sempre più spesso sulla questione della filiera corta e sull'impatto che hanno i prodotti alimentari importati da mercati lontani.

La tendenza (speriamo non si tratti solo di una moda passeggera) è quella di preferire prodotti vicino al luogo di acquisto (il cosidetto prodotto a Km 0).

Per solleticare e sensibilizzare il consumatore finale, James Reynolds propone un nuovo modo di informare gli acquirenti con un packaging assolutamente particolare, con tanto di scontrino "ecologico", ispirandosi ai label e ai tag utilizzati per le valigie negli aereoporti.


Vediamo di cosa si tratta.


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Il gelato OGM che non si scioglie? Possibile con l'ISP, ma sarà un flop

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 29 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Ad essere categorica è la Coldiretti, che boccia senza appello il nuovo gelato che contiene la proteina Isp prodotta utilizzando un lievito geneticamente modificato che consentirebbe di non far sciogliere il gelato.
Un flop annunciato la possibile commercializzazione in Italia di gelati con l'aggiunta di questa proteina, ma solo se se verrà data al consumatore la possibilità di scegliere con un trasparente sistema di etichettatura.
Perché è proprio questo il problema.

Per la Commissione Europea  - riferisce la Coldiretti - la proteina Isp può essere commercializzata nella comunità quale nuovo ingrediente per la preparazione di ghiaccio commestibile (con quantitativi non superiori allo 0,01 per cento) senza che la denominazione del nuovo ingrediente sull'etichetta del prodotto alimentare che lo contiene sia chiaramente segnalata se non con un laconico “proteina Isp” che secondo la Coldiretti non informa il consumatori sulla reale origine.

l rischio di rinfrescarsi con prodotti derivanti da ogm fa paura a quasi 3 italiani su quattro (72 per cento), che – ricorda la Coldiretti - ritengono i cibi con organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali.


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Quali sono i fornitori di energia elettrica da fonte rinnovabile?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 13 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Proseguendo sull'argomento "Mercato e F.E.R." - F.E.R. sta per Fonti Energetiche Rinnovabili - sul mercato le famiglie e le imprese possono dunque scegliere il proprio fornitore di energia e nel far questo possono anche scegliere quale energia acquistare. Da fonte tradizionale o da fonti energetiche ecologiche (di origine "pulita").

Come appendice al precedente post, oggi vi proponiamo un semplice elenco di aziende che riteniamo essere di grande utilità.

In Italia quali e quanti sono le aziende che propongono energia elettrica prodotta tramite F.E.R.
?

Ecco l'elenco, il link al sito e l'eventuale numero verde da contattare.

Le aziende accreditati per la cessione di energia certificata RECS (prodotta da fonti energetiche rinnovabili) sono 26.
Tra queste ci sono 16 aziende che offrono energia elettrica anche ad utenti residenziali e 12 operano in tutta Italia.


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Scegliere le Fonti Energetiche Rinnovabili sul mercato libero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 13 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Da luglio 2007 è possibile scegliere il fornitore di energia elettrica sul mercato libero anche per le utenze residenziali, è possibile però rimanere anche nel mercato vincolato (oggi detto “di maggior tutela”).
Ad oggi (marzo 2009) solo una piccola percentuale di utenti residenziali hanno scelto il mercato libero, la media nazionale è del 4,4%. Al sud circa il 5%, al nord circa il 3,8%.

L’aspetto più interessante del libero mercato è che permette di scegliere forniture di sola energia prodotta da Fonti Energetiche Rinnovabili con certificazione (RECS).
È con ciò possibile a chiunque fare politica energetica: scegliendo energia prodotta da fonti rinnovabili si finanzia tale mercato che sarà incentivato a produrne maggiormente, è inoltre un segnale rivolto ai decisori politici.

Gli sconti vengono in genere attuati sul PE (Prezzo Energia) o sul PED (Prezzo Energia e Dispacciamento), in quanto le altre componenti tariffarie sono stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) e quindi non di competenza dei rivenditori.
L’attuale costo e le varie componenti del prezzo sono illustrate nel proseguo dell'articolo.


