Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Con la spesa a km 0 si abbattono 1000 chili di anidride carbonica l'anno a famiglia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Acquisto chilometro zeroPiù di 3 miliardi di euro sono stati spesi dagli italiani in un anno per gli acquisti di prodotti a chilometri zero che possono contare su una rete di oltre 63mila imprese agricole, 18mila agriturismi, 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie dove si servono prodotti locali e di stagioni operativi nel 2009.
Confermate dunque le previsioni da quanto è emerso dalla prima indagine sulla “Spesa a km 0 in Italia” presentata dalla Coldiretti in occasione della giornata mondiale dell’Onu dedicata all’ambiente nell’ambito del Festival Internazionale dell'Ambiente organizzato insieme a Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane.

Il progetto chilometri zero della Coldiretti si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso dei consumatori alla produzione agricola tagliando le intermediazioni e riducendo le distanze che deve percorrere il cibo con mezzi spesso inquinanti prima di giungere a tavola, con effetti positivi sul piano economico, salutistico e ambientale.

Si stima infatti che oltre a garantire un risparmio medio del 30 per cento nel prezzo di acquisto a parità di qualità, i prodotti alimentari freschi come la frutta e verdura a chilometri zero, acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle azienda agricole, durano fino a una settimana in più rispetto a quelli dei canali di vendita tradizionali perché provengono direttamente dalle aziende limitrofe, non devono subire intermediazioni commerciali, conservazioni intermedie in magazzino e lunghi trasporti che compromettono la freschezza degli altri prodotti prima di arrivare sul banco di vendita.


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Fred Pearce, ambientalista e giornalista scientifico controcorrente a Roma con il suo nuovo libro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 23 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Fred PearceSarà a Roma lunedì 26 aprile Fred Pearce, noto ecologista e giornalista scientifico, collaboratore di “New Scientist” e del “Guardian”. L’occasione è l’uscita del suo ultimo volume "Il pianeta del futuro". Dal baby boom al crollo demografico, in libreria dal 21 aprile per Bruno Mondadori (pagine 296, euro 20,00).

Il libro verrà presentato il 26 aprile alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli (via Vittorio Emanuele Orlando 78/81, dietro piazza Esedra), in un incontro pubblico a cui parteciperanno Andrea Masullo (membro del comitato scientifico del WWF Italia) e Giovanna Chioini (giornalista di “Internazionale”).

È vero che la sovrappopolazione del pianeta è uno dei principali pericoli del futuro? C’è chi non lo crede, indicando invece il rischio peggiore nel gigantismo dei consumi. In Il pianeta del futuro Fred Pearce racconta vite vissute e politiche demografiche, scelte ambientali e pericoli ecologici tra Europa ed Estremo Oriente, paesi africani e centri di ricerca statunitensi. Ribaltando le tesi più diffuse, senza trascurare di mettere in guardia dai rischi distruttivi di un'umanità meno numerosa ma più vecchia e consumista.


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Cresce in Italia la Green Economy secondo l'Eurispes

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 1 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Secondo il Rapporto Italia 2010 edito dall'Eurispes, la Green Economy in Italia sta crescendo. Crescono quindi i consumi di energia rinnovabile, la ricerca di prodotti di agricoltura biologica, si sviluppa il commercio equo e solidale e la finanza etica. L'economia ecosostenibile, etica, solidale e responsabile, dunque, si sta trasformando da puro fenomeno marginale e trascurabile ad fenomeno sempre più sentito e omnicomprensivo, in grado di contribuire in maniera significativa allo sviluppo economico della nostra nazione e nel resto del globo.

Green Economy - Rapporto Eurispes 2010

Per cercare di pesare e assegnare un valore economico a questa trasformazione in atto, l'Eurispes, nel suo rapporto ha cercato di fotografare una serie di dinamiche e mercati direttamente e indirettamente collegati alla Green Economy come l'agricoltura biologica, il commercio equo e solidale, la richiesta di energia rinnovabile e la finanza etica.

Sulla base di tale dinamiche e con un al lontano 2007, l'Eurispes ha stimato il consumo di energia rinnovabile e di prodotti dell'agricoltura biologica, del commercio equo e solidale e della finanza etica, in circa 810 miliardi di euro nel Mondo, 122 miliardi di euro in Europa e 10 miliardi di euro in Italia, con un incidenza sul consumo mondiale ed europeo, rispettivamente, dell'1,2% e dell'8,2%.


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Quando mangiare significa emettere CO2. In Italia si emettono 1778 Kg di CO2 procapite

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 19 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Produzione & Consumi

Le emissioni della produzione alimentare inglese rappresentano il 30% dell’impronta nazionale totale di CO2. Il dato emerge dall’ultimo rapporto del WWF UK realizzato insieme al Food Climate Research Network (FCRN). Le stime precedenti davano il dato del 20% ma lo studio lanciato oggi considera un fattore di incidenza fortemente impattante non previsto in precedenza, ovvero il cambiamento d’uso del suolo per la produzione alimentare al di fuori del territorio nazionale.

