Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Legno illegale. Le chitarre Gibson sotto accusa, costruite con legno illegale.

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 29 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Materiali
la nota azienda di Nashville avrebbe importato illegalmente ebano dall'India. la Gibson, ovviamente nega ogni accusa

La Gibson, leggendario marchio di costruttori di chitarre, è finita nel mirino di un'indagine federale negli Stati Uniti con l'accusa di avere depredato foreste di ebano per costruire i celebri strumenti usati da Jimmy Page e Chuck Berry.

Agenti federali hanno perquisito le sedi Gibson a Nashville e a Memphis la settimana scorsa sequestrando legnami, dischi rigidi dei computer e decine di chitarre. Secondo le autorità - scrive il quotidiano britannico The Times - la Gibson potrebbe essere sanzionata per avere importato illegalmente ebano dall'India (1.250 pezzi arrivati in aereo a Dallas il 22 giugno scorso), violando le leggi che vietano l'uso di piante o alberi minacciati di estinzione.


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Il Green Pallet. Sostenibile e a chilometro zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oggi si svolge la prima edizione della "Giornata Nazionale Anticontraffazione", per sensibilizzare le imprese e i cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione. Da sempre il prodotto di qualità in genere è oggetto della pratica della contraffazione, che crea ingenti danni all’economia, in pressoché tutti i settori. Ma non solo. Pratiche scorrette di produzione senza alcun controllo, creano ripercussioni anche sull'ambiente.

Senza entrare nel dettaglio della contraffazione dei marchi più noti (è qui che la contraffazione appare più evidente e plateale) esiste il settore dei pallet (le pedane in legno utilizzate per il trasporto delle merci) che è pesantemente coinvolto e danneggiato dalla contraffazione selvaggia: sono frequenti i casi di riproduzione non autorizzata del marchio EUR-EPAL (un marchio che garantisce tra l’altro la qualità, sicurezza e la provenienza dei materiali utilizzati).

Green Pallet

Questo fenomeno causa pesanti conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed ambientale; conseguenze che ricadono sull’intera società, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini.
Il pallet è quasi invisibile al consumatore, eppure è parte integrante del processo produttivo e distributivo dei prodotti che compriamo nei negozi e nei supermercati. La sua contraffazione pesa molto sulla comunità. Pensiamo all'uso di legnami la cui origine non è controllata.

Perché dunque non pensare al Green Pallet?


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Feltrinelli sceglie la strada della sostenibilità per i propri libri

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 1 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Dopo il duro attacco di Greenpeace e Terra! contro gli editori italiani ecco arrivare i primi risultati. Feltrinelli, editore storico del panorama italiano, ha annunciato la decisione, con effetto immediato, di utilizzare per i propri libri solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile. Già dalle prossime settimane alcune ristampe di classici come “Re Lear” di Shakespeare, “Alfred e Emily” di Doris Lessing e “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini saranno disponibili nelle librerie su carta certificata FSC.

Classifica editori italiani sostenibili

Feltrinelli - che ha esteso l’impegno a usare solo carta FSC anche alle altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra) - ha, inoltre, chiesto a Greenpeace di collaborare nella ricerca di carta riciclata che possa sostituire la carta da fibre vergini per alcune collane.

(nelle immagini la classifica Greenpeace Salvaforeste, che vota la sostenibilità della produzione degli editori italiani)


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WWF, Greenpeace e Terra! si scagliano contro il Salone del Libro di Torino

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 12 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Guerra aperta delle Associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace e Terra!) contro le case editrici che si stanno per riunire da domani al Salone Internazionale del Libro a Torino. Il motivo del contendere è la responsabilità del settore dell’editoria italiana sulla distruzione delle ultime foreste torbiere del Sud Est Asiatico.

Proprio l’espansione delle piantagioni industriali per la produzione di polpa di cellulosa, infatti, minaccia le preziose foreste di Sumatra e spinge verso l’estinzione specie come l’orango e la tigre e il rinoceronte di Sumatra.

Tra i principali responsabili di questo scempio ambientale la multinazionale APP (Asia Pulp & Paper). Si stima che dall'inizio delle proprie attività, negli anni '80, la APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste naturali nella sola isola di Sumatra. Quest’area da sola conserva più di due miliardi di tonnellate di carbonio svolgendo un’azione chiave nella mitigazione del cambiamento climatico.

