Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il Green Pallet. Sostenibile e a chilometro zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oggi si svolge la prima edizione della "Giornata Nazionale Anticontraffazione", per sensibilizzare le imprese e i cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione. Da sempre il prodotto di qualità in genere è oggetto della pratica della contraffazione, che crea ingenti danni all’economia, in pressoché tutti i settori. Ma non solo. Pratiche scorrette di produzione senza alcun controllo, creano ripercussioni anche sull'ambiente.

Senza entrare nel dettaglio della contraffazione dei marchi più noti (è qui che la contraffazione appare più evidente e plateale) esiste il settore dei pallet (le pedane in legno utilizzate per il trasporto delle merci) che è pesantemente coinvolto e danneggiato dalla contraffazione selvaggia: sono frequenti i casi di riproduzione non autorizzata del marchio EUR-EPAL (un marchio che garantisce tra l’altro la qualità, sicurezza e la provenienza dei materiali utilizzati).

Green Pallet

Questo fenomeno causa pesanti conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed ambientale; conseguenze che ricadono sull’intera società, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini.
Il pallet è quasi invisibile al consumatore, eppure è parte integrante del processo produttivo e distributivo dei prodotti che compriamo nei negozi e nei supermercati. La sua contraffazione pesa molto sulla comunità. Pensiamo all'uso di legnami la cui origine non è controllata.

Perché dunque non pensare al Green Pallet?


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Con la spesa a km 0 si abbattono 1000 chili di anidride carbonica l'anno a famiglia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Acquisto chilometro zeroPiù di 3 miliardi di euro sono stati spesi dagli italiani in un anno per gli acquisti di prodotti a chilometri zero che possono contare su una rete di oltre 63mila imprese agricole, 18mila agriturismi, 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie dove si servono prodotti locali e di stagioni operativi nel 2009.
Confermate dunque le previsioni da quanto è emerso dalla prima indagine sulla “Spesa a km 0 in Italia” presentata dalla Coldiretti in occasione della giornata mondiale dell’Onu dedicata all’ambiente nell’ambito del Festival Internazionale dell'Ambiente organizzato insieme a Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane.

Il progetto chilometri zero della Coldiretti si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso dei consumatori alla produzione agricola tagliando le intermediazioni e riducendo le distanze che deve percorrere il cibo con mezzi spesso inquinanti prima di giungere a tavola, con effetti positivi sul piano economico, salutistico e ambientale.

Si stima infatti che oltre a garantire un risparmio medio del 30 per cento nel prezzo di acquisto a parità di qualità, i prodotti alimentari freschi come la frutta e verdura a chilometri zero, acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle azienda agricole, durano fino a una settimana in più rispetto a quelli dei canali di vendita tradizionali perché provengono direttamente dalle aziende limitrofe, non devono subire intermediazioni commerciali, conservazioni intermedie in magazzino e lunghi trasporti che compromettono la freschezza degli altri prodotti prima di arrivare sul banco di vendita.


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David Owen in Green Metropolis, illustra un'ardita tesi: Manhattan è migliore di tanti altri tipi di insediamenti urbani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 10 maggio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Una bella villetta nel verde, il giardino curato e ampi viali puliti e poco trafficati. Un modello ecologico spesso contrapposto al traffico, al caos e allo smog delle grandi metropoli, dove milioni di persone vivono freneticamente le une accanto alle altre, accusate di dissipare le risorse del pianeta. Eppure… non è così.
Perlomeno secondo quanto sostiene David Owen, giornalista di The New Yorker, che in Green Metropolis il nuovo libro edito dall'Università Bocconi Editore, (250 pagine, 24 euro) propone Manhattan, una delle città più densamente popolate del mondo con i suoi 26.000 abitanti per km quadrato, come modello di città sostenibile, tesi sostenuta da molti studiosi delle scienze sociali ma avversata dagli ambientalisti.

