Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il mercato nero dei pneumatici, oltre mille le discariche

Scritto da Sonja Caccamo • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Materiali
Dossier Legambiente: coinvolte 16 regioni e 8 stati esteri. Dove vanno a finire tutti i pneumatici usati? Seguono tutti strade lecite?

Ogni anno in Italia spariscono nel nulla fino a 100 mila tonnellate di pneumatici fuori uso, circa un quarto di quelli immessi in commercio nello stesso arco di tempo.
Sono più di mille le discariche illegali dal Nord al Sud, oltre 2 miliardi di euro il danno economico per le finanze e l`imprenditoria 'onesta' nell'arco temporale degli ultimi 5 anni.

Sono alcuni dati del dossier presentato oggi a Rimini - dove è in corso la 14ma edizione della 'Fiera Ecomondo' - da Legambiente ed Ecopneus (consorzio dei 6 principali produttori di pneumatici in Italia) nel quale per la prima volta viene descritto il quadro dei traffici illegali di pneumatici fuori uso, alla vigilia della partenza di un sistema nazionale di raccolta in Italia.


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La tratta dei cuccioli è reato: ogni anno entrano 300mila animali in Italia

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 3 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze
La Lega Anti Vivisezione presenta i punti salienti della nuova legge contro il traffico dei cuccioli

Heidi e Carlino, rispettivamente una femmina di West Highland e un Carlino, due dei cani dall`Est sequestrati nel corso di un`indagine condotta due anni fa nel centro Italia, oggi hanno festeggiato insieme alla Lav la legge approvata ieri dalla Camera dei Deputati, che ha introdotto pene severe - la reclusione da tre mesi a un anno e la contestuale multa da 3.000 a 15.000 euro - per chi introduce illegalmente cani e gatti in Italia.

La tratta illegale dei cuccioli coinvolge circa 200-300 mila cuccioli all'anno in Italia, introdotti falsificando documenti, con un giro d`affari stimato in almeno 300 milioni di euro all`anno grazie a prezzi finali che oscillano tra i 500 e i 1.500 euro, ottenuti spesso "gonfiando" il prezzo all`origine anche fino a 20 volte.


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Rifiuti Campania. Legambiente ha presentato un esposto alla Procura di Nola

Scritto da 100ambiente - News • Domenica, 24 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio
Le vicende di Terzigno non hanno lasciato nessuno fuori dal gioco. Legambiente scende in campo ravvisando la presenza di traffico illecito e disastro ambientale per la discarica di Terzigno. E procede quindi con un esposto in procura.

Legambiente Campania ha presentato alla procura della Repubblica di Nola un "dettagliato" esposto-denuncia per traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale e inquinamento delle falde acquifere nella discarica Sari di Terzigno.

All'esposto hanno aderito i sindaci di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno, Trecase ed il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio.

La Procura di Nola, spiega Legambiente in una nota, già ha assegnato procedimento al pm Visone che dovrà accertare la fondatezza delle fattispecie di reati denunciate.


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Avvio della stagione di caccia. Il dodecalogo del Corpo Forestale

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 17 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Apertura stagione venatoria cacciaLa fauna selvatica è un patrimonio tutelato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale.
Il Corpo forestale dello Stato, attraverso l'attività delle strutture operative centrali e periferiche, difende la vita delle specie selvatiche, autoctone ed esotiche, garantendo anche la conservazione dei loro habitat naturali. In particolare, con l'ausilio del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA), struttura specializzata della Forestale negli interventi contro il bracconaggio, controlla il corretto esercizio dell'attività venatoria.

Alla vigilia dell'apertura generale della caccia il Corpo forestale dello Stato invita tutti coloro che praticano l'attività venatoria a una caccia responsabile nel rispetto delle normative vigenti. Il cacciatore deve collaborare sempre più con gli enti locali per contribuire alla gestione del patrimonio faunistico e naturale del nostro Paese. In questo contesto si inserisce l'importante opera di vigilanza sul territorio svolta dalla Forestale che in questo periodo verrà intensificata per prevenire gli incidenti e reprimere gli episodi di bracconaggio.

