Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Votata legge pro-deforestazione, chiesto veto Rousseff

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 3 maggio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Amnistiato chi ha abbattuto alberi illegalmente

La Camera dei deputati brasiliana ha adottato una legge molto controversa che allenta i controlli sulla deforestazione e alla quale la presidente Dilma Rousseff potrebbe opporre il suo veto. Già avallata dal Senato brasiliano a dicembre e definita catastrofica dagli ambientalisti, la nuova legge concede l'amnistia a chi ha abbattuto illegalmente le foreste e autorizza la costruzione di fattorie in delle zone dissodate sempre in maniera illecita prima del luglio 2008.

"Questo testo amnistia gli sfruttatori e aumenta il rischio di disastri ambientali per la grandi città. E' importante che la presidente vi opponga il suo veto", ha commentato un deputato dell'opposizione Ricardo Tripoli dopo il voto. A marzo, i militanti ecologisti e i piccoli agricoltori avevano manifestato contro questa riforma del codice forestale brasiliano davanti al Parlamento, esortando Rousseff a bloccarla. Per contro, il settore dell'agro-alimentare sostiene fortemente la misura, insistendo sulla necessità di rafforzare la sicurezza alimentare del Paese. Obiettivo della legge inizialmente era impedire la deforestazione illegale e favorire la sopravvivenza dell'Amazzonia, uno dei polmoni verdi del pianeta. Ma al contrario sono i fautori di un allentamento dei controlli sullo sfruttamento forestale ad aver avuto la meglio in Parlamento.


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Record roghi a aprile: 82 missioni aerei Protezione civile

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 13 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Sono 42 le richieste inoltrate dalle regioni

Il caldo estivo ad aprile ha già fatto raggiungere un record sul fronte degli incendi: in 11 giorni sono state 42 le richieste di aiuto delle regioni al Centro operativo aereo unificato, Coau, del Dipartimento della Protezione civile, 82 interventi aerei con 731 lanci effettuati per 5.141.000 litri di estinguente impiegato.

Numeri "record" - spiega il dipartimento - registrati nei primi 11 giorni di aprile, e numeri in crescita dovuti alle temperature particolarmente elevate e alla bassa umidità che caratterizzano questo inizio di primavera.


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Il pino "simbolo" che ha resistito allo tsunami in Giappone ...

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 31 marzo 2011 • Commenti 2 • Categoria: Fauna
Decine di migliaia di fusti spazzati via, tutti meno uno

Ne è rimasto solo uno. All'apparenza sottile e fragile, in realtà solidissimo.

E' l'unico pino rimasto in piedi della celeberrima pineta di Takata Matsubara a Rikuzentakata, una città devastata dal terremoto-tsunami che ha messo in ginocchio il nordest del Giappone.

Secondo quanto racconta il sito internet dell'Asahi shinbun, quel pino - grazie anche alla speciale sensibilità dei giapponesi per i messaggi che arrivano dalla natura - sta divendando un simbolo di resistenza e rinascita per la gente del luogo.


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Siccità catastrofica in Amazzonia, rischio riscaldamento globale

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 4 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
La siccità in Amazzonia registrata durante il 2010 è stata più intensa del 2005

La siccità diffusa che ha colpito lo scorso anno la foresta amazzonica ha portato il "polmone del mondo" a produrre più anidride carbonica di quella assorbita, fattore che potrebbe determinare una pericolosa accelerazione del riscaldamento globale.

Gli scienziati, riporta l'Independent, hanno calcolato che la siccità del 2010 è stata più intensa della siccità del 2005, definita all'epoca la più grave degli ultimi cento anni.

Gli esperti, prosegue il quotidiano, prevedono che si tradurrà in circa otto miliardi di tonnellate di anidride carbonica espulsi dalla foresta amazzonica, una quantità superiore alle emissioni totali di carbone in un anno degli Stati Uniti.


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Cnr: in 58 anni 6.380 vittime frane, 2.699 inondazioni

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 3 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Da nord a sud, più esposte a rischio frana Trentino e Campania

In 58 anni, dal 1950 al 2008, in tutta l'Italia ci sono state almeno 6.380 vittime tra morti, dispersi e feriti per frana, e almeno 2699 vittime di inondazioni.

I dati sono quelli del catalogo di questi eventi in Italia, realizzato dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi).

All'appello non manca alcuna regine, da Nord a Sud, visto che nel periodo considerato, tutte le regioni italiane hanno subito vittime per frana o per inondazione.