Una delle maggiori cause di emissioni di gas serra è infatti la deforestazione: ogni anno si perde nel mondo un’area di foresta equivalente a mezza Inghilterra (oltre 120.000 km2) e la causa principale di questa perdita è proprio l’espansione del sistema produttivo alimentare, per la produzione di raccolti e l’allevamento di animali.

Alla luce dell’aumento del “fattore cibo” nelle emissioni globali, il WWF UK e il FCRN lanciano un appello per un cambiamento radicale nel sistema alimentare al fine di arrestare la deforestazione e ridurre le emissioni derivanti dal settore agro-alimentare.

Il nuovo report “Quanto possiamo scendere: una valutazione delle emissioni di gas serra provenienti dal sistema alimentare del Regno Unito per una riduzione entro il 2050” analizza vari scenari sui cambiamenti possibili e i loro effetti. Sono state valutate iniziative di carattere sia tecnologico sia comportamentale, inclusa la de-carbonizzazione dell’energia utilizzata nella catena produttiva alimentare, il miglioramento dell’efficienza e i cambiamenti nei consumi di carne e di prodotti caseari.


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M’ILLUMINO DI MENO 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 11 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Il 12 febbraio 2010 si festeggia in veste completamente rinnovata la sesta edizione di “M’illumino di meno, la Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, RAI Radio 2.

Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero, il “silenzio energetico” simbolico si trasforma in una festa dell’energia pulita.

In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, è stato dato un contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle fonti alternative sono diventate parole d’ordine familiari.

Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosa all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili.


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I cuccioli di cane e gatto consumano più di un automobile?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 22 dicembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Produzione & Consumi

C'e' qualcuno che si è posto questa domanda: quanto consumano i cuccioli che abitano nelle nostre case? Sembra moltissimo, tanto che si è arrivati a formulare l'equazione che consumano più di un automobile.

Dunque quale impatto esercitano sull'ambiente i nostri cuccioli domestici (cani e gatti)?

Precisiamo subito, per chiarezza informativa, onde evitare la reazione compulsa degli amanti degli animali.
La colpa non è dei cuccioli medesimi - e del resto, cosa devono fare, non mangiare? - quanto dei padroni e delle politiche commerciali e speculative che esistono attorno al Pet Housing.

La ricerca è stata svolta da due ricercatori della Nuova Zelanda - Robert e Brenda Vale - i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista New Scientist. La risposta sarebbe da individuare (peraltro simile ad altri dati emersi sull'essere umano che consuma carne) nella quantità necessaria in termini di superficie agricola necessaria per alimentarli, secondo gli schemi e i canoni imposti sul mercato dalla tendenza consumistica degli ultimi tempi.


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Il ritorno al "Vuoto a rendere" diventa proposta di legge

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 9 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Dalla crisi si esce anche parlando la lingua dell’ambiente, del riutilizzo, del risparmio energetico e del recupero di antichi e virtuosi sistemi che la cultura del consumismo aveva fatto decadere.

Ne è convinta ItalgrobFederazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande – che, con il progetto Vetro Indietro, si è fatta promotrice di una proposta di rilancio del vuoto a rendere in Italia destinata a favorire la ripresa dell’intera filiera produttiva (produttore – distributore – esercente) del comparto Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café/Catering) SuperHoreca, e contribuire nel contempo sensibilmente alla risoluzione di problematiche socio-ambientali come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti e l’impatto ambientale delle materie plastiche.

Un progetto strategico che oggi, dopo un triennio di trattative e analisi che ha visto la stretta collaborazione di realtà come Fipe-Confcommercio, Legambiente, aziende leader nel settore della produzione di bevande, alcoliche e non e Savno, gestore dei servizi di igiene ambientale nel trevigiano, riuniti nel Comitato Vetro Indietro e coadiuvati dal supporto scientifico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è giunto finalmente alla Camera dei Deputati sotto forma di proposta di legge.


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Albero di Natale vero o finto? Alcuni consigli

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 7 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Qual'è l'origine dell'usanza dell'albero di Natale?
Dubbio amletico.
Veri o finti? E meglio acquistare un albero di Natale vero o in plastica?

Secondo Coldiretti quest'anno si dovrebbe registrare un ritorno all'acquisto dei quelli veri, che rimarranno con un prezzo stabile sul mercato.
Il numero stimato è in 6,5 milioni di esemplari, tutti (almeno ci auguriamo) provenienti da coltivazioni specifiche.
Un numero con un potenziale elevato, che se tornassero alla terra potrebbero essere un contributo sostanziale all'ambiente.

Ma come è noto, tra alberi con radici recise o insufficienti, punte e non alberi e morie negli appartamenti cittadini, pochi riusciranno a tornare a madre natura.

E quindi?
Forse meglio gli alberi finti?

Il buon senso potrebbe portarci a rispondere di si... ma c'é un ma...

Gli alberi finti di plastica - secondo Coldiretti - arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell'ambiente.
Quest'anno si prevede la vendita di circa 4 milioni di esemplari.


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Costa Crociere: riduzione dei consumi e aumento del recupero rifiuti a bordo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 29 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

Nel 2008 Costa Crociere si è impegnata sul fronte ambientale.
In un campo dove il lusso e il consumismo vanno di pari passo, la nota compagnia di crociere - prima azienda turistica italiana e compagnia di crociere n.1 in Europa - ha deciso un cambiamento di rotta.

