Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il Green Pallet. Sostenibile e a chilometro zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oggi si svolge la prima edizione della "Giornata Nazionale Anticontraffazione", per sensibilizzare le imprese e i cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione. Da sempre il prodotto di qualità in genere è oggetto della pratica della contraffazione, che crea ingenti danni all’economia, in pressoché tutti i settori. Ma non solo. Pratiche scorrette di produzione senza alcun controllo, creano ripercussioni anche sull'ambiente.

Senza entrare nel dettaglio della contraffazione dei marchi più noti (è qui che la contraffazione appare più evidente e plateale) esiste il settore dei pallet (le pedane in legno utilizzate per il trasporto delle merci) che è pesantemente coinvolto e danneggiato dalla contraffazione selvaggia: sono frequenti i casi di riproduzione non autorizzata del marchio EUR-EPAL (un marchio che garantisce tra l’altro la qualità, sicurezza e la provenienza dei materiali utilizzati).

Green Pallet

Questo fenomeno causa pesanti conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed ambientale; conseguenze che ricadono sull’intera società, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini.
Il pallet è quasi invisibile al consumatore, eppure è parte integrante del processo produttivo e distributivo dei prodotti che compriamo nei negozi e nei supermercati. La sua contraffazione pesa molto sulla comunità. Pensiamo all'uso di legnami la cui origine non è controllata.

Perché dunque non pensare al Green Pallet?


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Feltrinelli sceglie la strada della sostenibilità per i propri libri

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 1 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Dopo il duro attacco di Greenpeace e Terra! contro gli editori italiani ecco arrivare i primi risultati. Feltrinelli, editore storico del panorama italiano, ha annunciato la decisione, con effetto immediato, di utilizzare per i propri libri solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile. Già dalle prossime settimane alcune ristampe di classici come “Re Lear” di Shakespeare, “Alfred e Emily” di Doris Lessing e “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini saranno disponibili nelle librerie su carta certificata FSC.

Classifica editori italiani sostenibili

Feltrinelli - che ha esteso l’impegno a usare solo carta FSC anche alle altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra) - ha, inoltre, chiesto a Greenpeace di collaborare nella ricerca di carta riciclata che possa sostituire la carta da fibre vergini per alcune collane.

(nelle immagini la classifica Greenpeace Salvaforeste, che vota la sostenibilità della produzione degli editori italiani)


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WWF, Greenpeace e Terra! si scagliano contro il Salone del Libro di Torino

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 12 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Guerra aperta delle Associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace e Terra!) contro le case editrici che si stanno per riunire da domani al Salone Internazionale del Libro a Torino. Il motivo del contendere è la responsabilità del settore dell’editoria italiana sulla distruzione delle ultime foreste torbiere del Sud Est Asiatico.

Proprio l’espansione delle piantagioni industriali per la produzione di polpa di cellulosa, infatti, minaccia le preziose foreste di Sumatra e spinge verso l’estinzione specie come l’orango e la tigre e il rinoceronte di Sumatra.

Tra i principali responsabili di questo scempio ambientale la multinazionale APP (Asia Pulp & Paper). Si stima che dall'inizio delle proprie attività, negli anni '80, la APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste naturali nella sola isola di Sumatra. Quest’area da sola conserva più di due miliardi di tonnellate di carbonio svolgendo un’azione chiave nella mitigazione del cambiamento climatico.

Le ricerche di Terra! hanno evidenziato una aggressiva campagna di penetrazione della APP nel mercato italiano.

dichiara Sergio Baffoni, responsabile Campagna Foreste di Terra!

Se la APP continua ad aumentare le vendite, convertirà nuove foreste pluviali in piantagioni per rifornire le sue cartiere in Indonesia e Cina, già a corto di fibre. Siamo certi che quando capiranno gli impatti di questa impresa, le imprese italiane rifiuteranno i prodotti della APP.

Da un’indagine realizzata da Greenpeace, infatti, risulta che il 75% delle case editrici italiane non conosce, né controlla l’origine della carta utilizzata per la produzione dei propri libri.