Una costante e capillare attività, quella svolta dal Corpo forestale dello Stato, che ha portato, nel corso del 2009, ad accertare 1.516 reati rispetto ai 1.672 dell'anno precedente, la maggior parte dei quali hanno riguardato la tutela della fauna selvatica autoctona (938).
Più di 300 sono stati i reati per violazioni alle norme riguardanti il maltrattamento di animali e circa 140 i reati inerenti la legge sul controllo del commercio delle specie selvatiche in via di estinzione (CITES).

In calo anche le persone denunciate pari a 926 contro le 1.205 del 2008, così come i sequestri di animali e degli illeciti mezzi di caccia pari a 1.037 contro i 1.308 dell'anno precedente.
Gli arresti sono stati 5, rispettivamente 2 in Calabria, 2 in Puglia e 1 in Piemonte. Le perquisizioni effettuate sono state più di 140. Accertati, inoltre, quasi 5mila illeciti amministrativi ed eseguiti 134 mila controlli.
L'importo totale delle sanzioni notificate ai trasgressori nel 2009, pari a circa 3 milioni di euro, è quasi raddoppiato rispetto all'anno precedente.

Segue il dodecalogo del Corpo FOrestale, per una caccia rispettosa delle leggi.


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Tokyo Two. Condannati per aver denunciato il mercato illegale delle balene

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 8 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Junichi Sato Toru SuzukiSi chiamano Junichi Sato e Toru Suzuki - Tokyo Two -, conosciuti in tutto il mondo per il loro attivismo contro il mercato illegale delle carni di balena, e sono stati ritenuti colpevoli di furto e violazione di domicilio per aver smascherato il contrabbando della carne di cetaceo a bordo della Nisshin Maru.

La Nisshin Maru è una nave fattoria della flotta baleniera giapponese e i due erano riusciti a intercettare due delle numerose casse contenenti carne di balena, destinate a membri dell'equipaggio per uso "privato", nell'assoluta violazione delle regole del programma baleniero, finanziato dai contribuenti giapponesi.

Il commento di Junichi Sato non fa una piega.

La Corte ha riconosciuto che esistono pratiche discutibili all'interno del programma giapponese della caccia alle balene ma non ha riconosciuto il diritto di denunciarle, come garantisce il Diritto internazionale. La Convenzione internazionale per i diritti civili e politici, su cui si è basata la nostra difesa, dovrebbe prevalere sul diritto penale interno, ma la sentenza non l'ha tenuto adeguatamente in considerazione.

 La reazione Toru Suzuki è dello stesso tipo

Questa verdetto è assolutamente sproporzionato e immeritato. Abbiamo agito per far sapere la verità sul programma di caccia baleniera finanziato dal governo giapponese, e invece siamo stai puniti, mentre chi si è appropriato indebitamente di denaro pubblico è a piede libero.

E' imbarazzante scoprire questa reazione delle autorità giurisprudenziali giapponesi. Prevale dunque il diritto interno sulla res pubblica (sostenibilità ambientale, risorse faunistiche mondiali, soldi pubblici giapponesi) e sugli accordi internazionali.


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Europei e italiani bocciano latte e carne da allevamenti clonati

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 23 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il responso è senza possibilità d'appello e soprattutto non può dare adito a false interpretazioni. Secondo l'ultima indagine svolta da Eurobarometro sia gli europei che gli italiani, a maggioranza assoluta, non promuovono l'ipotesi di consumare latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati, qualora arrivino sulle loro tavole. Le motivazioni che spingono i nostri concitattdini e i vicini europei sono molteplici: per questioni ambientali, etiche, sanitari ed economiche.
Posizione forte supportata anche in virtù del fatto che il concetto di clonazione è ben noto: in altre parole gli intervistati sanno benissimo cosa la clonazione possa significare e il loro responso non è dunque dettato da pura formalità emotiva. Le risposte sono dunque ponderate e valore di queste hanno un loro evidente peso.