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I prosciutti italiani: veri o falsi? Infuria la polemica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 14 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze


Se le statistiche ufficiali dicono che solo il 32 per cento dei prosciutti offerti in Italia proviene da maiali italiani, mentre la Fida Confcommercio afferma che “oltre il 90 per cento dei prosciutti venduti sono dichiarati italiani”, significa che oltre la metà (58 per cento ossia 90 meno 32) dei prosciutti nei negozi e nei supermercati vengono “spacciati” per italiani senza esserlo, all'insaputa dei consumatori.

E' quanto emerge da quanto affermato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini che, nel commentare le dichiarazione del presidente della Fida Confcommercio Dino Abbascià, sottolinea come ora sia chiaro che fine fanno le 56 milioni di cosce di prosciutto straniere importate in Italia nel 2008 tenuto conto che dagli allevamenti italiani vengono prodotte cosce per soli 25 milioni di prosciutti all'anno e le esportazioni sono di circa 6 milioni.

La redazione di 100ambiente rimane allibita di fronte a questa notizia e come questo - se confermato - sia reso possibile.


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Spesa leggera, filiera corta e speculazione commerciale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 14 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Crisi economica, speculazione commerciale, produzione in calo e forbice dei prezzi.

Un mix di numeri, tendenze, consumi che dovrebbero far pensare e portare il consumatore finale ad agire diversamente: come pensare di comprare "corto".
In altre parole, pensare alla filiera corta e - dove possibile - acquistare direttamente dal produttore sia per questioni economiche che ambientali.

Partiamo da alcune considerazioni e rilevazioni dei consumi.

La riduzione dei consumi è anche il frutto dei rincari nei prezzi di vendita con aumenti record per la pasta di semola (+14,8 per cento) e il vino comune italiano (+8,5 per cento) che non trovano giustificazioni nei prezzi riconosciuti agli agricoltori in campagna dove si è verificato un crollo del 43 per cento per i cereali e del 24 per cento per vino ed olio a febbraio rispetto all'anno precedente.

E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la stima del bollettino del Centro studi di Unioncamere, relativo al primo bimestre di quest'anno, in cui si precisa che l'aumento del fatturato della GDO - Grande Distribuzione Organizzata (+3,3 per cento su base annua) e' riconducibile unicamente alla dinamica dei prezzi (+3,5 per cento), mentre i volumi di vendita appaiono in lieve flessione (-0,2 per cento).

A scoraggiare i consumi è anche l'aumento ingiustificato della forbice dei prezzi tra produzione e vendita chee conferma la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che danneggiano imprese agricole e consumatori.


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L'olio della frittura! Dove buttarla?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 6 febbraio 2009 • Commenti 2 • Categoria: Produzione & Consumi

Da una mail ricevuta dall'ufficio Ufficio Ambiente del Comune Cuneo, scopriamo una domanda che dovrebbero porsi tutti coloro che cucinano in casa i cibi con l'olio (per intenderci, la classica frittura di pesce, patatine, crocchette ecc. ecc.).
E' corretto buttare l'olio avanzato nel lavandino della cucina o in qualche scarico o comunque disperderlo nell'ambiente?
Verrebbe da rispondere di si ed in maniera spontanea senza neanche porsi il problema. Ci vien da dire che si tratta pur sempre di un prodotto naturale.
Ed invece pare proprio di no.

Effettivamente si tratta di uno dei maggiori errori che si possano commettere.
Cerchiamo dunque di trovare prima una giustificazione al nostro sbaglio, poi una spiegazione del perché si tratta d un errore e infine, la soluzione.

Giustificazione.
In realtà quasi tutti buttano l'olio avanzato perché non si conosce l'errore che si commette e poi perché nessuno ha mai spiegato e informato la cittadinanza che è bene smaltire l'olio avanzato dalla frittura in altre modalità.

Spiegazione.
Vi basti sapere che un solo litro di olio avanzato da una frittura di olio è in grado di rendere non potabile la bellezza di un milione di litri di acqua, pari a una quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.

Ma allora, come smaltirlo? Ecco la soluzione.


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