Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

CO2ZERO KLM. Volare a impatto zero. Si può fare

Scritto da pachi • Venerdì, 4 maggio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Anche volando in aereo si può contribuire a ridurre l'inquinamento. 

Sembra uno slogan poco credibile, ma invece la lotta alle emissioni di CO2 sta diventando un terreno di competizione virtuosa anche tra le grandi corporation. Come ad esempio tra le grandi compagnie aeree.

E' di questi giorni la notizia di una serie di iniziative di guerriglia marketing, che ha intrapreso KLM, una delle compagnie leader di navigazione aerea, per promuovere un importante progetto destinato alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Ci siamo incuriositi e documentati e abbiamo scoperto i dettagli di un progetto molto articolato che si chiama C02ZERO  e che, nonostante l'obiettivo sia altissimo e ambizioso, si può realizzare partendo dal contributo di tutti noi.


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L'ecoguida ai prodotti elettronici. Ottobre 2010 - 16a edizione

Scritto da Sonja Caccamo • Martedì, 26 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Continua l'ottima guida edita da Greenpeace sul posizionamento delle aziende del settore elettronico e il loro sforzo ambientalista nella produzione di apparecchi elettronici: l'Eco-guida ai prodotti elettronici (16a edizione).
I punti di analisi presi in considerazione sono stati: uso del PVC e sostanze pericolose nell'elettronica (ritardanti di fiamma a base di bromo e cloro), partecipazione politica nella definizione dei nuovi standard RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics), recupero dei prodotti a fine vita, riduzione dei gas serra nella fase di produzone dei prodotti, ricorso all'energia rinnovabile, uso di plastica nei prodotti e negli imballaggi.

Passiamo ora alla classifica di questa 16a edizione che vede poche novità rispetto alla 15a edizione, ma interessanti rivoluzioni rispetto alla 14a edizione di cui vi abbiamo parlato qui su 100ambiente.

Qui di seguito la classifica delle 18 aziende prese in considerazione. Nel proseguo del post, troverete per ogni singola azienda in classifica una valutazione schematica di cosa ogni azienda sta facendo a favore dell'ambiente.


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I nostri telefonini? Consumano 2 miliardi di Kwh all'anno e producono 1 milione di tonnellate di Co2

Scritto da Scienzainrete • Martedì, 12 ottobre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Gli articoli che affrontano i problemi legati all'approvvigionamento energetico e all'impatto del crescente consumo di energia sui cambiamenti climatici sono frequenti sui nostri giornali, ma l'articolo di Francesco De Leo, pubblicato sul Sole 24 Ore di domenica 1 novembre 2009, ha affrontato il problema da un punto di vista nuovo. De Leo evidenzia come le reti di telecomunicazione siano oggi tra i principali utenti di elettricità in Italia e nel mondo. Telecom Italia è il secondo utente di energia elettrica in Italia, dopo le Ferrovie, ma prima di tante industrie pesanti. I nostri telefonini possono funzionare grazie alle circa 60 mila stazioni radio dei quattro operatori nazionali, che consumano complessivamente circa due miliardi di kWh all'anno, corrispondenti a una bolletta elettrica pari a circa 300 milioni di euro, con una emissione equivalente di anidride carbonica nell'atmosfera di oltre un milione di tonnellate.

L'approvvigionamento energetico rappresenta un costo importante per gli operatori (e quindi per i loro clienti) nei paesi sviluppati, ma può diventare un grave ostacolo per la realizzazione delle reti nei paesi in via di sviluppo, dove la distribuzione dell'energia elettrica può non essere capillare e può non raggiungere le potenze necessarie. In questi casi quindi una riduzione dei consumi diventa il presupposto necessario per l'offerta dei servizi.

Il mondo della ricerca accademica e industriale ha iniziato ad affrontare il problema del consumo energetico delle reti di telecomunicazioni da qualche anno, dopo decenni di grande sviluppo, durante i quali la disponibilità di energia veniva sempre data per scontata ed i problemi energetici non erano un elemento da prendere in considerazione nel progetto delle reti. Oggi invece i costruttori di apparati stanno cercando di ridurre i consumi e in qualche caso di sfruttare sorgenti alternative di energia (ad esempio, Ericsson ha sviluppato una stazione radio alimentata con pannelli solari) e i gruppi di ricerca delle principali università del mondo stanno studiando approcci per il cosiddetto "green networking".