“L’82% degli abitanti di Manhattan”,

scrive Owen,

“che hanno un lavoro dipendente va in ufficio con i mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi”,

aggiungendo anche che tale percentuale corrisponde a dieci volte la percentuale media degli americani in generale e che Manhattan, nonostante il traffico intenso, ha il rapporto auto/residenti più basso degli Stati Uniti. Ma non solo.

New York è infatti accusata di generare quasi l’1% dei gas serra prodotti negli Stati Uniti, ma chi fornisce questo dato si dimentica di aggiungere che la città ospita il 2,7% della popolazione del paese, e quindi le emissioni risultano straordinariamente basse. Se poi si prendono altri parametri, si può vedere come nel bucolico Vermont, gli abitanti consumano più acqua dei newyorkesi… più del triplo della benzina… più del quadruplo dell’elettricità.

Quindi il segreto di tale risparmiosità dei newyorkesi sta nella densità abitativa e nella prossimità delle abitazioni tra loro e con i luoghi di lavoro e di svago, perché lo spazio ristretto e congestionato in cui vivono crea efficienze e riduce le possibilità di consumi insensati, come l’utilizzo indiscriminato dell’auto.


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Cresce la voglia di BIO: +7% sulle tavole degli italiani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Prodotti biologiciCresce senza mezzi termini la voglia di prodotti biologici tra gli italiani tanto da far registrare un aumento record del 7 per cento negli acquisti familiari di prodotti biologici Made in Italy. Il trend va di pari passo con valori record di crescita sulle tavole degli italiani. E' quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Coldiretti evidenziando che in Italia il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro anche grazie alle circa 45mila imprese agricole che coltivano e allevano bio su un territorio di oltre un milione di ettari.

Cercando di analizzare nello specifico le singole referenze bio, le migliori performance di mercato si rilevano nel 2009 per l'ortofrutta fresca e trasformata (+26,6 per cento l'incremento in valore su base annua) e per le uova (+21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane (e suoi sostituti) crescono a ritmi più contenuti (rispettivamente del 5,7 per cento e del 8,7 per cento).

Nel Nord Italia Nelle si concentra più del 70 per cento degli acquisti nazionali, mentre il centro, inclusa la Sardegna, e il Meridione rappresentano rispettivamente il 22 per cento e l'8 per cento del totale.


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L'Italia è un paese di Hobby Farmer. L'agricoltura amatoriale.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 13 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Una ricerca svolta da Nomisma in collaborazione con il mensile Vita in Campagna - che da oltre 25 anni segue chi per passione coltiva piante o alleva animali nel tempo libero - sembra dimostrare come le aree rurali siano sempre più interessate dalla presenza di persone che decidono di spostarsi e di vivere in campagna, dedicandosi anche ad attività tipiche di questi spazi, agricoltura in primis.

Questo interesse per le attività agricole da parte di 'non addetti ai lavori' sta assumendo oggi particolare rilevanza. Infatti ci si accorge del fatto che nelle campagne si sta sempre più diffondendo una figura particolare, che potremmo definire hobby farmer (o agricoltore amatoriale), che si caratterizza per il possesso di un terreno agricolo coltivato nel tempo libero, in quanto la sua attività principale dal punto di vista lavorativo (e di tempo) è al di fuori del settore agricolo stesso.

E' però importante non confondere l'hobby farmer con quella dell’agricoltore non professionale: quest’ultimo, infatti, si configura comunque come un agricoltore che, pur dedicando meno del 50% del suo tempo, viene periodicamente monitorato dall’Istat (in Italia, infatti, il 70% dei conduttori agricoli svolge l’attività agricola in maniera part-time).


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La mini-fattoria da città

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 3 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio
C'e' chi si è entusiasmato per la moda degli orti da città, altrimenti anche visti sui terrazzi e sui balconi dei condomini.