Clonazione mucche

Clone Beef Calves - Foto di Trans Ova Genetics.

Purtroppo si sta già assitendo a l'immissione sul mercato di carne provenienti da allevamenti in cui si fa uso della clonazione, come il caso confermato dalla Food Standard Agency (FSA) che vede la Gran Bretagna protagonista. Mercati clandestini che inseriscono questa carne illegalmente e quindi - verosimilmente - consumata.

Da alcune indagini svolte da Coldiretti il 79 per cento degli italiani conosce la tecnica della clonazione animale; non solo. Gli italiani sembrano anche conoscere gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), compromettendo la biodiversità (63 per cento), causando sofferenza agli animali (52 per cento) e non ultimo, considerando la scelta moralmente sbagliata (69 per cento).


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Pesanti condanne per i responsabili delle escavazioni abusive su Po, Brenta e Adige.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Territorio

Un segnale forte e positivo quello che è arrivato dal Tribunale di Padova che condanna pesantemente i responsabili delle escavazioni abusive portate avanti per anni sui fiumi Po, Brenta e Adige.

Il risarcimento è stato riconosciuto anche al WWF, costituitosi parte civile nel processo, confermando la gravità dei danni ambientali inflitti ai fiumi dalle escavazioni selvagge per procurarsi profitto illecitamente.
I giudici hanno accolto le motivazioni del PM e del WWF e riconosciuto la gravità dell'attività illecita degli imputati, (alcuni dei quali funzionari pubblici preposti in realtà alla tutela dell'ambiente) ai quali veniva contestato per associazione a delinquere, concorso in furto di sabbia, falsificazione dei verbali di escavazione, truffa e violazione del segreto di ufficio (la ditta veniva avvisata prima dell'arrivo dei controlli). 

La condanna conferma la veridicità delle denunce che da oltre un decennio sono state fatte circa il grave danno a discapito dei fiumi, la criticità delle loro condizioni e la necessità di un’azione per la loro riqualificazione e rivitalizzazione.
La campagna ‘Liberafiumi’  portata avanti in questi mesi dal WWF ha proprio lo scopo di censire e poi recuperare gli ecosistemi fluviali, perché si possa garantire una gestione sostenibile dell’acqua e il raggiungimento del buono stato ecologico come previsto dalla Direttiva europea sulla tutela delle acque.


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Stop a petroliere e navi pericolose nel Canale di Pianosa

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 6 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Dopo il disastro ecologico della Deepwater in Louisiana, le istituzioni pubbliche del mondo si muovono affinché si cerchi di limitare, nel possibile, altri disastri ecologici, soprattutto in prossimità di territori e ambienti dal delicatissimo equilibrio biologico. Ultimo in ordine di tempo (e soprattutto in ambito nostrano) è il Comune di Campo nell’Elba che, attraverso il proprio Consiglio Comunale, ha approvato all’unanimità la proposta del Consigliere Yuri Tiberto, delegato alla difesa e alla fruibilità ambientale, del mare e delle coste, di richiedere ai ministri delle infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, e del turismo, Michela Vittoria Brambilla un decreto ministeriale per interdire nell’intero canale di Pianosa e per un raggio di cinque miglia attorno alla stessa isola, il traffico marittimo di petroliere, navi da carico o da trasporto passeggeri aventi stazza lorda superiore alle 10.000 tonnellate.

Sospensione transito petroliere canale Pianosa

Quel tratto di mare è sicuramente tra quelli che più subiscono gli sversamenti petroliferi e il lavaggio illegale delle cisterne a mare, proprio davanti al mare di Pianosa, protetto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago, ed alle coste e alle spiagge del Comune di Campo nell’Elba (una delle quali, Rosselle-Le Tombe, è stata più volte premiata tra le 10 più belle spiagge d’Italia) che ospitano oltre un terzo del turismo dell’intera Elba.