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Flexible Data Center HP. Il nuovo Datacenter pro ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 5 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Abbiamo più volte affrontato l'argomento della voracità di energia che la tecnologia d'oggi e soprattutto l'era di Internet consuma nel quotidiano. Ricordiamo i Data Center dentro i quali vengono stipati centinaia se non migliaia di computer che lavorano su e per la rete e la stessa alta velocità delle connessioni (broadband).
Per cercare di capire quanto queste infrastrutture consumano, citiamo il PUE (Power Usage Effectiveness). Si tratta di un numero che certifica quanto è risparmioso di energia un grosso data center.

Tra le più recenti novità nel campo del risparmio energetico in questo campo, è arrivata Hewlett-Packard che ha presentato una novità che ci pare interessante.
Si chiama Flexible Data Center e ha a che fare con i PUE perché il costruttore americano dichiara di aver toccato la ragguardevole cifra di 1,2 PUE.

Il significato dei numeri è presto detto:

ogni watt che viene speso per far funzionare i computer ce ne vogliono 0,2 per tutto il resto, dal raffreddamento alle lampade degli uffici.

La modularità dei data center viene richiesta dal mercato perché sempre più si sta andando verso l'utilizzo di software fornito via rete a richiesta. E per far questo serve grande capacità di calcolo e memorizzazione.
Google, Amazon, Microsoft hanno necessità di fornire servizi man mano che aumentano le richieste. Una struttura modulare che può crescere man mano che serve risponde a questo bisogno. Anche molte grandi imprese hanno bisogni simili nel fornire dati e capacità di calcolo agli utenti interni man mano che implementa, per esempio, applicazioni web: ripetitivi dal punto di vista dell'infrastruttura e sempre più voraci di computing.


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La nuova frontiera della Vibration-powered Generating Battery

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 1 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Continua la ricerca e l'inventiva nel settore delle batterie ad accumulo. Un'industria americana, la Brother Industries Ltd, ha cercato di porsi il problema analizzando la questione da un punto di vista diverso, rivolgendosi la seguente domanda.

Tutti i dispositivi elettronici che necessitano di batterie per alimentare i circuiti elettrici, hanno bisogno della medesima carica elettrica e - soprattutto - consumano la medesima quantità d'energia?

Ovviamente la risposta è no e dunque la Brother Industries Ltd ha pensato che utilizzare una batteria tradizionale per alimentare - ad esempio - un telecomando per la televisione o un impianto HiFi è assolutamente sprecato.
Ecco dunque la proposta delle Vibration-powered Generating Battery, un'idea già vista e intuita da moltissimi eco-designer con la conseguente presentazione di diversi concept sul mercato.

Vibration-powered Generators Batteries

Il concetto di autogenerazione dell'energia per alimentare un dispositivo elettrico è ampiamente noto (ricordate la radio a manovella?) ma la Brother Industries ha voluto concentrare il concetto di Shaking generation power all'interno di batterie nel formato AAA e AA.


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Raccolta RAEE: la catena di negozi CDC promuove l'Ecodigitale da 6 anni

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Qualche giorno fa il lamento di Greenpeace che, con una documentata inchiesta sottolineava che la normativa sui Rifiuti per le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) è sostanzialmente inapplicato in Italia da parte dei commercianti e dalle grandi catene.
Può dunque anche piacere sottolineare che nel settore della distribuzione informatica c'è una catena di cash and carry, la pisana CDC, che vanta di aver raccolto dal 2004 al 30 giugno scorso ben 203.947 pezzi di elettronica IT pari a 163 tonnellate di rifiuti che sono stati riutilizzati al 93,5%.

Gran parte dei prodotti raccolti è costituita dai case, ossia gli involucri esterni dei pc (15,5%), dagli UPS, ossia le unità di batterie per quando va via la corrente (14,9%), gli alimentatori di personal computer (14,2%), le periferiche IT in genere (13,2%), seguiti da hard/floppy disk (9,1%) e personal computer/notebook (9%).


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Risparmio energetico e riduzione delle emissioni con un'asciugamani ad aria

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 5 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Asciugamani ad aria Dyson AirbladeSi chiama Dyson Airblade ed è l'ultimo prodotto presentato nel campo degli asciugatori ad aria. Questo nuovo prodotto elettrico raccoglie tutte le esperienze e le soluzioni tecnologiche sperimentate e sviluppate nel campo degli aspirapolveri (proprio dalla medesima Dyson) potendosi così assurgere da asciugamano ad aria ecologico ed ecosostenibile. Si può dunque dire che il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni dei Gas Serra possono anche cominciare dai bagni pubblici e dagli spogliatoi dei clubsportivi?

