Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

L'ecoguida ai prodotti elettronici. Ottobre 2010 - 16a edizione

Scritto da Sonja Caccamo • Martedì, 26 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Continua l'ottima guida edita da Greenpeace sul posizionamento delle aziende del settore elettronico e il loro sforzo ambientalista nella produzione di apparecchi elettronici: l'Eco-guida ai prodotti elettronici (16a edizione).
I punti di analisi presi in considerazione sono stati: uso del PVC e sostanze pericolose nell'elettronica (ritardanti di fiamma a base di bromo e cloro), partecipazione politica nella definizione dei nuovi standard RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics), recupero dei prodotti a fine vita, riduzione dei gas serra nella fase di produzone dei prodotti, ricorso all'energia rinnovabile, uso di plastica nei prodotti e negli imballaggi.

Passiamo ora alla classifica di questa 16a edizione che vede poche novità rispetto alla 15a edizione, ma interessanti rivoluzioni rispetto alla 14a edizione di cui vi abbiamo parlato qui su 100ambiente.

Qui di seguito la classifica delle 18 aziende prese in considerazione. Nel proseguo del post, troverete per ogni singola azienda in classifica una valutazione schematica di cosa ogni azienda sta facendo a favore dell'ambiente.


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Sfiorata nuova marea nera. Esplode una piattaforma nel Golfo del Messico

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 3 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Torna l'incubo di un nuovo disastro ecologico nella già martoriata area del Golfo del Messico.
C'e' qualcosa che non va. Il meccanismo si è inceppato e la sostenibilità (se non fosse ancora chiaro) è ormai saltata da tempo. L'opera quotidiana dell'uomo sta mettendo in continuazione a rischio il delicato ecosistema di Gaia, la nostra casa, la nostra Terra, dalla quale continuiamo a raccoglierne i frutti restituendo poco, anzi nulla.

Tragedia piattaforma petrolifera Mariner Energy

L'ultima tragedia nel Golfo del Messico mette ancora una volta l'accento sullo sfruttamento delle risorse senza un minimo di controllo e buon senso. Ieri la piattaforma petrolifera della Mariner Energy è esplosa, a circa 130 chilometri dalle coste della Louisiana.

Le tredici persone a bordo sono finite in acqua, ma sono state tutte portate in salvo e solo una sarebbe ferita.
Subito erano arrivate le rassicurazioni: la piattaforma «non è attiva»; un primo controllo effettuato sorvolando l’area a bordo di un elicottero sembrava allontanare il pericolo di una fuoriuscita.

Poi, invece, un riflesso lucido lungo circa 1,6 chilometri e largo circa 30 metri è stato avvistato vicino alla piattaforma, segno tangibile del petrolio in acqua. Così, alla fine, era arrivata arrivata la rettifica: la piattaforma era attiva, ma i sette pozzi sono stati chiusi rapidamente dopo l’esplosione.


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Aumentano le imprese legate alla green economy

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 17 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Il nostro Paese sta scalando le classifiche internazionali della produzione di energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse. E ha raggiunto record insospettabili rilevati in un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato.
Bastano due esempi: l’Italia è il secondo mercato al mondo, dietro la Germania, per potenza installata di impianti che sfruttano il calore del sole.

Soltanto la Puglia, nel 2009, ha registrato una potenza di energia fotovoltaica pari a quella di tutta la Cina. Ed è proprio il Mezzogiorno l’area leader nelle fonti rinnovabili: tra il 2003 e il 2008, nelle regioni meridionali, la produzione di energie rinnovabili è aumentata del 204%, a fronte di un tasso di crescita nazionale del 60%.
Enorme, nel Mezzogiorno, la crescita di produzione da impianti che utilizzano la forza del vento: dal 2003 al 2008 è aumentata del 98,2%.

Energia sempre più verde che porta con sé grandi opportunità per la nostra economia. Sono infatti quasi 90.000 le aziende, spesso di piccole dimensioni, coinvolte nelle filiere produttive delle fonti rinnovabili.
Il loro numero aumenta nonostante la crisi e, ancora una volta, è il Sud Italia a guidare la crescita di queste attività dove si registrano specializzazioni innovative: dai produttori di turbine eoliche agli installatori di pannelli fotovoltaici, dai preparatori di biomasse ai tecnici dei sistemi di accumulo del biometanolo.

Nuovi mestieri anti-crisi che aprono spazi per chi vuole mettersi in proprio ma sono anche occasione per la trasformazione tecnologica e la rinascita di vecchie attività che sembravano in declino.


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Investire nel solare in tempo di crisi. Il caso friulano di Eurowood

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 8 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica

Eurowood, azienda friulana operante nel settore dell’arredamento, si è affidata a MX Group, società leader in Italia nel settore fotovoltaico per diventare produttore di energia.
Eurowood ha deciso di investire nel settore delle energie pulite sfruttando la fonte solare per la produzione di energia elettrica, scelta coerente per un’azienda da sempre attenta e sensibile alle tematiche ambientali.

