Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Mega-incendio a centrale Tricastin, ma non è radioattivo

Scritto da 100ambiente - News • Sabato, 2 luglio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Fiamme colpiscono la centrale nucleare francese di Tricastin, ma l'unità è ferma. Nuvole fumo, ma nessun ferito

Un mega-incendio ha colpito nel pomeriggio un'unità ferma della centrale nucleare di Tricastin, nel sud-ovest della Francia, che ha fatto salire densi nuvoloni di fumo, tanto da spingere numerosi residenti a chiamare i vigili del fuoco.

Le fiamme sono divampate attorno alle 15 per una ragione non chiara, nella "parte non nucleare dello stabilimento e non hanno alcuna conseguenza radioattiva sull'ambiente o la popolazione", ha sottolineato il colosso energetico francese Edf, in un comunicato.


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Record roghi a aprile: 82 missioni aerei Protezione civile

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 13 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Sono 42 le richieste inoltrate dalle regioni

Il caldo estivo ad aprile ha già fatto raggiungere un record sul fronte degli incendi: in 11 giorni sono state 42 le richieste di aiuto delle regioni al Centro operativo aereo unificato, Coau, del Dipartimento della Protezione civile, 82 interventi aerei con 731 lanci effettuati per 5.141.000 litri di estinguente impiegato.

Numeri "record" - spiega il dipartimento - registrati nei primi 11 giorni di aprile, e numeri in crescita dovuti alle temperature particolarmente elevate e alla bassa umidità che caratterizzano questo inizio di primavera.


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Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 18 ottobre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio
Uno degli ecosistemi più delicati dell'Oceano indiano è minacciato dal fuoco. Un incendio sta bruciando uno dei paradisi terrestri.

Uno dei più preziosi ecosistemi dell'Oceano indiano è minacciato dalle fiamme: un violento incendio sta devastando da una settimana il parco nazionale dell'Isola dela Reunion, ad est del Madagascar.

"Non siamo ancora venuti a capo della situazione anche a causa delle alte temperature",

ha spiegato il prefetto, Michel Lalande, che ha chiesto rinforzi alla Francia metropolitana.

La situazione si è aggravata a causa dei forti venti e alcune squadre di pompieri, circondati dalle fiamme, hanno dovuto essere evacuate: oltre mille ettari di foresta primaria sono andati distrutti.


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Incendi in Russia. Incalcolabili danni ambientali (con video reportage)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 10 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Gli incendi che in questi giorni stanno devastando la Russia portano con sé incalcolabili danni ambientali che ricadranno sugli equilibri naturali, climatici ed economici, non solo in Russia ma anche a livello globale. Sulla base di alcune stime riportate nel TEEB (il più autorevole studio che si sta occupando dell’Economia degli Ecosistemi e della Biodiversità” il cui rapporto definitivo verrà reso noto nell’ottobre 2010) il WWF calcola che siamo già vicini alla soglia dei 200 milioni di dollari solo sul fronte dello stoccaggio del carbonio, ovvero la capacità delle foreste di trattenere CO2, un contributo “naturale” insostituibile nella lotta globale ai cambiamenti climatici.

Incendi in Russia

Nell’area tra San Pietroburgo e Mosca, compresa tra i 40 e i 55 gradi di latitudine, si trovano infatti le aree forestali che nel continente europeo sono in grado di trattenere la maggiore quantità di carbonio.
Il valore che le foreste hanno nello stoccare il carbonio, e quindi nel mitigare l’incremento dell’effetto serra naturale è immenso e difficilmente quantificabile a livello economico, ma secondo i dati riportati dal TEEB, per ogni ettaro di foresta questa capacità ha un valore di 728,56 dollari a latitudini di 35-45° fino a 1.272,85 dollari per ettaro alle latitudini da 45 a 55°.
Considerando quindi una media di 1.000 dollari per circa 190.000 ettari di boschi colpiti dalle fiamme, che quindi non potranno più trattenere CO2 e anzi la stanno liberando, il conto è presto fatto.