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Feltrinelli sceglie la strada della sostenibilità per i propri libri

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 1 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Dopo il duro attacco di Greenpeace e Terra! contro gli editori italiani ecco arrivare i primi risultati. Feltrinelli, editore storico del panorama italiano, ha annunciato la decisione, con effetto immediato, di utilizzare per i propri libri solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile. Già dalle prossime settimane alcune ristampe di classici come “Re Lear” di Shakespeare, “Alfred e Emily” di Doris Lessing e “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini saranno disponibili nelle librerie su carta certificata FSC.

Classifica editori italiani sostenibili

Feltrinelli - che ha esteso l’impegno a usare solo carta FSC anche alle altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra) - ha, inoltre, chiesto a Greenpeace di collaborare nella ricerca di carta riciclata che possa sostituire la carta da fibre vergini per alcune collane.

(nelle immagini la classifica Greenpeace Salvaforeste, che vota la sostenibilità della produzione degli editori italiani)


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Thailandia: avorio illega per oltre 2 milioni di dollari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 16 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Commercio illegale avorioGrazie a una segnalazione delle autorità del Qatar, la polizia tailandese ha sequestrato 296 zanne di elefante per un peso complessivo di 1,4 tonnellate. La Tailandia sta diventando il centro di smistamento mondiale di tutti i traffici di avorio.

Le zanne confiscate all’aeroporto internazionale di Bangkok erano state nascoste in casse ufficialmente etichettate come “stampanti per computer”. Il sequestro conferma l’emergere della Tailandia come vero snodo dei traffici illegali di avorio tra l’Africa e i paesi asiatici.

Il bracconaggio ai danni degli elefanti è in continua crescita in Africa proprio per servire i mercati dell’Estremo Oriente, assolutamente incuranti delle problematiche di conservazione degli elefanti ma interessati ad avere, come segno di ricchezza, gioielli e ornamenti nel prezioso materiale.

Già a febbraio le autorità doganali tailandesi avevano sequestrato un altro carico di circa due tonnellate di avorio, questa volta spacciate per pezzi di ricambio per telefoni cellulari destinati al Laos.


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WWF, Greenpeace e Terra! si scagliano contro il Salone del Libro di Torino

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 12 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Guerra aperta delle Associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace e Terra!) contro le case editrici che si stanno per riunire da domani al Salone Internazionale del Libro a Torino. Il motivo del contendere è la responsabilità del settore dell’editoria italiana sulla distruzione delle ultime foreste torbiere del Sud Est Asiatico.

Proprio l’espansione delle piantagioni industriali per la produzione di polpa di cellulosa, infatti, minaccia le preziose foreste di Sumatra e spinge verso l’estinzione specie come l’orango e la tigre e il rinoceronte di Sumatra.

Tra i principali responsabili di questo scempio ambientale la multinazionale APP (Asia Pulp & Paper). Si stima che dall'inizio delle proprie attività, negli anni '80, la APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste naturali nella sola isola di Sumatra. Quest’area da sola conserva più di due miliardi di tonnellate di carbonio svolgendo un’azione chiave nella mitigazione del cambiamento climatico.

Le ricerche di Terra! hanno evidenziato una aggressiva campagna di penetrazione della APP nel mercato italiano.

dichiara Sergio Baffoni, responsabile Campagna Foreste di Terra!

Se la APP continua ad aumentare le vendite, convertirà nuove foreste pluviali in piantagioni per rifornire le sue cartiere in Indonesia e Cina, già a corto di fibre. Siamo certi che quando capiranno gli impatti di questa impresa, le imprese italiane rifiuteranno i prodotti della APP.

Da un’indagine realizzata da Greenpeace, infatti, risulta che il 75% delle case editrici italiane non conosce, né controlla l’origine della carta utilizzata per la produzione dei propri libri.


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La deforestazione del Borneo. 1950-2005. Senza parole!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

In Indonesia, le foreste si sviluppano per 463.000 miglia quadrate, posizionando il paese dietro solo al Brasile e la Repubblica Democratica del Congo. Ma il dilagante disboscamento illegale ha trasformato le foreste del Borneo tra le più minacciate del pianeta causando anche reazioni sui mercati del legname in tutto il mondo.

Deforestazione borneo indonesia


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