Fotovoltaico

Nella Regione Marche, in provincia di Fermo, verranno realizzati tre impianti fotovoltaici per una potenza complessiva installata di oltre 2 MW.
L’investimento nel solare, in questo periodo di crisi, fa bene all’ambiente.
Il primo impianto, di potenza pari a 690 kWp, si trova nel Comune di Campofilone. Gli altri due, da 690 kWp ciascuno, sorgeranno rispettivamente nei Comuni di Altidona e Monterubbiano. I tre impianti copriranno complessivamente un’area di 45mila mq, e saranno utilizzati 9.000 moduli fotovoltaici Suncase MX 60 da 230W, prodotti nello stabilimento MX Group di Villasanta (MB).

Afferma Giovanni Dorbolò di Eurowood:

"Nell’ottica del rispetto e della tutela della qualità ambientale abbiamo deciso di realizzare un investimento volto allo sfruttamento delle fonti rinnovabili. Installare tre campi fotovoltaici da 690 kWp ciascuno, a fronte di un investimento pari a 6,5 milioni di euro con rientro previsto in circa sette anni, ci consentirà di generare e immettere in rete energia pulita derivante da fonte solare".


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A Catania la più grande fabbrica italiana di moduli fotovoltaici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 3 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica

Enel Green Power, Sharp ed STMicroelectronics hanno finalizzato oggi gli estremi di un accordo di project financing per 150 milioni di euro destinati allo sviluppo di quella che sarà la più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici.
Entra così nella fase operativa - in linea con l’accordo firmato dai tre partner il 4 gennaio 2010 - la joint venture paritetica 3Sun, di cui sono stati nominati oggi gli organi societari, che ha come obiettivo la messa in opera dello stabilimento a Catania destinato a produrre in modo integrato celle e moduli fotovoltaici innovativi.

La capacità produttiva iniziale di pannelli fotovoltaici dello stabilimento siciliano, pari a 160 MW all’anno, sarà finanziata mediante una combinazione di capitale proprio, finanziamenti del CIPE – che ha recentemente deliberato uno stanziamento di 49 milioni di euro a favore dell’iniziativa – e project financing con primari istituti di credito. Ogni partner ha sottoscritto un terzo del capitale – con un impegno, in linea con quanto già annunciato, di 70 milioni di euro ciascuno, in cash o in asset materiali e immateriali - e detiene un terzo delle azioni della joint venture.

I tre partner apportano nella 3Sun le loro specifiche competenze: Enel Green Power, nello sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili a livello internazionale e nel project management; Sharp, nella tecnologia esclusiva del film sottile a tripla giunzione in produzione dalla primavera di quest’anno nella fabbrica di Sakai, in Giappone; e STMicroelectronics nelle capacità manifatturiere, con personale altamente specializzato in settori all’avanguardia tecnologica come la microelettronica.


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In Austria la prima cantina al mondo raffreddata con energia solare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 3 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica

ABA – Invest in Austria, l’agenzia governativa promotrice degli investimenti dall’estero in Austria, segnala un’eccellenza conseguita dall’Austria nel settore dell’applicazione dell’energia solare termodinamica. Gli scienziati dell’Istituto di ricerca non universitario Joanneum Research hanno sviluppato, in collaborazione con l’azienda S.O.L.I.D. di Graz, la prima cantina enologica raffreddata con energia solare termica, installata nell’azienda vinicola Peitler in Stiria. In questo campo l’Austria occupa posizione di leader: il 25% di tutti gli impianti solari all’interno dell’EU vengono prodotti in Austria.

solar cooling

In generale, il cosiddetto solar–cooling trova interessanti applicazioni nell’industria agroalimentare. Questa tecnologia che produce raffreddamento a partire dal calore accumulato tramite collettori termici solari – considerando i costi ancora relativamente elevati e le taglie grandi che caratterizzano le macchine frigorifere, trova per ora le sue applicazioni più interessanti laddove c’è bisogno di abbassare la temperatura in grandi impianti.

Come tutti i sistemi di solar cooling gli impianti in questione non trasformano l’energia solare in elettricità, ma sfruttano direttamente il calore accumulato dai collettori solari per produrre un liquido raffreddato grazie all’evaporazione e allo scambio di calore. La soluzione elaborata da Joanneum Research fornisce l’energia di raffreddamento utilizzando moduli solari prodotti dalla società S.O.L.I.D..