Ad una ricerca sempre più spasmodica del Km zero (qui si parla addirittura di qualche metro) ecco che arriva da un'azienda inglese tutta una serie di proposte simpatiche, divertenti e finalizzate per rispondere a quella voglia di tornare alla terra e al contatto con la natura.

Si chiama Omlet e quest'azienda propone in stile moderno e organizzato la mini fattoria da tenere in casa (o comunque nel proprio giardino).

Il Pollaio, la Conigliera e l'arnia per le api.


Ovviamente non pensate di tenere un'arnia di api sul terrazzo, almeno non come si fa per le piantine del pomodoro, ma l'idea è sembrata interessante, nella misura in cui lo stile e il design ha sposato il ritorno ai vecchi tempi e la voglia di natura.

Nel caso specifico del Pollaio, ci sono sostanzialmente due versioni.


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Etichettatura e packaging per frutta e verdura d'importazione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 12 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Si discute sempre più spesso sulla questione della filiera corta e sull'impatto che hanno i prodotti alimentari importati da mercati lontani.

La tendenza (speriamo non si tratti solo di una moda passeggera) è quella di preferire prodotti vicino al luogo di acquisto (il cosidetto prodotto a Km 0).

Per solleticare e sensibilizzare il consumatore finale, James Reynolds propone un nuovo modo di informare gli acquirenti con un packaging assolutamente particolare, con tanto di scontrino "ecologico", ispirandosi ai label e ai tag utilizzati per le valigie negli aereoporti.


Vediamo di cosa si tratta.


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Il tonno rosso rischia il collasso commerciale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 10 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

La dichiarazione del ministro Zaia sulla presunta “buona salute” del tonno rosso del Mediterraneo arriva in sfortunata controtendenza rispetto alla decisione odierna della Commissione Europea di sostenere l'inserimento del tonno rosso nelle appendici della CITES (la Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie minacciate di estinzione).

Ci si augura, ovviamente, che sia una coincidenza, che il ministro abbia ragione e che la specie non si estingua nonostante la mancata azione dell’Italia.

Proprio in questo frangente di confusione e voci contrastanti, il WWF ha voluto fare chiarezza, per evitare che l'eco delle dichiarazioni occulti il problema dell'insostenibilità dello sfruttamento di questa delicata specie.

Ecco quindi alcuni ingannevoli luoghi comuni che per il bene della specie vanno sfatati.


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Le rinnovabili agricole triplicheranno in 10 anni

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 29 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia da Biomassa

Se la sfida dell'energia si può vincere solo investendo sull'innovazione tecnologica, ben venga l'invasione della campagna in città in risposta a quella delle città che hanno cementificato i terreni agricoli.

E' quanto rileva la Coldiretti in riferimento alla proposta lanciata dall'Enea nel “Rapporto energia e ambiente” di realizzare una “vertical farm” per Milano nella sede dell'Expo 2015, cioè una struttura di 30 piani, ciascuno dei quali occupato da una serra per prodotti agricoli che possono soddisfare la domanda di 40.000 consumatori, utilizzando energia rinnovabile, non producendo rifiuti, azzerando le emissioni ed evitando che i prodotti abbiano un elevato contenuto di energia come quello collegato al trasporto dalla campagna alla città.

Ma se questo è un esempio estremo di razionalizzazione e di risparmio di energia è indubbio che la produzione di energia rinnovabile proveniente dall'agricoltura italiana è destinata a triplicare nei prossimi dieci anni con circa centomila posti di lavoro disponibili.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane raggiungerà nel 2020 - sottolinea la Coldiretti - una percentuale dell'8 per cento del totale, rispetto all'attuale 2 per cento, per un totale di 15,5 milioni di tonnellate petrolio equivalente (MTEP) prodotte.