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La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

In Indonesia, le foreste si sviluppano per 463.000 miglia quadrate, posizionando il paese dietro solo al Brasile e la Repubblica Democratica del Congo. Ma il dilagante disboscamento illegale ha trasformato le foreste del Borneo tra le più minacciate del pianeta causando anche reazioni sui mercati del legname in tutto il mondo.

Deforestazione borneo indonesia


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La perdita di biodiversità costerà all'Europa 1.100 mld di euro entro il 2050

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 26 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Flora

La Conferenza della Biodiversità ‘apre’ oggi in Europa l’Anno della Biodiversità ma con un obiettivo di difesa finora non raggiunto: il termine del 2010 che si era posto anche l’UE a tutela della natura, in linea con il Countdown dell’IUCN, non è stato sufficiente ad arrestare la perdita di diversità biologica.

Biodiversità

Il ritmo di questa perdita sul pianeta si è accelerato di almeno 100 volte rispetto ai ritmi naturali e, negli ultimi 50 anni, ha raggiunto livelli che non hanno precedenti. Già nel l’ultimo Living Planet Report il WWF denunciava che negli ultimi 30 anni è stato perso almeno il 30% di tutte le specie del Pianeta (51% specie tropicali, 33% terrestri, 35% acque dolci e 14% quelle marine).

Il primo obiettivo - dunque - è quello di definire un nuovo target di riduzione della perdita di biodiversità ma che sia misurabile e concreto a cui seguano impegni concreti e finanziati altrimenti tra 10 anni ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore.

Isabella Pratesi, responsabile Programma di conservazione del WWF Italia è molto chiara in merito

"I paesi europei che oggi e domani si riuniscono a Madrid devono puntare in alto e ognuno deve fare la sua parte.
Non possiamo permetterci di perdere ancora questa ricchezza che fornisce produzione di cibo, ossigeno, acqua, materie prime, medicinali e che in definitiva ci permette di vivere.
Senza target ambiziosi da adottare immediatamente la perdita della biodiversità nel 2050 costerà all’Europa 1.100 miliardi di euro entro il 2050. Eppure la biodiversità è trattata ancora come una ‘cenerentola’: il budget a disposizione dell’UE per la sua tutela è di 120 milioni l’anno, meno dello 0,1% di quello totale europeo”.


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Il "Capitale Natura". Quanto vale economicamente la natura

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 16 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Se le parole, i concetti, le idee e i principi non bastano per far capire il peso della natura nella nostra vita e l'unica cosa che vale è il valore economico che ogni cosa o persona ha sulla nostra terra, bene, allora passiamo a calcolare il Capitale Natura da un punto di vista economico e finanziario.
Quanto vale la Natura in soldi?
Considerazioni e valutazioni che troverete incredibili e probabilmente aiuteranno tutti quanti noi a cambiare atteggiamenti e comportamenti verso nostra madre terra.

Secondo un nuovo rapporto del Programma Ambiente delle Nazioni Unite gli economisti non stanno mettendo in conto il valore delle risorse naturali dei loro paesi, mettendo così a rischio il benessere di miliardi di persone e contribuendo alle catastrofica perdita di biodiversità.

Quanto 'vale' la Natura?
Un solo ettaro di foresta tropicale può 'valere' più di 16.000 dollari all'anno.
Investire nel restauro di un ettaro di area costiera fino a 73.900 dollari l'anno
L’Economia degli Ecosistemi e della Biodiversità per i responsabili politici Nazionali e Internazionali 2009 (The Economics of Ecosystems and Biodiversity for National and International Policy Makers 2009) (TEEB), pubblicato venerdi 13 novembre, dichiara che i governi dovranno adottare sistemi contabili più efficaci per misurare il vero valore delle risorse naturali affinchè tale valore possa veramente contribuire ed essere integrato nelle decisioni governative.