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Carbon offsetting. Conoscere e compensare i gas serra prodotti dai viaggi d’affari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 23 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Il settore del trasporto aereo contribuisce il 2% delle emissioni di CO2 complessivamente generate dall’uomo. L’80% di queste sono relative ai voli superiori ai 1.500 chilometri e per i quali non esistono soluzioni alternative.
Tuttavia questo settore guida il commercio internazionale e la crescita economica mondiale. Si pensi che genera 1,5 trilioni di dollari di PIL planetario.
L’industria dell’aviazione comincia a prendere coscenza del proprio impatto ambientale e e proprio per questo si è posta ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni.

E le aziende - sopratutto quelle italiane - quando inviano in giro per il mondo le proprie risorse umane per questioni lavorative utilizzando il trasporto aereo, conoscono l'impatto ambientale che generano?
Quale contributo possono dare per abbattere l'inquinamento indiretto generato dal proprio business?
Oggi esiste Airplus, la prima vera soluzione automatizzata e pienamente integrata di “Carbon Offsetting” per il Business Travel che permette alle aziende di conoscere e di compensare attraverso progetti localizzati in Italia le emissioni di CO2 associate ai viaggi d’affari dei propri dipendenti.
La soluzione, che anticipa mutamenti nel quadro normativo previsti entro il 2012, è frutto di un accordo tra AirPus International, società leader nelle soluzioni di pagamento e analisi dei viaggi d’affari ed Eco-Way, la prima società in Italia che opera nel settore del climate change.


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Electrolux raccoglie i rifiuti di plastica in mare e ne fa aspirapolveri

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 19 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Vac from the sea - ElectroluxSi chiama Vac from the Sea il nuovo progetto lanciato da Electrolux con l'obiettivo di aiutare - seppur in maniera minima vista l'entità e la vastità del problema - alla rimozione dei rifiuti in plastica presenti negli oceani di tutto il mondo. Ricordiamo infatti il disastro ambientale presente nell'Oceano Pacifico (e non solo) rappresentato dalla più grande isola galleggiante di spazzatura al mondo, tra cui molta plastica.

Ebbene Electrolux ha deciso di raccogliere parte di questa plastica e di quella presente negli altri mari e, attraverso un processo di riciclo, utilizzarla per realizzare nuovi aspirapolvere.

Vac form the Sea (che significa “aspirapolvere dal mare”), ha l’obiettivo di portare l’attenzione sul problema dei rifiuti plastici e sulla possibilità di reperire sul mercato materiale plastico riciclato necessario per produrre elettrodomestici ancora più “verdi”.
Incredibile ma vero ci sono vere e proprie isole di plastica che galleggiano nei nostri mari, alcune con dimensioni che superano di due volte la superficie dell’Italia, tuttavia - incredibile - la disponibilità industriale di plastica riciclata è ancora molto limitata, inceppando quel meccanismo virtuoso che consentirebbe la produzione di apparecchiature in modo sostenibile, facilitandone lo smaltimento a fine vita.


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La Green Philosophy di ASUS

Scritto da Paolo Fraelli • Mercoledì, 30 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Una costante ricerca e innovazione tecnologica, non a scapito però dell’ambiente e della salvaguardia del nostro Pianeta: è questa l’anima della “green philosophy” di ASUS, una convinzione profonda ed un impegno fermo, che parte dal cuore dell’Azienda per espandersi sino a caratterizzare le avanzate soluzioni proposte sul mercato.
Diversi sono, infatti, gli ambiti e le leve su cui agisce l’Azienda per proporre soluzioni eco-friendly e tecnologicamente all’avanguardia, ampliando così le possibilità di scelta per quanti intendano effettuare in modo responsabile anche i propri acquisti tecnologici.

Asus green philosophy

Vera punta di diamante della gamma “green” di ASUS è certamente la nuova serie di notebook della serie Bamboo Collection, realizzata impiegando fibra di bambù in sostituzione dei tradizionali materiali plastici e consentendo, così, una riduzione di circa il 20% della plastica utilizzata nei notebook tradizionali.
Mostrata in anteprima in Italia in occasione della Milano Design Week 2010, questa nuova serie di PC portatili sarà disponibile nel nostro paese dalla metà di luglio ed è equipaggiata, tra l’altro, con le soluzioni tecnologiche più avanzate tanto sotto il profilo delle prestazioni quanto sul piano del risparmio energetico.

Caratterizzata da un aspetto originale e raffinato, la serie ASUS U53J si fa notare, in particolare, per la cover e il poggiapolsi integralmente ricoperti da bambù, materiale dalla storia e dalla tradizione antica, completamente naturale e a basso impatto, la cui pianta è in grado di rigenerarsi autonomamente ed in tempi rapidissimi.


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Aziende, sostenibilità ambientale e i progetti di forestazione urbana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Le aziende che intendono avvicinarsi ad un percorso di sostenibilità ambientale e contribuire alla riduzione della CO2 con interventi gestionali ad hoc, dalla dematerializzazione alla compensazione delle emissioni residue con progetti di forestazione urbana, hanno da oggi a disposizione un nuovo strumento per la gestione sia amministrativa che ambientale dell'intero processo, in modo da riuscire a quantificare oggettivamente i risultati di queste azioni e, di conseguenza, l'efficacia finale.