Sebbene qualcuno di voi possa storcere il naso, è comunque interessante scoprire Dyson Airblade proprio per le sue caratteristiche ecosostenibili. Gli asciugatori ad aria sono sempre visti (o almeno questo è valido per noi) come grandi divoratori di energia. Leggendo le caratteristiche dell'Airblade, abbiamo dovuto ammettere che siamo di fronte ad un cambiamento di tendenza.

L’asciugamani ad aria Dyson Airblade è il primo asciugamani per toilette pubbliche la cui sostenibilità ambientale è certificata dalla “Carbon Reduction Label”, l’etichetta sulle emissioni di CO2 ideata dalla Carbon Trust - organizzazione no profit nata nel 2001 con l’obiettivo di aiutare le imprese ad assumersi la responsabilità dell´intero ciclo di vita e delle emissioni di gas serra dei loro prodotti e servizi.

Per ottenere la Carbon Reduction Label, l’impronta di carbonio di questo asciugatore ad aria prende in considerazione le emissioni di carbonio (CO2  e altri gas ad effetto serra) emesse nel ciclo di vita del prodotto comprendendo: i materiali e la produzione, il trasporto, l'utilizzo e lo smaltimento della macchina stessa. Ma non solo.
Come previsto da questa certificazione, Dyson si impegna a ridurre ulteriormente nei prossimi due anni le emissioni di anidride carbonica prodotte dall’asciugamani.


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Da ora in poi, solo Frigoriferi di Classe A

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 2 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Etichetta energetica frigoriferoE' scattato da ieri il divieto per la vendita di frigoriferi e congelatori inferiori alla classe A, in vigore secondo la Direttiva Europea “Ecodesign”. Tuttavia, il fatto che da oggi la classe A sia praticamente l’unica classe energetica disponibile potrebbe confondere i consumatori, che dovranno iniziare a prestare maggiore attenzione ai piccoli “più” stampati di fianco alla A (+ e + +) quando acquisteranno un nuovo frigorifero o congelatore.

Quando un consumatore deve quindi decidere sull'acquisto di un frigorifero, sarà opportuno confrontare i migliori prodotti disponibili sul mercato, andando nei negozi specializzati o stando comodamente da casa consultando Internet, leggendo le informazioni disponibili negli Store On-line. Purtroppo però, non sempre la distinzione tra A, A+ e A++ è sufficientemente chiarificatoria.
Il nostro personale suggerimento (da consumatori finali abituati a fare i conti della massaia) è anche leggere il consumo annuale dichiarato, che diverge anche tra frigoriferi di medesima classe energetica.

Se poi volete essere ulteriormente aiutati, c'e' sempre la pregevolissima iniziativa promossa dal WWF con il sito di comparazione di prodotti elettronici da un punto di vista energetico TOPTEN di cui vi abbiamo ampiamente parlato i tempi scorsi.

Ma cerchiamo di capire come si legge l'etichetta energetica affissa sugli sportelli di un frigorifero esposto in vendita. E' importante saper interpretare con attenzione tutte le parti, dati e sigle stampate.


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Il nuovo blog sull'energia responsabile per le regioni europee

Scritto da Paolo Fraelli • Lunedì, 28 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Mercati e Tendenze

L’Assemblea delle Regioni d’Europa (ARE) e GE Energy hanno annunciato il lancio di R.E.F.E.R. (Responsible Energy for European Regions), un blog che ha l'obiettivo di favorire riflessioni e discussioni su tematiche energetiche in tutte le regioni europee.
R.E.F.E.R. pubblica notizie, analisi di settore e commenti su mercati, efficienza, sostenibilità locale, approvvigionamenti energetici sicuri e policy pubbliche provenienti da tutta Europa.

R.E.F.E.R.  non è una semplice pubblicazione in quanto favorisce lo scambio di punti di vista e idee fra politici, società, ricercatori e cittadini.

“Il riscaldamento globale è la sfida più grande che questa nostra generazione deve affrontare; risolverla è un'opportunità per costruire un futuro sano, sostenibile e prospero. Grazie a un approccio di tipo regionale possiamo dare al dibattito una nuova veste, gettando le basi per un piano concreto  sul clima al quale partecipino tutte le parti coinvolte”,

ha sottolineato Michèle Sabban, Presidente della ARE.

