Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Germania, Usa e Cina, le locomotive mondiali di energie verdi

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 21 luglio 2011 • Commenti 2 • Categoria: Energia Fotovoltaica
Secondo posto per l'Italia per le installazioni di fotovoltaico ed energia solare

Germania, Stati Uniti e Cina sono le locomotive delle energie verdi, per lo meno per quanto si riferisce al 2010.

L'anno scorso la produzione mondiale di energia solare fotovoltaica è praticamente raddoppiata grazie alla diminuzione dei costi: la Germania guida la classifica in questo settore, seguita dall'Italia. Nella sola Unione europea, l'energia verde ha contribuito nella misura del 41% alla capacità di produzione elettrica con nuove installazioni e nella misura del 20% di tutta l'elettricità prodotta su scala planetaria.


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Italia e Trattamento acque reflue. Procedura Ue contro il nostro paese

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 6 giugno 2011 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

La Commissione europea ha deciso, oggi a Bruxelles, di inviare un 'parere motivato' all'Italia, seconda tappa della procedure di infrazione comunitaria, per inadempienza degli obblighi previsti dalla direttiva Ue sul trattamento delle acque reflue riversate in aree sensibili, che dovrebbe essere in applicazione dal 1998 per tutti i centri urbani con più di 10.000 abitanti.

La direttiva prevede che i centri urbani dispongano di sistemi di depurazione per raccogliere e trattare in modo adeguato le proprie acque reflue.

Le acque devono essere decontaminate da batteri e virus comportanti un rischio per la salute pubblica, e anche dalle sostanze chimiche dannose, in particolare i nutrienti come l'azoto e il fosforo, che possono danneggiare le acque dolci e l'ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita ("eutrofizzazione"). 


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L'Italia è fuori norma su particolato e acque reflue

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 14 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Doppio ricorso a Corte Ue; un monito sulla mancata  efficienza energia degli edifici. Si continua a tralascia i dettagli e puntare sui grossi e ambiziosi progetti.

La Commissione europea ha deciso un doppio ricorso in Corte Ue di Giustizia contro l'Italia per il mancato rispetto delle normative comunitarie sul trattamento delle acque reflue provenienti da vari comuni della provincia di Varese e sversate nel bacino del fiume Olona, e per la mancata motivazione delle deroghe, decise per diverse zone del Paese, al rispetto dei limiti di concentrazione del particolato Pm10 nell'atmosfera.


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Arriva una nuova proposta Ue per proibire fosfati nei detersivi

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 5 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi
In Italia c'è già divieto dei fosfati nei detersivi, ma solo per produzione nazionale. Tutto quello che arriva da fuori confine, fuori controllo.

La Commissione europea ha proposto ieri, su iniziativa del commissario all'Industria, Antonio Tajani, un regolamento comunitario per mettere al bando i fosfati contenuti nei detersivi per indumenti e altri prodotti tessili, dannosi per l'ambiente e costosi da eliminare nelle stazioni di depurazione delle acque.

Il regolamento - che consentirà divieti ancora più rigorosi come quelli già esistenti in Francia e in Svezia - sarà applicato in tutta l'Ue, generalizzando in tutti gli Stati membri, come misura minima, le limitazioni all'uso dei fosfati già presenti in alcuni paesi, fra cui l'Italia.


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Regole e limiti più severi sulle emissioni industriali dalla UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 8 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Nuova direttiva emissioni industrialiNel mese di Luglio, è stata approvata la nuova Direttiva sulle emissioni industriali decisa dal Parlamento europeo che punta a regole più chiare e aria più pulita sui cieli europei.
Il testo, frutto di un accordo col Consiglio dei Ministri, stabilisce limiti più severi, ad esempio per l'inquinamento atmosferico e offre ai governi nazionali una certa flessibilità nell'applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche e la possibilità di sospendere le regole, a particolari condizioni, per un certo numero d'impianti.

Dunque si punta a migliorare la protezione dell'ambiente e della salute e a rendere le regole in materia più chiare e semplici da applicare.
Il testo approvato aggiorna e riunisce sette diverse legislazioni, inclusa la Direttiva sui grandi impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC); quest'ultima copre circa 52.000 impianti industriali e agricoli con grande potenziale d'inquinamento, dalle raffinerie agli allevamenti di maiali.

Ma non è oro tutto quel che luccica.
Infatti è stato concesso ad alcuni casi tempo in più per alcune centrali elettriche.

Ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri possono essere sostanze molto dannose per la salute e contribuire a provocare, ad esempio, cancro, asma e piogge acide: il testo approvato stabilisce limiti più severi per le emissioni di tali sostanze dal 2016.
Deputati e governi nazionali si sono accordati anche sulla possibilità, per gli Stati membri, di utilizzare piani nazionali transitori per un certo numero d'impianti di combustione, inclusi quelli a combustibili fossili, e avere cosi tempo fino a luglio 2020 per conformarsi alle nuove regole.
Le nuove regole potrebbero invece non applicarsi mai a un certo numero d'impianti di vecchia data, nel caso questi cessino ogni attività nel 2023 o 17.500 ore di lavoro dopo il 2016. Le nuove centrali elettriche ed energetiche dovranno comunque conformarsi alle nuove regole entro il 2012.