Quello della piantumazione anche se molto in voga,  è un processo difficile da valutare perché ogni albero ha diverse capacità di assorbimento e in relazione all’età e alla area geografica possono essere anche difficili le condizioni di piantumazione e manutenzione.

Piantumazione co2 città

A mettere a punto quello che, di fatto, può considerarsi il primo sistema sperimentale per la gestione completa dei progetti di piantumazione promossi direttamente dalle imprese, è Indica srl, una società di Ferrara che si occupa da anni di consulenza strategica nel campo della sostenibilità ambientale e specializzata in contabilità ambientale e sistemi di green management.

Certificato da Bureau Veritas Italia e testato per un grande gruppo assicurativo e bancario che ha sottoscritto oltre 20 protocolli di intesa con enti locali per piantare nuovi alberi per i loro assicurati, questo nuovo sistema è stato applicato ad una polizza completamente “de-materializzata”, in quanto tutta la documentazione viene scambiata via mail e non più inviata in forma cartacea.


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Green Factor, l’Oscar della sostenibilità trentina e i 13 progetti selezionati

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 18 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Appuntamenti

GreenFactor TrentinoSi è conclusa la prima selezione di “Green Factor. Fare e informare sostenibile”, bando di concorso promosso e organizzato da Habitech - Distretto Tecnologico Trentino, in partnership con Trentino Sviluppo, CEii Trentino (Centro europeo d’Impresa e di Innovazione del Trentino), la Casa Città - Laboratorio Urbano di Trento e Manifattura Domani.
Sono state 50 le aziende e i professionisti che hanno partecipato alla competizione, ma solo 13 coloro che potranno partecipare alla mostra dedicata che si svolgerà a Palazzo Roccabruna a Trento, nell'ambito del Festival dell’Economia.

Ecco i protagonisti della green economy trentina:

  1. ACSM - Progetto Oil Free Zone per i territori del Primiero e Vanoi,
  2. Alto Garda Servizi Teleriscaldamento - Sistema di cogenerazione ad alto rendimento e teleriscaldamento di Riva del Garda,
  3. Aquafil - Econyl. Filo ecolgico. Sviluppo famiglia prodotti verdi ad alta performance energetica,
  4. Armalam - Travi Armalam in legno lamellare armato,
  5. Azienda Agricola Francesco Poli - Produzione di vino con metodo biodinamico,
  6. Bioenergy Anaunia - Teleriscaldamento per Fondo,  Malosco e Sarnonico,
  7. Boso + partner (Luigi Boso, Matteo Poletti, Michel Gaier) - Energybook. Sistemi integrati per la gestione energetica ed ambientale del patrimonio edilizio comunale,
  8. Cooperativa Car Sharing Trentino - Servizio di car sharing per la Provincia di Trento,
  9. ELDA eco ambient hotel - Edificio e servizi turistici sostenibili,
  10. Iniziativa Crisalide - Progetto filiera cogenerazione distribuita in Trentino,
  11. ITEA - Green Model House ITEA: progetto di fattibilità edifici in legno,
  12. Tamanini Hydro - Turbine idrauliche e impianti idroelettrici per acquedotti (mini-hydro),
  13. Trentino Rainbow Energy (Michele Tonezzer, Paolo Decarli, Waler Raniero) - Modulo Fotovoltaico Rainbow.


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Il gres porcellanato A.I.R. che recupera il 20% di materie prime dai tubi catodici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

gras porcellanato AIRL'azienda italiana Ceramiche Supergres ha ottenuto un importante riconoscimento grazie all’innovativo progetto in gres porcellanato A.I.R., già vincitore del’Award Ecohitech 2009. La peculiarità interessantissima è che la nuova collezione A.I.R. è prodotta con un’elevata percentuale di materiale riciclato post-consumer (vetri CRT) derivanti dal riciclo del tubo catodico dei vecchi televisori e dei monitor dei computer.

Il Premio assegnatole è il GPP “Progetti sostenibili e green public procurement 2010”, indetto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e da Consip Spa. Il concorso, promosso in partnership con il ministero dell’Ambiente e delle Attività Produttive, di Confindustria e di Enea, premia le amministrazioni pubbliche e le imprese che hanno raggiunto successi significativi nell’ambito della sostenibilità ambientale, privilegiando l’offerta e l’acquisto di prodotti e servizi “verdi”.

Un ottimo esempio di come si possa produrre nuovi prodotti riducendo di molto l'impatto ambientale (recupero dei rifiuti) e di come si possa trovare nel riciclo fonti alternative di materie prime.

La motivazione del premio riconosicuto alla Ceramiche Supergres è la seguente.


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