Lo studio TEEB sull’Economia degli Ecosistemi e la Biodiversità è stato realizzato dal Ministero dell’Ambiente tedesco e dalla Commissione Europea come risposta alla proposta lanciata dai Ministri dell’Ambiente del G8+5 di realizzare il primo studio globale sui meccanismi economici responsabili della perdita di biodiversità.

Dunque, la Natura, quanto vale in soldi?


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Per Kleenex e Scottex inizia l'era del sostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 27 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Sebbene non sia una notizia recentissima (risale ad agosto), si tratta comunque di un'importante svolta nel campo della sostenibilità aziendale e merita dunque una corretta e ampia diffusione.
Stiamo parlando della scelta operata da parte della multinazionale Kimberly-Clark, forse nota ai più come l'azienda che produce con i marchi Kleenex e Scottex, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi.

Ebbene. Dopo una guerra durata diversi anni operata da parte di Greenpeace contro questa multinazionale, la produttrice della carta Scottex ha cambiato corso annunciando l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste.


Ma se all'inizio (2006) Greenpeace era la guastafeste per la Kimberly-Clark, grazie al cambiamento di rotta operato dalla multinazionale la stessa associazione ambientalista è diventata una valida collaboratrice per cercare di capire dove e come operare il cambiamento cosi' importante e radicale.

Da agosto, quindi, la Kimberly-Clark si è impegnata ad usare solo fibre vergini certificate e fibre riciclate, nel rispetto di adeguati standard di sostenibilità, garantendo al tempo stesso la qualità della produzione, come Greenpeace ha da sempre sostenuto.


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La gestione sostenibile delle foreste e le grandi scimmie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 11 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

La gestione sostenibile delle foreste – quali quelle certificate secondo gli standard FSC (Consiglio per la Gestione Forestale Sostenibile) – ha un ruolo vitale nella conservazione delle ultime grandi scimmie rimaste al mondo, ovvero bonobo, scimpanzé, gorilla e orango.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto promosso dal WWF “Great Apes and Logging” reso noto oggi a livello internazionale che contiene un Decalogo di raccomandazioni per i Governi dei paesi importatori ed esportatori di legname, le imprese e i consumatori.

Il rapporto WWF evidenzia infatti che le foreste certificate e gestite secondo gli standard FSC – il marchio di qualità per la gestione responsabile delle foreste – ospitano e garantiscono la vitalità delle popolazioni di queste grandi scimmie allo stesso livello di parchi e riserve nazionali.

E conferma che una gestione forestale in linea con gli standard FSC è oggi lo strumento più importante per coniugare conservazione e utilizzo sostenibile di un patrimonio forestale mondiale depredato a ritmi allarmanti, con processi di deforestazione che negli ultimi 10 anni hanno distrutto milioni di ettari di foreste che ospitano ancora le grandi scimmie in paesi come l’Indonesia, Malesia, la Repubblica Democratica del Congo, il Gabon, il Camerun e la Nigeria (senza contare le altre aree forestali colpite dal taglio illegale come l’Amazzonia (da non perdere la recente inchiesta di Greenpeace) e i paesi attraversati dal Mekong dove le grandi scimmie non sono presenti.


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Telecom Italia e Postel insieme per la difesa dell'ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 17 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Il Gruppo Telecom Italia e Postel, società del Gruppo Poste Italiane, danno vita a un progetto per la gestione sostenibile dei processi produttivi di stampa e imbustamento delle fatture attraverso l’utilizzo di carta ecologica a basso impatto ambientale.

Dal mese di febbraio Telecom Italia, per ridurre gli impatti ambientali del processo di fatturazione, stamperà ed invierà le fatture ai clienti attraverso Postel utilizzando carta certificata dal Forest Stewardship Council (FSC), organizzazione internazionale non governativa che promuove in tutto il mondo una gestione delle foreste e delle piantagioni che tuteli l'ambiente naturale, salvaguardando anche il lavoro per le popolazioni locali e in linea con i principi dello sviluppo sostenibile.

Il marchio FSC verrà stampato sulle buste e sui fogli del Conto Telecom Italia, identificando i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.



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