Costa Crociere e sostenibilità ambientale

Questi i principali risultati ottenuti nel 2008:
  • Riduzione del 5% del consumo di carburante per miglia percorse;
  • riduzione del 5% del consumo pro capite di acqua potabile;
  • recupero del 30% dei  rifiuti speciali pari a 273.458 Kg;
  • riciclo di 2.126 metri cubi di vetro e alluminio;
  • riduzione dell'8,5% dei rifiuti in generale.
Ponendosi traguardi più elevati e stabilendo un sistema più restrittivo delle leggi e dei regolamenti vigenti a livello locale, nazionale ed internazionale, per il periodo di interesse Costa Crociere ha raggiunto importanti risultati sul fronte della salvaguardia dell'ambiente.

Vale la pena snocciolarli uno ad uno.


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Sin Piel, No Skin, Senza Pelle. La campagna di AnimaNaturalis

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 29 novembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Appuntamenti

Per il sesto anno consecutivo, continua la campagna Senza pelle voluta dall'Associazione AnimaNaturalis che ha raccolto questa mattina un centinaio di attivisti nudi e insanguinati per protestare contro l'industria della pelliccia, nel cuore di Madrid.

Sin Piel, No Skin, Senza Pelle. La campagna di AnimaNaturalis

In Puerta del Sol, gli attivisti sono rimasti per quaranta minuti sotto la pioggia, per rappresentare i resti dell'industria della pelliccia che trasforma e "spella" gli animali che procurano le pelliccie da indossare e soddisfare così la vanità dei consumatori.

Nudi sul pavimento o all'interno di una gabbia di metallo, simboleggiando la detenzione di animali che sono vittime della industria della pelliccia, gli attivisti sono stati circondati da centinaia di spettatori, i quali sono stati informati con opuscoli e le spiegazioni di altre decine di attivisti.
"L'obiettivo della manifestazione è far capire alla gente che indossare pelle d'animale non è elegante ma un atto crudele ed egoista",
scrive l'organizzazione in un comunicato.
"Oggigiorno, possiamo vestirci con altri materiali - hanno aggiunto i dimostranti spiegando che "gli animali condannati a diventare dei cappotti passano tutta la loro vita chiusi dentro piccole gabbie sporche".
Qui di seguito la fotogallery della manifestazione di oggi.
La visione non è consigliata per coloro che si possono impressionare sebbene il sangue fosse finto.


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Neve artificiale. Costi e sostenibilità dell'innevamento artificiale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 27 novembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Territorio

Siamo ormai agli sgoccioli e la stagione invernale e sciistica molto presto sarà dichiarata chiusa.
Più che in altri periodi, quelli in testa e in coda al periodo freddo sono i momenti durante i quali si ricorre più intensamente all'innevamento artificiale per tentare di anticipare e prolungare il più possibile la stagione sciistica.

Questo non toglie che nel resto del periodo sciistico la tecnica dell'innevamento sopperisca ad eventuali mancanze del manto nevoso, ma i due estremi della stagione sono quelli notoriamente più critici.

Ma ci si è mai chiesti quale costo economico e ambientale ha l'innevamento artificale?
Ve lo diciamo subito. Con uno sguardo critico, la neve artificiale ha dei costi elevatissimi.

Nelle Alpi, un numero sempre maggiore di piste da sci è dotato di impianti di innevamento artificiale e già oggi molti comprensori sciistici sono in grado di innevare il 100% delle piste.
In origine, la neve prodotta artificialmente doveva servire ad attenuare alcune “debolezze” dell’innevamento naturale, soprattutto la sua imprevedibilità, ma ormai sempre più spesso l’innevamento naturale è visto come un’integrazione della neve artificiale e non viceversa.


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Contacorrente: per visualizzare in tempo reale i consumi di energia elettrica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 24 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Il Contacorrente di Energrid
Arriva finalmente anche in Italia e si chiamerà Contacorrente.
Soluzione già vista fuori dal territorio italiano, arriva da noi grazie a Energrid Spa che opera dal 2001 nella vendita di energia elettrica.

Contacorrente dunque è un'assoluta novità - e per ora unica - per il mercato italiano e noi di 100ambiente lo aspettavamo da tempo avendo già segnalato soluzioni similari come ad esempio Wattcher (mai arrivato in Italia).
Ma come funziona Contacorrente?

E' un dispositivo digitale di facile installazione (viene eseguita dal cliente stesso). Permette di visualizzare in tempo reale l'andamento della fornitura di energia elettrica e dei relativi consumi in essere sul suo displey.
Le informazioni mostrate in tempo reale riportano un valore preciso del consumo dell'energia, l'ammontare del consumo mensile e il costo sulla bolletta.

In Europa, questa medesima soluzione è già utilizzata da più di 600.000 utenti e offre loro la possibilità di conoscere e quindi ottimizzare i propri consumi di energia elettrica. L’obiettivo è consumare meglio per spendere meno (e ridurre le emissioni di CO2).


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