Le regioni più esposte al rischio da frana per la popolazione sono state il Trentino Alto Adige con 675 vittime dovute a 198 eventi franosi, la Campania con 431 vittime in 231 eventi, la Sicilia con 374 vittime in 33 eventi, e il Piemonte con 252 vittime in 88 eventi.


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Padre Bartolini e le comunità indigene, lasciati soli nella difesa delle foreste

Scritto da 100ambiente - News • Sabato, 30 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Accade anche questo. Nell'amazzonia peruviana, c'e' chi, assieme alla comunità indigene amazzoniche cerca di arginare lo scempio che viene sistematicamente fatto sulla natura.
Ma i delatori accusano Padre Bartolini, di essere solo un fomentatore rivoluzionario.

Ha appoggiato la protesta delle comunità indigene amazzoniche della zona di Barranquita, in Perù, contrari alla deforestazione ed è intervenuto pubblicamente durante la mobilitazione amazzonica del giugno 2009.

Per questo, padre Mario Bartolini, missionario passionista italiano, è sotto processo in Perù accusato di

"istigazione alla ribellione contro l`ordine pubblico".

Lo riporta l'agenzia Misna, sottolineando come, secondo il fratello sia stato

"abbandonato dalle autorità italiane".


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Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 10 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Gli incendi che in questi giorni stanno devastando la Russia portano con sé incalcolabili danni ambientali che ricadranno sugli equilibri naturali, climatici ed economici, non solo in Russia ma anche a livello globale. Sulla base di alcune stime riportate nel TEEB (il più autorevole studio che si sta occupando dell’Economia degli Ecosistemi e della Biodiversità” il cui rapporto definitivo verrà reso noto nell’ottobre 2010) il WWF calcola che siamo già vicini alla soglia dei 200 milioni di dollari solo sul fronte dello stoccaggio del carbonio, ovvero la capacità delle foreste di trattenere CO2, un contributo “naturale” insostituibile nella lotta globale ai cambiamenti climatici.

Incendi in Russia

Nell’area tra San Pietroburgo e Mosca, compresa tra i 40 e i 55 gradi di latitudine, si trovano infatti le aree forestali che nel continente europeo sono in grado di trattenere la maggiore quantità di carbonio.
Il valore che le foreste hanno nello stoccare il carbonio, e quindi nel mitigare l’incremento dell’effetto serra naturale è immenso e difficilmente quantificabile a livello economico, ma secondo i dati riportati dal TEEB, per ogni ettaro di foresta questa capacità ha un valore di 728,56 dollari a latitudini di 35-45° fino a 1.272,85 dollari per ettaro alle latitudini da 45 a 55°.
Considerando quindi una media di 1.000 dollari per circa 190.000 ettari di boschi colpiti dalle fiamme, che quindi non potranno più trattenere CO2 e anzi la stanno liberando, il conto è presto fatto.


A questo dato vanno poi aggiunti altri parametri difficilmente quantificabili, come la perdita di biodiversità – che in questi boschi è ricca di lupi, orsi, martore, linci, cervi caprioli e di un gran numero di rapaci - e dei servizi naturali che le foreste sono in grado di fornire, come il cibo e le risorse forestali, la regolazione del clima e del ciclo dell’acqua, la protezione da eventi catastrofici e dissesti idrogeologici per fare solo alcuni esempi. Senza contare le ricadute sulla salute umana e i danni economici legati al valore commerciale dei terreni e del legname andati in fumo e alla diminuzione della produttività agricola già oggi definita senza precedenti per la Russia. 


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Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 7 agosto 2010 • Commenti 1 • Categoria: Cambiamenti climatici

Per il WWF i Governi che hanno partecipato ai negoziati sul clima, che si sono chiusi ieri a Bonn, devono dare una svolta ai negoziati, altrimenti sprecheranno l’importante opportunità di fare progressi alla 16° Conferenza delle Parti di Cancun (Messico) che avrà luogo a novembre.

Cambiamenti Climatici Bonn

“A Cancun i governi possono e devono fare passi avanti in ambiti come l’adattamento, la finanza per il clima e la lotta alla deforestazione

ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia

Ma devono aumentare i propri sforzi e iniziare a cercare punti di convergenza in maniera molto più seria.”

Per fare un esempio, l’ambito degli accordi già raggiunti a Copenaghen sulla riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione e al degrado delle foreste (REDD) è stato messo di nuovo in discussione.


