Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Le esplorazioni petrolifere della Exxon in Artico sono ad altissimo rischio

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 6 settembre 2011 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Con investimento Exxon Mobil iniziata la corsa all'oro nero

Le esplorazioni petrolifere sotto i ghiacci dell'Artico (il polo Nord) costituiscono un rischio ambientale potenzialmente altissimo ed incontrollabile, che mette in pericolo l'ecosistema ambientale più intatto e preservato del mondo. Ne è convinto Peter Wadhans, professore di oceanografia presso l'Università di Cambrige.

Eventuali fughe di greggio da trivellazioni sottomarine sarebbero di difficilissima gestione nelle condizioni ambientali dell'Artico; inoltre il petrolio verrebbe a contatto con la superficie del ghiaccio e poi assorbito dallo stesso e così trasportato per migliaia di miglia attraverso l'oceano.


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Artico, negli ultimi 50 anni 'assaltato' dai pescatori

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 28 giugno 2011 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi
Saccheggio ha fruttato 950 mila tonnellate di pesce

Tra il 1950 e il 2006 sarebbero state pescate nel solo Mar Artico 953 mila tonnellate di pesce.
È quanto affermano gli studiosi della University of British Columbia di Vancouver (Canada), secondo cui l'assenza di dati, avrebbe alimentato l'illusione che il Mar Artico rappresenti, dal punto di vista della pesca, "una frontiera ancora incontaminata".
Nel corso della ricerca, i cui risultati sono pubblicati su Polar Biology, gli esperti hanno ricostruito, in base a fonti diverse - incluse le rilevazioni governative e i resoconti delle popolazioni indigene -, i dati relativi all'ammontare di pesci prelevati, a partire dagli anni '50, nei mari che cingono le coste siberiane, canadesi e dell'Alaska.

Al termine, hanno scoperto che tra il 1950 e il 2006 il pescato - che secondo i dati ufficiali della Fao si attestava intorno a 12.700 tonnellate -, in realtà, ammontava a 94.000 tonnellate in Canada, 89.000 in Alaska e 770.000 in Russia.


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Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Territorio

Un segnale forte e positivo quello che è arrivato dal Tribunale di Padova che condanna pesantemente i responsabili delle escavazioni abusive portate avanti per anni sui fiumi Po, Brenta e Adige.

Il risarcimento è stato riconosciuto anche al WWF, costituitosi parte civile nel processo, confermando la gravità dei danni ambientali inflitti ai fiumi dalle escavazioni selvagge per procurarsi profitto illecitamente.
I giudici hanno accolto le motivazioni del PM e del WWF e riconosciuto la gravità dell'attività illecita degli imputati, (alcuni dei quali funzionari pubblici preposti in realtà alla tutela dell'ambiente) ai quali veniva contestato per associazione a delinquere, concorso in furto di sabbia, falsificazione dei verbali di escavazione, truffa e violazione del segreto di ufficio (la ditta veniva avvisata prima dell'arrivo dei controlli). 

La condanna conferma la veridicità delle denunce che da oltre un decennio sono state fatte circa il grave danno a discapito dei fiumi, la criticità delle loro condizioni e la necessità di un’azione per la loro riqualificazione e rivitalizzazione.
La campagna ‘Liberafiumi’  portata avanti in questi mesi dal WWF ha proprio lo scopo di censire e poi recuperare gli ecosistemi fluviali, perché si possa garantire una gestione sostenibile dell’acqua e il raggiungimento del buono stato ecologico come previsto dalla Direttiva europea sulla tutela delle acque.


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