Le ricerche di Terra! hanno evidenziato una aggressiva campagna di penetrazione della APP nel mercato italiano.

dichiara Sergio Baffoni, responsabile Campagna Foreste di Terra!

Se la APP continua ad aumentare le vendite, convertirà nuove foreste pluviali in piantagioni per rifornire le sue cartiere in Indonesia e Cina, già a corto di fibre. Siamo certi che quando capiranno gli impatti di questa impresa, le imprese italiane rifiuteranno i prodotti della APP.

Da un’indagine realizzata da Greenpeace, infatti, risulta che il 75% delle case editrici italiane non conosce, né controlla l’origine della carta utilizzata per la produzione dei propri libri.


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La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

In Indonesia, le foreste si sviluppano per 463.000 miglia quadrate, posizionando il paese dietro solo al Brasile e la Repubblica Democratica del Congo. Ma il dilagante disboscamento illegale ha trasformato le foreste del Borneo tra le più minacciate del pianeta causando anche reazioni sui mercati del legname in tutto il mondo.

Deforestazione borneo indonesia


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Carta e Cartone. Produzione in calo ma crescita nel riciclo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 16 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Riduzione di oltre un milione di tonnellate di consumo apparente di carta e cartone, pari al -18% in generale e al -24,5% per il solo comparto dell’imballaggio cellulosico, mentre cresce la raccolta differenziata di carta e cartone cresce (+ 7,1% nel 2008).

Dunque la sostenibilità e la riciclabilità di questo materiale si confermano i plus su cui investire per accelerare la ripresa.

E’ questo il quadro che emerge dall’indagine “Scenari di carta”, realizzata da Comieco e Ipsos e presentata nel corso del convegno “Quale futuro per il riciclo di carta e cartone”, che ha analizzato le prospettive del mercato degli imballaggi cellulosici.

Uno studio-termometro che conferma la flessione della produttività nazionale e che scatta una fotografia inedita della crisi attuale, partendo dall’industria dell’imballaggio cellulosico storicamente e strutturalmente legato alla produzione industriale.

I dati dell’indagine disegnano inoltre una nuova geografia della crisi: i produttori e i trasformatori del Sud Italia, più legati all’industria alimentare, hanno registrato un – 2,5%, molto moderato se paragonato al – 8% del Centro Italia, al – 11% in Lombardia o addirittura al – 15% nel Triveneto.


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La gestione sostenibile delle foreste e le grandi scimmie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 11 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

La gestione sostenibile delle foreste – quali quelle certificate secondo gli standard FSC (Consiglio per la Gestione Forestale Sostenibile) – ha un ruolo vitale nella conservazione delle ultime grandi scimmie rimaste al mondo, ovvero bonobo, scimpanzé, gorilla e orango.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto promosso dal WWF “Great Apes and Logging” reso noto oggi a livello internazionale che contiene un Decalogo di raccomandazioni per i Governi dei paesi importatori ed esportatori di legname, le imprese e i consumatori.

Il rapporto WWF evidenzia infatti che le foreste certificate e gestite secondo gli standard FSC – il marchio di qualità per la gestione responsabile delle foreste – ospitano e garantiscono la vitalità delle popolazioni di queste grandi scimmie allo stesso livello di parchi e riserve nazionali.

E conferma che una gestione forestale in linea con gli standard FSC è oggi lo strumento più importante per coniugare conservazione e utilizzo sostenibile di un patrimonio forestale mondiale depredato a ritmi allarmanti, con processi di deforestazione che negli ultimi 10 anni hanno distrutto milioni di ettari di foreste che ospitano ancora le grandi scimmie in paesi come l’Indonesia, Malesia, la Repubblica Democratica del Congo, il Gabon, il Camerun e la Nigeria (senza contare le altre aree forestali colpite dal taglio illegale come l’Amazzonia (da non perdere la recente inchiesta di Greenpeace) e i paesi attraversati dal Mekong dove le grandi scimmie non sono presenti.


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Amazzonia. Un macello. Inchiesta Greenpeace

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 6 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Un paio di scarpe Geox, Nike o Adidas, un divano di pelle Chateaux d’Ax, un pasto a base di carne Simmenthal o Montana possono avere un’impronta devastante sull’ultimo polmone del mondo e sul clima del nostro pianeta.