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Dal contadino alla tavola prezzi moltiplicati X 5. Indagine Antitrust

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 21 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Se il latte fresco viene pagato in media alla stalla 0,34 euro al litro mentre i consumatori lo pagano in media 1,4 euro al litro significa che nel passaggio dalla stalla alla tavola c'è stato un ricarico del 312 per cento che è difficile da smentire.
E' quanto afferma la Coldiretti che, nel replicare a Confcommercio, sottolinea che ancora più grave è il fatto che mentre il prezzo del grano duro riconosciuto agli agricoltori è dimezzato quello della pasta di semola di grano duro ad aprile è addirittura aumentato del 7,7 per cento, secondo i dati Istat.

La realtà che si conosce bene è che in media i prodotti alimentari rincarano di cinque volte (+ 488 per cento) dall'azienda agricola alla tavola per effetto di distorsioni ed inefficienze che sarebbe importante iniziare combattere invece di continuare a nasconderle.
Oltre quindi ad una riorganizzazione dell'intermediazione commerciale in senso stretto, cercando di rimuovere strati e strati di commercio tra il produttore e il consumatore, c'e' anche da considerare l'impatto economico (ed ovviamente ambientale) dell'acquisto di prodotti che provengono da lontano.

Non ci riferiamo necessariamente ai prodotti che provengono dal sud dell'Italia e vengono venduti verso il nord, bensì prodotti che provengono da altri paesi europei o addirittura mediorientali dai quali si importano prodotti tranquillamente coltivati in Italia. L'impatto quindi dei trasporti diventa fattore determinate.

L'uso consapevole della filiera corta è la risposta.

Ma non solo. I dati rilevati dall'Antitrust sono sconcertanti.


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Crisi economica in Italia. E' piena deflazione in campagna

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 21 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

E’ deflazione nelle campagne italiane dove i prezzi dei prodotti agricoli vengono pagati su valori inferiori in media dell’11,4 per cento rispetto allo scorso anno.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea a marzo in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione.
Il crollo delle quotazioni in campagna si registra sia per le produzioni vegetali (-15,8 per cento) che per quelle derivate dall’allevamento (- 5,2 per cento),

Il record della riduzione si è verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 46,4 per cento rispetto allo scorso anno a marzo, ma un forte calo delle quotazioni alla produzione si è registrato anche per vini e oli di oliva che, su base annua, hanno fatto segnare in campagna drammatiche riduzioni, rispettivamente, del 26,2 per cento e del 24,6 per cento.
Un flessione rilevante tra i prodotti di allevamento è accusata dal latte (- 11,1 per cento) e dai suini (- 9,4 per cento).

Ma cosa succede sul mercato finale dei consumatori?


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Ekolab. Abbigliamento realizzato con materiali riciclati

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 15 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Sempre più aziende tendono a modificare il proprio modo di operare e produrre con un occhio sempre più attento all'impatto ambientale.
Tra queste c'e' Helly Hansen che ha presentato la seconda stagione di prodotti Ekolab, una collezione di giacche e pantaloni impermeabili e traspiranti, maglioni, felpe, pile, abbigliamento sportivo e calzature tutti realizzati con materiali riciclati, processi produttivi rispettosi dell'ambiente e un sistema di logistica che minimizza i trasporti e il relativo consumo di carburante fossile.
Le idee sviluppate dal progetto di Ricerca e Sviluppo Ekolab vengono progressivamente adottati in tutte le collezioni Helly Hansen per minimizzare l'impronta ecologica dei prodotti.

Per esempio nella nuova collezione 2009 è stata introdotta la nuova giacca Ekolab North Marker Jacket e i relativi pantaloni Ekolab North Marker Pants che offrono un'eccezionale protezione grazie all'utilizzo del tessuto in nylon Helly Tech XP, traspirante e impermeabile a 15.000 mm di colonna d'acqua.

I capi North Marker adottano in esclusiva mondiale una membrana in PU che sostituisce i tossici PTFE ancora in uso presso i marchi concorrenti.

L'esterno della giacca e dei pantaloni è reso ulteriormente impermeabile ad acqua e neve con una protezione repellente in cui è stato significativamente ridotto l'utilizzo di fluorocarbonio.


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