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44 milioni di Euro in tre anni per i boschi toscani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 19 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Flora

Tenere in ordine la montagna e i suoi boschi per ridurre il rischio di frane ed alluvioni in pianura, ma anche per sviluppare una vera economia verde e creare, stabili nel tempo, seicento posti di lavoro. E' su questo che la Regione Toscana punta, stanziando a bilancio 44 milioni di euro, dopo che la giunta ha deciso di investire sul proprio patrimonio forestale: 1,2 milioni di ettari, più della metà del territorio, che fanno della Toscana la regione con più foreste d'Italia.

I boschi della Toscana sono ben tenuti malgrado la spesa pubblica della Regione nei loro confronti sia contenuta, o comunque meno di altre Regioni, pur ottenendo ottimi risultati.
Storicamente la Toscana vanta una lunga tradizione di politica di mantenimento ed attenzione: dai granduchi dei Medici al presidente Bartolini, a cui va il merito di aver creato una rete di associazioni di volontari per la difesa dei boschi.

Resta il fatto che la montagna è coltivata meno di un tempo. Molti l'abbandonano. E questo produce ripercussioni negative a valle.
Il piano straordinario messo in campo in Toscana è un provvedimento di green economy a tutto tondo ed aiuterà anche a rallentare questa fuga: sviluppando la produzione di energia con le biomasse, promuovendo la selvicoltura ma anche l'attività zootecnica, intervenendo per prevenire futuri dissesti, sviluppando filiere locali del legno e creando in questo modo seicento posti di lavoro, di cui almeno duecento dovrebbero essere nuovi.


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La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

In Indonesia, le foreste si sviluppano per 463.000 miglia quadrate, posizionando il paese dietro solo al Brasile e la Repubblica Democratica del Congo. Ma il dilagante disboscamento illegale ha trasformato le foreste del Borneo tra le più minacciate del pianeta causando anche reazioni sui mercati del legname in tutto il mondo.

Deforestazione borneo indonesia


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Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 3 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Nuovi passi avanti e nuove tecniche e innovative procedure per l'imboschimento e il rimoschimento dei terreni agricoli basandosi sul rapporto tra il suolo e le piante, al fine di migliorare la sopravvivenza e lo sviluppo delle piante in ambiente mediterraneo. Sono questi i risultati ottenuti dai recenti studi pubblicati dalla rivista Annals of Forest Science e realizzati da un pool di scienziati dell'Università di Granada in Spagna.

Maria Noelia Jiménez Morales del Dipartimento di edafologia e chimica agraria dell'università, autrice dello studio, ha detto che la ricerca

"fornisce nuovi dati scientifici sulle migliori tecniche di imboschimento dei terreni agricoli nelle regioni del Mediterraneo, offrendo nuovi parametri per la pianificazione degli imboschimenti a livello regionale".

La tecnica del team di ricerca è volta a sostenere l'attuazione favorevole dei programmi di forestazione dei terreni agricoli dell'UE, che fanno parte della Politica agricola comune (PAC). Nell'UE sono in atto intensi programmi di imboschimento e rimboschimento, che sono essenziali per ridurre le emissioni di gas serra, contribuendo a rallentare i cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità.

L'imboschimento è il processo di piantare o seminare alberi su terreni mai boscati in precedenza. Negli ultimi decenni in tutta l'UE lo spopolamento delle campagne - con centinaia di migliaia di persone che si sono spostate verso le città - ha portato all'abbandono di molto terreni agricoli, fornendo l'occasione perfetta per creare nuove foreste.


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Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 17 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Il governo peruviano ha allocato 7.000 ettari di foreste alla Agropecuaria del Shanusi Company, una controllata del gruppo Romero, gigante del comparto agroalimentare, affinché li converta in piantagioni di palma da olio. Le piantagioni sono state dichiarate "interesse nazionale" allo scopo di stroncare eventuali proteste.

Deforestazione Perù

Secondo il World Rainforest Movement, i piccoli proprietari locali, da anni aspettavano il riconoscimento delle loro terre. Ma queste sono invece state assegnate al gigante agrario. I piccoli contadini lavorano solo aree limitate di terra, mantenendo intatta una gran parte delle circostanti foreste primarie.

Nel giro di pochi mesi, l'impresa ha tagliato in due l'intero territorio con una strada per gli autocarri, ha iniziato a estrarre minerali, ha convertito il corso dei torrenti, alcuni dei quali sono stati prosciugati, ha portato via legname, e si è impossessata di un lago, vietandone l'accesso ai residenti. Il tutto prima ancora di vedersi ufficializzare i permessi. Un esercito di motoseghe, machete, asce, trattori e elicotteri ha occupato l'area, sotto l'occhio vigile delle guardie private.


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