Dopo tre anni di indagini sotto copertura, Greenpeace pubblica l’inchiesta “Amazzonia, che macello!” con la quale smonta, pezzo per pezzo, il complesso mercato globale della carne e della pelle e rivela come i giganti brasiliani del comparto zootecnico – parzialmente partecipati dallo stesso governo brasiliano – stanno distruggendo l’Amazzonia e il clima del nostro pianeta.
In quest’inchiesta per la prima volta emergono i nomi dei marchi implicati, Greenpeace ricostruisce le filiere fino ai prodotti che ogni giorno tutti noi usiamo e che nascondono una storia di deforestazioni, incendi, abusi e nuove schiavitù della
popolazione locale.

Sono stati identificati centinaia di allevamenti illegali all’interno della foresta pluviale amazzonica che riforniscono i macelli e le concerie di gruppi come Bertin, JBS e Marfirg.
Grazie all’analisi di mappe e foto satellitari, Greenpeace è stata in grado di definire i confini di alcuni di questi allevamenti fornendo prove schiaccianti sulle loro attività illegali di deforestazione, taglio a raso e incendi dolosi.


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L'assalto alle foreste russe da parte dell'industria della carta finlandese

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 16 aprile 2009 • Commenti 1 • Categoria: Flora

Sembra proprio che le foreste russe siano entrate negli obiettivi delle imprese forestali finlandesi attraverso il progetto di investimenti importanti nell'industria cartaria russa.
A suffragare questa ipotesi è lo stesso vicepresidente dell'Associazione finlandese dell'industria forestale Anders Portin, che descrivendone gli obiettivi, annuncia l'esportazione in Russia di macchinari industriali per l'esbosco.
Dall'altro lato della barricata, il Presidente Russo Putin starebbe lavorando per assicurare un ambiente economicamente favorevole agli investitori finlandesi.

Si preannuncia quindi un futuro di sfruttamento per le foreste russe?

Ma un rapporto del WWF ricorda che proprio dalla Russia e attraverso la Finlandia entrano ogni anno in Europa 10,4 milioni di metri cubi di legname di origine sospetta o illegale. Circa la metà di questo legno entra nell'Unione Europea attraverso la Finlandia, dove viene impiegato per produrre cellulosa e carta, che a loro volta vengono esportate verso altri paesi europei.


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Il 92% degli europei vogliono leggi contro il commercio illegale di legnami

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 1 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Una schiacciante maggioranza dei cittadini europei vuole più stretti controlli sul commercio del legname per stroncare il fenomeno del legname illegale: è l’inequivocabile risultato di un recente sondaggio d’opinione commissionato dal WWF e dagli Amici della Terra.
Il 92% degli intervistati ritiene infatti importante introdurre una nuova legge europea per fermare il commercio di legname illegale e dei suoi prodotti derivati nel mercato comunitario.
Sulla scorta di questi risultati, il WWF e gli Amici della Terra esortano quindi le istituzioni europee ad agire di conseguenza e adottare una forte e puntuale legislazione senza ulteriori indugi.

Il sondaggio conferma come i cittadini europei siano consapevoli che abbiamo un solo Pianeta dove vivere e che questo vada adeguatamente tutelato per il futuro di noi tutti.
Le foreste vanno conservate ed adeguatamente gestite, rappresentano un serbatoio ineguagliabile di risorse vitali per noi tutti. Il taglio illegale del legname annulla la funzione protettiva delle foreste aumentando il rischio di catastrofi naturali, quali alluvioni e frane, e determina i grandi processi di deforestazione che oggi più che mai stanno sconvolgendo interi ecosistemi con particolare vigore in tutte le aree tropicali del nostro pianeta.
La deforestazione selvaggia è inoltre una delle principali cause dei cambiamenti climatici, dato che il 20 % circa delle emissioni di gas serra nell’atmosfera sono dovute proprio alla distruzione delle foreste.


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La UE prende posizione sul commercio illegale di legname

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 18 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Flora, Produzione & Consumi

Ieri l’Europa ha fatto un importante passo avanti per la legalizzazione del mercato del legname e la conservazione delle foreste, bene prezioso per la vita sulla Terra.

Secondo le norme approvate le imprese dovranno responsabilizzarsi maggiormente e provare che il legname che importano in Europa è stato prodotto e raccolto legalmente.

E’ quanto ha stabilito oggi la Commissione Ambiente dell’Unione Europea.

Si tratta di una pietra miliare per fermare la distruzione delle foreste in tutto il mondo e dare maggiore certezza alla conservazione e gestione sostenibile di questa risorsa fondamentale per la vita di noi tutti, oltre che un miglioramento assolutamente necessario della nuova legge europea sul legname proposta dalla Commissione Ambiente.


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