A questo dato vanno poi aggiunti altri parametri difficilmente quantificabili, come la perdita di biodiversità – che in questi boschi è ricca di lupi, orsi, martore, linci, cervi caprioli e di un gran numero di rapaci - e dei servizi naturali che le foreste sono in grado di fornire, come il cibo e le risorse forestali, la regolazione del clima e del ciclo dell’acqua, la protezione da eventi catastrofici e dissesti idrogeologici per fare solo alcuni esempi. Senza contare le ricadute sulla salute umana e i danni economici legati al valore commerciale dei terreni e del legname andati in fumo e alla diminuzione della produttività agricola già oggi definita senza precedenti per la Russia. 


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Gli incendi calano del 33% nel decennio. Ma c'e' ancora molto da fare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 26 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Buone notizie sul fronte degli incendi. Statistiche e numeri alla mano ci dicono che sono diminuiti del 33% nell'ultimo decennio. Questo non significa che l'allarme sia superato. Anzi, esattamente il contrario.
Negli ultimi dieci anni sono comunque andati perduti annualmente 88mila ettari contro i 118 mila ettari del trentennio 1971-2001.

Questo è quanto emerge dai dati Istat rielaborati da Coldiretti. Ma come dicevamo, c'è ancora molto da fare. 88mila ettari di terreno, tra coltivazioni, campi, boschi e macchia mediterranea sono una superficie enorme, che toglie al territorio italiano biodiversità e ricchezza floreale.

La siccità si è dimostrata nel passato la grande alleata degli incendi come dimostra il fatto che - precisa la Coldiretti - nell’ultimo decennio per numero di roghi rilevati si segnalano tra i peggiori gli anni 2003 e 2007, con valori nettamente al di sopra della media, dovuti, tra l'altro, all'anomalo andamento climatico rilevato nell'Italia centrale e meridionale: il 2003 e il 2007, infatti, sono stati anni secchi e caldi, con temperature particolarmente elevate e scarso apporto pluviometrico durante il periodo estivo.


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Incendi sotto controllo con le spie satellitari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 1 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Ogni anno gli incendi colpiscono a livello mondiale circa 350 milioni di ettari di territorio, con danni a proprietà e mezzi di sostentamento, senza tralasciare che gli incendi boschivi contribuiscono al riscaldamento globale, all'inquinamento, alla desertificazione ed alla perdita di biodiversità.


Il controllo degli incendi risulta quindi un fattore cruciale per la nostra salute e la salvaguardia ambientale e, in tal senso, il telerilevamento da satellite offre nuove opportunità per la gestione di questo tipo di emergenza.

Sull’argomento, ricercatori e studiosi del settore si confronteranno nel corso del workshop internazionale sulle ‘tecnologie di remote sensing per il controllo degli incendi’, organizzato a Matera, dal 2 al 5 settembre 2009, dall’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza, in collaborazione con l’università spagnola di Alcalá e l’ Agenzia spaziale europea (Esa).

Tra i progetti di maggiore interesse a livello nazionale, sarà presentata una mappa delle aree percorse dal fuoco nei Parchi nazionali in Italia, realizzata dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Cnr (Irea-Cnr).


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Incendi: i due complici degli incendiari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 27 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Le notizie di questi giorni hanno risvegliato - o almeno lo speriamo - la sensibilità pubblica nei confronti del pericolo incendi e dell'enorme e costante pericolo che l'ambiente è sottoposto quotidianamente.

Per il WWF è la mancata manutenzione del territorio il motivo principale a cui risalire per comprendere la virulenza degli incendi che stanno divorando il nostro territorio e quello di Francia, Corsica, Spagna, Grecia, dove la Sardegna ha vissuto persino drammi umani. 
 
In Sardegna, in particolare, le piogge insolitamente intense di questa primavera hanno rinvigorito la vegetazione del sottobosco e dei campi,  un’enorme massa vegetale improvvisamente disseccata da un rovente periodo pre-estivo.

Questo duplice fenomeno climatico estremo ha prodotto una ‘miccia’ vegetale micidiale anche per il più piccolo focolaio di incendio, un rapporto causa-effetto non debitamente considerato.


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