“Invito pertanto tutte le forze interessate, i politici, i cittadini e la società civile a partecipare e ad arricchire questo blog, aiutandoci a migliorare il processo di implementazione di soluzioni per l'energia sostenibile il cui impatto avrà un effetto positivo sulle economie locali da un lato e sulla qualità di vita dei cittadini dall'altro”.


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Greenbro, il robot domestico dedito al risparmio energetico

Scritto da Paolo Fraelli • Lunedì, 14 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Greenbro, un dispositivo robotico pensato per ridurre lo spreco energetico in ambito domestico, è una delle ingegnose invenzioni realizzate dagli studenti di design e ingegneria di tutto il mondo, in gara per la quinta edizione del James Dyson Award, il concorso internazionale di design promosso dalla James Dyson Foundation per sostenere i giovani talenti del design engineering.

GreenBro - Risparmio energetico in casa

Arne Loermann - studente presso l’Università di Duisburg-Essen (Germania) è l’ideatore del progetto Greenbro, ispirato al tema della sostenibilità ambientale, con particolare riferimento al consumo critico di energia in casa.
L’energy saving infatti non è solo una questione economica: la produzione di energia ha un forte impatto anche sull'ambiente e per questo occorre porre attenzione agli sprechi e utilizzare responsabilmente le risorse.


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Allo studio pannelli LCD che consumano 3600 volte in meno di uno tradizionale

Scritto da Paolo Fraelli • Giovedì, 3 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Innovazione

Semiconductor Energy Laboratory Co Ltd (SEL) e Advanced Device Film Inc (AFD) hanno presentato al SID 2010 un pannello LCD TFT che può ridurre drasticamente il consumo di energia necessaria per visualizzare le immagini. Il pannello può mantenere la visualizzazione di un fermo immagine in modo stabile per un minuto, abbassando la frequenza di frame a 1/60Hz.

Dunque - e in teoria - è possibile ridurre il consumo di energia necessaria ad 1/3.600°, rispetto all'energia necessaria per visualizzare un fermo immagine ad una frequenza di 60Hz. In questa sperimentazione SEL e AFD hanno sviluppato un circuito elettronico in grado di ridurre la frequenza di aggiornamento del pannello quando viene visualizzato un fermo immagine. Il tutto è supportato anche dall'utilizzo di un nuovo substrato di vetro per la realizzazione dello schermo utilizzando un mix di In, Zn, Ga, O (IGZO).

TFT LCD riduzione consumi energetici

Per cercare di spiegarlo in altre parole, tutte le volte che visualizziamo delle informazioni su computer, televisioni o dispositivi mobili in genere, nella maggior parte dei casi siamo di fronte ad un fermo immagine (un sito internet, una foto, una mail). Tutte queste informazioni, per essere mostrate comunque consumano energia, in quanto continuamente rigenerate a video. L'idea dunque è sviluppare una soluzione in grado di capire quando si è di fronte ad un fermo immagine e abbassarne subito la frequenza di aggiornamento a video, riducendo così notevolmente il consumo di energia.


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Husqvarna Automover Solar Hybrid. Tagliare l'erba con l'energia solare.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 10 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Chiariamo subito. Non siamo di fronte all'ultima motard dedicata agli appassionati di moto. E se avete capito che si tratta di un taglia erba elettrico, sappiate che non riesce a ricaricarsi al 100% attraverso il sole. Chiarito questo, passiamo alle presentazioni.
Eccovi l'Automover Solar Hybrid. Si tratta di un bellissimo tagliaerbe robotizzato a motore elettrico a batterie, dotato di pannelli solari per facilitare il prolungamento dell'autonomia. Prodotto dalla famosissima Husqvarna, questo incredibile tagliaerbe è il top per chi ha soldi da spendere, vuole tenersi il giardino sempre perfettamente rasato e vuole fregiarsi di un'anima green.

Husqvarna automower solar hybrid

Sia la trazione che il meccanismo di taglio è rigorosamente elettrico e come le ultime soluzioni robotizzate che vediamo sul mercato (ad esempio gli aspirapolveri) è in grado di muoversi autonomamente all'interno di un giardino, tagliando in continuo il giardino, senza alcun intervento umano.

Infatti quando le batterie hanno esaurito la loro energia (malgrado l'aiuto dei pannelli fotovoltaici) l'Automover Solar Hybrid saprà tornare alla sua casetta per ricaricarsi, grazie anche con l'aiuto di un filo-guida che faciliterà il ritrovo della strada per casa (un giardino ha una complessità ben maggiore rispetto ad una casa).


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