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1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Referendum firme acquaLa Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto “Codice per l'ambiente” in seguito ad un preciso reclamo del WWF Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte. 

Un vero successo quello del Comitato Promotore refendario che ha proprio ieri consegnato in Cassazione un risultato che segna un passo importante nella partecipazione democratica in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana aveva mai raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile, almeno nel desiderio degli attivisti.

100ambiente non può essere concorde a questa così attiva partecipazione democratica, che dovrebbe essere già interpretata come un forte e chiaro segnale ai piani alti della politica.
Ma come dicevamo all'inizio dell'articolo, l'altro segnale forte, anzi, fortissimo viene dalla Comunità Europea, a dimostrazione come la Res Pubblica che dovrebbe aver a cuore anche il patrimonio idrico italiano non sia all'altezza della situazione.


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Il nuovo blog sull'energia responsabile per le regioni europee

Scritto da Paolo Fraelli • Lunedì, 28 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Mercati e Tendenze

L’Assemblea delle Regioni d’Europa (ARE) e GE Energy hanno annunciato il lancio di R.E.F.E.R. (Responsible Energy for European Regions), un blog che ha l'obiettivo di favorire riflessioni e discussioni su tematiche energetiche in tutte le regioni europee.
R.E.F.E.R. pubblica notizie, analisi di settore e commenti su mercati, efficienza, sostenibilità locale, approvvigionamenti energetici sicuri e policy pubbliche provenienti da tutta Europa.

R.E.F.E.R.  non è una semplice pubblicazione in quanto favorisce lo scambio di punti di vista e idee fra politici, società, ricercatori e cittadini.

“Il riscaldamento globale è la sfida più grande che questa nostra generazione deve affrontare; risolverla è un'opportunità per costruire un futuro sano, sostenibile e prospero. Grazie a un approccio di tipo regionale possiamo dare al dibattito una nuova veste, gettando le basi per un piano concreto  sul clima al quale partecipino tutte le parti coinvolte”,

ha sottolineato Michèle Sabban, Presidente della ARE.

“Invito pertanto tutte le forze interessate, i politici, i cittadini e la società civile a partecipare e ad arricchire questo blog, aiutandoci a migliorare il processo di implementazione di soluzioni per l'energia sostenibile il cui impatto avrà un effetto positivo sulle economie locali da un lato e sulla qualità di vita dei cittadini dall'altro”.


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L'energia eolica dell'UE prende velocità

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 15 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Eolica

Energia eolicaLa diffusa integrazione e l'uso dell'energia eolica in Europa sono destinati a diventare una realtà. Uno degli attori principali a premere per un futuro più verde è il progetto TWENTIES ("Transmission system operation with large penetration of wind and other renewable electricity sources in networks by means of innovative tools and integrated energy solutions") finanziato dall'UE, che contribuirà a velocizzare l'uso di nuove tecnologie di energia eolica in tutta Europa. Con un budget di 56,8 milioni di euro (oltre la metà dei quali forniti da Tema Energia del Settimo programma quadro dell'UE), il progetto è una delle più grandi iniziative industriali riguardanti l'energia mai intraprese.

Il consorzio, formato da 26 membri, ha intenzione di rimuovere le barriere esistenti e aiutarci a entrare nella nuova era dell'elettricità. Alcuni dei maggiori gestori del sistema di trasmissione (GST) del mondo, aziende generatrici, produttori e organizzazioni di ricerca nel settore dell'elettricità hanno investito tempo e risorse come partner del progetto TWENTIES.

Coordinato da Red Eléctrica de España, un GST del sistema elettrico spagnolo, i partner del progetto intraprenderanno dimostrazioni a grandezza naturale nei prossimi tre anni per dimostrare i benefici delle nuove tecnologie, i metodi innovativi per la gestione del sistema elettrico e i servizi del sistema (come il controllo del voltaggio e della frequenza). Lo scopo è quello di trovare le soluzioni giuste agli attuali problemi dell'industria in modo da fare spazio all'integrazione di più energia eolica.

Il progetto è una misura pragmatica in risposta agli obiettivi dell'UE e mondiali nella lotta contro i cambiamenti climatici e per una maggiore sicurezza nell'approvvigionamento di energia. Questi obiettivi comprendono la visione dell'UE per il 2020 (cioè 20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di miglioramento dell'efficienza dell'energia e 20% dei consumi da fonti di energia rinnovabili) e quelli definiti dal Piano strategico per le tecnologie energetiche (piano SET), che mira ad accelerare le tecnologie a basso consumo di carbonio ed efficienti in termini di costi.


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Buone notizie! Il mare e i laghi italiani diventano puliti ... per decreto!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 11 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Balneazione mare italianoAncora una volta si denunciano le criticità delle acque di balneazione italiane, perché, a partire da quest’anno, il nostro mare e i laghi, seppur ancora inquinati in alcuni tratti di costa, diverrano completamente puliti “per decreto”. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permessivi i criteri per la balneabilità, molte località, infatti, diverranno balneabili, non perché saranno meno inquinate, ma solo perché è cambiata la legge.

E’ questa la denuncia di Legambiente in occasione della presentazione del Rapporto sulle acque di balneazione dell'European Environment Agency, che ha analizzato la qualità dell'acqua di tutti i paesi europei.

“Contrariamente a quanto fatto nel 1982, quando l’Italia scelse la strada della severità e del rigore, costruendo una delle reti di monitoraggio migliori in Europa
ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente
stavolta il nostro Paese ha approfittato dell’opportunità concessa dalla direttiva comunitaria per allargare le maglie sulla balneabilità, a partire dall’estate 2010. Un passo indietro normativo che ha fatto classificare come ‘eccellenti’ alcuni tratti di costa che lo scorso anno venivano dichiarati non balneabili, pur essendo tuttora inquinati.”


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CEO2: il gioco online per imparare a salvare il clima

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 27 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Dovrebbe essere di competenza degli amici di 100giochi, ma visto l'argomento lo abbiamo scippato noi e ne scriviamo volentieri un articolo. Stiamo parlando del nuovo gioco online, “CEO2, the Climate Business Game”, promosso da WWF e il Gruppo assicurativo Allianz per coinvolgere il popolo di internet in una sfida come potenziali leader aziendali amici dell’ambiente.

Gioco online WWF CEO2

Con CEO2 sarà possibile calarsi nel ruolo di Amministratore Delegato di un’azienda per verificare quali strategie aziendali riescono a ridurre il tasso di carbonio e i rischi correlati, e allo stesso tempo incrementare la redditività a lungo termine. Lo scopo del gioco è riuscire ad identificare quali investimenti, in quale momento, riusciranno ad aprire la strada ad una crescita proficua nell’economia del futuro a carbonio zero.
CEO2 mette in mostra i possibili impatti delle decisioni aziendali nei settori industriali della chimica, automobilistico, dei servizi e della finanza nei prossimi 20 anni. Il successo di ogni giocatore si misura in base allo sviluppo del prezzo dei titoli di mercato e delle emissioni di carbonio.


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Obiettivo ambizioso: 80g CO2/km entro il 2020. Le case automobilistiche lo possono fare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 20 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

Il settore dei trasporti è quello che presenta nell’Unione Europea la maggiore crescita di emissioni di gas a effetto serra. Nel 2007 il settore dei trasporti rappresentava il 28% delle emissioni complessive dell'Unione Europea, metà delle quali relative al settore automobilistico.
Preso atto del problema, la Commissione europea ha deciso che il settore trasporti, accanto a quello energetico, è quello su cui si deve lavorare di più per ridurre il fattore inquinamento ed esercitare azioni fortemente pro-ambiente.

Motori 
ibridi ed abbattimento delle emissioni da auto

Ed è per questo che nel mese aprile 2010 la Commissione ha voluto fissare nuovi obiettivi di emissione ambiziosi per le automobili quale azione fondamentale per dare impulso alle innovazioni nel lungo periodo e per raggiungere i generali tagli alle emissioni, previsti a livello europeo.

In base alla normativa adottata nel 2009 dall’Unione europea, la media delle emissioni delle auto vendute in Europa dovrebbe rispettare il limite di 130 grammi di CO2 per kilometro entro il 2015 e l’obiettivo di 95 grammi per kilometro entro il 2020.
Una revisione della normativa è prevista entro la fine del 2012, per cercare di capire quali strategie devono essere perseguite entro quella data. C'è però un ..... "ma ....".

La Commissione sta già eseguendo studi particolareggiati per capire il livello di difficoltà nel raggiungere questi obiettivi prefissati, già prefigurando il limite minimo possibile di 85g CO2/km oltre il quale non è possibile andare.
C'e' però chi contesta la metodologia di questi studi, mettendo in dubbio le assunzioni all'origine, ovvero di basarsi solo ed esclusivamente sui puri miglioramenti tecnologici come mezzi per raggiungere le riduzioni, ignorando, invece, altri strumenti come la riduzione delle performance e lo spostamento verso le auto più piccole.

A contestare l'approccio della Commissione è Greenpeace. Tralasciando il gusto puramente polemico, vediamo le proposte che l'agguerritissima associazione ambientalista mette sul tavolo, spingendo verso l'ambizioso obiettivo degli 80g CO2/km per gli autoveicoli.


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Italia multata per aver superato i valori limite del PM10

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 11 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE sulla qualità dell’aria. Si tratta del secondo e ultimo avvertimento scritto, inviato all’Italia per aver superato i valori limite del PM10 in numerose zone o agglomerati del paese. Il triste primato di morti per inquinamento va alla Lombardia.

Previsioni PM10

Secondo il Commissario UE per l’ambiente, Janez Potocnik,

“... l’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni”.

La Commissione Europea aveva già bocciato quasi tutti i Piani Regionali e Comunali di risanamento dell'aria, constatato l'inesistenza di un Piano Nazionale e avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano.
Si rischia così di condannare l’Italia a pagare una salatissima multa per inquinamento. Nel documento finale della Commissione, oltre alla Lombardia, che fa da capofila dei bocciati, troviamo anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e la Sicilia.


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